tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/15/data-center-le-centrali-minacciano-il-parco-agricolo-sud-milano/8419142/
dall'articolo di Gaia Scacciavillani: "Se non è sotto assedio, poco ci manca: in una Lombardia presa d’assalto dai data center, come Il Fatto ha dettagliatamente raccontato nelle scorse settimane, il Parco Agricolo Sud Milano non fa eccezione. Anzi, se non sta attento dovrà stringersi per fare spazio a migliaia di chilometri quadrati di stazioni elettriche da costruire per alimentare i campus dell’intelligenza artificiale, come testimoniano i progetti di Terna a Trezzano sul Naviglio e Pioltello, senza contare la centrale di Lacchiarella ai confini dell’area tutelata. Eppure, con i suoi 47mila ettari, il Parco Sud Milano è uno dei parchi periurbani più grandi d’Europa: ospita cascine, aziende agricole, oasi naturalistiche, sentieri, ciclabili, abbazie e castelli. Evidentemente non bastano a custodirne i confini, complice la legge che obbliga Terna a connettere alla rete elettrica nazionale tutti i soggetti che ne fanno richiesta, per garantire la continuità del servizio di trasmissione e nel rispetto delle condizioni tecnico-economiche fissate dall’Arera.
Nasce così il progetto per la nuova stazione elettrica 380/220 kV “Fornace” che dovrebbe occupare ben 67mila metri quadrati nel Parco sul comune di Trezzano sul Naviglio. A conti fatti l’area corrisponde a una decina di campi da calcio standard Fifa, mentre la stazione serve per collegare quattro data center in progettazione fuori dal Parco, sui comuni limitrofi di Cusago, Assago e Buccinasco che hanno presentato a Terna una richiesta di allacciamento alla rete. Tra gli altri, la filiale italiana del colosso Usa Equinix, fresca di visita al ministro Urso, ha prenotato 190 MW, probabilmente un tassello del “significativo progetto di investimento sul territorio lombardo, destinato a rafforzare ulteriormente la presenza del gruppo in Italia e a consolidare il ruolo del Paese quale hub strategico per le infrastrutture digitali nel Mediterraneo”, che i vertici del gruppo hanno appena illustrato al Mimit. La parte del leone, però, in questa partita è della Infrafin del gruppo Brioschi (famiglia Cabassi), che chiede la bellezza di 350 MW."
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