Quello della LOAS ITALIA è il
classico impianto per i quali ci viene detto che non è pericoloso o nocivo
oppure non puzza perché non ci sono emissioni o impianti di combustione.
Un’altra delle risposte che ci viene data per questo genere di impianti è che poi
ci saranno i dovuti controlli per evitare danni alla salute pubblica. Per
questi impianti l’ente che procedente al quale è in capo la conferenza dei
servizi deve verificarne la proprietà e la disponibilità che non risulta nel
caso in oggetto. Allo stesso modo devono essere previste le attività di
bonifica sulle quali poi vengono pagate le polizze fideiussorie a garanzie
della stessa bonifica. Dopo la prima polizza (emessa oltre 10 anni fa) non
sappiamo se è ancora valida o se è scaduta. Sicuramente non risulta, come non
risultano adottate prescrizioni e obblighi, la polizza assicurativa per la
prevenzione degli incendi previste dalle due circolari del ministero
dell’ambiente: con prot. 4064 del 15/03/18 e 1121 del 21 gennaio 2019 recante
“Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di
gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Come è noto tali
circolari sono state emanate dopo il caso ECO X di Pomezia e oltre un centinaio
di roghi seguenti, che poi hanno superato oltre gli 800 casi negli impianti per
rifiuti ed energetici in Italia.
1)
Il comune ha competenze per
opporsi agli impianti inquinanti, incompatibili o pericolosi? Certo all’interno della
conferenza dei servizi ha diverse competenze con pareri che non sono superabili
dalla conferenza dei servizi e che devono imporre la sospensione della
conferenza per essere trasmessa all’organo superiore per eventuale superamento
del dissenso. Per esempio quando il sindaco esprime il suo parere contrario ai
sensi del testo unico in materia di salute. Come hanno fatto per esempio
diversi comuni tra i quali Pontinia e Capaccio.
2) Il
comune può regolamentare la gestione e la programmazione del territorio in
presenza di impianti rischiosi? I
comuni come quello di Aprilia, come anni fa ha sollecitato, la Prefettura
avrebbero dovuto approvare la variante urbanistica per i siti a rischio di
incidente rilevante. Tale variante deve comprendere anche le disposizioni e
l’organizzazione della protezione civile, l’informazione ai cittadini e aziende
limitrofe, le esercitazioni per l’evacuazione. Tale variante consente inoltre
ai comuni che adottino la variante, di esprimere parere di incompatibilità non
superabile, come per esempio ha fatto il comune di Pontinia. Questa è una delle
differenze che spiega perché la centrale a turbogas di Pontinia non è stata
approvata, quella di Aprilia sì. Oltre ad altre motivazioni da me relazionate
al comune di Aprilia.
3) Questo
tipo di impianti sono stati bocciati da altri comuni in provincia e poi
annullati dalla provincia di Latina? Certo
come ha fatto il comune di Sabaudia esprimendo le ragioni e motivazioni non
superabili.
La
questione irrisolta dei rifiuti favorisce diverse pratiche illecite, come
dimostrano inchieste, commissioni, arresti, sequestri, processi, inquinamento,
emissioni nocive, spargimento di compost e digestato fuori specifica.
Fatti, eventi, che durano da quasi 50 anni nella provincia di Latina, definita
“provincia di Casale” dalla mafia, clan dei Casalesi, con inchieste che hanno
interessato diverse famiglie legate alla malavita. Molte aziende o imprese o
persone che rappresentano o hanno fatto parte di imprese nei settori energetico
e dei rifiuti hanno avuto condanne anche importanti legate al ciclo illecito
dei rifiuti o della malavita organizzata o entrambi.
La questione della discarica di Borgo Montello racchiude tutto il peggio della
questione rifiuti con autorizzazioni o rinnovi scaturiti da dichiarazioni non
rispondenti al vero, da normative eluse, dal rispetto di pareri di attenzione o
esclusione; con il settore VIA e rifiuti della regione Lazio che dichiara in
commissione contro le ecomafie di non conoscere le questioni ambientali,
processi e verbali con interramento di rifiuti tossici. Scorrendo decine di
autorizzazioni o rinnovi sia a livello regionale che provinciale si scoprono
impianti di rifiuti o energetici da rifiuti che hanno delle carenze
impressionanti.
Il caso della ECO X di Pomezia (poi ripetuto in altri impianti) comprendeva
appunto polizze fideiussorie dubbie, la mancata titolarità dell’immobile con i
soggetti proprietari che non risultano coinvolti nel procedimento e con
numerose segnalazioni di pericolo che avrebbero dovuto far intervenire gli enti
competenti per la prevenzione. La provincia di Latina ha rilasciato diverse
autorizzazioni anche con polizze emesse da chi non ne aveva titolo. L’impianto
a biogas modello ne risulta tutt’ora privo e la prima emessa non risulta
valida, con nessuna analisi Arpa Lazio conforme ai limiti ed ha iniziato
attività senza agibilità e autorizzazione antincendio.
Oppure società fiduciarie che “schermano” i soci. Una serie impressionante di
autorizzazioni nate da silenzio assenso e senza nemmeno il parere in materia di
rischio di incidente rilevante.
La
provincia di Latina, Pontinia, è anche la sede del più grande ritrovamento di
fusti tossici. Carmine Schiavone ha citato anche altri siti dove sarebbero
stati interrati rifiuti tossici.
Eppure la storia di incendi negli impianti per rifiuti in provincia di Latina
inizia con la Sep il 21/7/2007, poi il 21/7/2012, poi la Kyklos l’1/11/2014.
Anche alcuni siti soggetti a rischio di incidente rilevante sono stati oggetto
di roghi (Bristol oltre 25 anni fa), due volte alla Lanxess. Per poi arrivare a
quello famoso del 5 maggio 2017 della EcoX .
Nel sito degli eventi dell’Arpa Lazio c’è un lungo elenco di roghi negli
impianti con gli ultimi a Piedimonte San Germano, Ardea, Aprilia in questo
mese. Incendio cartiera via della Falcognana Roma, Incendio Gemafar Colleferro
nel 2020. Nel 2019 Incendio capannone industriale zona ASI Frosinone, Incendio
Roma Monte Stallonara, Incendio Itri/Calabretto, Incendio via Appia Nuova Roma,
Incendio deposito Mecoris Frosinone, Incendio capannoni industriali Via del
Cappellaccio – Roma, Incendio discarica abusiva via Collatina vecchia Roma,
Incendio TMB Rocca Cencia Roma, Incendio "Sistema Compositi"
Castellaccio. Nel 2018 Incendio TMB Salario Roma. Nel 2017 Incendio San
Vittore, Incendio ECO X Pomezia che è il primo caso che si trova pubblicato da
Arpa Lazio.
La questione
nel basso Lazio e nella provincia di Latina ha occupato troppe pagine della
commissione contro le ecomafie e di tutti coloro per i quali “il rifiuto è una
ricchezza” o dello “sviluppo sostenibile”, che non esiste con questi veleni,
inquinamenti e danni irreversibili che il Covid ha evidenziato ancora una
volta. Non erano bastati gli scienziati, gli studi dei maggiori centri
internazionali per fermare la distruzione del pianeta e il cambiamento
climatico in atto. Gli eventi estremi si moltiplicano eppure la nostra classe
dirigente o è sorda o è incapace. Un amministratore, un politico o aspiranti
tali se ignorano o non approfondiscono i documenti della commissione contro le
ecomafie, vuol dire che non sono idonei ad amministrare in quanto tali documenti
contengono tutte le informazioni per la conoscenza e la prevenzione del
fenomeno.
Sempre
nel documento della commissione contro le ecomafie si tratta l’argomento dei
roghi dolosi degli impianti per rifiuti e dei roghi in generale.
In seguito all’evento della ECO X e alla documentazione della commissione
contro le ecomafie, il Ministero dell’Ambiente ha emesso la circolare n. 4068
del 15/3/2018 attualmente sostituita dalla n. 1121 del 21/01/2019 recante
“Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di
gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Tale circolare prevede
una serie di adempimenti, prescrizioni, prevenzione che, se attuati, avrebbero
sicuramente evitato o ridotto gli effetti dei roghi in molti impianti, tra questi
sicuramente la LOAS. La stessa circolare contiene degli obblighi e delle
prescrizioni da riportare in tutte le autorizzazioni degli impianti per rifiuti
che non risulta mai richiamata o quasi mai, nelle autorizzazioni o determine da
provincia di Latina e da regione Lazio.
Tale circolare deve diventare appunto la linea guida per evitare il ripetersi
di questi roghi.
https://www.facebook.com/glibralato/videos/10217684804053221/
immagine tratta da Latina Oggi 
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