tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/05/16/in-tre-mesi-100-miliardi-di-profitti-le-big-oil-britanniche-brindano-ai-fossili/7162983/

Pontinia (LT) dall'ambiente, alla difesa dei diritti civili e sociali, dalla politica alla tecnica. Si riportano stralciriportandone autori. Nota: qualora si ritenga la pubblicazione (o i commenti) siano lesivi o notizie superate si prega di comunicarlo con mail giorgio.libralato@gmail.com e saranno rimossi. Oppure allo stesso modo si può esercitare il diritto di replica. Qualora si ritenga che una pubblicazione o parte di essa ledano i diritti di copyright o di autore saranno rimossi
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di Sabrina Provenzani
Il tema dei profitti monstre delle società energetiche, continua a fare notizia nel Regno Unito, dopo la pubblicazione degli ultimi risultati trimestrali. Nei primi tre mesi del 2023 i profitti totali delle nove maggiori compagnie globali di energia, per la gran parte prodotta da combustibili fossili, hanno raggiunto i 100 miliardi di dollari, mentre i profitti totali per il 2022 ammontano a 457 miliardi. Secondo calcoli aggiornati della International Energy Agency (IEA), queste cifre annuali equivalgono ad un sesto dell’investimento annuale previsto dai governi del mondo per combattere il riscaldamento globale.
Questi profitti sono il risultato di fattori complessi, che possiamo tentare di semplificare così: da una parte, gli incrementi sono dovuti all’impatto del Covid e della guerra in Ucraina, che hanno entrambi avuto un effetto su produzione e distribuzione dell’energia, e quindi sui suoi costi. Dall’altra, certificano il fatto che le strutture energetiche globali sono ancora fortemente dipendenti da quel tipo di produzione di energia, e che l’emergenza aumenta il ricorso a fonti tradizionali riducendo l’appetibilità di quelle alternative e più sostenibili. Un circolo vizioso.
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