venerdì 6 marzo 2026

Decreto bollette, Greenpeace, Legambiente e WWF: “Così si penalizzano rinnovabili ed efficienza, si premia il gas”

 tratto da https://ambientenonsolo.com/decreto-bollette-greenpeace-legambiente-e-wwf-cosi-si-penalizzano-rinnovabili-ed-efficienza-si-premia-il-gas/


Decreto bollette, Greenpeace, Legambiente e WWF: “Così si penalizzano rinnovabili ed efficienza, si premia il gas”

Bocciatura netta di GreenpeaceLegambiente e WWF al nuovo Decreto Bollette. Secondo le tre associazioni, il provvedimento “toglie risorse alle rinnovabili e all’efficienza energetica, mentre continua a dare ossigeno al sistema del gas, arrivando a rimborsarlo e quindi di fatto esentarlo dalla tassa sul carbonio prevista dal sistema ETS”.

Una scelta giudicata miope e pericolosa, perché interviene in modo emergenziale senza affrontare le cause strutturali dell’alto costo dell’energia in Italia.

Bonus una tantum, niente riforme strutturali

Il decreto prevede 315 milioni di euro per sostenere le famiglie a basso reddito. Una misura considerata positiva nell’intento, ma insufficiente e non strutturale.

Secondo i dati di ARERA, le famiglie titolari di bonus sociali per elettricità e gas sono oltre 4,5 milioni. Con le risorse stanziate, l’aiuto coprirebbe poco più della metà dei potenziali beneficiari, lasciando escluso circa il 40%.

Le associazioni criticano inoltre la scelta di finanziare il bonus spostando risorse provenienti dalle quote di emissione di anidride carbonica, fondi che dovrebbero sostenere rinnovabili ed efficienza energetica. Una riallocazione che, secondo Greenpeace, Legambiente e WWF, indebolisce proprio quegli strumenti capaci di ridurre stabilmente le bollette.

Gas ancora al centro

Particolarmente contestata è la riduzione dei costi a carico dei produttori che utilizzano gas naturale per impianti termoelettrici. Una misura che, nei fatti, si tradurrebbe in un beneficio minimo per le famiglie: circa 3 euro per megawattora, equivalenti a circa 8 euro l’anno per un consumo medio domestico.

Per le associazioni si tratta di un nuovo sussidio ambientalmente dannoso, in contrasto con l’impegno a eliminare gradualmente i sussidi alle fonti fossili. Ancora più grave, a loro giudizio, è il possibile indebolimento del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Emissions Trading System), pilastro storico delle politiche climatiche europee.

“Non si può risolvere il problema del prezzo del gas colpendo le altre fonti energetiche”, affermano le organizzazioni, ricordando che Paesi come la Spagna registrano bollette sensibilmente più basse grazie a una maggiore produzione da fonti rinnovabili.

Semplificazioni solo per le fonti fossili

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