mercoledì 25 marzo 2026

Petrolio e gas alle stelle, ma sull’idroelettrico Meloni non sa che fare di Marco Palombi. “Concessioni. Il governo non vuole metterle a gara, come però prevede il Pnrr, l’Ue le pretende: da 2 anni non s’è mossa una foglia”

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/23/petrolio-e-gas-alle-stelle-ma-sullidroelettrico-meloni-non-sa-che-fare/8332962/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=il-fatto-economico&utm_term=2026-03-23

dall'articolo di Marco Palombi: "Che il problema esista è cosa nota a Giorgia Meloni, perché ne ha parlato: durante l’ennesima, pesante crisi energetica, l’idroelettrico rappresenta una straordinaria fonte di energia – rinnovabile e programmabile – per l’Italia, ma produce meno di quanto potrebbe perché gli investimenti nel settore sono fermi. Perché? Semplice: le concessioni sulle grandi derivazioni (tutte ultradecennali) sono scadute o scadranno entro pochi anni e le imprese del settore sono ferme in attesa – un’attesa che dura dal 2024 – che il governo della stessa Meloni spieghi cosa intende fare con quelle benedette concessioni.
La premier lo sa, ma anche nel suo ultimo intervento sul tema, l’11 marzo in Parlamento, ha preferito fare il riassunto delle puntate precedenti invece di indicare una soluzione: “Sull’idroelettrico ci sono dei vincoli posti dal Pnrr sul tema delle gare. A mio avviso con scelte che sono discutibili, la più discutibile delle quali, rispetto alle gare, è il fatto di assegnare questi impianti, che ricordo essere gli unici impianti di un’energia sovrana e costante che abbiamo, per concessioni di cinque anni. Se noi facciamo concessioni di 5 anni rischiamo che nessuno faccia mai gli investimenti e noi abbiamo dei problemi sugli investimenti”. Una cosa che avrebbe potuto dire senza cambiare una parola nel 2023 e infatti l’aveva fatto…"

Nessun commento: