TRANI - La Procura di Trani non ha dubbi: la gestione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti della cementeria di Barletta a partire dal 2012 era illecita . Significa che per effetto di questa nuova attività, "fatta risultare apparentemente come incremento di una attività autorizzata di combustione di rifiuti" a servizio dell'impianto di produzione di cemento, calcestruzzo e aggregati naturali, si sarebbe consentito la diffusione di sostanze inquinanti superiori ai limiti di legge, esponendo la popolazione della città a rischi per la salute. "Trattandosi", è scritto nei verbali, "di impianto ubicato a 200 metri da insediamenti residenziali".

Il magistrato Antonio Savasta contesta a 18 persone i reati di cooperazione in disastro ambientale colposo, falso e abuso d'ufficio in concorso. Secondo quanto è emerso dalle indagini della guardia di finanza, la cementeria avrebbe ottenuto i permessi, si legge, "sul falso presupposto del possesso di un'autorizzazione a incenerire 20mila tonnellate all'anno di rifiuti pericolosi costituiti da oli minerali". Non trattandosi di un impianto di incenerimento inizialmente creato ad hoc, ma appunto di una cementeria, ha poi ottenuto una nuova autorizzazione, sostituendo il rifiuto pericoloso con quelli speciali, con una potenzialità che passava però da 140 a 178 tonnellate al giorno. Proprio questa nuova attività di incenerimento dei rifiuti avrebbe provocato la "diffusione areo-dispersa di sostanze inquinanti oltre i limiti di legge".

Gli indagati sono i responsabili legali della società Buzzi Unicem di Casale Monferrato, in provincia di Torino, Silvio Picca e Pietro Buzzi; i sei componenti del comitato tecnico della Provincia Barletta-Andria-Trani che rilasciarono la valutazione di impatto ambientale nel 2011 (Pasquale Antonio Casieri, Giancarlo Chiaia, Francesco Contento, Andrea Salvemini, Francesca Seccia, Giampalo Sechi), due dirigenti della regione Puglia (Giuseppe Tedeschi e Francesco Paolo Garofoli); cinque tecnici dell'Arpa, l'Agenzia regionale per l'ambiente (Giuseppe Gravina, Roberto Giua, Salvatore Ficocelli, Massimiliano Antonio Maurelli e Carmelo Capoccia) e i rappresentanti legali delle tre aziende che conferivano nell'impianto (Giuseppe Angelo Dalena, della Dalena ecologia di Putignano; Ruggiero Rosario Bruno, della Trasmar di Barletta, e Michele Scaringella, della Corgom di Corato).

Le responsabilità vengono contestate a partire dal luglio 2012, data di rilascio del parere favorevole Aia, a vario titolo per la gestione illecita oppure per il rilascio di autorizzazioni o pareri espressi falsamente.http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/bari/cronaca/2016/01/07/news/cementeria_barletta-130795057#notarget