tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/29/transizione-energetica-rinnovabili-nucleare-clima-notizie/8433510/
dall'articolo di Mario Agostinelli: "La visione prevalente è che le energie rinnovabili, opportunamente bilanciate e integrate da sistemi di accumulo (batterie, pompaggio idroelettrico) e da flessibilità della domanda, siano in grado di garantire stabilità della rete, contenere i costi e contenere l’intermittenza. In sintesi: rinnovabili supportate da flessibilità, accumulo e una quota di generazione geotermica costituiscono la soluzione più economica e scalabile; il baseload nucleare non è essenziale in un sistema decarbonizzato e sicuro, grazie a tecnologie “dolci” per la gestione della domanda e della generazione.
I limiti di tempo e di costo associati alla costruzione e alla gestione di impianti a fissione ostacolerebbero comunque l’adattamento a una crescita rapida delle rinnovabili e al loro mantenimento a costi competitivi, con riflessi anche sulle bollette.
C’è poi una questione di principio che riguarda il nucleare attuale (e non ce ne sono altri, di nuova generazione, alle viste). Non si tratta di un semplice dibattito tecnico, ma politico e culturale. È in gioco la qualità della nostra democrazia e il modello di convivenza che vogliamo costruire: uno fondato sulla centralizzazione e sull’obbedienza, o uno capace di diffondere potere, conoscenza e responsabilità."
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