tratto da https://ambientenonsolo.com/auto-elettriche-le-batterie-su-quattro-ruote-che-possono-aiutare-la-rete-elettrica-italiana/
Auto elettriche, le batterie su quattro ruote che possono aiutare la rete elettrica italiana

Le auto elettriche non sono soltanto veicoli a zero emissioni allo scarico. Possono diventare anche una grande infrastruttura diffusa di accumulo energetico, capace di sostenere la rete elettrica, assorbire energia rinnovabile nei momenti di maggiore produzione e restituirla quando la domanda cresce.
È il messaggio che emerge dal nuovo studio commissionato da Transport & Environment e realizzato dall’istituto tedesco Fraunhofer ISI. Secondo l’analisi, in Italia la tecnologia Vehicle-to-Grid, cioè la ricarica bidirezionale che consente alle batterie delle auto elettriche di scambiare energia con la rete, potrebbe ridurre il fabbisogno di accumuli stazionari fino a 72 gigawatt. Tradotto in investimenti evitati, il risparmio potenziale arriverebbe fino a 36 miliardi di euro.
Il dato è particolarmente rilevante perché sposta il dibattito sull’auto elettrica oltre il solo tema dei trasporti. La diffusione dei veicoli elettrici non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni climalteranti, dell’inquinamento atmosferico e della dipendenza dai combustibili fossili. Riguarda anche la costruzione di un sistema energetico più flessibile, capace di integrare quote crescenti di solare ed eolico.
Che cosa significa Vehicle-to-Grid
Il Vehicle-to-Grid, spesso indicato con la sigla V2G, permette a un veicolo elettrico di funzionare come una batteria mobile. L’auto si ricarica quando l’energia rinnovabile è abbondante e meno costosa, per esempio nelle ore centrali della giornata con alta produzione fotovoltaica, e può restituire una parte dell’energia alla rete nei momenti di picco della domanda, come nelle ore serali.
In un sistema elettrico sempre più basato su fonti rinnovabili variabili, questa flessibilità diventa decisiva. Sole e vento producono energia pulita, ma non sempre nel momento esatto in cui i consumi sono più alti. Per evitare sprechi e garantire stabilità servono accumuli, reti intelligenti e strumenti capaci di modulare domanda e offerta.
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