tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/03/ricci-di-mare-puglia-fermo-pesca-2028-arpa-estremo-sfruttamento/8438328/
dall'articolo di Daniela Primiceri: "Tre anni di fermo non sono sati sufficienti e forse non lo saranno neanche altrettanti. La popolazione del riccio di mare, un tempo del “re” del mare e delle tavole pugliesi, si sta riprendendo così lentamente che la Regione Puglia è stata costretta a estendere fino al 30 giugno 2029 il fermo biologico, introdotto per la prima volta nel 2023, nel tentativo di ripopolare il Basso Adriatico e lo Ionio. Il rafforzamento delle misure di salvaguardia della specie marina – che già prevedevano un monitoraggio scientifico costante e il divieto di pesca e commercio – è stato ritenuto inevitabile da diverse attività di ricerca condotte dall’Università del Salento, Arpa Puglia, Direzione Marittima e Guardia di Finanza.
“La ratio di questa norma – hanno spiegato a ilfattoquotidiano.it il direttore generale di Arpa Puglia Vito Bruno e il direttore del Centro Regionale Mare della stessa agenzia, Nicola Ungaro – è quella di consentire all’attuale risorsa di riprendersi. Credo che il termine più corretto sia proprio questo: il riccio ha raggiunto limiti estremi di sfruttamento e sappiamo che per tutte le risorse marine l’eccessivo sfruttamento può creare grandi problemi alla popolazione della specie tali da non consentirne la ripresa”.
In Puglia il riccio di mare è da sempre una delle specialità più ricercate della tradizione gastronomica costiera. L’elevata domanda ne ha incentivato per anni il prelievo e anche dopo l’introduzione del fermo biologico si sono registrati molti fenomeni di pesca abusiva. E anche la gestione dei sequestri, come spiegato da Arpa, ha inciso sulla sopravvivenza della specie: “Generalmente vengono rilasciati tutti nello stesso punto, ma studi scientifici dimostrano che con questa modalità, circa il 50% degli esemplari muore”.
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La Regione Puglia estende il fermo pesca dei ricci di mare. L’Arpa: “Limiti estremi di sfruttamento, faticano a ripopolarsi”
La decisione del Consiglio regionale, dopo tre anni di stop per pesca e commercio, basata sui risultati di monitoraggio. E l'Agenzia regionale già caldeggia l'estensione oltre il 2029

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