lunedì 7 febbraio 2022

PM 2.5 molto alti i valori delle polveri ultrasottili, secondo i dati stimati da Arpa Lazio, a Pontinia anche al di sopra dei limiti di legge e sicuramente superiori ai limiti consigliati da OMS... ci vorrebbero dei medici in amministrazione comunale per adottare i dovuti accorgimenti di legge per la prevenzione...Media giornalierahelp_outline 28 gennaio PM 2.5: 26, 29/1 PM 2.5: 16, 30/1 PM 2.5: 15, 31/1 PM 2.5: 21, 1/2 PM 2.5: 8, 2/2 PM 2.5: 12, 3/2 PM 2.5: 15, 4/2 PM 2.5: 21, 5/2 PM 2.5: 25.

tratto da https://www.snpambiente.it/2021/09/24/qualita-dellaria-le-nuove-linee-guida-oms/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=qualita-dellaria-le-nuove-linee-guida-oms



In particolare, rispetto alle linee guida 2005:
– per il PM2,5 il valore annuale passa da 10 a 5 µg/m³, quello sulle 24 ore da 25 a 15 µg/m³

(vedere anche 3. Qualità dell'aria ambiente: Particolato (PM2,5))

tratto da https://www.newence.com/2022/01/10/inquinamento-atmosferico-e-danni-alla-salute-gli-effetti-di-polveri-sottili-e-no2/ Inquinamento atmosferico: 1,8 milioni di morti in eccesso attribuibili al PM2,5 nel 2019

Nel primo studio, i ricercatori hanno esaminato il PM2,5 (particolato fine con un diametro di 2,5 micrometri o meno), il principale fattore di rischio ambientale per le malattie. È noto che l’inalazione aumenta il rischio di morte prematura per condizioni quali malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, cancro ai polmoni e infezioni delle vie respiratorie inferiori.

Nonostante oltre la metà (55%) della popolazione mondiale viva nelle città, fino ad oggi sono state condotte poche ricerche su come confrontare i carichi della malattia da PM2,5 tra le differenti aree urbane a livello globale. Questo nuovo studio esamina le concentrazioni di PM2,5 e le tendenze di mortalità associate in oltre 13.000 città in tutto il mondo, tra il 2000 e il 2019.

La concentrazione media di PM2,5 ponderata per la popolazione in tutte le aree urbane a livello globale era di 35 microgrammi per metro cubo nel 2019, senza variazioni rispetto al 2000. Ciò equivale a sette volte le linee guida dell’OMS del 2021 per il PM2,5, che prevedono una soglia per la concentrazione media annua a cinque microgrammi per metro cubo. Gli autori stimano che 61 morti su 100.000 nelle aree urbane fossero attribuibili al PM2,5 nel 2019.

Sebbene le concentrazioni medie urbane globali di PM2,5 siano state coerenti in questo periodo, ci sono state grandi variazioni per regione. Le aree urbane del sud-est asiatico, inclusa l’India, hanno registrato i maggiori aumenti regionali, con un aumento del 27% della concentrazione media di PM2,5 ponderata per la popolazione tra il 2000 e il 2019. Le città del sud-est asiatico hanno anche visto il più grande aumento dei tassi di mortalità attribuibili al PM2,5 in questo periodo, aumentando del 33%, da 63 a 84 su 100.000 persone.

A livello globale, circa l’86% degli abitanti urbani (2,5 miliardi di persone) viveva in aree che superavano la linea guida dell’OMS 2005 per l’esposizione media annua a PM2,5 (10 microgrammi per metro cubo) nel 2019, provocando un eccesso di 1,8 milioni di morti.

tratto da https://tg24.sky.it/ambiente/2021/11/15/smog-italia-decessi

Il rapporto Agenzia europea dell'ambiente (Aea) 2021, con i dati riferiti al 2019, rivela che il nostro Paese ha rilevato il maggior numero di morti per biossido di azoto (NO2, 10.640 morti, +2% rispetto all’anno prima) ed è il secondo in Unione europea dopo la Germania per i rischi da particolato fine PM2,5 (49.900 morti, -4%) e ozono (O3, 3170 morti, +5% sul 2018)https://tg24

Fonte Arpa Lazio dati tratti da https://qa.arpalazio.net/datiComunali.php PM2.5(µg/m3)

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