domenica 6 settembre 2020

tuteliAmo 2.0 Aprilia dopo l'incendio della LOAS Italia dal mia intervento in piazza il 5 settembre

Quello della LOAS ITALIA è il classico impianto per i quali ci viene detto che non è pericoloso o nocivo oppure non puzza perché non ci sono emissioni o impianti di combustione. Un’altra delle risposte che ci viene data per questo genere di impianti è che poi ci saranno i dovuti controlli per evitare danni alla salute pubblica. Per questi impianti l’ente che procedente al quale è in capo la conferenza dei servizi deve verificarne la proprietà e la disponibilità che non risulta nel caso in oggetto. Allo stesso modo devono essere previste le attività di bonifica sulle quali poi vengono pagate le polizze fideiussorie a garanzie della stessa bonifica. Dopo la prima polizza (emessa oltre 10 anni fa) non sappiamo se è ancora valida o se è scaduta. Sicuramente non risulta, come non risultano adottate prescrizioni e obblighi, la polizza assicurativa per la prevenzione degli incendi previste dalle due circolari del ministero dell’ambiente: con prot. 4064 del 15/03/18 e 1121 del 21 gennaio 2019 recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Come è noto tali circolari sono state emanate dopo il caso ECO X di Pomezia e oltre un centinaio di roghi seguenti, che poi hanno superato oltre gli 800 casi negli impianti per rifiuti ed energetici in Italia.

 

1)      Il comune ha competenze per opporsi agli impianti inquinanti, incompatibili o pericolosi? Certo all’interno della conferenza dei servizi ha diverse competenze con pareri che non sono superabili dalla conferenza dei servizi e che devono imporre la sospensione della conferenza per essere trasmessa all’organo superiore per eventuale superamento del dissenso. Per esempio quando il sindaco esprime il suo parere contrario ai sensi del testo unico in materia di salute. Come hanno fatto per esempio diversi comuni tra i quali Pontinia e Capaccio.

2)      Il comune può regolamentare la gestione e la programmazione del territorio in presenza di impianti rischiosi? I comuni come quello di Aprilia, come anni fa ha sollecitato, la Prefettura avrebbero dovuto approvare la variante urbanistica per i siti a rischio di incidente rilevante. Tale variante deve comprendere anche le disposizioni e l’organizzazione della protezione civile, l’informazione ai cittadini e aziende limitrofe, le esercitazioni per l’evacuazione. Tale variante consente inoltre ai comuni che adottino la variante, di esprimere parere di incompatibilità non superabile, come per esempio ha fatto il comune di Pontinia. Questa è una delle differenze che spiega perché la centrale a turbogas di Pontinia non è stata approvata, quella di Aprilia sì. Oltre ad altre motivazioni da me relazionate al comune di Aprilia.

3)      Questo tipo di impianti sono stati bocciati da altri comuni in provincia e poi annullati dalla provincia di Latina? Certo come ha fatto il comune di Sabaudia esprimendo le ragioni e motivazioni non superabili.

 

La questione irrisolta dei rifiuti favorisce diverse pratiche illecite, come dimostrano inchieste, commissioni, arresti, sequestri, processi, inquinamento, emissioni nocive, spargimento di compost e digestato fuori specifica.
Fatti, eventi, che durano da quasi 50 anni nella provincia di Latina, definita “provincia di Casale” dalla mafia, clan dei Casalesi, con inchieste che hanno interessato diverse famiglie legate alla malavita. Molte aziende o imprese o persone che rappresentano o hanno fatto parte di imprese nei settori energetico e dei rifiuti hanno avuto condanne anche importanti legate al ciclo illecito dei rifiuti o della malavita organizzata o entrambi.
La questione della discarica di Borgo Montello racchiude tutto il peggio della questione rifiuti con autorizzazioni o rinnovi scaturiti da dichiarazioni non rispondenti al vero, da normative eluse, dal rispetto di pareri di attenzione o esclusione; con il settore VIA e rifiuti della regione Lazio che dichiara in commissione contro le ecomafie di non conoscere le questioni ambientali, processi e verbali con interramento di rifiuti tossici.
Scorrendo decine di autorizzazioni o rinnovi sia a livello regionale che provinciale si scoprono impianti di rifiuti o energetici da rifiuti che hanno delle carenze impressionanti.
Il caso della ECO X di Pomezia (poi ripetuto in altri impianti) comprendeva appunto polizze fideiussorie dubbie, la mancata titolarità dell’immobile con i soggetti proprietari che non risultano coinvolti nel procedimento e con numerose segnalazioni di pericolo che avrebbero dovuto far intervenire gli enti competenti per la prevenzione. La provincia di Latina ha rilasciato diverse autorizzazioni anche con polizze emesse da chi non ne aveva titolo. L’impianto a biogas modello ne risulta tutt’ora privo e la prima emessa non risulta valida, con nessuna analisi Arpa Lazio conforme ai limiti ed ha iniziato attività senza agibilità e autorizzazione antincendio.
Oppure società fiduciarie che “schermano” i soci. Una serie impressionante di autorizzazioni nate da silenzio assenso e senza nemmeno il parere in materia di rischio di incidente rilevante.

La provincia di Latina, Pontinia, è anche la sede del più grande ritrovamento di fusti tossici. Carmine Schiavone ha citato anche altri siti dove sarebbero stati interrati rifiuti tossici.
Eppure la storia di incendi negli impianti per rifiuti in provincia di Latina inizia con la Sep il 21/7/2007, poi il 21/7/2012, poi la Kyklos l’1/11/2014. Anche alcuni siti soggetti a rischio di incidente rilevante sono stati oggetto di roghi (Bristol oltre 25 anni fa), due volte alla Lanxess. Per poi arrivare a quello famoso del 5 maggio 2017 della EcoX .
Nel sito degli eventi dell’Arpa Lazio c’è un lungo elenco di roghi negli impianti con gli ultimi a Piedimonte San Germano, Ardea, Aprilia in questo mese. Incendio cartiera via della Falcognana Roma, Incendio Gemafar Colleferro nel 2020. Nel 2019 Incendio capannone industriale zona ASI Frosinone, Incendio Roma Monte Stallonara, Incendio Itri/Calabretto, Incendio via Appia Nuova Roma, Incendio deposito Mecoris Frosinone, Incendio capannoni industriali Via del Cappellaccio – Roma, Incendio discarica abusiva via Collatina vecchia Roma, Incendio TMB Rocca Cencia Roma, Incendio "Sistema Compositi" Castellaccio. Nel 2018 Incendio TMB Salario Roma. Nel 2017 Incendio San Vittore, Incendio ECO X Pomezia che è il primo caso che si trova pubblicato da Arpa Lazio.

La questione nel basso Lazio e nella provincia di Latina ha occupato troppe pagine della commissione contro le ecomafie e di tutti coloro per i quali “il rifiuto è una ricchezza” o dello “sviluppo sostenibile”, che non esiste con questi veleni, inquinamenti e danni irreversibili che il Covid ha evidenziato ancora una volta. Non erano bastati gli scienziati, gli studi dei maggiori centri internazionali per fermare la distruzione del pianeta e il cambiamento climatico in atto. Gli eventi estremi si moltiplicano eppure la nostra classe dirigente o è sorda o è incapace. Un amministratore, un politico o aspiranti tali se ignorano o non approfondiscono i documenti della commissione contro le ecomafie, vuol dire che non sono idonei ad amministrare in quanto tali documenti contengono tutte le informazioni per la conoscenza e la prevenzione del fenomeno.

Sempre nel documento della commissione contro le ecomafie si tratta l’argomento dei roghi dolosi degli impianti per rifiuti e dei roghi in generale.
In seguito all’evento della ECO X e alla documentazione della commissione contro le ecomafie, il Ministero dell’Ambiente ha emesso la circolare n. 4068 del 15/3/2018 attualmente sostituita dalla n. 1121 del 21/01/2019 recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Tale circolare prevede una serie di adempimenti, prescrizioni, prevenzione che, se attuati, avrebbero sicuramente evitato o ridotto gli effetti dei roghi in molti impianti, tra questi sicuramente la LOAS. La stessa circolare contiene degli obblighi e delle prescrizioni da riportare in tutte le autorizzazioni degli impianti per rifiuti che non risulta mai richiamata o quasi mai, nelle autorizzazioni o determine da provincia di Latina e da regione Lazio.
Tale circolare deve diventare appunto la linea guida per evitare il ripetersi di questi roghi.

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immagine tratta da Latina Oggi 

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