Da una settimana mi trovo a Sharm el Sheikh per la Conferenza Globale sul Clima (COP27), con altri 41.000 delegati da ogni parte del mondo. La Conferenza si chiuderà tra 10 giorni ed è sinceramente troppo presto per trarre delle conclusioni, ma vi sono alcuni trends molto chiari che si sono già evidenziati fin dai primi giorni e alcune osservazioni che vale la pena condividere:

1. Le negoziazioni tra gli Stati membri procedono a rilento, con alcune delegazioni che stanno intenzionalmente sabotando lo sforzo di trovare una posizione comune sui temi caldi di quest’anno. Addirittura ci si sta scannando su materie piuttosto basiche ed ovvie, come ad esempio il riconoscimento del diritto alla parità di genere nella valutazione dell’impatto del clima sulla salute ed economia delle famiglie, oppure sui diritti delle popolazioni indigene a preservare il loro habitat naturale.