lunedì 14 novembre 2022

Cop27, le voci degli attivisti alla Conferenza: dalle vite distrutte dal riscaldamento globale alla scelta di “connettere clima e diritti”

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/11/14/cop27-le-voci-degli-attivisti-alla-conferenza-dalle-vite-distrutte-dal-riscaldamento-globale-alla-scelta-di-connettere-clima-e-diritti/6872825/

Cop27, le voci degli attivisti alla Conferenza: dalle vite distrutte dal riscaldamento globale alla scelta di “connettere clima e diritti” https://www.ilfattoquotidiano.it/.../cop27-le.../6872825/ via @fattoquotidiano L’Africa è responsabile solo dell’1% delle emissioni di gas serra globali, eppure subisce gli effetti più catastrofici del surriscaldamento globale. La Cop 27 di Sharm el-Sheikh è la prima vera occasione internazionale che mette al centro la finanza climatica, i piani di mitigazione e la transizione ecologica nel continente. È però anche il primo negoziato in un Paese che, da anni, è al centro delle polemiche per le violazioni dei diritti umani. Le manifestazioni “sono state fortemente limitate – racconta il nigeriano Goodness Dickson, 29 anni – Mi sento derubato di un diritto”. Anche la protesta di sabato 12 novembre, in solidarietà all’attivista Alaa Abdel Fattah – in sciopero della fame dall’inizio della Cop – si + potuta tenere solo davanti alla sede delle Nazioni Unite. È la prima volta che questo succede nella storia delle Conferenze sul clima. Questo ha portato molti attivisti, anche italiani, a pensare di non partecipare. “Abbiamo deciso però di sporcarci le mani e cercare di invertire il passo – racconta Andrea Pesce di ZeroCO2 – Anche per sottolineare il legame tra clima, ambiente e diritti”.

La Cop 27 di Sharm el-Sheikh è la prima a mettere al centro l’Africa e le storie di chi vive maggiormente gli effetti della crisi climatica. È però anche la prima Conferenza a tenersi in un Paese che, da anni, è al centro delle polemiche per le violazioni dei diritti umani

Cop27, le voci degli attivisti alla Conferenza: dalle vite distrutte dal riscaldamento globale alla scelta di “connettere clima e diritti”

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