tratto da https://ambientenonsolo.com/a-maggio-rinnovabili-al-528-della-domanda-elettrica-italiana-il-solare-guida-la-transizione/
Il fotovoltaico diventa sempre più centrale
Il protagonista del mese è stato il fotovoltaico. A maggio la produzione solare ha superato i 6 TWh, con un aumento del 19,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta di un valore ormai centrale per l’equilibrio del sistema elettrico italiano: in un solo mese il sole ha coperto quasi un quarto della richiesta elettrica nazionale.
Il dato non dipende soltanto dalle condizioni meteorologiche favorevoli. Riflette soprattutto l’aumento della potenza installata e il progressivo ingresso in rete di nuovi impianti. Il fotovoltaico sta diventando una vera infrastruttura energetica nazionale, capace di incidere in modo strutturale sul mix elettrico.
La crescita del solare è particolarmente importante perché avviene in una fase in cui la domanda elettrica tende ad aumentare anche per effetto delle temperature più alte. Negli ultimi giorni di maggio, le temperature hanno superato sensibilmente le medie stagionali, aumentando l’uso dei sistemi di raffrescamento. Il legame tra crisi climatica, consumi elettrici e picchi di domanda diventa quindi sempre più evidente: estati più calde richiedono più energia, e questa energia dovrà arrivare sempre di più da fonti pulite.
Rinnovabili forti, ma l’idroelettrico pesa sul bilancio
Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale. È una quota alta, ma inferiore a quella registrata a maggio 2025. La ragione principale è il forte calo dell’idroelettrico, diminuito del 38,5% rispetto all’anno precedente per la minore disponibilità d’acqua.
Questo elemento mostra uno degli aspetti più complessi della transizione energetica. Le rinnovabili sono fondamentali per ridurre emissioni e dipendenza dalle fonti fossili, ma non tutte hanno lo stesso andamento. Il fotovoltaico cresce rapidamente, l’eolico a maggio ha registrato un aumento del 14,5%, mentre l’idroelettrico può risentire in modo significativo della disponibilità idrica, sempre più condizionata dalla crisi climatica.
In calo risultano anche biomasse e geotermia. Il quadro complessivo conferma quindi che la transizione non può basarsi su una sola fonte, neppure quando questa cresce rapidamente. Serve un mix equilibrato, capace di integrare solare, eolico, idroelettrico, accumuli, gestione della domanda e reti intelligenti.
A maggio la produzione nazionale ha coperto l’84,6% della domanda, mentre il restante 15,4% è arrivato dagli scambi con l’estero. Anche il termoelettrico è cresciuto del 9%, compensando in parte il calo dell’idroelettrico. È il segnale che, quando una fonte rinnovabile diminuisce per ragioni climatiche o stagionali, il sistema deve ancora ricorrere a fonti programmabili tradizionali per garantire l’equilibrio della rete.
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