tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/25/leni-rinuncia-al-giacimento-davanti-a-gaza-ma-gli-altri-no/8335461/
dall'articolo: "La notizia era attesa, ma resta ottima: Eni conferma di essere uscita dal consorzio – con la sudcoreana Dana Petroleum e l’israeliana Ratio Energies – che a fine ottobre 2023 aveva ottenuto dal governo di Tel Aviv i diritti di esplorazione e sfruttamento in una delle aree del giacimento di gas offshore detto “Leviathan”. Problema: la Zona G, quella assegnata a Eni e soci, sta proprio davanti a Gaza e ricade per oltre il 62% in acque rivendicate dall’Autorità palestinese sulla base degli accordi di Oslo e di decisioni dell’Onu. La gara, lanciata nel dicembre 2022, prevedeva – in una forma che provava a definire – la partecipazione palestinese alle royalties, poi esclusa dopo il pogrom del 7 ottobre e la successiva invasione israeliana di Gaza, motivo per cui al consorzio tra Eni, Dana e Ratio era arrivata pure una diffida dello studio Foley Hoag Llp di Boston (per conto di tre Ong palestinesi: Al-Haq, Al Mezan e Pchr) che lo invitava a desistere da qualunque attività nell’area per evitare “una flagrante violazione del diritto internazionale” e “la complicità in crimini di guerra come il saccheggio”.

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