sabato 4 luglio 2026

Acqua, una battaglia dopo l’altra – “La trave nel piatto”, la rubrica di Slow Food di Barbara Nappini. Il Po in secca, i ghiacciai idem, le colture idrovore e una rete idrica "bucata" per il 42%: ecco perchè non possiamo più aspettare

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/04/acqua-una-battaglia-dopo-laltra-la-trave-nel-piatto-la-rubrica-di-slowfood/8439423/

dall'articolo di Barbara Nappini: "La crisi climatica ha ridotto drasticamente la portata del fiume Po, che nella seconda metà di giugno ha registrato il livello record di 8 metri sotto lo zero idrometrico a Cremona. Crollando la sua portata a meno di 300 m³/s, inoltre, si è innescata una grave risalita dell’acqua marina – il cuneo salino – fino a 20 km nell’entroterra. Una situazione talmente critica da mettere a rischio un terzo del settore agroalimentare nazionale. La trave nel piatto è che, a fronte di una crisi idrica tanto drammatica, si continua a sostenere la coltura e il consumo di specie e varietà sempre più idrovore, e a praticare un’agricoltura insostenibile, anche in relazione all’esigenza idrica. In luogo di finanziare ulteriori sistemi di irrigazione, sarebbe sensato promuovere un’agricoltura che ha bisogno di meno acqua e pratiche che gestiscono meglio questa risorsa sempre più scarsa.
Questo quadro generale è determinato dalla concreta e repentina scomparsa dei ghiacciai: prima le grandi masse d’acqua dolce solidificate, si scioglievano lentamente nei periodi più caldi dell’anno e alimentavano per mesi i corsi d’acqua. Adesso non c’è più quel rilascio lento e costante dell’acqua dolce che invece defluisce velocemente verso il mare: la siccità da eccezione sta diventando una problematica cronica, il cui elemento più preoccupante è l’effetto sommatorio di
tenacia delle alte temperature e fragilità delle riserve idriche.
Le elevate temperature legate alla crisi climatica, compromettono gravemente i processi fisiologici delle piante: si è notata una riduzione nell’efficienza fotosintetica e un incremento nei fenomeni di appassimento, inoltre, le alte temperature minime notturne mantengono intenso il fabbisogno idrico anche in quelle ore."
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