di Marco Bertolini

Fino a qualche mese fa, il problema dell’effetto serra e dei conseguenti cambiamenti climatici era all’ordine del giorno. Ridotti i negazionisti ad uno sparuto numero di irriducibili, ci si confrontava/scontrava sulla velocità con la quale si doveva affrontare il problema, con i “grandi” della terra che, dopo vent’anni almeno di summit e conferenze varie, ci ammonivano sul quanto poco tempo ci rimanesse prima di superare la soglia di non ritorno. Una differenza di qualche decimo di grado sul futuro aumento della temperatura media sembrava essere lo spartiacque tra il limitare i danni a quanto già stavamo subendo, in termini di eventi catastrofici, ed il rischio di incorrere nella fine del mondo abitabile per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi millenni.