giovedì 2 luglio 2026

Temperature del mare da record: Copernicus conferma un nuovo segnale di allarme globale

 tratto da https://ambientenonsolo.com/temperature-del-mare-da-record-copernicus-conferma-un-nuovo-segnale-di-allarme-globale/

Il nuovo record era in parte atteso per l’avvio di condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale, annunciate dall’Organizzazione meteorologica mondiale il 2 giugno 2026 e dichiarate anche dalla NOAA l’11 giugno. Tuttavia, il dato si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi mesi temperature del mare insolitamente elevate sono state osservate in diverse aree oceaniche, confermando la tendenza al riscaldamento degli oceani legata alla crisi climatica.
Un oceano più caldo non è solo un indicatore climatico. Ha effetti diretti sull’atmosfera, sugli ecosistemi marini e sulle comunità costiere. Temperature superficiali più elevate possono mantenere l’aria più calda più a lungo, fornire energia supplementare alle tempeste, aumentare l’evaporazione e accrescere il rischio di precipitazioni estreme e alluvioni.
Il riscaldamento degli oceani contribuisce inoltre all’innalzamento del livello del mare e allo scioglimento dei ghiacci. Sul piano ecologico, favorisce ondate di calore marine più frequenti e intense, con conseguenze su biodiversità, pesca, economie costiere e salute degli ecosistemi.
Secondo Carlo Buontempo, direttore del C3S presso l’ECMWF, le condizioni attuali potrebbero segnare l’ingresso in una nuova fase, con la possibilità di ulteriori record nei prossimi mesi. Il fatto che due sistemi indipendenti arrivino alla stessa conclusione rafforza l’affidabilità del segnale scientifico.
Pierre-Yves Le Traon, direttore scientifico del Servizio marino di Copernicus presso Mercator Ocean International, sottolinea invece il ruolo del monitoraggio continuo degli oceani per aiutare autorità pubbliche, ricercatori e decisori politici a comprendere l’evoluzione del sistema marino e a proteggere l’ambiente oceanico.
I due servizi utilizzano strumenti e metodologie differenti. Il C3S si basa sulla rianalisi ERA5 dell’ECMWF, che ricostruisce le condizioni climatiche globali integrando osservazioni e modelli meteorologici. Il Servizio marino di Copernicus utilizza invece il sistema GLO12 di Mercator Ocean, un modello oceanico tridimensionale ad alta risoluzione che integra dati satellitari e misurazioni in situ.
La convergenza dei risultati rende il segnale particolarmente rilevante. Resta da capire se il superamento dei record sia temporaneo o destinato a proseguire nei prossimi mesi. Le previsioni stagionali indicano però la possibilità di un El Niño intenso, con effetti attesi sia sulle temperature oceaniche sia su quelle atmosferiche globali.
Il messaggio che arriva da Copernicus è chiaro: l’oceano sta accumulando calore a livelli senza precedenti per questo periodo dell’anno. E ciò che accade in mare non resta confinato al mare, ma influenza il clima, gli eventi estremi, gli ecosistemi e la vita delle comunità costiere in tutto il mondo.
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