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IL DONBASS, DOVE LA GUERRA VA AVANTI DA 8 ANNI. Mariupol resiste ancora, al 47 giorno di guerra. Le milizie del Donetsk che la assediano hanno smentito di aver usato armi chimiche, come aveva denunciato ieri il battaglione Azov dell’esercito ucraino. Oggi Putin è tornato a parlare della guerra, durante una visita dal presidente bielorusso Lukashenko, per la prima volta dopo l’annuncio della seconda fase. Ha confermato che l’obiettivo è sempre stato il Donbass e le operazioni nelle altre parti dell’Ucraina servivano a distrarre le forze nemiche e distruggere le infrastrutture militari. Secondo le intelligence occidentali, la manovra a tenaglia organizzata dai russi per muovere sulle città dell’est potrebbe coinvolgere 90 battaglioni (circa 70 mila uomini). Sul Fatto di domani ricostruiremo la storia recente di questa regione ucraina contesa da ormai 8 anni tra l’esercito di Kiev e i separatisti appoggiati da Mosca, con un reportage e le foto di Alfredo Bosco. Troverete anche un’intervista a Cecilia Strada, ex presidente di Emergency, sul pacifismo, la censura dei liberali e e l’invio di armi all’Ucraina.
“SOSPETTI A MOSCA”, PUTIN FA PULIZIA. Alcuni segnali mettono tuttavia in dubbio la “linearità” del piano d’invasione. L’ex deputato di opposizione Ilya Ponomarev, che nel 2014 fu l’unico alla Duma a votare contro l’annessione della Crimea e dal 2016 vive a Kiev, ha dichiarato che il Cremlino avrebbe messo agli arresti domiciliari Vladislav Surkov, uno stretto consigliere di Putin nei primi anni di potere, tanto da essere definito il suo “Rasputin” e che ultimamente si era occupato dei piani di invasione dell’Ucraina. Il quotidiano britannico Times ha scritto che lo zar avrebbe fatto licenziare circa 150 ufficiali dell’Fsb, il Servizio federale per la sicurezza di Mosca. Tra loro ci sarebbe anche il capo del dipartimento responsabile per l’Ucraina. Entrambe le notizie, non confermate da fonte ufficiale russa, farebbero pensare che il presidente sia scontento dei risultati ottenuti dall’operazione militare iniziata il 24 febbraio. Vedremo sul Fatto di domani cosa accade in Russia e le conseguenze sul seguito della guerra.
SRI LANKA, PAKISTAN E GLI ALTRI DANNI COLLATERALI DELLA GUERRA ECONOMICA. L’Ucraina non chiede solo armi all’Occidente, o di fermare l’acquisto di gas russo (oggi Zelensky si è congratulato con la Lituania, primo Paese europeo a varare l’embargo), ma anche un soccorso finanziario per far fronte al crollo del Pil nazionale causato dal conflitto (circa il 40%, secondo le stime). Di contro, l’economia russa sembra tenere il colpo delle sanzioni, mentre le prime vittime della guerra economica sono i Paesi in via di sviluppo, che secondo diverse analisi stanno subendo il contraccolpo dei rincari delle materie prime alimentari ma anche del rialzo dei tassi di interesse del dollaro. Lo Sri Lanka ha dichiarato default: non pagherà le cedole del debito estero per risparmiare denaro per acquistare cibo. Anche la crisi politica del Pakistan, che ha portato a un colpo di Stato discende dalle tensioni sociali causate dal rialzo dei prezzi. Sul Fatto di domani vedremo che ruolo giocano gli Stati Uniti e il Fondo Monetario Internazionale in tutto questo.
SPARI NELLA METROPOLITANA: PAURA A NEW YORK. Sarebbero almeno 16, secondo l’ultimo bollettino, le persone rimaste ferite a seguito della sparatoria avvenuta stamattina intorno alle 8.30 ora locale nella stazione della metropolitana di Brooklyn, a New York. La dinamica degli eventi non è chiara, ma la polizia riferisce di essere sulle tracce di un uomo sospettato, che al momento della sparatoria avrebbe indossato una maschera antigas e abbigliamento da operaio del trasporto pubblico. Secondo le autorità la sparatoria è avvenuta all’interno del convoglio. L’uomo avrebbe lanciato anche un fumogeno. Per ora si parla di un autore solitario, ma il movente non è ancora noto. Smentita la notizia del rinvenimento di ordigni inesplosi. Vedremo tutti gli sviluppi del caso sul giornale di domani.
LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE Covid, la quarta dose da estendere? Alla conferenza stampa sulla prosecuzione della campagna vaccinale, il direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Nicola Magrini ha detto che non è stato ancora deciso se il secondo richiamo anti-Covid del prossimo autunno riguarderà tutti o soltanto gli over 50/60. Si deciderà in autunno, si attende un pronunciamento dell’Ema. Intanto, oggi ci casi sono oltre 83.600, con un tasso di positività del 14,5%, e i morti 169. Riforma della giustizia, Renzi non la voterà. “Non la voteremo perché non è una riforma. L’azione di Bonafede era dannosa, quella della Cartabia inutile”, ha scritto il leader di Italia Viva su Twitter. La ministra Bonetti però si è affrettata a precisare che il sostegno al governo non viene meno. Cinema, vince il miglior remake. Il cinema internazionale mostra segni di stanchezza: i film più premiati sono dei rifacimenti di trame già viste. Scopri le nostre newsletter. Clicca qui |
Spari in metro, New York torna nel terrore https://ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/il-fatto-di-domani-del-12-aprile-2022/?utm_campaign=Echobox2021&utm_content=fattoquotidiano&utm_medium=social&utm_source=Twitter#Echobox=1649784117-4…




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