tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/27/costa-smeralda-la-febbre-per-comprare-ville-da-350-milioni-addio-oligarchi-russi-arrivano-i-miliardari-usa-delle-big-tech-e-gli-sceicchi-arabi/8431213/
dall'articolo di Ferruccio Sansa e Mauro Lissia: "Gli americani cacciano i russi. No, non è una guerra. Tranquilli. La sfida stavolta è soltanto immobiliare, ma gli attori – sarà un caso? – sono gli stessi, con gli emiri arabi del petrolio a fare da terzo incomodo. Proprio come nello scacchiere geopolitico. Il Risiko del mattone si combatte in Sardegna e in Costa Smeralda per la conquista di alcune delle ville più costose del pianeta. Parliamo di affari che arrivano a 350 milioni di euro. Già, in Costa Smeralda si cambia: ritornano i miliardari americani e gli oligarchi russi lasciano le coste galluresi. Passano di mano una dopo l’altra le ville acquistate tra la fine degli anni novanta e il duemila, quando la Costa Smeralda era il centro delle vacanze estive per l’alta finanza mondiale e Karim Aga Khan compariva ancora, seppur di rado, nella celebre piazzetta di Porto Cervo. Altri tempi e altri rapporti, la “Costa” era di moda e i vip vanno dove vanno i vip. Passeggiando tra i vialetti di Porto Rotondo si poteva incontrare Vladimir Putin in compagnia dell’amico Silvio Berlusconi, con le famiglie e le scorte.
Oggi, in quei luoghi patinati, si pensa soprattutto a realizzare: se le agenzie immobiliari offrono decine di ville intestate a società e imprenditori stranieri, a prezzi che viaggiano sul filo delle decine di milioni di euro, gli eredi dell’ex Cavaliere hanno appena accettato, come anticipato dalla Nuova Sardegna, l’offerta vincolante di acquisto per Villa Certosa dello sceicco Hamad Bin Jassin Al Thani. Con 350 milioni da versare sul conto della società Idra, che concedeva in comodato la sconfinata dimora al fondatore di Forza Italia, la dinastia reale del Qatar avrà le 28 stanze che ospitarono alcuni fra i grandi della terra e che probabilmente si trasformeranno nell’ennesimo resort d’alto bordo. Andranno allo sceicco i 35 bagni, i saloni, le terrazze, le piscine, i campi da calcio, il vulcano artificiale, la pista per autoscontro e l’approdo che costò lo sbancamento di una scogliera, motivato con le inevitabili esigenze di sicurezza. Un’area di 2,3 ettari che il padre di Mediaset mise insieme pezzo a pezzo, vincendo a colpi di milioni le resistenze locali e superando rapidamente, anche grazie al sostegno del sindaco di Olbia, le fastidiose ‘rogne’ della tutela del paesaggio: “Tutto conforme alle regole”, giuravano in Comune."
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