giovedì 10 novembre 2022

La regione Lazio ha convocato il tavolo tecnico sulla discarica di Borgo Montello per il progetto della società IND.ECO. per impianto ad osmosi inversa a tre stadi per il trattamento del percolato in uscita dai lotti S4,S5,S6,S7 e S8. La pubblicazione della convocazione avviene postuma dopo lo svolgimento del tavolo tecnico riservato a Regione, Arpa Lazio e Società proponente. Quindi sono stati esclusi anche comune e provincia di Latina, oltre che ovviamente i cittadini. L'incontro si è svolto il giorno 7 novembre, per via telematica, e la regione ne dà notizia solo oggi nel box ufficiale. La Regione Lazio resta in attesa della documentazione integrativa da parte della società allo scopo di convocare la seduta conclusiva della conferenza di servizi e ottenere il parere definitivo di ARPA Lazio e degli altri Enti convocati.









tratto da https://regionelazio.app.box.com/v/IndecoPercolato/folder/156964716110

questo il testo del verbale:

inviato dalla DIREZIONE REGIONALE AMBIENTE AREA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

a

IND.ECO. s.r.l. PEC: indeco@greenholdingpec.it 

ARPA Lazio Dipartimento Pressioni sull’Ambiente Direzione Tecnica Roma PEC: direzione.centrale@arpalazio.legalmailpa.it 

ARPA Lazio Sezione di Latina PEC: sededilatina@arpalazio.legalmailpa.it 

Oggetto: Procedimento per la modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata alla Società IND.ECO srl – con Decreto del Commissario per l’Emergenza Ambientale nel territorio della Regione Lazio n.34 del 06/04/2007, rinnovata con D.D. n. G12974 del 09/09/2014 e s.m.i., per la realizzazione di un impianto ad osmosi inversa a tre stadi per il trattamento del percolato in uscita dai lotti S4,S5,S6,S7 e S8 della discarica di Borgo Montello(LT) Via Monfalcone 23/a e recupero acqua depurata. 

Esiti Tavolo Tecnico del giorno 07/11/2022 Si fa riferimento al Tavolo Tecnico in oggetto, convocato con nota prot. n. 1100407 del 05/11/2022, riportando gli esiti dello stesso, svoltosi in modalità telematica tramite piattaforma Teams. 

Alla riunione sono presenti: per la Regione Lazio: o Ing. Ferdinando Maria Leone – Dirigente Area AIA o Dott.ssa Grazia Maria Rita Celano – Funzionario Responsabile P.O. I Fascia “Impianti di discarica” dell’Area AIA e Responsabile del procedimento o Dott.ssa Geol. Antonella Forli – Collaboratrice regionale LazioCrea S.p.A. 

per la Società IND.ECO Srl: o Dott. Vivarelli Alberto, Direttore Tecnico; o Dott. Giorgio Cardona, Amministratore unico Società; o Ing. Quintilio Napoleoni, tecnico progettista; o Prof. Piero Sirini, consulente tecnico della società; o Ing. Gianni Antonnicola, consulente tecnico società; o Ing. Fabrizio Cesaretti (ICARO) Consulente ambientale società; 

Per ARPA Lazio: Dott. Marco Rizzuto Ing. Elisa Bianchi. 

All’inizio della riunione prende la parola la Regione Lazio nella persona del Dirigente dell’Area A.I.A (Ing. Leone) il quale specifica che il presente incontro è stato convocato sulla base della richiesta della società, come riportato nel verbale dell’ultima cCnferenza di servizi del 05/04/2022, al fine di avere chiarimenti su alcuni punti riportati nel parere ARPA Lazio prot. n. 23320 del 04/04/2022, acquisito al prot. n. 334091 del 05/04/2022 e pubblicato sul box regionale dedicato all’istanza https://regionelazio.box.com/v/IndecoPercolato 

Viene lasciata la parola alla società per introdurre gli elementi per i quali è necessario un chiarimento.

 La società (Prof. Sirini) evidenzia un punto cardine iniziale rappresentando che, dalla lettura della nota di ARPA Lazio, appare che vi sia una preclusione sulla natura stessa dell’impianto in quanto, non essendo un impianto adatto a trattare completamente il refluo chiudendo la filiera di trattamento (in quanto la parte di concentrato verrebbe inviata presso impianti terzi), a dire dell’Agenzia sembrerebbe non applicabile alla discarica con riferimento alle Linee guida, in quanto trattamento parziale. La società ritiene, invece, secondo motivazioni di carattere tecnico ed economico che l’impianto a osmosi inversa proposto, pur inviando presso terzi il concentrato che rappresenta il 30% del quantitativo complessivo, risulta perfettamente conforme alla normativa anche considerando altre situazioni impiantistiche analoghe (vedi impianti di depurazione che inviano i fanghi presso impianti terzi, ovvero altri impianti di trattamento rifiuti liquidi). 

ARPA Lazio interviene e chiarisce che per l’Agenzia non c’è nessuna preclusione a tale tipologia di impianto, quello che interessa è che i trattamenti applicabili siano effettuati nella maniera corretta e nel rispetto delle BAT e del Bref relativi al caso di specie. Il punto fondamentale è che l’impianto deve garantire la corretta gestione in termini di come trattamento del percolato, gestione del rifiuto costituito dal concentrato prodotto e di acque reflue scaricate, nel rispetto della normativa vigente.

La società (Ing. Napoleoni) prendendo atto che non vi è dunque una preclusione preliminare alla tipologia impiantistica, chiarisce che l’impianto serve per ridurre le quantità di percolato, gestendo il concentrato e il permeato con la riduzione del rifiuto da portare presso impianti terzi. La gestione è sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. E’ prevista una fase di collaudo dell’impianto, durante la quale saranno effettuate analisi specifiche, prima della messa in esercizio, al fine di calibrare l’impianto circa le prestazioni da raggiungere, per verificare le efficienze e regolare i parametri. Per quanto riguarda il monitoraggio è previsto l’inserimento di sonde multiparametriche. E’ previsto altresì anche l’inserimento di controlli di processo tramite sistema PLC definendo livelli di allarme e di soglia relativi alle emergenze. 

ARPA Lazio prende atto delle modalità con cui la società intende collaudare e monitorare l’impianto e chiede di indicare per ogni livello di guardia e/o soglia indicato le azioni conseguenti inserendole nel PMeC

La Regione Lazio chiede di fornire apposito cronoprogramma degli interventi finalizzato alle fasi di collaudo dell’impianto fino alla sua messa in esercizio, da allegare all’autorizzazione. 

L’Amministratore della società evidenzia che tale impianto è solo il primo passo di un’implementazione impiantistica più articolata che la società intende mettere in atto in futuro sul sito attraverso impiantistica già sperimentata in altre realtà (impianto di evapotraspirazione sottovuoto) in grado di trattare in loco anche il concentrato proveniente dall’impianto di osmosi inversa. 

Intervengono gli ulteriori consulenti della società (Ing. Antonnicola e Ing. Cesaretti) per evidenziare che il riferimento delle BAT del 2018 usato da ARPA Lazio non sembra essere applicabile all’impianto in quanto trattasi di impianto non IPPC e che non tratta rifiuti ma reflui.

 ARPA Lazio chiarisce che ritiene pertinente utilizzare ai fini valutativi tale riferimento in quanto il fatto che l’impianto tratti il percolato prodotto quale acqua reflua ai fini dello scarico e non il trattamento del percolato quale rifiuto è una questione esclusivamente giuridica, ma dal punto di vista tecnico e di impatto ambientale si tratta della medesima sostanza. Inoltre l’attività di depurazione del percolato risulta tecnicamente connessa ad un attività IPPC (ovvero la gestione della discarica) e perciò, come anche chiarito da circolari ministeriali sul tema, ritiene corretto riferirsi alle BAT specifiche indicate e alle Linee guida sul trattamento dei rifiuti liquidi, tra cui il percolato di discarica. 

La Regione Lazio chiarisce che ARPA Lazio è organo tecnico-istruttorio regionale nei procedimenti amministrativi come quello in esame e dunque si rimette alle valutazioni condividendole come questione di opportunità nella valutazione dell’impianto in esame, in mancanza di ulteriori riferimenti. 

In definitiva la Regione Lazio resta in attesa della documentazione integrativa da parte della società allo scopo di convocare la seduta conclusiva della conferenza di servizi e ottenere il parere definitivo di ARPA Lazio e degli altri Enti convocati. Il Funzionario responsabile del procedimento Titolare della P.O. I “Impianti di discaric

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