(immagine tratta da http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/07/Il_Giornale_di_Latina_Maggio_2015.jpg)
la prima parte della storia della vergogna http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/discarica-di-borgo-montello-48-anni-di.html
la seconda parte della storia della vergogna http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/48-anni-di-vergogna-della-discarica-di.html
Nel capitolo 6 della relazione della commissione contro le ecomafie di due anni fa che analizza i fenomeni illeciti nella provincia di Latina si parla degli impianti che due anni e mezzo fa erano autorizzati, in provincia di Latina: TMB (o TBM che di si voglia) della Rida Ambiente di Aprilia, 4 impianti di compostaggio (2 Aprilia, 1 a Pontinia e a Sabaudia). La discarica di Borgo Montello divisa tra IND.ECO ed Ecoambiente. Il problema dei conferimenti della RIDA fuori regione, la sentenza del TAR. In provincia di Latina il volume d'affari sviluppato dal sistema di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani è pari a circa 400.000.000 di euro. Il 7 dicembre 2016 la dichiarazione di fallimento della Latina ambiente. Il problema della gestione del ciclo dei rifiuti nel comune di Latina. Il caso della Cisterna ambiente. La relazione non poteva non analizzare l'annoso problema: "soprattutto il cd. compost, risultato della bio-ossidazione e dell'umificazione di materie organiche.
Le aziende che operano in tale settore non sono particolarmente numerose in provincia. Per alcune di esse sono state riscontrate notevoli criticità nel trattamento dei rifiuti organici; si sono svolte numerose attività di controllo sia di carattere investigativo, sia con reiterati accessi alle aziende, collaborazioni con Enti terzi, quali ARPA, e unità di supporto specialistiche nelle indagini scientifiche. Attualmente è incardinato, oltre ad altri procedimenti penali presso la procura di Latina, anche un procedimento penale, presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma, con ipotesi di reato di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti disciplinato dall'articolo 260 decreto legislativo n. 152 del 2006 (p.p. 3940/2014)." Quelli delle inchieste che hanno riguardato anche: "la D.D.A. di Roma ha ipotizzato un traffico organizzato di rifiuti in cui sarebbero coinvolte"... "la Centro Servizi Ambientali (CSA) S.r.l. di Castelforte e la Refecta S.r.l. di Cisterna di Latina, entrambe operanti nel trattamento dei rifiuti, le quali, nel biennio 2014-15, avrebbero conferito ad una azienda di Frosinone significativi quantitativi di rifiuti pericolosi declassificandoli in non pericolosi, con la complicità di diversi laboratori di analisi chimica."..."In particolare si assiste ad un significativo incremento sul territorio provinciale di aziende che trattano i rifiuti, o che hanno chiesto le autorizzazioni di rito per impiantarne di nuove, talvolta con capacità di lavorazione superiori alle attuali esigenze della provincia, segno evidente che il territorio viene individuato, a torto o a ragione, potenzialmente caratterizzato da possibili sviluppi in questo specifico settore." .. "Il Questore di Latina, nella audizione del 21 febbraio 2017, aggiungeva che "bisogna capire che l'area del nord della provincia, quella che si sviluppa tra Borgo San Michele e soprattutto Borgo Montello, ha una vocazione storica per l'interramento dei rifiuti"
6. Alcuni significativi fenomeni
illeciti e situazioni critiche nel Lazio
LATINA
La situazione generale della provincia di Latina è
stata efficacemente rappresentata dal prefetto di Latina nella sua ampia nota
del 20 febbraio 2017[1]
- integrata dalla sua audizione del 21 febbraio 2017 – della quale è utile
riportare passaggi testuali:
“Nell'ultimo censimento generale del
2011 la provincia di Latina ha fatto registrare una popolazione di 544.732
abitanti, con un incremento, rispetto al precedente censimento del 2001, pari a
più del 10 per cento. La vocazione agricola del territorio pontino fa
registrare una massiccia presenza di cittadini stranieri dediti al lavoro
stagionale in agricoltura. Gli stranieri regolari presenti, 48.230 al 1°
gennaio 2016 con un incremento di 2481 unità rispetto all'anno precedente,
costituiscono circa l’8,4 per cento del totale della popolazione residente, che
alla stessa data ha fatto registrare 574.226 abitanti. E' da evidenziare che,
nel periodo che va da maggio ad ottobre, si registra un consistente aumento
della popolazione che raggiunge picchi di circa 2.500.000 persone […].
In tale contesto, il vigente Piano
regionale di gestione dei rifiuti prevede che ogni Ambito Territoriale Ottimale
(ATO)[2]
nel quale è suddiviso il territorio sia autosufficiente per il trattamento dei
rifiuti urbani indifferenziati (Trattamento Meccanico Biologico-TMB) e per lo
stoccaggio permanente in discarica dei rifiuti che residuano dagli impianti
stessi. Le frazioni di rifiuti raccolte separatamente per caratteristiche
merceologiche, sono destinate ad essere conferite ad impianti dedicati
afferenti al libero mercato.”
Rispetto alla pianificazione
regionale, il compendio attualmente dispone del solo impianto di trattamento
meccanico biologico di rifiuti urbani (TMB) e speciali, con produzione di CDR
con linea separata di smaltimento di rifiuti liquidi, della RIDA Ambiente
S.r.l. nel comune di Aprilia, in quanto quello della Ecoambiente di Borgo Montello
non è stato realizzato; gli invasi delle due discariche per rifiuti speciali
non pericolosi in località Borgo Montello, una della società IND.ECO S.r.l. e
l’altra della società Ecoambiente, partecipata dal comune di Latina, hanno
ormai esaurito la loro capacità ricettiva: vi sono quattro impianti per il
compostaggio delle frazioni organiche, due ad Aprilia, uno a Pontinia ed uno a
Sabaudia, in quanto quello della Ecoambiente di Borgo Montello non è stato
realizzato.
“Nel 2015 la RIDA Ambiente aveva rappresentato
alla regione Lazio la difficoltà di sostenere lo stoccaggio temporaneo dei
sovvalli dei comuni serviti, per cui aveva richiesto di poterli conferire fuori
regione nelle more del citato ampliamento. La regione, in più circostanze,
nonostante le richieste della R.I.D.A. Ambiente aveva stabilito il divieto di
smaltimento fuori Regione. Conseguentemente la predetta società impugnava i
provvedimento ostativi regionali proponendo ricorso al T.A.R. del Lazio, il
quale con sentenza n. 2902/2016 del 07.03.2016 accoglieva il gravame e ordinava
alla regione di individuare, entro il termine di 180 gg. dal deposito della
decisione, la "rete integrata ed adeguata" di discariche tale da
garantire l'obiettivo dell'autosufficienza regionale "in condizioni di
parità e non discriminazione nonché di compatibilità economica con la vigente
disciplina regionale tariffaria e con i valori indicati in tal senso da vigente
piano regionale dei rifiuti".
Poiché la regione Lazio non ottemperava a quanto disposto dalla predetta
sentenza, la RIDA Ambiente provvedeva di sua iniziativa al conferimento dei
sovvalli presso le sottonotate discariche:
anno 2016:
Civitella Paganico (GR) t. 4.508,02;
Cisa S.p.A. di Massafra (TA) t. 20.945,66;
Belvedere di Peccioli (PI) t. 41.395,40;
Lazio Ambiente di Colleferro (RM) t. 95.440,48;
nel periodo intercorso tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 gennaio 2017:
Cisa Spa di Massafra t. 522,37;
Belvedere di Peccioli t. 2076,38;
Lazio Ambiente di Colleferro t. 4.477,96.”
RIDA Ambiente gestisce un TBM sito
in Campoverde (Aprilia), autorizzato al trattamento di 409.200 tonnellate annue
di rifiuti; serve l'ATO di Latina, l'ATO di Colleferro e ha dato supporto anche
a Roma Capitale dopo l’incendio dell’impianto di Pontina Ambiente. La complessa situazione dell’azienda, anche in relazione a diversi
contenziosi, è stata illustrata alla Commissione in occasione dell’audizione di
Fabio Altissimi, amministratore unico, il 12 ottobre 2016.
Secondo i dati forniti alla prefettura dalla Guardia di finanza, il volume
d'affari sviluppato dal sistema di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi
urbani è pari a circa 400.000.000 di euro; mentre la quantità di rifiuti prodotti in provincia nel 2015 è
stata pari a 286.464,356 tonnellate, delle quali circa il 36 per cento entra
nel circuito della raccolta differenziata.
Rilevano anche alcune importanti criticità aziendali:
“Particolare attenzione riveste la
situazione della ‘Latina Ambiente’, di cui il tribunale di Latina il 7 dicembre
2016 ha dichiarato il fallimento, con autorizzazione alla continuazione
dell'esercizio provvisorio. Il comune, pertanto, ha prorogato l'affidamento dei
servizi di igiene urbana ed igiene edilizia, a favore della Latina Ambiente,
nei medesimi termini di cui agli accordi vigenti (già in scadenza il 31 dicembre
2016), fino alla data del 31 marzo 2017. Nel frattempo sono stati predisposti,
a cura del Settore Ambiente del comune, tutti gli atti idonei all'espletamento
della gara ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio a soggetto
concessionario. Tuttavia l’amministrazione, con deliberazione del Consiglio
comunale n. 38 dell’11 novembre 2016, ha espresso l’indirizzo in merito alla
costituzione di una società in house
per la gestione dei servizi di igiene urbana e, con decreto sindacale n. 158821
del 16.11.2016, ha conferito l’incarico del progetto di studio della
fattibilità, della realizzazione e della gestione del progetto de quo con contestuale istituzione di
una unità tecnica di progetto.
Anche per la Cisterna Ambiente S.p.A., società mista, per il 51 per cento
del comune e per il 49 per cento dell'AMA e della CNS, dal 2001 incaricata di
provvedere alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, si
profila la cessazione, in considerazione della decisione assunta dal Consiglio
comunale di Cisterna nel 2015 di mettere la società in liquidazione”.
La provincia di Latina si palesa particolarmente sensibile ai fenomeni
illeciti nel campo del ciclo dei rifiuti, come il citato documento conferma:
“La provincia di Latina, sta
assumendo, negli ultimi anni, un ruolo sempre più significativo in ordine ad
alcune criticità di carattere ambientale, data anche la sua posizione
geografica, tra i territori della provincia di Roma e la regione Campania.
Le forze di polizia pongono sotto attento esame, periodicamente, aziende
che svolgono attività di rottamazione, di veicoli e parti di essi; alcuni di
questi controlli sono sfociati in denunce all'Autorità giudiziaria per reati
ambientali, in particolare per gestione illecita di rifiuti, ex articolo 256
del decreto legislativo n. 152 del 2006 (testo unico ambientale). In diverse
occasioni, a partire in particolare dal 2016, numerosi controlli che hanno
condotto a segnalazioni all'A.G., sono confluiti nel cosiddetto sistema delle
prescrizioni, ovverossia la procedura […] introdotta con la Legge n. 68/2015 in
materia di delitti contro l'ambiente.
Un altro settore, nel campo dei rifiuti, che vede una capillare attenzione
da parte delle forze di polizia impegnate nella tutela ambientale, è quello
dello smaltimento/trattamento di rifiuti solidi urbani, e soprattutto il cd.
compost, risultato della bio-ossidazione e dell'umificazione di materie
organiche.
Le aziende che operano in tale settore non sono particolarmente numerose in
provincia. Per alcune di esse sono state riscontrate notevoli criticità nel
trattamento dei rifiuti organici; si sono svolte numerose attività di controllo
sia di carattere investigativo, sia con reiterati accessi alle aziende,
collaborazioni con Enti terzi, quali ARPA, e unità di supporto specialistiche
nelle indagini scientifiche. Attualmente è incardinato, oltre ad altri
procedimenti penali presso la procura di Latina, anche un procedimento penale,
presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma, con ipotesi di reato di
attività organizzata di traffico illecito di rifiuti disciplinato dall'articolo
260 decreto legislativo n. 152 del 2006 (p.p. 3940/2014).
Nel gennaio [2017] la D.D.A. di Roma
ha ipotizzato un traffico organizzato di rifiuti in cui sarebbero coinvolte
diverse aziende di trattamento, che conferivano rifiuti pericolosi in una
discarica di Frosinone nella quale potevano invece essere smaltiti solo rifiuti
non pericolosi. Le investigazioni, supportate da una cospicua attività tecnica,
hanno coinvolto aziende operanti nelle province di Frosinone, Roma e Latina. In
questa provincia le aziende coinvolte sono state la Centro Servizi Ambientali
(CSA) S.r.l. di Castelforte e la Refecta S.r.l. di Cisterna di Latina, entrambe
operanti nel trattamento dei rifiuti, le quali, nel biennio 2014-15, avrebbero
conferito ad una azienda di Frosinone significativi quantitativi di rifiuti
pericolosi declassificandoli in non pericolosi, con la complicità di diversi
laboratori di analisi chimica.
Anche nell'attività di recupero di rifiuti si assiste al proliferare di
aziende che operano in regime di cd. procedura semplificata (articoli 214-216
decreto legislativo n. 152 del 2006). Al riguardo le forze di polizia hanno
evidenziato che, sulla base di diversi monitoraggi e successive ricognizioni,
sono emerse, per questa tipologia di aziende, diffuse criticità sotto il
profilo dell’osservanza delle disposizioni ambientali. In particolare si
assiste ad un significativo incremento sul territorio provinciale di aziende
che trattano i rifiuti, o che hanno chiesto le autorizzazioni di rito per
impiantarne di nuove, talvolta con capacità di lavorazione superiori alle
attuali esigenze della provincia, segno evidente che il territorio viene
individuato, a torto o a ragione, potenzialmente caratterizzato da possibili
sviluppi in questo specifico settore.
Nel territorio provinciale insistono altresì aziende che trattano rifiuti
di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Le attività di controllo
hanno riguardato sia i soggetti che, nell’ambito della raccolta e trasporto di
tali rifiuti, non rispettano la normativa di settore, con contestazioni di
gestione illecita oltre che di numerose fattispecie di violazioni
amministrative (specie i distributori al dettaglio, anche comunque importanti
centri di elettronica di rilevanza nazionale) sia una ricognizione dei centri
di raccolta comunali, i quali, spesso attraverso le aziende municipalizzate,
effettuano la raccolta di rifiuti elettrici ed elettronici domestici, sia dai
privati che dalle ditte, per poi destinarle a recupero o smaltimento,
attraverso convenzioni con sistemi collettivi (cd. consorzi).
Altro fenomeno segnalato dalle forze di polizia
di tutela ambientale è quello relativo al traffico illecito di rifiuti
transfrontaliero.
In particolare, in molti casi intermediari o aziende, spesso riconducibili
a brokers di nazionalità estera, per
eludere gli adempimenti necessari a dimostrare la tracciabilità del rifiuto e i
conseguenti controlli ambientali, attestano che lo stesso sia un bene usato,
destinato all'esportazione in paesi in via di sviluppo. Al riguardo, è stata
intensificata la collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per
eventuali transiti di carichi sospetti dal porto di Gaeta”[3].
Le polizia giudiziarie stanno altresì conducendo indagini che traggono
origine da episodi qualificabili come intimidatori di operatori del settore[4].
Dal canto suo, il Questore di
Latina, nella audizione del 21 febbraio 2017, aggiungeva che "bisogna capire che l'area del nord
della provincia, quella che si sviluppa tra Borgo San Michele e soprattutto
Borgo Montello, ha una vocazione storica per l'interramento dei rifiuti. L'area
si chiama ‘Le ferriere’ perché fin dal XVII secolo c'era un'attività di
escavazione, quindi sono vere e proprie cave (la località che oggi si chiama
Borgo Montello era la vecchia conca) per estrarre il ferro; con il passare dei
secoli si sono formate delle conche naturali, delle cave che sembravano quasi
invitare chi volesse fare affari. C'è anche una situazione geologica
particolare: quest'area appartiene ad un'area di terra emersa dove per secoli
intorno c'era la palude, che è un terreno che ha forti infiltrazioni di falde
acquifere, quindi poco si presta allo stoccaggio dei rifiuti. Tenete presente
che, essendo palude, era disabitata, mentre questa è l'unica area emersa ed è
destinata alla produzione vinicola. Gli interessi della camorra nella zona sono
essenzialmente dovuti ad alcune dichiarazioni che abbiamo riscontrato
nell'attività di polizia giudiziaria dovuta a collaboratori di giustizia del
clan dei Casalesi".[5]
Sotto il profilo più specificamente giudiziario, il
procuratore della Repubblica di Latina, Andrea De Gasperis, nella audizione del
21 febbraio 2017, oltre alla vicenda della discarica di Borgo Montello, ha
evidenziato la presenza di alcune discariche abusive risalenti nel tempo e in
fase di bonifica, precisando che "praticamente la maggioranza dei reati
ambientali sono reati «di ordinaria contravvenzione», di ordinaria
amministrazione, che si definiscono in via amministrativa, perché i
responsabili risanano […] Vicende di pubblica amministrazione e inquinamento
non ce ne sono".
[1] Doc. n. 1753/1-2; si veda anche, con riferimento ad
alcune indagini citate nella nota, quanto dettagliato dal comando legione carabinieri
Lazio del 25 gennaio 2017 (Doc. n. 1691/1); nel Doc. n. 2290/1 la prefettura di
Latina offre un quadro ampio delle attività di prevenzione e polizia.
[2]
Il sub-ATO di Latina comprende il territorio di 28 dei 33 comuni della
provincia e 2 della Provincia di Roma: Aprilia, Bassiano, Campodimele,
Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Itri, Latina, Lenola,
Maenza, Monte San Biagio, Norma, Pontinia, Ponza, Priverno, Prossedi,
Roccagorga, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, San Felice Circeo,
Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Terracina, Ventotene, Anzio (RM),
Nettuno(RM). I restanti Comuni della Provincia, ovvero Gaeta, Minturno, Santi
Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia, sono invece compresi nel sub-ATO
di Frosinone, nel cui ambito rientra anche l'impianto di Trattamento meccanico
dei rifiuti della “Centro Servizi Ambientali s.r.l.” di Castelforte.
[3]
Le forze di polizia territoriali e la Capitaneria di Porto nel biennio
2015-2016 hanno effettuato, complessivamente, 2079 controlli. Le comunicazioni
di notizie di reato sono state nello stesso periodo 150 e le sanzioni
amministrative 103. L'ARPA Lazio ha eseguito, nel biennio, 212 controlli, di cui
193 ai depuratori e 19 ad aziende che svolgono attività di
trattamento/smaltimento dei rifiuti.
[4] Su questi episodi v. § 7.6
[5] Dei problemi storici della
discarica di Borgo Montello e degli interessi manifestati dalla criminalità
organizzata si tratterà nel § 7
Camera dei deputati
|
senato della repubblica
|
______________________
XVII
LEGISLATURA
______________________
Doc. XXIII
N.
32
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI
INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI
E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI
E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI
(istituita
con legge 7 gennaio 2014, n. 1)
(composta dai
deputati: Braga, Presidente; Bianchi Dorina, Bianchi Stella, Carrescia,
Castiello, Cominelli, D’Agostino, De Mita, Narduolo, Palma, Polverini,
Taglialatela, Vignaroli, Vicepresidente, Zaratti, Segretario, Zolezzi;
e dai senatori: Arrigoni, Augello,
Vicepresidente, Cervellini, Compagnone,
Iurlaro, Martelli, Morgoni, Nugnes, Orellana, Orru’, Pagnoncelli, Pepe,
Puppato, Scalia, Segretario, Sollo)
Relazione
sul ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e fenomeni illeciti nel territorio del
Lazio
(Relatrici:
Sen. Paola Nugnes, Sen. Laura Puppato)
Approvata dalla Commissione nella
seduta del 20 dicembre 2017
_______________
Comunicata alle Presidenze il 20
dicembre 2017
ai sensi dell’articolo 1, comma 2,
della legge 7 gennaio 2014, n. 1
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