giovedì 16 luglio 2026

Pascolo estensivo, alleato della natura: il ruolo chiave degli allevamenti tradizionali in Europa

 Tratto da https://ambientenonsolo.com/pascolo-estensivo-alleato-della-natura-il-ruolo-chiave-degli-allevamenti-tradizionali-in-europa/

dall'articolo di Marco Talluri: "Un pilastro invisibile degli ecosistemi europei
Gli allevamenti basati sul pascolo estensivo – bovini, ovini, caprini e cavalli allevati in modo tradizionale – rappresentano una quota relativamente ridotta della produzione zootecnica europea, ma svolgono un ruolo fondamentale per l’ambiente.
Secondo l’analisi dell’EEA:
circa un terzo degli habitat protetti dalla Direttiva Habitat dipende dal pascolo;
il 10-15% del bestiame europeo sarebbe sufficiente per mantenere questi ecosistemi;
oltre 35 milioni di ettari (circa il 22% della superficie agricola UE) sono habitat che beneficiano del pascolo.
Questi sistemi hanno sostituito nel tempo il ruolo ecologico dei grandi erbivori selvatici, come uri e bisonti, contribuendo a creare paesaggi semi-naturali ricchi di biodiversità.
Più biodiversità, meno incendi
Il pascolo estensivo favorisce:
diversità vegetale, alternando aree aperte e boscate;
impollinatori e insetti, grazie alla presenza di fiori e letame;
uccelli e fauna selvatica, legati agli habitat prativi.
Un dato emblematico: il 92% delle farfalle protette in Europa dipende da praterie gestite in modo estensivo.
Ma c’è anche un altro effetto sempre più rilevante: la riduzione del rischio incendi. Il pascolo limita infatti l’accumulo di biomassa secca, particolarmente critica nelle regioni mediterranee sempre più esposte a eventi estremi.
Il declino degli allevamenti tradizionali
Nonostante i benefici, questi sistemi sono in forte riduzione:
tra il 2005 e il 2020 le aziende agricole UE sono diminuite del 37%;
le aziende con allevamenti estensivi o misti sono calate di oltre il 70% in un solo decennio.
Le cause sono note:
minore redditività rispetto ai sistemi intensivi;
abbandono delle aree marginali e montane;
pressione a intensificare la produzione.
Il risultato è un doppio squilibrio:
intensificazione nelle aree produttive, con impatti ambientali elevati;
abbandono nelle aree fragili, con perdita di biodiversità e aumento del rischio incendi."
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