Sorgenia sostiene le attività di Legambiente da qualche anno, partecipando a diverse attività dedicate alla sostenibilità ambientale. In passato ha aderito al Treno Verde, alla Settimana Amica del Clima, ha finanziato lo studio sullo stato delle rinnovabili in Italia e sostenuto il rapporto Comuni Rinnovabili. Inoltre ha avviato operazioni di rinverdimento per compensare le proprie emissioni di gas serra, e contribuito a realizzare il manuale “Risparmio in valigia” destinato alle strutture Legambiente Turismo. Nel 2010 Sorgenia rinnova la collaborazione con Legambiente come partner della Settimana Amica del Clima 2010, per la realizzazione di Comuni Rinnovabili 2010 e diventa partner ufficiale di fonti-rinnovabili.it. Nel 2011 e nel 2012 è partner di Legambiente per le rinnovabili contro lo spreco energetico. Conferma il sostegno a Comuni Rinnovabili ed è sponsor degli European Solar Days . Nel 2013 Sorgenia è ancora una volta partner di Legambiente per le rinnovabili e partecipa all'operazione Voler Bene all'Italia. Sorgenia realizza dispositivi innovativi per ilrisparmio energetico consigliati da Legambiente come il Dibawatt per l'illuminazione pubblica, Pc StandbyStop e Tv StandbyStop.
lunedì 30 marzo 2015
Arresto sindaco Ischia, la coop finanziava D’Alema e gli comprava libri e vino
il presidente dei Ds, non indagato, citato nell'inchiesta che ha portato in carcere il sindaco Pd di Ischia per i suoi rapporti con la coop rossa Cpl Concordia. Che finanziava - in modo legittimo - la fondazione Italiani europei. L'ex Psi Simone intercettato: "Mette le mani nella merda"
Lo schema è quello di sempre. Ci sono gli imprenditori, ci sono i politici e – nel centro della galassia degli appalti – i broker . Gente dinamica, sveglia, veloce. Mediatori in grado di avere i contatti giusti al momento giusto, capaci di macinare milioni di euro in contratti, movimentando mazzette e favori. Francesco Simone, secondo i magistrati di Napoli, il mestiere lo aveva nel sangue. Così come la passione per la politica, ereditata dalla sua passata vicinanza con lafamiglia Craxi. Così come le giuste entrature e la capacità di capire chi contattare per creare il clima “favorevole ”attorno allaCpl Concordia, il colosso cooperativo “rosso” che a fine mese gli pagava profumate commissioni. E il cui ex presidente Roberto Casari è indagato dalla Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, accusato di rapporti con la camorra casalese.
La rubrica telefonica di Simone – finito oggi agli arresti insieme ad alti dirigenti della cooperativa emiliana e al sindaco di Ischia Ferrandino – era decisamente ricca. La procura di Napoli ha evidenziato un nome di peso. Anzi, il nome, quello di Massimo D’Alema. Non è indagato, ma – come nel caso Lupi – si trova ora al centro di regali politicamente pesanti. “Le mani nella merda”. Gli arresti sono scattati per uno specifico appalto, lametanizzazione dell’isola di Ischia. Secondo i magistrati napoletani il sindaco del Pd Ferrandino avrebbe ricevuto una serie di favori in cambio dell’aggiudicazione dei lavori: un contratto di160mila euro con l’albergo della famiglia e l’assunzione come consulente delfratello. Il sistema, però, era più ampio. Cpl Concordia per il Gip avrebbe infatti organizzato e gestito un vero e proprio “sistema affaristico”, mantenendo contatti con “l’esponente politico che è stato per anni il leader dello schieramento politico di riferimento per la stessa cooperativa, ovvero l’onorevole Massimo D’Alema”.
“Queste persone poi quando è ora le mani nella merda ce le mettono o no?”, chiedeva al telefono il direttore commerciale della coop rossa Nicola Verrini a Francesco Simone. Secca la sua risposta: “D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose”. Un rapporto dunque stretto.
Massimo D’Alema, secondo le indagini del Noe, era un politico decisamente amato dalla Cpl Concordia. Nel 2014 la cooperativa rossa decide di acquistare cinquecento copie del libro “Non solo euro” (ma risultano anche acquisti delle opere dell’ex ministro di Forza Italia Giulio Tremonti) e duemila bottiglie di vinoprodotte dalla azienda vinicola gestita dalla moglie. C’è di più. Durante una perquisizione nella sede dell’azienda i carabinieri hanno trovato tre bonifici da 20mila euro ognuno a favore della fondazione di D’Alema “Italiani europei”. Soldi tracciati e quindi leciti, ma che per i magistrati sono il segno inequivocabile della vicinanza tra la Cpl Concordia e l’esponente del Pd.
Nelle indagini è finito anche il nome dell’ex deputato del Pdl Pasquale Vessa che, secondo i magistrati, avrebbe favorito alcuni appalti della cooperativa nella zona di Salerno, ricevendo in cambio una “fittizia consulenza” con una società riconducibile al parlamentare.
Tunisia mon amour. La storia delle tangenti della coop emiliana passa per la Tunisia. Quasi un revival degli anni ’90, quando Bettino Craxi usò i suoi contatti storici con il nord Africa per crearsi il buen retiro ad Hammamet. E, secondo alcune deposizioni, il broker Simone avrebbe goduto di ottimi contatti in Tunisia proprio grazie al suo passato di segretario di Bobo Craxi.
Nel paese nordafricano sarebbero infatti passati i soldi da usare per il pagamento delle tangenti. Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori Francesco Simone utilizzava una sua società tunisina per ricevere bonifici giustificati da contratti di consulenza, riportando in Italia i soldi per creare provviste in nero, distribuendo i contanti alle famiglie di amici che lo accompagnavano nei sui frequenti viaggi in nord Africa. In un caso – spiegano fonti investigative – una mazzetta di euro era stata nascosta in un passeggino, per passare la dogana all’ingresso in Italia.
Lo schema utilizzava anche passaggi di soldi estero su estero, con bonifici che partivano da San Marino per arrivare sui conti correnti tunisini riconducibili a Simone. Secondo la procura di Napoli il consulente della Cpl Concordia avrebbe corrotto anche alcuni funzionari di banche e doganieri tunisini, facendo così scattare nei suoi confronti anche l’accusa di corruzione internazionale.
Per ora la discovery dell’inchiesta si è concentrata solo sugli elementi indiziari relativi agli appalti di Ischia e di altri comuni minori della Campania. Le carte sono però coperte da numerosiomissis e – secondo fonti investigative – le indagini stanno proseguendo verificando diversi contatti con la politica. Le “mani nella merda” potrebbero essere tante.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/arresto-sindaco-ischia-coop-finanziava-dalema-gli-comprava-libri-vino/1549223/
di Andrea Palladino | 30 marzo 2015
Terra dei Fuochi, inceneritore di Acerra: a giugno il Tar deciderà sullo stop
26/03/2015
Inceneritore di Acerra
Prima vittoria in sede giudiziaria dei comitati ecologisti. Il Tribunale amministrativo ha accolto l'istanza cautelare sul rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale.
Carmela Auriemma è una giovane avvocatessa ma oggi è parsa come la più consumata dei legali. Carmela infatti è riuscita a mettere all'angolo un gigante, l'A2a, la grande azienda milanese che gestisce il termovalorizzatore di Acerra.
Questo perché stamane il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto la sua istanza cautelare relativa al ricorso contro l'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, rilasciata il primo dicembre scorso da Regione, Arpac e Asl allo scopo di garantire la prosecuzione delle attività del grande impianto bruciarifiuti. L'udienza per stabilire se quell'autorizzazione sia legittima o meno è stata fissata per il prossimo 10 giugno. Tempi brevi, dunque, per decidere il futuro immediato del termovalorizzatore. "Per noi è una prima vittoria, un fatto direi storico - spiega Carmela Auriemma, che è anche componente dell'osservatorio comunale indipendente del comune di Acerra - basti pensare che solitamente ci vuole almeno un anno per discutere al Tar la legittimità di un provvedimento. Invece con l'istanza cautelare siamo riusciti ad accorciare di molto i tempi: evidentemente i giudici hanno capito che un fumus legato al pericolo per la salute dei cittadini c'è e allora hanno deciso di andare in udienza presto sull'argomento". L'istanza cautelare, cioè la procedura celere dettata in questo caso dalla necessità di tutelare la salute pubblica, è stata quindi accolta per discutere nel più breve tempo possibile il ricorso presentato dagli ambientalisti di Acerra contro l'Aia.
"La procedura dell'Aia per l'inceneritore - fa notare la legale dei comitati - presenta evidenti carenze nella fase istruttoria, e non solo". Dubbi che saranno chiariti nell'udienza fissata dal Tar per il prossimo 10 di giugno. Se la magistratura amministrativa dovesse pronunciarsi a favore del ricorso dei comitati potrebbe scattare il blocco del termovalorizzatore. Sarebbe un fatto clamoroso. Si vedrà.
(Fonte foto: ReteInternet ) http://www.ilmediano.it/apz/vs_art.aspx?id=12308
(Fonte foto: Rete
LA PROCEDURA PER INVIARE AI SINDACI ISTANZA DI REGOLAMENTAZIONE PESTICIDI
Come anticipato il 12.03.2015, durante l'incontro pubblico su “AGRICOLTURA E SALUTE – Pesticidi, conseguenze e alternative”, abbiamo predisposto una pagina sul nostro sito http://www.art32onlus.it/ wordpress/istanza-ai-sindaci- per-regolamentare-utilizzo- pesticidi/ per poter inviare al Sindaco-Autorità Sanitaria locale del proprio Comune di residenza un'istanza per la regolamentazione dell'uso dei pesticidi in ambito comunale.
Informiamo altresì che all'indirizzo http://www.art32onlus.it/ wordpress/wp-content/uploads/ 2015/03/2015-03-Position- Paper-PESTICIDI-finale.pdf è disponibile il Position Paper PESTICIDI elaborato dal gruppo di lavoro di ISDE Italia.
Invitiamo tutti a far sentire la propria voce!!
La pagina è predisposta per inoltrare l'istanza a tutti i Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino.
Si prega di dare massima diffusione all'iniziativa.
Cordiali saluti.
Art. 32 Onlus Cooperativa Sociale a r.l.
anche Re s c a l d i n a dice no: basta centri commerciali, LE BUONE PRATICHE
Q
uasi la metà della provincia di Milano è cementificata.
Una cavalcata che negli ultimi
anni ha avuto un’accelerazione impressionante
grazie a grandi opere e grandi eventi per nutrire
il partito del cemento. Ogni vuoto, ogni spazio
libero, verde e naturale è stato ed è oggetto di
attenzione da parte di chi promuove il mattone
come un’opportunità…Soprattutto nella prima
corona della metropoli sono cresciuti come funghi
i centri commerciali. Attorno alle tangenziali
e alle vie di scorrimento sono mutati irreversibilmente
i paesaggi. Alcuni esempi di intrecci
mostruosi di strade, controviali e svincoli
che portano a scatole colorate dell’occasionis -
sima e del 3x2, oggi spesso vuoti e dismessi, sono
ben visibili lungo la SS 494 Vigevanese o la SS 33
del Sempione. Cemento su cemento. Tutto deciso
nei consigli comunali. Dove i rappresentanti
dei cittadini hanno alzato ordinatamente le
mani per votare varianti e piani urbanistici che
accoglievano le proposte di operatori che promettevano
l’Eldorado di vagonate di euro di
oneri di urbanizzazione e di posti di lavoro. In
cambio occorreva però mettere a disposizione il
vero oro di ciascun comune: la terra. Sottraendola
alle prossime generazioni. Il proliferare
delle cittadelle del consumismo non ha solo devastato
il territorio, ma ha messo in crisi gran
parte del piccolo commercio, i negozi di vicinato,
le botteghe. E con essi migliaia di soggetti
deboli, soprattutto anziani, che vediamo talvolta
avventurarsi, magari in bicicletta, in rotonde e
attraversamenti pericolosi verso il grande magazzino
di periferia. Si dirà, “però sono arrivati i
posti di lavoro!”. Davvero? I dati ci dicono l’esat -
to contrario. La CGIA di Mestre, nel 2010, ha
stimato che tra il 2001 e il 2009 a fronte di una
crescita della superficie di vendita della grande
distribuzione pari al 65% circa, le piccole attività
sono diminuite di oltre 51.000 unità. E, sempre
nello stesso periodo, ad un aumento di poco più
di 21.000 addetti nella grande distribuzione, nel
piccolo commercio si sono persi quasi 130.000
posti di lavoro. Quindi, per ogni posto di lavoro,
precario e spesso alienante, ottenuto nella grande
distribuzione, se ne sono persi più di sei nella
piccola.
Ma tornando in Provincia di Milano, è proprio
sull’asse del Sempione che è arrivato, finalmente,
un segnale che va in direzione ostinata e contraria.
Il Comune di Rescaldina, vicino Legnano,
guidato dalla nuova amministrazione giovane
del sindaco Cattaneo e supportato anche
dall’esterno dal comitato “LA terra”, uno dei
tanti comitatini che tanto danno noia al premier,
ha detto un secco NO a 277 mila mq di
centro commerciale! No all’IKEA che comprometterebbe
uno dei pochi fazzoletti di terra libera
rimasta nel legnanese. Ed in consiglio comunale,
per una volta, le manine si sono alzate,
ma per ritirare il consenso ad un accordo di programma
che interessava anche il vicino Comune
di Cerro Maggiore e che avrebbe garantito un
bel gruzzoletto di oneri. Perché le terra non ha
prezzo. Questo si che è un bel cambio di verso! di Vincenzo Finiguerra il fatto quotidiano 30 marzo 2015
Scandalo tribunale sezione fallimentare a Latina: il giudice Lollo arrestato teneva tutti sotto scacco, gestiva l'ufficio alla sua manirea nonostante i sospetti dei colleghi. Il fatto grave è che i vertici del Tribunale non sono intervenuti neppure quando sono stati sollecitati, altre complicità? Il caso del cimitero di Latina e il contributo alla pulizia dovuto da ogni defunto va al comune che oltre a tartassare i vivi non lascia riposare in pace
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