tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/16/cinque-motivi-per-dire-no-a-chi-rivuole-il-nucleare/8420149/
dall'articolo di Francesco Sylos Labini: "Il governo ha avviato un percorso legislativo per reintrodurre il nucleare nel mix energetico nazionale. Eppure, dietro la retorica dei piccoli reattori e delle tecnologie del futuro, i dati mostrano almeno cinque motivi per cui questa scelta è più uno slogan politico che una reale strategia energetica.
La prima riguarda i costi. È vero che il confronto tra nucleare e rinnovabili non può limitarsi al solo costo di produzione del kWh, poiché solare ed eolico richiedono investimenti aggiuntivi in accumuli, reti e capacità di riserva. Tuttavia negli ultimi 15 anni, il costo dei pannelli fotovoltaici e delle batterie è diminuito di circa il 90%, mentre il nucleare ha seguito la traiettoria opposta. Il caso simbolo è il reattore Epr di Flamanville, in Francia: doveva costare 3,3 miliardi di euro ed entrare in funzione nel 2012; il costo finale è stato stimato dalla Corte dei conti francese in 23,7 miliardi e l’impianto è entrato in funzione con oltre dodici anni di ritardo."
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