sabato 4 luglio 2026

Qualità dell’aria: stop al diesel in città per rispettare i limiti UE al 2030, secondo uno studio francese

 tratto da https://ambientenonsolo.com/qualita-dellaria-stop-al-diesel-in-citta-per-rispettare-i-limiti-ue-al-2030-secondo-uno-studio-francese/

dall'articolo di Marco Talluri: "Limiti OMS: un obiettivo ancora lontano
Se l’obiettivo europeo appare raggiungibile, quello dell’Organizzazione mondiale della sanità resta fuori portata con le sole politiche sul traffico.
Il rapporto dimostra che, per arrivare ai 10 µg/m³ raccomandati dall’OMS, sarebbe necessario un taglio del traffico superiore al 100%, un risultato evidentemente impossibile .
Questo dato evidenzia un punto fondamentale: il traffico è una componente cruciale, ma non l’unica. La qualità dell’aria dipende anche da altre fonti, come il riscaldamento domestico e le emissioni industriali.
Oltre il traffico: serve una strategia integrata
L’analisi introduce anche il concetto di “concentrazione di fondo”, cioè la quota di inquinamento non direttamente legata al traffico. Questa componente, pur in diminuzione, resta significativa e limita i benefici delle sole politiche sulla mobilità .
Per questo Respire propone un approccio più ampio che includa:
sostegno alla sostituzione dei veicoli diesel
investimenti in trasporto pubblico e mobilità attiva
sviluppo del car sharing e del car pooling
interventi su riscaldamento e industria
Una scelta inevitabile per la salute urbana
La conclusione del rapporto è netta: senza una riduzione significativa del traffico o un’uscita accelerata dal diesel, le città europee non riusciranno a rispettare i nuovi limiti sulla qualità dell’aria.
La transizione non è solo una questione ambientale, ma sanitaria e sociale. L’inquinamento atmosferico continua infatti a causare decine di migliaia di morti premature ogni anno in Francia .
Ridurre il diesel nelle città appare oggi come una delle leve più efficaci, ma richiede politiche pubbliche coerenti, investimenti e un forte accompagnamento sociale per evitare nuove disuguaglianze."
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