Le emissioni cinesi generate dall'uso del carbone per produrre elettricità sono probabilmente diminuite del 2% nel 2015, evitando l'immissione in atmosfera di 144,9 milioni di tonnellate di CO2. A dirlo è un'analisi di Bloomberg New Energy Finance (Bnef) basata su dati ufficiali forniti dal China Electricity Council e dalla National Energy Administration.
Stando ai dati rilasciati dalle autorità cinesi, l'anno scorso la produzione di carbone è diminuita del 3,5%, mentre il suo uso nelle centrali elettriche si è ridotto del 2,8%, con un risparmio del consumo di carbone pari a 77 milioni di tonnellate. L'import di carbone, per effetto del rallentamento dell'economia, è sceso del 30%, segnando il calo più basso mai registrato. Il consumo elettrico complessivo nel Paese è aumentato di appena lo 0,5%, a fronte del +3,8% riportato nel 2014.
Il mese scorso, per far fronte ai problemi di inquinamento dell'aria e agli impegni presi sul taglio della CO2, la Cina ha annunciato l'intenzione di ridurre del 60% le emissioni di inquinanti generate dal settore elettrico entro il 2020, attraverso l'efficientamento delle centrali a carbone. Nel frattempo il paese asiatico sta scommettendo sulle rinnovabili: nel 2015, sempre secondo Bnef, ha aumentato gli investimenti in energie pulite del 17%, portandoli a 110,5 miliardi di dollari.
Stando ai dati rilasciati dalle autorità cinesi, l'anno scorso la produzione di carbone è diminuita del 3,5%, mentre il suo uso nelle centrali elettriche si è ridotto del 2,8%, con un risparmio del consumo di carbone pari a 77 milioni di tonnellate. L'import di carbone, per effetto del rallentamento dell'economia, è sceso del 30%, segnando il calo più basso mai registrato. Il consumo elettrico complessivo nel Paese è aumentato di appena lo 0,5%, a fronte del +3,8% riportato nel 2014.
Il mese scorso, per far fronte ai problemi di inquinamento dell'aria e agli impegni presi sul taglio della CO2, la Cina ha annunciato l'intenzione di ridurre del 60% le emissioni di inquinanti generate dal settore elettrico entro il 2020, attraverso l'efficientamento delle centrali a carbone. Nel frattempo il paese asiatico sta scommettendo sulle rinnovabili: nel 2015, sempre secondo Bnef, ha aumentato gli investimenti in energie pulite del 17%, portandoli a 110,5 miliardi di dollari.
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