chi lo avrebbe mai detto che un mafioso potesse avere un rapporto bellissimo con Berlusconi, oltre che leader di forza Italia e della coalizione di destra, più volte presidente del consiglio, del Milan? tratto dall'articolo di Lucio Musolino e Giuseppe Pipitone per il Fatto quotidiano: L'imprenditore di Arcore, sostiene sempre il boss di Brancaccio, erano finiti i soldi di suo nonno e di altri palermitani che negli anni ’70 avevano investito nell’edilizia in Nord Italia. Anzi: a sentire Graviano Berlusconi aveva anche rapporti economici con Totuccio Contorno, uno dei primi pentiti di Cosa nostra. Rischia di provocare un vero e proprio terremoto la deposizione del capomafia di Brancaccio, l’uomo che custodisce i segreti delle bombe del 1992 e 1993.
Dopo il prologo di due settimane fa, Graviano ha continuato la sua deposizione durante il processo ‘Ndrangheta stragista. E se la prima volta ha parlato genericamente di “imprenditori del nord”, questa volta ha pronunciato esplicitamente il nome di Silvio Berlusconi: "Negli anni '70 mio nonno aveva messo i soldi nell'edilizia al nord. Il contatto è col signor Berlusconi, glielo dico subito", ha detto al pm. Poi ha raccontato di aver incontrato personalmente l'ex premier, che avrebbe annunciato a suo cugino già nel 1992 l'intenzione di scendere in politica. Ghedini: "Parole prive di fondamento"

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