tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/12/scorie-nucleari-basilicata-lezione-scanzano-jonico-deposito/8444802/
dall'articolo di Alberto Iannuzzi: "Nel corso della recente seduta del Consiglio regionale di Basilicata il presidente della Giunta, Vito Bardi, ha ribadito il no della Regione al deposito unico delle scorie nucleari, aprendo nel contempo alla possibilità di utilizzo del nucleare di nuova generazione. Nonostante le rassicurazioni fornite dal governo regionale sul deposito unico dei rifiuti radioattivi, la partita non è affatto chiusa, dal momento che la decisione verrà presa dal governo nazionale. Oggi, però, è importante ricordare la lezione che la politica italiana sembra aver dimenticato, ma che è ancora ben impressa nella memoria collettiva del popolo lucano: Scanzano Jonico, anno 2003.
Quando il governo individuò quel territorio come sede del deposito nazionale delle scorie radioattive, la reazione non fu certo il frutto della sindrome “nimby”. Fu, invece, una straordinaria mobilitazione civile, che costrinse lo Stato a fare marcia indietro ed a riconoscere un errore di metodo, prima ancora che di merito. Scanzano dimostrò che le grandi decisioni strategiche non possono essere imposte ad una comunità come se questa fosse la variabile trascurabile di un algoritmo tecnico. Da allora, anche la legislazione è cambiata e la Corte costituzionale nelle pronunce riguardanti la gestione dei rifiuti radioattivi ha definito in maniera più precisa i rapporti tra interessi confliggenti."
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