lunedì 12 agosto 2019

48 anni di vergogna della discarica di Borgo Montello 2.a parte, dalla Relazione sul ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e fenomeni illeciti nel territorio del Lazio


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chi avrebbe mai detto che risultassero: "fenomeni di collusione tra P.A. (intesa come amministrazioni locali) e imprenditoria per quanto concerne il settore rifiuti". Che gli scarichi non conformi, secondo il direttore dell'Arpa Lazio " e anche "non conformità che si aggira dal 20 al 30 per cento dei campionamenti che effettuiamo e che non sembra essere in riduzione" e inoltre "rilevante quantità di discariche abusive tuttora esistenti, connesse con il diffuso fenomeno dell'abbandono illegale di rifiuti," ancora : "rilevante numero di bonifiche non attuate, che deve essere esteso anche a diversi casi di situazioni riconducibili a specifiche attività i cui autori sono, invece, noti" e infine "frequente tendenza, da parte dei gestori degli impianti di trattamento, a forzare la normativa di settore, agendo nella  caratterizzazione del rifiuto - ovvero nella sua catalogazione - con la compiacenza di laboratori di analisi che emettono codici CER non esatti,". In un paese normale, in una provincia e regione normale ci saremmo aspettati, dopo quasi due anni dalla relazione che ovviamente prende spunto da notizie ancora più datate, le pubbliche amministrazioni, i controllori avrebbero preso delle contromisure per evitare il ripetersi di fatti così gravi dal punto di vista ambientale. Invece si continuano ad autorizzare impianti improbabili, magari poi annullati in autotutela dalla provincia quando si fanno notare gli errori nelle procedure, le carenze o i falsi documentali. Sicuramente si continuano ad autorizzare impianti senza le prescrizioni imposte dalle Circolari del Ministero dell'Ambiente. Così come ci saremmo aspettati che partissero le bonifiche. A sei mesi dal fallimento (per l'assenza di provincia, regione, Arpa e Asl) dell'ultima cds sulla bonifica della discarica di Borgo Montello (o messa in sicurezza) nessuna notizia della nuova convocazione annunciata come imminente dall'assessore all'ambiente del comune di Latina oltre 5 mesi fa. Proprio l'inchiesta recente sui campi fumanti pare abbia confermato la presenza di discariche abusive e le falsi attestazioni dei certificati di laboratori privati. Tutto già noto e attestato... che strano la Commissione partiva proprio dalla collusione tra pubbliche amministrazioni e imprenditoria dei rifiuti... 

Alcuni significativi fenomeni illeciti e situazioni critiche nel Lazio- 6.1 La situazione delle province del Lazio: sintesi. "Si registrano fenomeni di collusione tra P.A. (intesa come amministrazioni locali) e imprenditoria per quanto concerne il settore rifiuti nel particolare settore dell'appalto della raccolta urbana che è generalmente il servizio con maggiori costi e durata, mediamente 7/8 anni a fronte di un costo di diverse decine di milioni di euro per un comune di 25.000 abitanti". Tuttavia, a questo proposito, si deve rilevare che sia il prefetto, sia il Questore di Latina hanno sottolineato, per quella provincia, la presenza, anche se attualmente in forma attenuata, di fenomeni attribuibili alla criminalità organizzata, presumibilmente esistenti anche nelle attività relative ai rifiuti[2]."secondo Marco Lupo, direttore generale di ARPA Lazio[3] quanto ai controlli sugli scarichi "noi riscontriamo una percentuale di non conformità... facciamo circa 2.000 campionamenti. Stiamo parlando di numeri significativi. Tenete conto che troviamo una percentuale di non conformità che si aggira dal 20 al 30 per cento dei campionamenti che effettuiamo e che non sembra essere in riduzione"rilevante quantità di discariche abusive tuttora esistenti, connesse con il diffuso fenomeno dell'abbandono illegale di rifiuti, di cui troppo spesso restano ignoti gli autori[4]. Il corollario di tale fenomeno è costituito dal rilevante numero di bonifiche non attuate, che deve essere esteso anche a diversi casi di situazioni riconducibili a specifiche attività i cui autori sono, invece, noti.
3) più in particolare, in relazione al ciclo dei rifiuti, come messo in rilievo sin dal 2015 dal Comando Legione Carabinieri Lazio[5] "emerge una frequente tendenza, da parte dei gestori degli impianti di trattamento, a forzare la normativa di settore, agendo nella  caratterizzazione del rifiuto - ovvero nella sua catalogazione - con la compiacenza di laboratori di analisi che emettono codici CER non esatti, dietro ingiusti profitti. La mancata caratterizzazione porta a procedure di trattamento dei rifiuti meno onerose per l'impianto, con conseguente danno ambientale".

Camera dei deputati
senato della repubblica


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XVII LEGISLATURA
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                                                                                                            Doc. XXIII
                                                                                                            N. 32

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI
 E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI

(istituita con legge 7 gennaio 2014, n. 1)







(composta dai deputati: Braga, Presidente; Bianchi Dorina, Bianchi Stella, Carrescia, Castiello, Cominelli, D’Agostino, De Mita, Narduolo, Palma, Polverini, Taglialatela, Vignaroli, Vicepresidente, Zaratti, Segretario, Zolezzi; e dai senatori: Arrigoni, Augello, Vicepresidente, Cervellini, Compagnone, Iurlaro, Martelli, Morgoni, Nugnes, Orellana, Orru’, Pagnoncelli, Pepe, Puppato, Scalia, Segretario, Sollo)








Relazione sul ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e fenomeni illeciti nel territorio del Lazio
(Relatrici: Sen. Paola Nugnes, Sen. Laura Puppato)






Approvata dalla Commissione nella seduta del 20 dicembre 2017

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Comunicata alle Presidenze il 20 dicembre 2017
ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 7 gennaio 2014, n. 1

6. Alcuni significativi fenomeni illeciti e situazioni critiche nel Lazio


6.1            La situazione delle province del Lazio: sintesi

Dal complesso delle audizioni e dalla documentazione acquisita, la situazione degli illeciti ambientali riscontrati nelle province del Lazio diverse da Roma (ovvero non collegati alle attività della galassia societaria descritta nel § 4.2) non presenta, in generale, aspetti di particolare interesse o criticità rispetto alle competenze di questa Commissione.
Come evidenziato dalla relazione del NOE dei carabinieri di Roma, pervenuta alla Commissione l'8 febbraio 2017[1], "dalle attività di P.G. non sono emersi collegamenti con la criminalità organizzata mentre si registrano fenomeni di collusione tra P.A. (intesa come amministrazioni locali) e imprenditoria per quanto concerne il settore rifiuti nel particolare settore dell'appalto della raccolta urbana che è generalmente il servizio con maggiori costi e durata, mediamente 7/8 anni a fronte di un costo di diverse decine di milioni di euro per un comune di 25.000 abitanti". Tuttavia, a questo proposito, si deve rilevare che sia il prefetto, sia il Questore di Latina hanno sottolineato, per quella provincia, la presenza, anche se attualmente in forma attenuata, di fenomeni attribuibili alla criminalità organizzata, presumibilmente esistenti anche nelle attività relative ai rifiuti[2].
Ciò premesso, sono da aggiungere almeno tre notazioni generali:
1)      la prima attiene alla diffusa inefficienza degli impianti di depurazione comunali, spesso connessa all'assenza o alla inadeguatezza delle reti fognarie, alla mancanza di manutenzione e controlli da parte degli enti competenti, nonché alle carenze di adeguamento degli stessi alle mutazioni della popolazione residente. In proposito, sembra sufficiente ricordare che, secondo Marco Lupo, direttore generale di ARPA Lazio[3] quanto ai controlli sugli scarichi "noi riscontriamo una percentuale di non conformità... facciamo circa 2.000 campionamenti. Stiamo parlando di numeri significativi. Tenete conto che troviamo una percentuale di non conformità che si aggira dal 20 al 30 per cento dei campionamenti che effettuiamo e che non sembra essere in riduzione"
2)      la seconda attiene alla rilevante quantità di discariche abusive tuttora esistenti, connesse con il diffuso fenomeno dell'abbandono illegale di rifiuti, di cui troppo spesso restano ignoti gli autori[4]. Il corollario di tale fenomeno è costituito dal rilevante numero di bonifiche non attuate, che deve essere esteso anche a diversi casi di situazioni riconducibili a specifiche attività i cui autori sono, invece, noti.
3) più in particolare, in relazione al ciclo dei rifiuti, come messo in rilievo sin dal 2015 dal Comando Legione Carabinieri Lazio[5] "emerge una frequente tendenza, da parte dei gestori degli impianti di trattamento, a forzare la normativa di settore, agendo nella  caratterizzazione del rifiuto - ovvero nella sua catalogazione - con la compiacenza di laboratori di analisi che emettono codici CER non esatti, dietro ingiusti profitti. La mancata caratterizzazione porta a procedure di trattamento dei rifiuti meno onerose per l'impianto, con conseguente danno ambientale".
Con riferimento alla diffusione dei fenomeni criminosi nel settore ambientale, sembra utile riportare un quadro riassuntivo generale delle attività operative del NOE dei carabinieri per il 2016[6] e dei reparti della Guardia di finanza del comando regionale del Lazio per il triennio 2014-2016[7]

Attività NOE 2016


CONTROLLI
NON
CONFORMI
PERSONE
DEFERITE
ALL'AG
ARRESTI
ARRESTI SANZIONI
PENALI
SEQUESTRI
VALORE
SEQUESTRI
Inquinamento
Acustico
4
///
///
///
///
///
///
Inquinamento Atmosferico
6
6
///
///
6
///
///
Inquinamento del Suolo
58
50
106
7
83
28
36.010.000
Inquinamento Idrico
28
28
36
///
36
7
10.220.000
Abusivismo Edilizio
6
6
6
///
6
1
150.000
Totale
102
90
148
7
131
36
46.380.000

ESPOSTI/ DENUNCE
DELEGHE A.G.
RICHIESTE
INDAGINI
TOTALE
190
126
87
11
414

ROMA
FROSINONE
LATINA
RIETI
VITERBO
TOTALE
78
2
14
2
6
102





Attività Guardia di finanza



Anno 2014

Anno 2015

Anno 2016
Interventi effettuati

219

157

148
Violazioni riscontrate

237

159

152
Soggetti verbalizzati

261

175

155
di cui: - denunciati a piede libero

77

64

45
- denunce contro ignoti

12

5

3
- non denunciati all'A.G.

172

106

107
Sequestri:






- rifiuti industriali kg

800.260

2.810.107

3.966.000
- prodotti plastica e gomma n.

2

63.300

122
- prodotti minerali derivati kg

0

400

0
- discariche

1.092

11

3
- auto-demolizioni

4

0

0
- aree demaniali e altre mq

36.773

30.882

500
- immobili n.

16

9

19


Una descrizione puntuale delle attività e dei risultati ottenuti è altresì rinvenibile nelle audizioni del comandante del NOE carabinieri di Roma, capitano Marco Cavallo e del comandante regionale Lazio della Guardia di finanza, generale Bruno Buratti, svoltesi davanti alla Commissione il 7 febbraio 2017.
Quanto alla dislocazione degli illeciti, come si vedrà di seguito, la situazione più preoccupante riguarda la provincia di Frosinone anche in connessione con l'elevata industrializzazione di questa provincia; ma merita costante attenzione anche la situazione in provincia di Latina, dove, come già rilevato, operano nuclei di criminalità organizzata.
Più in particolare, si riassumono le principali risultanze relative alle varie province del Lazio (eccetto Roma):








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