http://www.repubblica.it/politica/2010/03/20/foto/un_milione_in_piazza_foto_confronto-2792309/1/
Gli organizzatori dal palco annunciano un milione di persone in piazza San Giovanni per il comizio di Silvio Berlusconi. Una stima veritiera o esagerata? Abbiamo messo a confronto immagini dall'alto della manifestazione di oggi con la protesta contro la guerra in Iraq del 15 febbraio 2003 (foto successive): in quel caso la prefettura stimò una partecipazione di 650mila persone. Per quanto riguarda la manifestazione di oggi invece, la questura ha stimato 150mila persone
domenica 21 marzo 2010
tra servi ed uomini liberi
Tra servi e uomini liberi ci sono tante differenze. I primi votano, lavorano, si esprimono, si muovono solo per un comando oppure per anticipare un comando. Al loro padrone dicono ogni tuo desiderio è un ordine per me ed ogni tuo ordine è per me un desiderio. Non esiste opinione o pensiero libero, esiste solo quello del capo. Mai da contraddire. Pensano che tutto e tutti abbiano un prezzo. Gli uomini liberi invece agiscono con la loro testa, rischiano, votano per chi può esprimere un mondo, una società migliore cioè a misura d’uomo, per il bene comune e non a favore di un’azienda. Non si esprimono in base ai sondaggi ma a ciò che buon senso, etica, rispetto e libertà giudica opportuno. Non cercano l’applauso e il consenso, non hanno bisogno di apparire, di sembrare, né di ottenere risultati. Pensano che dignità e diritti non hanno prezzo così come le persone che sono uguali in qualsiasi momento della vita, qualunque sia la religione, il colore della pelle, la razza, la condizione economica.
rete abbandonata la lotta, dopo le sagre si passa al governo?
Io non ci credo, ma vediamo cosa scrivono i giornali......
SONO state gettate le basi per l'istituzione di un sistema mussale territoriale che dovrebbe partire dall'Eur fino a Terracina. Un percorso per far scoprire o riscoprire la «nuova provincia», come venne definito il territorio pontino dopo la Bonifica integrale.
Partendo da Roma, e più precisamente dall'Eur, inizia un viaggio alla scoperta della modernità e del razionalismo che ha segnato la provincia di Latina negli anni ‘30. Un percorso che non unisce solo i vari musei di fondazioni o i musei civici che stanno nascendo nelle varie città della provincia, ma anche gli stessi edifici di fondazione e le attrattive naturali del territorio, da Ninfa al Parco del Circeo fino al mare. Se ne è discusso giovedì presso l'aula consigliare del comune di Pontinia, l'ente che ha provato a gettare un sasso nello stagno e vedere cosa sarebbe successo. All'incontro c'erano i rappresentanti della Regione Lazio e della Provincia di Latina, con l'assessore alla Cultura Fabio Bianchi, i rappresentanti dei comuni di Cisterna, Pomezia, Sabaudia, Aprilia e i responsabili di Eur s.p.a e Cesar Onlus, due società che si occupano del patrimonio immobiliare dell'Eur. Lo staff dell'assessore alla Cultura di Pontinia Patrizia Sperlonga (Federica Neri, Alessandro Cocchieri e Luigi Caponera) ha illustrato quali sono i passi da fare, dal punto di vista burocratico e organizzativo per far parlare il territorio con una voce sola. E ha illustrato la convenienza a «fare sistema» per poter sviluppare un'offerta adeguata alle nuove esigenze del turismo. Anche perchè visto lo smantellamento dell'industria e la crisi dell'agricoltura, il turismo deve diventare uno dei volani dello sviluppo. «Questa è la strada giusta se si vogliono vincere delle sfide importanti - ha detto l'assessore Bianchi - E' necessario che i campanili si abbassano e si mettano insieme tutte le risorse per meglio valorizzarle». Ottimista anche il sindaco Tombolillo: «C'è stato un ampio riscontro di partecipazione dagli altri enti e questo fan ben sperare nella riuscita del progetto». «Il nostro è un territorio che si potrebbe definire vergine da questo punto di vista - ha spiegato la Sperlonga - Ci aspetta un lavoro lungo, perché i fini li condividiamo tutti. E se si condividono i problemi è anche più facile trovare le soluzioni ».
Andeea Zuccaio Latina Oggi 20 marzo 2010 http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/20_03_2010/pag26sabaudia.pdf
SONO state gettate le basi per l'istituzione di un sistema mussale territoriale che dovrebbe partire dall'Eur fino a Terracina. Un percorso per far scoprire o riscoprire la «nuova provincia», come venne definito il territorio pontino dopo la Bonifica integrale.
Partendo da Roma, e più precisamente dall'Eur, inizia un viaggio alla scoperta della modernità e del razionalismo che ha segnato la provincia di Latina negli anni ‘30. Un percorso che non unisce solo i vari musei di fondazioni o i musei civici che stanno nascendo nelle varie città della provincia, ma anche gli stessi edifici di fondazione e le attrattive naturali del territorio, da Ninfa al Parco del Circeo fino al mare. Se ne è discusso giovedì presso l'aula consigliare del comune di Pontinia, l'ente che ha provato a gettare un sasso nello stagno e vedere cosa sarebbe successo. All'incontro c'erano i rappresentanti della Regione Lazio e della Provincia di Latina, con l'assessore alla Cultura Fabio Bianchi, i rappresentanti dei comuni di Cisterna, Pomezia, Sabaudia, Aprilia e i responsabili di Eur s.p.a e Cesar Onlus, due società che si occupano del patrimonio immobiliare dell'Eur. Lo staff dell'assessore alla Cultura di Pontinia Patrizia Sperlonga (Federica Neri, Alessandro Cocchieri e Luigi Caponera) ha illustrato quali sono i passi da fare, dal punto di vista burocratico e organizzativo per far parlare il territorio con una voce sola. E ha illustrato la convenienza a «fare sistema» per poter sviluppare un'offerta adeguata alle nuove esigenze del turismo. Anche perchè visto lo smantellamento dell'industria e la crisi dell'agricoltura, il turismo deve diventare uno dei volani dello sviluppo. «Questa è la strada giusta se si vogliono vincere delle sfide importanti - ha detto l'assessore Bianchi - E' necessario che i campanili si abbassano e si mettano insieme tutte le risorse per meglio valorizzarle». Ottimista anche il sindaco Tombolillo: «C'è stato un ampio riscontro di partecipazione dagli altri enti e questo fan ben sperare nella riuscita del progetto». «Il nostro è un territorio che si potrebbe definire vergine da questo punto di vista - ha spiegato la Sperlonga - Ci aspetta un lavoro lungo, perché i fini li condividiamo tutti. E se si condividono i problemi è anche più facile trovare le soluzioni ».
Andeea Zuccaio Latina Oggi 20 marzo 2010 http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/20_03_2010/pag26sabaudia.pdf
sabato 20 marzo 2010
informazione obiettiva e libera
Chernobyl continua a colpire i pascoli della Gran Bretagna
16/03/10 GB: 24 anni dopo, Chernobyl colpisce ancora i pascoli della Cumbria
« inserito:: 16 Mar 10, 11:15:13 »
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Chernobyl continua a colpire i pascoli della Cumbria
Traduzione di Progetto Humus da http://www.thewestmorlandgazette.co.uk/
Gli allevatori, che continuano ad avere il loro bestiame continuamente monitorizzato per la verifica della radioattività, 24 dopo il disastro Chernobyl, ricevono ancora lo stesso risarcimento di quando la prima nube contaminata colpì le colline della Cumbria.
Il Membro del Parlamento per Westmorland e Lonsdale, Tim Farron, ritiene che la Rural Payment Agency dovrebbe aumentare il compenso di 1.30 sterline in più su ogni pecora nel momento in cui questa è sottoposta ai test per le radiazioni.
Le colline della Cumbria sono state una delle zone più colpite dal fallout radioattivo di Chernobyl, con 1.670 aziende agricole delle contea sottoposte a limitazioni.
Farron ha chiesto a Lord Rooker, presidente della Food Standards Agency, che fornisce gli stipendi, di aumentare in linea con l’inflazione il compenso per ogni pecora, portandolo a 2.90 Sterline, sottolineando che gli agricoltori ed allevatori delle colline guadagnano in media 6.000 Sterline l’anno.
“Nei rapporti con gli effetti a lungo termine del disastro di Chernobyl, è essenziale che vengano prese le dovute preacauzioni. Ma, in 24 anni, mi sorprende che la Food Standard Agency, non abbia ancora rivisto ed adeguato l’attuale sistema di elargizione dei compensi per chi opera nelle colline della Gran Bretagna.
Gli agricoltori del South Lakeland guadagnano in media meno di 6.000 sterline l’anno. Essi non hanno bisogno di un altro ostacolo burocratico che lascerà molti di loro a tasche vuote.
Se la FSA sostiene che questi test sono necessari, bisogna immediatamente aumentare il livello dei compensi, al fine di non provocare un esodo continuo dal settore agricolo di montagna”, ha detto Farron.
Il disastro di Chernobyl ha rilasciato una quantità di radiazione 100 volte superiore a quella delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki, la forte pioggia che ne è seguita ha poi aumentato i prodotti del fallout radioattivo su pascoli e campi.
I radionuclidi sono stati assorbiti dalla vegetazione e le pecore al pascolo hanno mangiato erba radioattiva.
Un portavoce della FSA ha detto che il numero di ovini sottoposti a restrizioni in Cumbria è attualmente 6.600, nel 1986 erano 867.000.
“I test sono effettuati ogni volta che gli allevatori vogliono spostare le pecore al di fuori dei terreni contaminati. Le restrizioni saranno in vigore per il tempo necessario.
Anche se abbiamo a cuore le questioni degli agricoltori, la nostra preoccupazione principale è di ridurre al minimo il rischio alimentare, evitando livelli inaccettabili di radioattività che possono “contaminare” la catena alimentare.
Poiché questi livelli diminuiranno con il tempo, potremmo eliminare le restrizioni nel momento in cui si possa dimostrare che non sono più necessarie”, ha detto il rappresentante dell’FSA.
Un portavoce del Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) ha detto: “Il disastro nucleare di Chernobyl ha colpito greggi di ovini in Cumbria, zone del Galles e della Scozia, ed è essenziale che ogni modifica dei risarcimenti sia coordinata in tutta la Gran Bretagna.
La maggior parte delle pecore colpite dalla radioattività si trovano in Galles e stiamo lavorando con l’Assemblea gallese ed il governo scozzese sulla questione dell’adattamento degli attuali livelli di indennizzo”.
Clicca le IMMAGINI DELLA CONTAMINAZIONE DI CHERNOBYL IN GRAN BRETAGNA per ingrandirle
>>>NEWS CORRELATA
« inserito:: 16 Mar 10, 11:15:13 »
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Chernobyl continua a colpire i pascoli della Cumbria
Traduzione di Progetto Humus da http://www.thewestmorlandgazette.co.uk/
Gli allevatori, che continuano ad avere il loro bestiame continuamente monitorizzato per la verifica della radioattività, 24 dopo il disastro Chernobyl, ricevono ancora lo stesso risarcimento di quando la prima nube contaminata colpì le colline della Cumbria.
Il Membro del Parlamento per Westmorland e Lonsdale, Tim Farron, ritiene che la Rural Payment Agency dovrebbe aumentare il compenso di 1.30 sterline in più su ogni pecora nel momento in cui questa è sottoposta ai test per le radiazioni.
Le colline della Cumbria sono state una delle zone più colpite dal fallout radioattivo di Chernobyl, con 1.670 aziende agricole delle contea sottoposte a limitazioni.
Farron ha chiesto a Lord Rooker, presidente della Food Standards Agency, che fornisce gli stipendi, di aumentare in linea con l’inflazione il compenso per ogni pecora, portandolo a 2.90 Sterline, sottolineando che gli agricoltori ed allevatori delle colline guadagnano in media 6.000 Sterline l’anno.
“Nei rapporti con gli effetti a lungo termine del disastro di Chernobyl, è essenziale che vengano prese le dovute preacauzioni. Ma, in 24 anni, mi sorprende che la Food Standard Agency, non abbia ancora rivisto ed adeguato l’attuale sistema di elargizione dei compensi per chi opera nelle colline della Gran Bretagna.
Gli agricoltori del South Lakeland guadagnano in media meno di 6.000 sterline l’anno. Essi non hanno bisogno di un altro ostacolo burocratico che lascerà molti di loro a tasche vuote.
Se la FSA sostiene che questi test sono necessari, bisogna immediatamente aumentare il livello dei compensi, al fine di non provocare un esodo continuo dal settore agricolo di montagna”, ha detto Farron.
Il disastro di Chernobyl ha rilasciato una quantità di radiazione 100 volte superiore a quella delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki, la forte pioggia che ne è seguita ha poi aumentato i prodotti del fallout radioattivo su pascoli e campi.
I radionuclidi sono stati assorbiti dalla vegetazione e le pecore al pascolo hanno mangiato erba radioattiva.
Un portavoce della FSA ha detto che il numero di ovini sottoposti a restrizioni in Cumbria è attualmente 6.600, nel 1986 erano 867.000.
“I test sono effettuati ogni volta che gli allevatori vogliono spostare le pecore al di fuori dei terreni contaminati. Le restrizioni saranno in vigore per il tempo necessario.
Anche se abbiamo a cuore le questioni degli agricoltori, la nostra preoccupazione principale è di ridurre al minimo il rischio alimentare, evitando livelli inaccettabili di radioattività che possono “contaminare” la catena alimentare.
Poiché questi livelli diminuiranno con il tempo, potremmo eliminare le restrizioni nel momento in cui si possa dimostrare che non sono più necessarie”, ha detto il rappresentante dell’FSA.
Un portavoce del Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) ha detto: “Il disastro nucleare di Chernobyl ha colpito greggi di ovini in Cumbria, zone del Galles e della Scozia, ed è essenziale che ogni modifica dei risarcimenti sia coordinata in tutta la Gran Bretagna.
La maggior parte delle pecore colpite dalla radioattività si trovano in Galles e stiamo lavorando con l’Assemblea gallese ed il governo scozzese sulla questione dell’adattamento degli attuali livelli di indennizzo”.
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'Ndrangheta: votate Pdl
Cronaca | Redazione Il Fatto Quotidiano
'Ndrangheta: votate Pdl
19 marzo 2010
Un'inchiesta rivela: alle Europee la 'ndrangheta milanese ha puntato sul ministro. "Con lui siamo più forti degli altri"
di Davide Milosa
"Tu devi votare Ignazio e Fidanza. Non facciamo cagate, quello sarà il nostro futuro!". È il 31 maggio 2009. Alle elezioni mancano pochi giorni. A Milano si vota, oltre che per le Europee, per le Provinciali. Michele Iannuzzi parla chiaro. È consigliere comunale del Pdl a Trezzano sul Naviglio, paesone alle porte di Milano, ma la sua attività principale, si scoprirà, è quella di procacciatore d’affari per la Kreiamo Spa: una società ritenuta il braccio finanziario della ’ndrangheta. Per questo è stato arrestato, il 22 febbraio scorso. Nella primavera del 2009, però, Iannuzzi è ancora un uomo libero e molto indaffarato a tessere trame politiche per far eleggere al Parlamento europeo un tris di candidati delle liste Pdl: Ignazio La Russa, ministro della Difesa; Carlo Fidanza, consigliere comunale a Milano; e Licia Ronzulli, infermiera all’ospedale Galeazzi, imposta in lista da Silvio Berlusconi (era lei a smistare gli ospiti e le ospiti alle feste di Villa Certosa).La vicenda emerge dall’inchiesta "Parco sud" condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano che in due anni d’indagine ha scoperto una lobby politica in odore di mafia. Il tutto ricostruito minuziosamente nelle informative della Direzione investigativa antimafia. Nella primavera del 2009, il telefono di Iannuzzi è molto caldo. Il politico-faccendiere parla con gli uomini della Kreiamo e in particolare con l’immobiliarista Alfredo Iorio, oggi anch’egli in carcere per corruzione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. I due hanno un progetto: condividono "l’aspirazione di eleggere un proprio consigliere provinciale". Per arrivare all’obiettivo, sostengono il candidato del Pdl Guido Podestà, che poi diventerà presidente della Provincia. E sono in contatto diretto con un uomo di Podestà, Stefano Maullu, l’assessore regionale alla Protezione civile che si sente il Bertolaso del nord. "Loro", dice Iannuzzi a Iorio, "ci vogliono dare la delega per aprire i comitati per il presidente della Provincia". Ne parlano anche con Andrea Pasini, un consigliere comunale Pdl in stretti rapporti con il giovane boss latitante Domenico Papalia, a cui inviava sms; e con Marco Osnato, consigliere al comune di Milano, ma soprattutto cognato di La Russa. Il gruppo dunque si dà da fare per mettere in lista un proprio candidato. La cosa si può fare. Anzi si deve fare: “Perché”, spiega Iannuzzi a Iorio, “possiamo fare quel salto di qualità in determinate cose”. Tanto più che, anche “se sei uno dei primi non eletti, ma gli fai vedere che quel collegio ha migliorato comunque, dopo, come fanno di solito, ti accontentano”. Il candidato sostenuto dalla ’Ndrangheta dovrebbe essere Andrea Iorio, fratello di Alfredo. Ma rifiuta. Tentano di imporre un altro nome, ma non ci riescono. Il parere negativo , scrive la Dia di Milano, viene annunciato ad Alfredo Iorio da Fabio Altitonante, oggi assessore provinciale e allora consigliere al comune di Milano, molto vicino a Maullu e al gruppo legato alla ’ndrangheta: “Decisione presa a livello di coordinamento nazionale”, si giustifica Altitonante.
Una decisione che non piace a quelli della Kreiamo e ai loro soci occulti, che preparano comunque una strategia alternativa: se non avranno un loro uomo da votare, mostreranno tutto il loro peso sostenendo alcuni candidati già in lista. Iannuzzi ne parla direttamente con Maullu: "Senti Stefano, io ho perso una battaglia. Poi tu che mi vuoi spiegare come è andata: non me ne fotte un cazzo". Ma intanto ecco la nuova carta giocata dal gruppo Iorio: "Sto organizzando, porteremo cinquecento persone, perché qua c’è un altro acquirente molto più importante: verranno Ignazio e Romano La Russa". E Iannuzzi si mette al lavoro: "Chiamo dieci capi bastone perché alla gente bisogna dargli un’opportunità". Intercettazione dopo intercettazione, il progetto si svela completamente. Il gruppo cerca di guadagnare crediti politici impegnandosi per La Russa, ma anche per la candidata più spinta da Berlusconi. Michele Iannuzzi spedisce infatti un suo uomo all’incontro elettorale con Licia Ronzulli. "Tu fatti vedere attorno alle 12 e vedi di portarti tre o quattro pistola".
Il 6 giugno 2009, a seggi aperti, "Alfredo Iorio pare essersi confermato alla nuova linea dettata da Iannuzzi in relazione alle Europee", scrivono gli investigatori della Dia. Eccolo, l’immobiliarista della Kreiamo, chiedere al telefono "conferma su come si scrive Ronzulli". Dopodiché fa sapere a Iannuzzi: “Io sto facendo votare La Russa, Ronzulli, Fidanza”. Poi Iorio si rivolge a un certo Pasquale: "In Piemonte cosa hai fatto votare?". Chiara la risposta: “La Russa, Fidanza e Ronzulli". Quindi Iorio si rivolge a Iannuzzi: "Diglielo a Osnato". Decisa la risposta del consigliere Pdl: "Quando vado a trovarlo, prepariamo un elenco di tutti i vari comuni dove noi abbiamo portato dei voti, così li vanno a verificare. Poi con la lista della spesa andiamo da lui".
L’avvicinamento politico a Ignazio La Russa da parte del comitato affaristico-mafioso messo in piedi da Alfredo Iorio era iniziato già nell’aprile del 2009, quando il ministro della Difesa aveva partecipato a una manifestazione politica a Trezzano sul Naviglio. È presente anche l’assessore regionale Pier Gianni Prosperini, che ha pagato una parte della campagna elettorale del ministro (oggi è in carcere per corruzione ed è indagato anche per traffico d’armi con l’Eritrea). Ma in prima fila ci sono loro, quelli della lobby dei calabresi: Alfredo Iorio e Andrea Madaffari, vicepresidente della Kreiamo, in contatto diretto con il presunto boss della ’ndrangheta Salvatore Barbaro (anche Madaffari sarà arrestato, il 3 novembre). Al termine del comizio, Iorio parla al telefono con Pasini. Annota la Dia di Milano: "Pasini riferisce che il ministro è rimasto soddisfatto in quanto “ha visto della bella gente". Poi Pasini prospetta a Iorio una cena alla quale invitare lo stesso La Russa. È soddisfatto: "Alfrè, parliamoci chiaro, chi cazzo è che è attaccato a un ministro così...Per cui noi siamo più forti degli altri, mille volte!".
Da il Fatto Quotidiano del 19 marzo
'Ndrangheta: votate Pdl
19 marzo 2010
Un'inchiesta rivela: alle Europee la 'ndrangheta milanese ha puntato sul ministro. "Con lui siamo più forti degli altri"
di Davide Milosa
"Tu devi votare Ignazio e Fidanza. Non facciamo cagate, quello sarà il nostro futuro!". È il 31 maggio 2009. Alle elezioni mancano pochi giorni. A Milano si vota, oltre che per le Europee, per le Provinciali. Michele Iannuzzi parla chiaro. È consigliere comunale del Pdl a Trezzano sul Naviglio, paesone alle porte di Milano, ma la sua attività principale, si scoprirà, è quella di procacciatore d’affari per la Kreiamo Spa: una società ritenuta il braccio finanziario della ’ndrangheta. Per questo è stato arrestato, il 22 febbraio scorso. Nella primavera del 2009, però, Iannuzzi è ancora un uomo libero e molto indaffarato a tessere trame politiche per far eleggere al Parlamento europeo un tris di candidati delle liste Pdl: Ignazio La Russa, ministro della Difesa; Carlo Fidanza, consigliere comunale a Milano; e Licia Ronzulli, infermiera all’ospedale Galeazzi, imposta in lista da Silvio Berlusconi (era lei a smistare gli ospiti e le ospiti alle feste di Villa Certosa).La vicenda emerge dall’inchiesta "Parco sud" condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano che in due anni d’indagine ha scoperto una lobby politica in odore di mafia. Il tutto ricostruito minuziosamente nelle informative della Direzione investigativa antimafia. Nella primavera del 2009, il telefono di Iannuzzi è molto caldo. Il politico-faccendiere parla con gli uomini della Kreiamo e in particolare con l’immobiliarista Alfredo Iorio, oggi anch’egli in carcere per corruzione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. I due hanno un progetto: condividono "l’aspirazione di eleggere un proprio consigliere provinciale". Per arrivare all’obiettivo, sostengono il candidato del Pdl Guido Podestà, che poi diventerà presidente della Provincia. E sono in contatto diretto con un uomo di Podestà, Stefano Maullu, l’assessore regionale alla Protezione civile che si sente il Bertolaso del nord. "Loro", dice Iannuzzi a Iorio, "ci vogliono dare la delega per aprire i comitati per il presidente della Provincia". Ne parlano anche con Andrea Pasini, un consigliere comunale Pdl in stretti rapporti con il giovane boss latitante Domenico Papalia, a cui inviava sms; e con Marco Osnato, consigliere al comune di Milano, ma soprattutto cognato di La Russa. Il gruppo dunque si dà da fare per mettere in lista un proprio candidato. La cosa si può fare. Anzi si deve fare: “Perché”, spiega Iannuzzi a Iorio, “possiamo fare quel salto di qualità in determinate cose”. Tanto più che, anche “se sei uno dei primi non eletti, ma gli fai vedere che quel collegio ha migliorato comunque, dopo, come fanno di solito, ti accontentano”. Il candidato sostenuto dalla ’Ndrangheta dovrebbe essere Andrea Iorio, fratello di Alfredo. Ma rifiuta. Tentano di imporre un altro nome, ma non ci riescono. Il parere negativo , scrive la Dia di Milano, viene annunciato ad Alfredo Iorio da Fabio Altitonante, oggi assessore provinciale e allora consigliere al comune di Milano, molto vicino a Maullu e al gruppo legato alla ’ndrangheta: “Decisione presa a livello di coordinamento nazionale”, si giustifica Altitonante.
Una decisione che non piace a quelli della Kreiamo e ai loro soci occulti, che preparano comunque una strategia alternativa: se non avranno un loro uomo da votare, mostreranno tutto il loro peso sostenendo alcuni candidati già in lista. Iannuzzi ne parla direttamente con Maullu: "Senti Stefano, io ho perso una battaglia. Poi tu che mi vuoi spiegare come è andata: non me ne fotte un cazzo". Ma intanto ecco la nuova carta giocata dal gruppo Iorio: "Sto organizzando, porteremo cinquecento persone, perché qua c’è un altro acquirente molto più importante: verranno Ignazio e Romano La Russa". E Iannuzzi si mette al lavoro: "Chiamo dieci capi bastone perché alla gente bisogna dargli un’opportunità". Intercettazione dopo intercettazione, il progetto si svela completamente. Il gruppo cerca di guadagnare crediti politici impegnandosi per La Russa, ma anche per la candidata più spinta da Berlusconi. Michele Iannuzzi spedisce infatti un suo uomo all’incontro elettorale con Licia Ronzulli. "Tu fatti vedere attorno alle 12 e vedi di portarti tre o quattro pistola".
Il 6 giugno 2009, a seggi aperti, "Alfredo Iorio pare essersi confermato alla nuova linea dettata da Iannuzzi in relazione alle Europee", scrivono gli investigatori della Dia. Eccolo, l’immobiliarista della Kreiamo, chiedere al telefono "conferma su come si scrive Ronzulli". Dopodiché fa sapere a Iannuzzi: “Io sto facendo votare La Russa, Ronzulli, Fidanza”. Poi Iorio si rivolge a un certo Pasquale: "In Piemonte cosa hai fatto votare?". Chiara la risposta: “La Russa, Fidanza e Ronzulli". Quindi Iorio si rivolge a Iannuzzi: "Diglielo a Osnato". Decisa la risposta del consigliere Pdl: "Quando vado a trovarlo, prepariamo un elenco di tutti i vari comuni dove noi abbiamo portato dei voti, così li vanno a verificare. Poi con la lista della spesa andiamo da lui".
L’avvicinamento politico a Ignazio La Russa da parte del comitato affaristico-mafioso messo in piedi da Alfredo Iorio era iniziato già nell’aprile del 2009, quando il ministro della Difesa aveva partecipato a una manifestazione politica a Trezzano sul Naviglio. È presente anche l’assessore regionale Pier Gianni Prosperini, che ha pagato una parte della campagna elettorale del ministro (oggi è in carcere per corruzione ed è indagato anche per traffico d’armi con l’Eritrea). Ma in prima fila ci sono loro, quelli della lobby dei calabresi: Alfredo Iorio e Andrea Madaffari, vicepresidente della Kreiamo, in contatto diretto con il presunto boss della ’ndrangheta Salvatore Barbaro (anche Madaffari sarà arrestato, il 3 novembre). Al termine del comizio, Iorio parla al telefono con Pasini. Annota la Dia di Milano: "Pasini riferisce che il ministro è rimasto soddisfatto in quanto “ha visto della bella gente". Poi Pasini prospetta a Iorio una cena alla quale invitare lo stesso La Russa. È soddisfatto: "Alfrè, parliamoci chiaro, chi cazzo è che è attaccato a un ministro così...Per cui noi siamo più forti degli altri, mille volte!".
Da il Fatto Quotidiano del 19 marzo
Ratti dalla loggia di Marco Travaglio
Marco Travaglio
Ratti Della Loggia
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feed rubrica
BIO 18 marzo 2010
Il primo a sganciarsi è sempre Ernesto Galli della Loggia: fu quando lesse una sua critica moraleggiante che Bottino Craxi capì, rassegnato, che era tutto finito e prenotò il primo volo per Hammamet. Ora il noto intellettuale da tartufo, dotato di antenne sensibilissime e fiuto proverbiale, ha sparato a zero sul Pompiere contro il "partito di plastica" che "si sta squagliando". Vivissima preoccupazione e toccamenti vari a Palazzo Grazioli e dintorni: se si smarca Galli, sono cavoli. E’ una regola implacabile dell’ecosistema, detta anche "effetto farfalla", oggetto di una celebre conferenza di Edward Lorenz: "Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?". Analogamente è accertato che un lieve innalzamento del sopracciglio del professor Galli nonché Della Loggia possa provocare effetti devastanti, a catena, nei Palazzi della politica. Un po’ come la fuga del primo ratto dalla nave che comincia a imbarcare acqua. Gli altri seguiranno a stretto giro.
Un altro rilevatore degli smottamenti più impercettibili dell’ecosistema politico è la Rai, in particolare il Tg1. Nel 2005, all’ennesima avvisaglia della frana berlusconiana, che aveva portato il Caimano a perdere tutte le elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, persino Francesco Giorgino rilasciò una dura intervista a Libero contro il suo direttorissimo, Clemente J. Mimun. L’efebico mezzobusto fu subito sbalzato fuori dalla conduzione del Tg1, dopodiché se la vide brutta nella notte delle elezioni del 2006, quando la scontata vittoria di Prodi parve all’improvviso molto meno scontata e si sfiorò il pareggio. Durò poco, comunque: due anni dopo, il Banana era di nuovo a Palazzo Chigi e tutti i topi tornarono per tempo nella tana.
Ora ci risiamo, a parti rovesciate. Vespa che ronza sul palco con Santoro e Floris contro la chiusura dei programmi. E il si salvi chi può al Tg1: "La più preoccupata di tutti del clima poco chiaro – scrive La Stampa - è la vicedirettora Susanna Petruni, che ai suoi fedelissimi continua a dire: "Se cambia aria qui mi asfaltano". E per evitarlo ha iniziato già a prepararsi il posto per il dopo. Cosa di meglio se non la moda, argomento che di solito poco interessa al potere? E poco importa se a farne le spese sarebbe la storica inviata del settore, Paola Cacianti, pregata di non andare a Milano. Chi ha intervistato in prima serata Roberto Cavalli? La Petruni of course.
Ecco, per restare alla moda, ma soprattutto a vento, ti butti sulla moda. Che fa fine e non impegna. Sennò ti asfaltano. Ma non è mica finita: il sismografo di Arcore registra scosse preoccupanti pure dalla redazione del Foglio. S’è mosso Giuliano Ferrara e, quando si muove lui, altro che tornado. Il Platinette Barbuto ha vergato l’altroieri un sapido commentino sull’inchiesta di Trani per dire che sì, certo, il padrone è perseguitato dai giudici, certo le intercettazioni sono una vergogna, certo l’indagine pugliese è piena di anomalie, però bisognerebbe "fare un po’ di attenzione quando si parla al telefono". Il Molto Intelligente non si spinge fino a suggerire al padrone di smetterla di delinquere, questo no, sarebbe troppo, oltre la più fertile immaginazione. Ma poco ci manca: "Bisognerebbe abituarsi – scrive testualmente – a delinquere un po’ meno attraverso i fili del telefono".
Ecco: o si scelgono altri mezzi meno rischiosi per delinquere indisturbati (tipo i pizzini, o la tradizione orale, o Skype), oppure se proprio si vuole telefonare è il caso di "delinquere un po’ meno". Come già per il falso in bilancio e la frode fiscale, è consigliabile una “modica quantità” di concussione e di minacce. Umorismo involontario a parte, bisogna prendere atto seriamente che è la prima volta a memoria d’uomo che Ferrara usa il verbo "delinquere". Pare che, grazie all’ausilio di alcuni hacker, abbia dovuto craccare il sistema editoriale e il correttore automatico per far accettare quella parola proibita e inedita. E, se Ferrara dice "delinquere", per giunta a proposito del padrone, l’ora è davvero grave. Manca soltanto un’apertura a sinistra di Mastella, altro indicatore umano di catastrofi in arrivo. Ma al momento il sismografo di Ceppaloni registra ancora calma piatta. Segno che il Banana è cotto, ma per la degna sepoltura c’è ancora tempo.
Da il Fatto Quotidiano del 18 marzo
Ratti Della Loggia
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BIO 18 marzo 2010
Il primo a sganciarsi è sempre Ernesto Galli della Loggia: fu quando lesse una sua critica moraleggiante che Bottino Craxi capì, rassegnato, che era tutto finito e prenotò il primo volo per Hammamet. Ora il noto intellettuale da tartufo, dotato di antenne sensibilissime e fiuto proverbiale, ha sparato a zero sul Pompiere contro il "partito di plastica" che "si sta squagliando". Vivissima preoccupazione e toccamenti vari a Palazzo Grazioli e dintorni: se si smarca Galli, sono cavoli. E’ una regola implacabile dell’ecosistema, detta anche "effetto farfalla", oggetto di una celebre conferenza di Edward Lorenz: "Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?". Analogamente è accertato che un lieve innalzamento del sopracciglio del professor Galli nonché Della Loggia possa provocare effetti devastanti, a catena, nei Palazzi della politica. Un po’ come la fuga del primo ratto dalla nave che comincia a imbarcare acqua. Gli altri seguiranno a stretto giro.
Un altro rilevatore degli smottamenti più impercettibili dell’ecosistema politico è la Rai, in particolare il Tg1. Nel 2005, all’ennesima avvisaglia della frana berlusconiana, che aveva portato il Caimano a perdere tutte le elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, persino Francesco Giorgino rilasciò una dura intervista a Libero contro il suo direttorissimo, Clemente J. Mimun. L’efebico mezzobusto fu subito sbalzato fuori dalla conduzione del Tg1, dopodiché se la vide brutta nella notte delle elezioni del 2006, quando la scontata vittoria di Prodi parve all’improvviso molto meno scontata e si sfiorò il pareggio. Durò poco, comunque: due anni dopo, il Banana era di nuovo a Palazzo Chigi e tutti i topi tornarono per tempo nella tana.
Ora ci risiamo, a parti rovesciate. Vespa che ronza sul palco con Santoro e Floris contro la chiusura dei programmi. E il si salvi chi può al Tg1: "La più preoccupata di tutti del clima poco chiaro – scrive La Stampa - è la vicedirettora Susanna Petruni, che ai suoi fedelissimi continua a dire: "Se cambia aria qui mi asfaltano". E per evitarlo ha iniziato già a prepararsi il posto per il dopo. Cosa di meglio se non la moda, argomento che di solito poco interessa al potere? E poco importa se a farne le spese sarebbe la storica inviata del settore, Paola Cacianti, pregata di non andare a Milano. Chi ha intervistato in prima serata Roberto Cavalli? La Petruni of course.
Ecco, per restare alla moda, ma soprattutto a vento, ti butti sulla moda. Che fa fine e non impegna. Sennò ti asfaltano. Ma non è mica finita: il sismografo di Arcore registra scosse preoccupanti pure dalla redazione del Foglio. S’è mosso Giuliano Ferrara e, quando si muove lui, altro che tornado. Il Platinette Barbuto ha vergato l’altroieri un sapido commentino sull’inchiesta di Trani per dire che sì, certo, il padrone è perseguitato dai giudici, certo le intercettazioni sono una vergogna, certo l’indagine pugliese è piena di anomalie, però bisognerebbe "fare un po’ di attenzione quando si parla al telefono". Il Molto Intelligente non si spinge fino a suggerire al padrone di smetterla di delinquere, questo no, sarebbe troppo, oltre la più fertile immaginazione. Ma poco ci manca: "Bisognerebbe abituarsi – scrive testualmente – a delinquere un po’ meno attraverso i fili del telefono".
Ecco: o si scelgono altri mezzi meno rischiosi per delinquere indisturbati (tipo i pizzini, o la tradizione orale, o Skype), oppure se proprio si vuole telefonare è il caso di "delinquere un po’ meno". Come già per il falso in bilancio e la frode fiscale, è consigliabile una “modica quantità” di concussione e di minacce. Umorismo involontario a parte, bisogna prendere atto seriamente che è la prima volta a memoria d’uomo che Ferrara usa il verbo "delinquere". Pare che, grazie all’ausilio di alcuni hacker, abbia dovuto craccare il sistema editoriale e il correttore automatico per far accettare quella parola proibita e inedita. E, se Ferrara dice "delinquere", per giunta a proposito del padrone, l’ora è davvero grave. Manca soltanto un’apertura a sinistra di Mastella, altro indicatore umano di catastrofi in arrivo. Ma al momento il sismografo di Ceppaloni registra ancora calma piatta. Segno che il Banana è cotto, ma per la degna sepoltura c’è ancora tempo.
Da il Fatto Quotidiano del 18 marzo
il nucleare vince sull'invidia e sull'odio
Roma, Italia — Un increscioso contrattempo deve avere obbligato il PDL a usare dei manifesti errati per la convocazione della manifestazione di domani, 20 marzo, in Piazza San Giovanni a Roma. Forse un errore di stampa. Un sorridente Silvio Berlusconi, infatti, annuncia che sul palco della piazza romana sottoscriverà insieme ai 13 candidati presidenti “gli impegni comuni a tutte le Regioni”. Si tratta di 6 punti, dal piano casa al verde e alle piste ciclabili. Manca però il settimo impegno, il più importante, ovvero: “Una centrale nucleare a due passi da casa tua”.
Ma Greenpeace ha deciso di porre rimedio a questo errore: ha “scovato” il vero manifesto, quello rimasto chiuso nel cassetto del PDL, e ha deciso di diffonderlo. Un Berlusconi sempre sorridente annuncia che “Il nucleare vince sempre sull’invidia e sull’odio”, e con un vistoso post-it giallo ricorda a tutti – candidati ed elettori – che il vero impegno è quello di favorire la costruzione di nuove centrali nucleari. Il manifesto è disponibile per tutti, in formato elettronico, ed è stato oggi sistemato in alcuni luoghi simbolo della Capitale: dal Colosseo al Circo Massimo fin sotto al palco di Piazza San Giovanni.
Greenpeace è certa che Silvio Berlusconi sarà grato all’organizzazione per avere rimediato a questa mancanza, e che sul palco di San Giovanni non mancherà di ribadire la vera posizione del PDL: costruire nuovi centrali nucleari in Italia, impedendo ai nuovi Governatori di esprimere la propria opinione su cosa si deve installare sul territorio delle loro Regioni.
http://www.greenpeace.org/italy/news/recuperati-i-manifesti-nuclea
venerdì 19 marzo 2010
fine del dissesto, continua la chiusura della sep
Oggi La provincia riporta che ufficialmente è finito l'incubo del dissesto voluto dalla destra nonostante non ci fossero le condizioni, come hanno sentenziato il TAR per 2 volte, deliberato la Corte dei Conti, il Ministero dell'Interno e che il Consiglio di stato ha motivato con ripetuti errori contabili o di metodo. Sempre su La Provincia si conferma la chiusura dell'impianto di compostaggio.
il capo del governo si è macchiato di delitti
Il capo del governo si è macchiato ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo ha tollerato e addirittura applaudito questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si è resa naturalmente conto delle sue attività criminali, ma ha preferito dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre diafamiglia ma con numerose amanti, si a serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimoa abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare . "
Questo testo che da settimane circola sul Web, è datato 1° maggio 1945. Scritto da Elsa Morante, dedicato a Benito Mussolini, è pubblicato su Paragone Letteratura. È un ritratto calzante di un altro personaggio a noi contemporaneo.
Il Fatto quotidiano 18 marzo 2010
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si è resa naturalmente conto delle sue attività criminali, ma ha preferito dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre diafamiglia ma con numerose amanti, si a serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimoa abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare . "
Questo testo che da settimane circola sul Web, è datato 1° maggio 1945. Scritto da Elsa Morante, dedicato a Benito Mussolini, è pubblicato su Paragone Letteratura. È un ritratto calzante di un altro personaggio a noi contemporaneo.
Il Fatto quotidiano 18 marzo 2010
italianistan
Salve, sono un cittadino dell'Italianistan.
Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consi glio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Preside nte del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!
PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...
Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consi glio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Preside nte del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!
PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...
manifestazione nazionale acqua pubblica
COMITATO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA LATINA
Il Comitato Provinciale Acqua Pubblica ATO4/Latina, insieme a tutte le numerose realtà cittadine che lo compongono, aderisce alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica, indetta dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua pubblica, che si terrà Sabato 20 Marzo a Roma, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.
Con il Forum nazionale abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.
Siamo donne ed uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che da anni hanno ritrovato la ragione del bene comune e reclamano l’acqua libera dagli affari e dalle speculazioni dei processi di privatizzazione del servizio idrico.
Mentre la nostra proposta di legge popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione alle privatizzazioni già in atto negli ultimi 10 anni, approvando il decreto Ronchi. Tutto ciò per consegnare definitivamente tutte le nostre acque alle speculazioni delle potenti multinazionali del profitto.
Non accettiamo tale impostazione perché la gestione dell'acqua con i privati non la vogliamo. Le esperienze di privatizzazione hanno già dimostrato il loro fallimento.
Cedere la gestione di un diritto essenziale a chi non ha nessun interesse a gestirla in modo funzionale agli interessi delle nostre comunità, serve solo ad aumentare i loro profitti per gonfiare i loro portafogli e svuotare i nostri.
Noi conosciamo bene questo tipo di gestione, poiché siamo nelle mani di Acqualatina dal 2002. Una scelta sciagurata. Figlia dell’ubriacatura diffusa che il privato avrebbe risolti i problemi della gestione di una risorsa tanto cara quanto insostituibile. Una scelta voluta dalle tante compiacenze politiche. Compiacenze poco attente agli interessi della collettività ma molto concentrate sui propri interessi!
Un nuovo “modello pubblico”, creato sull’efficienza solidale, sul senso di appartenenza nella gestione dei beni comuni, dotato di capacità di gestione diretta è possibile ed economico. Lo dobbiamo esigere. La manifestazione pone con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.
Invitiamo tutti a ri-creare il futuro con noi, alla di là dell’appartenenza politica. Scendiamo in piazza numerosi, per ribadire che è necessario trasformare questo insostenibile modello sociale basato sulla logica del profitto dei pochi.
Ci aspettiamo al nostro fianco i gonfaloni delle amministrazioni locali che sostengono una nuova gestione pubblica dell’acqua. Tutti insieme: cittadini, amministratori e lavoratori dell’acqua perché è più che mai necessario difendere i beni comuni contro la speculazione dei mercati, per salvaguardare la salute ed il territorio.
Comitato Provinciale Acqua Pubblica
ps: PER PARTENZE DA APRILIA E' POSSIBILE PRENOTARE AUTOBUS AL 3481171670
OPPURE PRENDERE DIRETTAMENTE TRENO ALLA STAZIONE ALLE ORA 13.20.
Il Comitato Provinciale Acqua Pubblica ATO4/Latina, insieme a tutte le numerose realtà cittadine che lo compongono, aderisce alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica, indetta dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua pubblica, che si terrà Sabato 20 Marzo a Roma, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.
Con il Forum nazionale abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.
Siamo donne ed uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che da anni hanno ritrovato la ragione del bene comune e reclamano l’acqua libera dagli affari e dalle speculazioni dei processi di privatizzazione del servizio idrico.
Mentre la nostra proposta di legge popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione alle privatizzazioni già in atto negli ultimi 10 anni, approvando il decreto Ronchi. Tutto ciò per consegnare definitivamente tutte le nostre acque alle speculazioni delle potenti multinazionali del profitto.
Non accettiamo tale impostazione perché la gestione dell'acqua con i privati non la vogliamo. Le esperienze di privatizzazione hanno già dimostrato il loro fallimento.
Cedere la gestione di un diritto essenziale a chi non ha nessun interesse a gestirla in modo funzionale agli interessi delle nostre comunità, serve solo ad aumentare i loro profitti per gonfiare i loro portafogli e svuotare i nostri.
Noi conosciamo bene questo tipo di gestione, poiché siamo nelle mani di Acqualatina dal 2002. Una scelta sciagurata. Figlia dell’ubriacatura diffusa che il privato avrebbe risolti i problemi della gestione di una risorsa tanto cara quanto insostituibile. Una scelta voluta dalle tante compiacenze politiche. Compiacenze poco attente agli interessi della collettività ma molto concentrate sui propri interessi!
Un nuovo “modello pubblico”, creato sull’efficienza solidale, sul senso di appartenenza nella gestione dei beni comuni, dotato di capacità di gestione diretta è possibile ed economico. Lo dobbiamo esigere. La manifestazione pone con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.
Invitiamo tutti a ri-creare il futuro con noi, alla di là dell’appartenenza politica. Scendiamo in piazza numerosi, per ribadire che è necessario trasformare questo insostenibile modello sociale basato sulla logica del profitto dei pochi.
Ci aspettiamo al nostro fianco i gonfaloni delle amministrazioni locali che sostengono una nuova gestione pubblica dell’acqua. Tutti insieme: cittadini, amministratori e lavoratori dell’acqua perché è più che mai necessario difendere i beni comuni contro la speculazione dei mercati, per salvaguardare la salute ed il territorio.
Comitato Provinciale Acqua Pubblica
ps: PER PARTENZE DA APRILIA E' POSSIBILE PRENOTARE AUTOBUS AL 3481171670
OPPURE PRENDERE DIRETTAMENTE TRENO ALLA STAZIONE ALLE ORA 13.20.
rai per una nnotte
Marco Travaglio
"Raiperunanotte" (25 marzo 2010)
BIO 17 marzo 2010
Chi sperava di zittirci fino al giorno delle elezioni resterà amaramente deluso. Già abbiamo bucato la censura con il nostro Telebavaglio. Ma ora stiamo preparando una serata davvero speciale, un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale: il 25 marzo alle ore 21. Così, mentre le tv di regime propineranno l'ennesimo stanco rito delle tribune politiche autogestite dai partiti, noi potremo raccontare liberamente tutto ciò che è accaduto in questo mese di vergognoso black out: le indecenze che il regime ha tentato di nascondere agli italiani che non leggono i giornali. Per tre ore, dal Paladozza di Bologna, Michele Santoro condurrà "Raiperunanotte" davanti a migliaia di persone riunite nel palazzetto fino a riempirlo (e, se ce ne saranno di più, speriamo di riuscire ad allestire un maxischermo esterno), cioè una serata di vero servizio pubblico, con personaggi di vario orientamento politico, ma soprattutto con giornalisti, autori satirici, artisti e musicisti. I primi nomi già sicuri sono, oltre a Michele e al sottoscritto, Giovanni Floris, Daniele Luttazzi e Vauro. Altri ve li comunicheremo nei prossimi giorni. Ovviamente saremo lì tutti quanti a titolo gratuito, ma per le spese di affitto del Paladozza e per i supporti tecnici abbiamo bisogno di voi, di un vostro piccolo contributo volontario. Michele Santoro ha lanciato un appello sul Fatto Quotidiano (sponsor della manifestazione) e in rete, sull'apposito sito "Raiperunanotte", per chiedere a tutte le persone interessate alla buona riuscita della nostra iniziativa di contribuire donando 2.50 euro per ciascuna e di far girare l'appello tra gli amici. Chi vuole darci una mano deve andare sul sito "Raiperunanotte" su questo sito (nei banner in alto) e cliccare sul riquadro rosso con la scritta PAYPAL: lì troverà le istruzioni per effettuare il versamento. Quando avremo raccolto l'importo complessivo che ci consente di coprire le spese della serata, avvertiremo tutti che ce l'abbiamo fatta e interromperemo la sottoscrizione. Ci vediamo giovedì prossimo su tutti i siti, i blog e le tv locali che riprenderanno la serata e il cui elenco comunicheremo fra qualche giorno (ilfattoquotidiano.it sarà ovviamente in prima fila). Grazie a tutti, come sempre, di cuore.
PER CONTRIBUIRE
- Con Paypal o Carta di Credito - vai qui -
- Bonifico bancario su conto corrente: IT 50 O(lettera) 03002 05214 000003925090 intestato alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana presso la Banca Unicredit Banca di Roma con causale "RAI PER U
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2457862&yy=2010&mm=03&dd=17&title=rai_per_una_notte_25_marzo_201
"Raiperunanotte" (25 marzo 2010)
BIO 17 marzo 2010
Chi sperava di zittirci fino al giorno delle elezioni resterà amaramente deluso. Già abbiamo bucato la censura con il nostro Telebavaglio. Ma ora stiamo preparando una serata davvero speciale, un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale: il 25 marzo alle ore 21. Così, mentre le tv di regime propineranno l'ennesimo stanco rito delle tribune politiche autogestite dai partiti, noi potremo raccontare liberamente tutto ciò che è accaduto in questo mese di vergognoso black out: le indecenze che il regime ha tentato di nascondere agli italiani che non leggono i giornali. Per tre ore, dal Paladozza di Bologna, Michele Santoro condurrà "Raiperunanotte" davanti a migliaia di persone riunite nel palazzetto fino a riempirlo (e, se ce ne saranno di più, speriamo di riuscire ad allestire un maxischermo esterno), cioè una serata di vero servizio pubblico, con personaggi di vario orientamento politico, ma soprattutto con giornalisti, autori satirici, artisti e musicisti. I primi nomi già sicuri sono, oltre a Michele e al sottoscritto, Giovanni Floris, Daniele Luttazzi e Vauro. Altri ve li comunicheremo nei prossimi giorni. Ovviamente saremo lì tutti quanti a titolo gratuito, ma per le spese di affitto del Paladozza e per i supporti tecnici abbiamo bisogno di voi, di un vostro piccolo contributo volontario. Michele Santoro ha lanciato un appello sul Fatto Quotidiano (sponsor della manifestazione) e in rete, sull'apposito sito "Raiperunanotte", per chiedere a tutte le persone interessate alla buona riuscita della nostra iniziativa di contribuire donando 2.50 euro per ciascuna e di far girare l'appello tra gli amici. Chi vuole darci una mano deve andare sul sito "Raiperunanotte" su questo sito (nei banner in alto) e cliccare sul riquadro rosso con la scritta PAYPAL: lì troverà le istruzioni per effettuare il versamento. Quando avremo raccolto l'importo complessivo che ci consente di coprire le spese della serata, avvertiremo tutti che ce l'abbiamo fatta e interromperemo la sottoscrizione. Ci vediamo giovedì prossimo su tutti i siti, i blog e le tv locali che riprenderanno la serata e il cui elenco comunicheremo fra qualche giorno (ilfattoquotidiano.it sarà ovviamente in prima fila). Grazie a tutti, come sempre, di cuore.
PER CONTRIBUIRE
- Con Paypal o Carta di Credito - vai qui -
- Bonifico bancario su conto corrente: IT 50 O(lettera) 03002 05214 000003925090 intestato alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana presso la Banca Unicredit Banca di Roma con causale "RAI PER U
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2457862&yy=2010&mm=03&dd=17&title=rai_per_una_notte_25_marzo_201
giovedì 18 marzo 2010
annullamento confronto pubblico candidate a presidente
Avendo ricevuto la sola risposta della candidata della rete Marzia Marzoli che aveva risposto in modo positivo e non avendo, invece, ricevuto alcuna risposta dalle altre candidate a presidente l’incontro programmato per venerdi a Pontinia viene annullato.
Ricevo la mail di una delle candidate in provincia di Latina della rete dei cittadini, con la candidata a presidente Marzoli che mi ha autorizzato a pubblicare invitandovi a partecipare lunedì prossimo alle ore 18 all’incontro convegno sul tema della corruzione male della politica e dell'economia ad Aprilia al centro Sada.Interverrà la Candidata Presidente Marzia Marzoli della Rete dei Cittadini,l'Assessore Alessandra Lombardi, il dott.Claudio Oberlechner,i candidati consiglieri.
Giorgio Libralato
Sono Ornella Pistolesi,candidata per la provincia di Latina per le Regionali 2010 per la Rete dei Cittadini.Se da una parte si tira un respiro di sollievo per un attimo di riposo in questo tsunani elettorale,da una parte c'è un certo rammarico per la vostra rinuncia ,perchè ancora una volta si è persa la possibilità di confronto che in questa nazione latita da tempo.Avevamo infatti,programmato di affiancare Marzia dai candidati provinciali più sensibili e più vicini al territorio che è,anche il nostro.Io vivo ad Aprilia e parecchie sono le problematche che ci accomunano,in primis la centrale turbogas da noi illegalmente cantierizzata da De Benedetti,lo smaltimento dei rifiuti che dovrebbe partire da politiche di riduzione,la riconversione in un'economia agricola di qualità e soprattutto lo sviluppo del turismo del mare,rurale,gastronomico,folcloristico.Tutto questo è possibile se conserviamo l'unico tesoro che abbiamo:il nostro territorio.Il progetto di una lista assolutamente civica e la naturale conseguenza dell'esperienza fatta ad Aprila:E' POSSIBILE GOVERNARE SENZA I PARTITI,facendo un passo indietro rispetto alle proprie ideologie quando queste sono solo pastoie che impediscono di vedere la realtà quotidiana e di rispondere adeguatamente.La nostra lista da sola ha conbattuto contro nove candidati a Sindaco con coalizioni più corrazzate(specie di soldi)ottenendo quasi il 6% e tradotto in Assessorato all'Ambiente e un consigliere in maggioranza.La RETE DEI CITTADINI PER APRILA,comunque promuove per lunedì 22 marzo alle ore 18, un incontro convegno sul tema della corruzione male della politica e dell'economia al centro Sada.Interverrà la Candidata Presidente Marzia Marzoli della Rete dei Cittadini,l'Assessore Alessandra Lombardi, il dott.Claudio Oberlechner,i candidati consiglieri.Se vorrete intervenire sarete i benvenuti e formulare le vostre domande direttamente all'interlocutore preferito.Per i contatti Ornella Pistolesi 3339858883,email o.pistolesi@libero.it.grazie
Ricevo la mail di una delle candidate in provincia di Latina della rete dei cittadini, con la candidata a presidente Marzoli che mi ha autorizzato a pubblicare invitandovi a partecipare lunedì prossimo alle ore 18 all’incontro convegno sul tema della corruzione male della politica e dell'economia ad Aprilia al centro Sada.Interverrà la Candidata Presidente Marzia Marzoli della Rete dei Cittadini,l'Assessore Alessandra Lombardi, il dott.Claudio Oberlechner,i candidati consiglieri.
Giorgio Libralato
Sono Ornella Pistolesi,candidata per la provincia di Latina per le Regionali 2010 per la Rete dei Cittadini.Se da una parte si tira un respiro di sollievo per un attimo di riposo in questo tsunani elettorale,da una parte c'è un certo rammarico per la vostra rinuncia ,perchè ancora una volta si è persa la possibilità di confronto che in questa nazione latita da tempo.Avevamo infatti,programmato di affiancare Marzia dai candidati provinciali più sensibili e più vicini al territorio che è,anche il nostro.Io vivo ad Aprilia e parecchie sono le problematche che ci accomunano,in primis la centrale turbogas da noi illegalmente cantierizzata da De Benedetti,lo smaltimento dei rifiuti che dovrebbe partire da politiche di riduzione,la riconversione in un'economia agricola di qualità e soprattutto lo sviluppo del turismo del mare,rurale,gastronomico,folcloristico.Tutto questo è possibile se conserviamo l'unico tesoro che abbiamo:il nostro territorio.Il progetto di una lista assolutamente civica e la naturale conseguenza dell'esperienza fatta ad Aprila:E' POSSIBILE GOVERNARE SENZA I PARTITI,facendo un passo indietro rispetto alle proprie ideologie quando queste sono solo pastoie che impediscono di vedere la realtà quotidiana e di rispondere adeguatamente.La nostra lista da sola ha conbattuto contro nove candidati a Sindaco con coalizioni più corrazzate(specie di soldi)ottenendo quasi il 6% e tradotto in Assessorato all'Ambiente e un consigliere in maggioranza.La RETE DEI CITTADINI PER APRILA,comunque promuove per lunedì 22 marzo alle ore 18, un incontro convegno sul tema della corruzione male della politica e dell'economia al centro Sada.Interverrà la Candidata Presidente Marzia Marzoli della Rete dei Cittadini,l'Assessore Alessandra Lombardi, il dott.Claudio Oberlechner,i candidati consiglieri.Se vorrete intervenire sarete i benvenuti e formulare le vostre domande direttamente all'interlocutore preferito.Per i contatti Ornella Pistolesi 3339858883,email o.pistolesi@libero.it.grazie
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