martedì 19 gennaio 2016

ALLA CONSULTA Oggi il giudizio sul referendum anti-trivelle (senza l’Abruzzo)

VIRGINIA DELLA SALA
Oggi la Corte Costituzionale
si esprimerà
sul quesito
referendario sulle trivelle
e l’A v v oc a t u r a
dello Stato
dovrà difendere
la
legge così
com’è. Ier
i p o m eriggio,
però
le maggiori agenzie
di stampa ne hanno
pubblicato le memoria:
“Se la norma sulle trivellazioni
dovesse essere abrogata
- ha detto l’a v v o c a t ura
- Si creerebbe un vuoto
normativo sulla tutela ambientale
che non sarebbe
colmabile con la riviviscenza
della legislazione
precedente”. Nel riformulare
il quesito, la Cassazione
avrebbe omesso un inciso
su questo tema.
“Notizie di questo genere
servono soltanto a
creare confusione tra i
cittadini”, ha risposto Enzo
Di Salvatore, costituzionalista
e coordinatore
nazionale del comitato
No Triv. Anche dopo il referendum
abrogativo, infatti,
la normativa sulla
tutela ambientale continuerebbe
ad essere applicabile.
“Ad esempio - continua
Di Salvatore - ci sono
la legge n. 9 del 1991; il
Codice dell’ambiente del
2006 e la direttiva Ue su sulla
sicurezza delle operazioni
in mare nel settore
degli idrocarburi, che è
stata recepita nel 2015. Inoltre,
la valutazione sul
rispetto della tutela ambientale
è già stata svolta
al momento del rilascio
dei permessi e delle conce
ssio ni”. Un dibattito
che continua a colpi di numeri
e leggi. Ieri i No Triv
hanno presentato una perizia
tecnica che dimostra
come la piattaforma Petroceltic
delle Isole Tremiti
ricada in diversi punti
entro le 12 miglia dalla
costa, mentre il Mise ha
ribadito che si tratta di
un’approssimazione necessaria
su carta.
Intanto, l’Abruzzo una
delle prime Regioni ad
appoggiare la consultazione,
ha deciso di sfilarsi
dalla richiesta di creferendum
perché –come ha
detto il governatore Luciano
D’Alfonso (Pd) – la
questione di Ombrina
Mare (la piattaforma abruzzese)
si sarebbe risolta.
Peccato che, per
farlo, secondo i comitati,
non sarebbe stato convocato
ufficialmente il Consiglio
Regionale.

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