Dakar 7 febbraio 2011
Un’Africa con tanta voglia di vivere
La prima giornata operativa del Forum ha dovuto faticare per partire. Ci sono stati grossi inghippi con l’Università Cheikh Anta Diop - il luogo di Dakar dove si svolge il Forum sociale mondiale - che hanno portato a dei ritardi sia nel programmare gli incontri, come nei dibattiti.
Solo verso mezzogiorno abbiamo avuto tra le mani il programma ufficiale della giornata, con elencati quasi 250 appuntamenti. Fisicamente impossibile poter partecipare a tutti. Ognuno del gruppo comboniano ha cercato di trovare l’incontro che lo stimolava di più.
E, nonostante che molti eventi programmati non siano stati fatti, quelli ai quali ho partecipato si sono rivelati di una passione straordinaria. Mi ha molto colpito il dibattito delle donne, provenienti da molti paesi africani, sul 50esimo anniversario delle indipendenze africane, lette al femminile. Difficile dire se siano stati più caldi i colori dei loro vestiti o le parole appassionate dei loro interventi.
La stessa passione che ho visto nella tenda strapiena che ha dibattuto il tema: “La rivoluzione tunisina, lezione e prospettive politica in Africa e in Medio Oriente”. Commovente ascoltare il calore con cui i tunisini raccontavano la loro esperienza. E altrettanto sorprendente la risposta degli africani subsahariani agli stimoli ricevuti dall’esperienza ascoltata. Soprattutto su quell’insistere, da parte dei tunisini, che la loro è una rivoluzione contro il neo-colonialismo, con il proposito di radicalizzarla fino a non pagare più il debito con i paesi e con i potentati economico-finanziari occidentali. Molti degli intervenuti si sono chiesti se non è giunta l’ora anche dell’Africa nera di seguire quell’esempio.
Non dimentichiamo che questa giornata del Forum era dedicata proprio all’Africa. Ho potuto notare quanta emozioni suscitasse in un’assemblea la memoria di due mitiche figure della storia recente africana come quella di Thomas Sankara, presidente martire del Burkina Faso e di Patrice Lumumba, presidente martire del Congo. Molto ricordate sono state anche alcune personalità mitiche del Senegal, il presidente Leopold Senghor, Alioune Diop, fondatore della rivista Presence Africaine, e il grande pensatore Cheikh Anta Diop, che ho intervistato personalmente a Dakar nel 1980. “Ricordati padre Alex”, mi disse sulla porta, congedandomi, “che se l’Africa non ricupererà il proprio passato, non potrà mai avere un futuro”. Un monito, questo, così importante per l’Africa che vive questo momento così difficile.
Ed è su questo che è tornata anche l’ex presidente del Brasile Lula, ospitato dal Forum e dal presidente senegalese A. Wade. Lula ha chiesto scusa per il debito storico del suo paese nei confronti dell’Africa nera, debito non ha ancora pagato: la tratta degli schiavi. “Il mondo ha l’obbligo morale” ha continuato l’ex presidente, “di impegnarsi nei confronti di questo continente, affinché possa riscattarsi”.
Interessante anche la panoramica aperta dall’economista egiziano Samir Amin sull’Africa (“Non è povera, è stata impoverita”) nel contesto della globalizzazione. Ho tuttavia trovato il suo racconto ancora molto ideologico e mancante della passione che ho invece riscoperto nella voglia, espressa nei dibattiti, degli africani di costruire un futuro altro per questo continente.
Non sono stati, però, soltanto politici, professori, sociologi e pensatori a caratterizzare l’inizio di questo evento. Ma anche i teologi hanno voluto contribuire al Forum stesso con ben quattro appuntamenti: uno sull’Africa in fermento e su come guarirla; un altro sulle sfide della teologia afro-americana di liberazione; un terzo sui cristiani e musulmani in Africa, in un cammino di dialogo e liberazione; e infine, uno sui migranti.
Nel panel sull’Africa in fermento, ho molto apprezzato le parole della teologa kenyana Mary Getui, che è ritornata con forza sul concetto africano della “Madre terra, che è viva, che piange, che sorride. La Madre terra è la sola casa che abbiamo e lei stessa ha bisogno delle nostre cure e attenzioni”. Ha inoltre insistito sul fatto che la Madre terra “è il più importante bene comune che l’umanità ha”.
Sono stato favorevolmente impressionato dal contributo dei teologici di tutte le confessioni al Forum, ma soprattutto dalla presenza consistente di molti religiosi, padri, suore. Lo stesso cardinale di Dakar, Adrien Sarr, ha voluto celebrare domenica scorsa una messa d’inaugurazione del Forum, ma nel quartiere popolare della capitale, sottolineando il fatto che i cristiani sono convocati a modificare un sistema profondamente ingiusto sia a livello globale che nazionale.
Alex Zanotelli
mercoledì 9 febbraio 2011
Pontinia, sabato a Teatro Il riscatto
PONTINIA (il territorio)
Sabato sera al Teatro Fellini va in scena “Riscatto”, atto unico di Paolo Gatti
Sabato 12 febbraio alle 21, al Fellini di Pontinia va in scena lo spettacolo "Riscatto", atto unico di Gatti per la regia di Francesco costo del biglietto d'ingresso è euro. La commedia, attraverso ‘matti' e uno scrittore che l'emarginazione sociale, racconta solitudine di chi è fuori dal perché una società senza giustizia meritocrazia lo costringe a vivere margini. Con un finale tenero, anche paradossale: ad aiutare chi soffre non sono quasi mai le istituzioni preposte, ma altri sofferenti.
Sabato sera al Teatro Fellini va in scena “Riscatto”, atto unico di Paolo Gatti
Sabato 12 febbraio alle 21, al Fellini di Pontinia va in scena lo spettacolo "Riscatto", atto unico di Gatti per la regia di Francesco costo del biglietto d'ingresso è euro. La commedia, attraverso ‘matti' e uno scrittore che l'emarginazione sociale, racconta solitudine di chi è fuori dal perché una società senza giustizia meritocrazia lo costringe a vivere margini. Con un finale tenero, anche paradossale: ad aiutare chi soffre non sono quasi mai le istituzioni preposte, ma altri sofferenti.
martedì 8 febbraio 2011
comitato locale referendum acqua e nucleare

ricevo e pubblico
A seguito dell’adesione di oltre cento comitati e movimenti di base, il 5 febbraio 2011 si è svolto a Cremona il forum con 68 presenze da 17 province. Alla relazione introduttiva (allegato 1) è seguita l’approfondita discussione.
La prima decisione operativa riguarda l’impegno dei Comitati costituitisi in Coordinamento nazionale ad avviare fin dai prossimi giorni nei rispettivi territori iniziative di unica campagna referendaria su entrambi i temi: vota Sì per l’acqua pubblica e contro il nucleare.
Nel contempo è stato deciso di inviare a ciascun comitato elettorale nazionale già costituitosi un formale invito (allegato 2) ad un incontro per verificare l’opportunità di dar vita ad un’unica Campagna referendaria nazionale che comprenda i temi dell’energia e dell’acqua.
Infine ci siamo dati appuntamento per la “Seconda tappa” con l’assemblea del 26 febbraio prossimo a Firenze.
Allegato 1
L’Assemblea, convocata da una proposta cui hanno aderito oltre 100 gruppi e movimenti di base contrari al nucleare attivi in diverse parti d’Italia, riunitasi a Cremona il 5 febbraio 2011 per affrontare le questioni aperte dalla grande sfida democratica rappresentata dai prossimi Referendum che si dovrebbero tenere tra il 15 aprile e il 15 giugno 2011, se non interverrà una traumatica interruzione della Legislatura con l’indizione di elezioni politiche anticipate, è chiamata a discutere sulle seguenti proposte.
Considerando indispensabile che sulla scelta del ritorno dell’Italia all’energia elettronucleare e sul tema dell’acqua “risorsa pubblica” si pronunci direttamente il popolo italiano attraverso lo strumento referendario perché tali opzioni, di rilevanza eccezionale per l’interesse generale e per il futuro stesso del nostro Paese, non possono dipendere dai calcoli di corto respiro di maggioranze temporaneamente al potere;
nella convinzione che il Piano nucleare ENEL-EDF, costituito da 7 centrali per circa 11,2 GW da realizzare entro il 2050 con la copertura del 20% soltanto del fabbisogno elettrico nazionale (Enea, Rapporto 2009) sarebbe un’avventura finanziaria che ricadrebbe sui conti pubblici dello Stato, cioè sulle tasche dei cittadini e sarebbe in diretta competizione sia con le fonti rinnovabili sia con la “risorsa” efficienza energetica in grado di creare molti più posti di lavoro;
ritenendo assai alta la posta in gioco perché i referendum sul nucleare e sull’acqua riguardano la sicurezza e la tutela della salute, la salvaguardia dell’ambiente e dei fiumi di fronte ai cambiamenti climatici, l’uso plurimo dell’acqua, l’uguaglianza dei cittadini nel diritto di accesso ai beni comuni, lo svuotamento del valore delle autonomie locali e il peso democratico dei territori, la validità e sostenibilità del modello economico scelto, la responsabilità nell’uso delle risorse finanziarie sempre più scarse;
chiedere a tutte le forze politiche, economiche e sociali che si favorisca lealmente la partecipazione ai Referendum, per riconsegnare la decisione alla sovranità popolare: nel 1987 furono i cittadini elettori a decidere con i Referendum di allora l’uscita dell’Italia dal nucleare; oggi, siano ugualmente i cittadini elettori a decidere con il Referendum se rientrarci o no;
giudicare obiettivo prioritario per tutti i sinceri democratici il raggiungimento del quorum del 50% più 1 degli aventi diritto al voto, soglia di partecipazione decisiva per rendere valida la consultazione popolare referendaria;
impegnarsi, anche per questo motivo, ad una rinascita della democrazia partecipativa, aprendo con l’attuale prima tappa a Cremona un “percorso costituente” a livello di società civile per la creazione di un Coordinamento nazionale dei gruppi e movimenti di base contrari al nucleare, autonomo dai partiti, sempre aperto a nuove proposte e al coinvolgimento con pari dignità di nuovi soggetti, in una logica inclusiva e ispirata ai principi dell’autogoverno, teso a elaborare e perseguire una strategia comune di respiro nazionale ed europeo;
proporre a tutti i livelli , nazionale, regionale e locale di caratterizzare la Campagna referendaria con la scelta secca e chiara dei Sì ai 3 Referendum sul nucleare e sull’acqua , nella convinzione che le ragioni specifiche a favore della cancellazione dell’opzione nucleare dal futuro dell’Italia si rafforzino reciprocamente con le ragioni contrarie alla privatizzazione dell’acqua e che una moderna ed efficace campagna mediatica abbia bisogno di una chiave culturale ed etica complessiva, piuttosto che di un eccesso di dettagli tecnici a sostegno di un solo specifico quesito;
invitare alla massima unità possibile tutte le forze interessate al successo dei Referendum e indicare nel confronto tra il nostro Coordinamento nazionale, in via di costituzione, e i Comitati Referendari nazionali la strada più utile per rendere efficace e vincente una Campagna referendaria che non deve assolutamente cadere in un eccesso di distinzioni, polarizzazioni, logiche divergenti o addirittura latente concorrenza tra i diversi soggetti promotori o sostenitori dei Referendum;
incaricare una propria delegazione a verificare se esistano le condizioni per forme di collaborazione con i Comitati referendari nazionali, nel rispetto comunque della totale autonomia del nostro Coordinamento nazionale che rimane un valore non negoziabile e un principio disponibile solo per i gruppi e movimenti di base che lo costituiscono;
chiedere che l’esito di tali incontri venga riferito alla prossima Assemblea dei nostri gruppi e movimenti per assumere decisioni fondate e conseguenti, per meglio definire e orientare le nostre capacità organizzative che, nel frattempo, dovrebbero costituire coordinamenti locali e regionali, impostare campagne informative unitarie e creative già aperte , ove possibile, alla collaborazione con i movimenti dell’acqua pubblica.
Sentendoci noi tutti, partecipanti a questa assemblea, attori responsabili e appassionati della sfida referendaria e sentendoci parte di tante energie che operano nei territori, invochiamo un diverso rapporto centro-periferia e riteniamo che la dimensione della rappresentanza nei Comitati referendari nazionali non si possa risolvere con la vecchia forma della cooptazione ma con veri e seri rapporti bidirezionali . Con la nostra assemblea vogliamo cominciare a scrivere questa nuova pagina, innovando nel metodo, puntando sulla capacità di interazione delle nostre reti, sulla nostra creatività e competenza, riconoscendo al nostro lavoro sul territorio la dignità che merita.
Al vanaglorioso e illusorio “rinascimento nucleare” vogliamo rispondere con la rinascita di una coscienza civile al servizio della nostra comunità locale e nazionale.
Allegato 2
Spett. Responsabile…..
Comitato Referendario Nazionale …..
L’Assemblea dei gruppi e dei movimenti di base contrari al nucleare, riunitasi sabato 5 febbraio 2011 a Cremona come prima tappa verso la costituzione di un proprio autonomo Coordinamento nazionale (in allegato l’elenco delle adesioni),
di fronte alla grande e difficile prova dei prossimi Referendum e alla sfida del raggiungimento del quorum,
ritenendo indispensabile una convergenza strategica e operativa sui temi dell’energia e dell’acqua bene comune,
convinta che per raggiungere l’obiettivo del 50% più uno degli aventi diritto al voto l’unità di tutte le forze e di tutti i soggetti presenti nei territori, come attori e strumento di democrazia partecipata, sia fattore decisivo,
Vi chiede l’urgenza di un incontro con una nostra delegazione per verificare l’opportunità di dar vita ad un’unica Campagna referendaria che comprenda i temi dell’energia e dell’acqua.
Vi comunica inoltre che stiamo già avviando in molte Regioni italiane e in molti territori una campagna unitaria a sostegno dei Sì ai Referendum.
nazionale
L’esigenza che avanza è quella che vogliate accogliere sollecitamente questa richiesta, anche in previsione di una nuova Assemblea nazionale che si terrà a Firenze il prossimo 26 febbraio e alla quale verranno riferiti i termini dell’incontro.
Ringraziandovi dell’attenzione che vorrete dimostrare alle nostre proposte, restiamo in attesa fiduciosa di una vostra risposta. Cordiali saluti,
domenica 6 febbraio 2011
mi candido a cittadino
La provincia di Latina al contrario è lo specchio dell'Italia in grave declino morale, politico, istituzionale, legislativo, giudiziario. Un paese bloccato in difesa di imprenditori, aziende che senza il finanziamento pubblico, senza la difesa politica, senza un sistema pubblico falsato sarebbero in chiusura, fallimento, oppure nelle aule dei tribunali o agli arresti. L'immagine della nostra provincia allo sbando, senza idea, programmazione, progetti sono la continua chiusura degli stabilimenti, il traffico stradale bloccato tra semafori, limiti di velocità a 50 km/orari, strade impraticabili per buche, voragini. Ma sono anche gli uffici pubblici con grossi problemi (il Tribunale, l'agenzia delle entrate, il catasto, molti uffici postali, con personale sotto dimensionato, solo per citarne qualcuno). Sull'arsenico c'è una colpevole ignoranza (se non è mistificazione colpevole) sulla norma, sugli adempimenti e sui ruoli. Emblematico il caso di Pontinia di cui non si parla per carità di patria (analisi effettuate solo il 1. dicembre dopo la mia richiesta, ripetute il 9 chissà per quale motivo). Emblematico che oltre all'arsenico cito i dati del depuratore (quelli ufficiali del gestore). Risponde il gestore con toni forti rispondendo che le analisi sono nella norma (ma nessuno aveva detto il contrario, forse c'è qualcosa che ci è sfuggito o che non sappiamo). Risponde il Sindaco che dice di stimarmi e che i miei dati sono sbagliati ma poi si contraddice e li conferma. In questi giorni ho segnalato un caso di inefficienza che, nell'insieme, nel degrado generale, è una piccolezza. 6 giorni perchè arrivi una lettera (1 km in linea d'aria). Certo ci sono le spiegazioni, la lettera va al centro di smistamento di Fiumicino (centinaia di km anche solo per fare pochi metri), poi il sabato e domenica non si lavora, poi …. Resta il fatto. Pubblicato (solo da Latina Oggi il caso, evidentemente gli altri quotidiani si sono rassegnati all'inefficienza pubblica) già alle 11 di mattina (dello stesso giorno) un funzionario delle poste italiane è venuto presso il mio domicilio per chiarimenti. Ringrazio le Poste Italiane per l'interessamento pronto e, spero, efficace. Ci sono tante cose gli organi di informazioni non raccontano o lo fanno saltuariamente. Nessuno parla del catasto, dell'agenzia delle entrate, del tempo perso dal pubblico nell'era che doveva essere di internet e dell'efficienza. Raramente si parla del tribunale. Nella provincia al contrario c'è chi resiste. Gli operai e i dipendenti della Nexans, della Gial, della Tacconi che presidiano lo stabilimento da giorni, settimane, mesi. Ma non ci sono le istituzioni, mancano questi politici della poltrona, incapaci di progetti e programmazione. Anch'io resisto ogni giorno. Contro l'inefficienza e lo sbando delle istituzioni e dei servizi pubblici. Contro progetti incompatibili con il territorio. Martedì c'è stato l'incontro pubblico sulla destinazione dell'ex stabilimento Hilme a Pontinia. Ho inviato la mia proposta. Chi c'era mi ha detto che non è stata illustrata. E che sarebbe stata l'unica, guarda caso, ad analizzare come finanziarla, i tempi e i posti di lavoro. Oggi il direttore de Il Territorio nel suo editoriale chiede se oltre ai candidati a sindaco (o aggiungo io a qualsiasi poltrona pubblica) c'è chi si candida a cittadino. Io cerco di farlo ogni giorno. Per questo spero che a Pontinia alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale del 15 e 16 maggio, ci sia posto per chi parli, proponga e si impegni per il bene comune. Che si traduce per le esigenze delle persone, delle classi sociali più deboli, per i diritti civili e sociali, per i posti di lavoro veri, con una economia reale e non di assistenza. Cioè per rispondere ai cittadini e non alla speculazione selvaggia di quelli che travestiti da imprenditori propongono progetti inutili e devastanti. Giorgio Libralato
sabato 5 febbraio 2011
il rischio per la turbogas
Molte sono le motivazioni per contrastare progetti incompatibili con il territorio (intesa come sintesi di programmazione, piano regolatore, economia, urbanistica, attività produttive, salute, agricoltura, turismo, cultura, trasporti, infrastrutture). Senza contare il problema della sicurezza. La centrale a turbogas di Mazzocchio è il classico esempio di un progetto sbagliato sotto tutti i punti di vista. Compresi i posti di lavoro 15 contro centinaia o migliaia che potrebbero arrivare, per esempio, dagli impianti fotovoltaici. Quello della sicurezza (delle reti elettriche e del gas) è stato più volte sollevato e non è mai stata data una risposta seria e attendibile, né dalla società proponente, né dagli enti pubblici, che dovrebbero garantire l'interesse pubblico e non quello privato e della speculazione. Ovviamente Regione Lazio, Provincia di Latina, Parco Nazionale del Circeo, comune di Pontinia (e i comuni limitrofi, Sabaudia, Terracina, Sonnino, Roccagorga, Roccasecca, Priverno, Sezze, Bassiano, Sermoneta) sono contro questo progetto sbagliato e hanno motivato più volte tali ragioni. Mancano, stranamente, all'appello la Asl, l'Arpa che avrebbero dovuto esprimersi a difesa della salute pubblica. Il Ministero dell'ambiente (probabilmente contro) ha dato il suo parere favorevole con An, così quello della Cultura (non so se era peggio allora o oggi) ha approvato con la firma di Buttiglione dell'udc. Tornando ai problemi della sicurezza sono statici per i piloni dell'elettrodotto che si vorrebbe poggiare sul terreno inconsistente. Nessuno li ha fugati. Per il gasdotto la tubazione interrata può subire oltre ai problemi statici, con conseguente rottura, ma anche aggressioni per la corrosione (considerando la natura geologica del terreno). Proprio per centrali a turbogas numerosi sono gli incidenti con numerosi morti (Esplosione in centrale, morti e feriti, incidente a Middletown, nel Connecticut, per una fuga di gas. L'impianto doveva entrare in funzione a novembre
(http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_07/connecticut-esplode-centrale_9e86aa06-140d-11df-8835-00144f02aabe.shtml). Ma anche con il gas non si scherza, come insegna l'incidente di Viareggio (L'incidente di Viareggio infine ha provocato 31 vittime
(http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_ferroviario_di_Viareggio ). Così come i gasdotti (.(http://www.ecoblog.it/post/10639/texas-due-gasdotti-in-fiamme-in-48-ore-morti-feriti-e-danni-per-lambiente-e-la-falla-della-bp-non-sarebbe-la-sola). E' di oggi l'ennesimo incidente, sembra per attentato, su un gasdotto (L'esplosione al gasdotto fra Egitto e Israele nella cittadina di El Arish è un atto di sabotaggio. Lo hanno detto fonti del governatorato del nord Sinai, spiegando che l'esplosione di questa mattina non ha provocato né vittime né feriti perché l'installazione è distante dal centro abitato. Le fonti hanno spiegato anche che l'incendio che è scoppiato dopo l'esplosione è stato domato. Fonte La Repubblica). Perchè rischiare? Solo per compiacere Casini (il maggior azionista della ditta proponente la centrale a turbogas è il padre dell'attuale compagna del leader udc)?Giorgio Libralato
(http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_07/connecticut-esplode-centrale_9e86aa06-140d-11df-8835-00144f02aabe.shtml). Ma anche con il gas non si scherza, come insegna l'incidente di Viareggio (L'incidente di Viareggio infine ha provocato 31 vittime
(http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_ferroviario_di_Viareggio ). Così come i gasdotti (.(http://www.ecoblog.it/post/10639/texas-due-gasdotti-in-fiamme-in-48-ore-morti-feriti-e-danni-per-lambiente-e-la-falla-della-bp-non-sarebbe-la-sola). E' di oggi l'ennesimo incidente, sembra per attentato, su un gasdotto (L'esplosione al gasdotto fra Egitto e Israele nella cittadina di El Arish è un atto di sabotaggio. Lo hanno detto fonti del governatorato del nord Sinai, spiegando che l'esplosione di questa mattina non ha provocato né vittime né feriti perché l'installazione è distante dal centro abitato. Le fonti hanno spiegato anche che l'incendio che è scoppiato dopo l'esplosione è stato domato. Fonte La Repubblica). Perchè rischiare? Solo per compiacere Casini (il maggior azionista della ditta proponente la centrale a turbogas è il padre dell'attuale compagna del leader udc)?Giorgio Libralato
la destra delusa da Storace che passa armi e bagagli con chi va con le prostitute
Elettori della Destra contro Storace: “No a chi va con le straniere!”
DARIO FERRI
5 febbraio 2011
Berlusconi annuncia l’alleanza ma nel partito di destra più di qualcuno non vuole appoggiare chi va “con prostitute” “straniere”, e si lamenta. Su Facebook.
Eia, eia, quaquaraquà. Francesco Storace non ne esce per niente bene dal confronto con i simpatizzanti del suo partito, che su Facebook commentano in maniera poco lusinghiera l’ufficializzata alleanza con Berlusconi suggellata dall’entrata di un uomo della Destra, Nello Musumeci, nel Governo. Ci sarebbe piaciuto molto leggere anche i commenti al post che annuncia nel Blog del capo de La Destra i commenti del suo popolo, ma ahinoi è inibita la possibilità di dire la propria! Quando si dice il coraggio dei salvatori della Patria, eh?
NON CI STIAMO! – Si inizia con una pacata osservazione squisitamente politica: “STORACE VENDUTO AL NANOPEDO”, che apre ufficialmente la discussione stile rissa da bar su chi è più a destra o meno a destra fra gli amici di Storace e Fli, i cui esponenti accorrono sulla pagina del Segretario per ricordare come “noi saremmo i poco seri… dopo una campagna contro ora siete con… noi abbiamo la memoria corta ma la vostra non è certo più lunga… almeno noi stiamo cercando di uscire dal fango.. e lo avete fatto per una misera poltrona…. che peccato”. L’acuta risposta, per inciso, arriva da Paolo: “peppe ammazzati”. Daniele è così arrabbiato che il pensiero s’incespica fra le dita, le quali arrancando dalla rabbia riescono solo a digitare “vergogniatevi!!!!!!!!!!!!!!!”. Oltretutto il vero smacco è che, per chi un tempo si propagandava mostrando manifesti con gli immigrati “che stuprano le vostre donne”, non deve essere bello ora vedersi accasati con chi ha dimostrato ben altre idee: “arieccoci, di nuovo alleati con la destra plutocratica e ora pura puttaniera, e per giunta con straniere africane” dice Filippo, che rincara poi la dose “W la destra sempre! però si cacci chi disonora il nome dell’italia pagando minorenni marocchine!”.
ITALIANI ALLE ITALIANE! – “Silvio non può essere d’accordo su niente: pensa solo alla figa!” è la lucida risposta di Alessio a chi si chiede quali punti in comune abbiano i programmi delle due forze politiche. Lo stesso Alessio ci ricorda cosa Storace pensava di Berlusconi fino all’altro ieri: “”Berlusconi è un fuorilegge. L’unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L’ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole”: non era questo ciò che Francesco Storace affermava l’11 aprile 2008??? “. Evidentemente la Coerenza ha iniziato a frequentare le cene di Arcore anche lei. C’è chi esprime la sua rabbia con parole pesanti, come Johnny, “Già avevo mal sopportato la ‘prostituta’ che si vendeva per il sottosegretariato all’attuazione del programma opposto al suo…..Da tesserato, considera nullo il mio supporto se entrerai nel Governo….”, il quale ci induce a chiederci come prenderà la Santanché l’arrivo del suo vecchio amico Storace, con il quale non si erano lasciati molto bene. E mentre ci si tira allegramente i capelli lottando nella fanga, ne approfitta in sordina Forza Nuova, che tenta di raccogliere i delusi con tecniche di marketing già note ai commercianti in Viagra: “Anche “La Destra” con Silvio! Siamo rimasti soli finalmente! Noi non abbiamo tradito!”.
http://www.giornalettismo.com/archives/112610/elettori-della-destra-contro-storace-no-a-chi-va-con-le-straniere/
DARIO FERRI
5 febbraio 2011
Berlusconi annuncia l’alleanza ma nel partito di destra più di qualcuno non vuole appoggiare chi va “con prostitute” “straniere”, e si lamenta. Su Facebook.
Eia, eia, quaquaraquà. Francesco Storace non ne esce per niente bene dal confronto con i simpatizzanti del suo partito, che su Facebook commentano in maniera poco lusinghiera l’ufficializzata alleanza con Berlusconi suggellata dall’entrata di un uomo della Destra, Nello Musumeci, nel Governo. Ci sarebbe piaciuto molto leggere anche i commenti al post che annuncia nel Blog del capo de La Destra i commenti del suo popolo, ma ahinoi è inibita la possibilità di dire la propria! Quando si dice il coraggio dei salvatori della Patria, eh?
NON CI STIAMO! – Si inizia con una pacata osservazione squisitamente politica: “STORACE VENDUTO AL NANOPEDO”, che apre ufficialmente la discussione stile rissa da bar su chi è più a destra o meno a destra fra gli amici di Storace e Fli, i cui esponenti accorrono sulla pagina del Segretario per ricordare come “noi saremmo i poco seri… dopo una campagna contro ora siete con… noi abbiamo la memoria corta ma la vostra non è certo più lunga… almeno noi stiamo cercando di uscire dal fango.. e lo avete fatto per una misera poltrona…. che peccato”. L’acuta risposta, per inciso, arriva da Paolo: “peppe ammazzati”. Daniele è così arrabbiato che il pensiero s’incespica fra le dita, le quali arrancando dalla rabbia riescono solo a digitare “vergogniatevi!!!!!!!!!!!!!!!”. Oltretutto il vero smacco è che, per chi un tempo si propagandava mostrando manifesti con gli immigrati “che stuprano le vostre donne”, non deve essere bello ora vedersi accasati con chi ha dimostrato ben altre idee: “arieccoci, di nuovo alleati con la destra plutocratica e ora pura puttaniera, e per giunta con straniere africane” dice Filippo, che rincara poi la dose “W la destra sempre! però si cacci chi disonora il nome dell’italia pagando minorenni marocchine!”.
ITALIANI ALLE ITALIANE! – “Silvio non può essere d’accordo su niente: pensa solo alla figa!” è la lucida risposta di Alessio a chi si chiede quali punti in comune abbiano i programmi delle due forze politiche. Lo stesso Alessio ci ricorda cosa Storace pensava di Berlusconi fino all’altro ieri: “”Berlusconi è un fuorilegge. L’unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L’ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole”: non era questo ciò che Francesco Storace affermava l’11 aprile 2008??? “. Evidentemente la Coerenza ha iniziato a frequentare le cene di Arcore anche lei. C’è chi esprime la sua rabbia con parole pesanti, come Johnny, “Già avevo mal sopportato la ‘prostituta’ che si vendeva per il sottosegretariato all’attuazione del programma opposto al suo…..Da tesserato, considera nullo il mio supporto se entrerai nel Governo….”, il quale ci induce a chiederci come prenderà la Santanché l’arrivo del suo vecchio amico Storace, con il quale non si erano lasciati molto bene. E mentre ci si tira allegramente i capelli lottando nella fanga, ne approfitta in sordina Forza Nuova, che tenta di raccogliere i delusi con tecniche di marketing già note ai commercianti in Viagra: “Anche “La Destra” con Silvio! Siamo rimasti soli finalmente! Noi non abbiamo tradito!”.
http://www.giornalettismo.com/archives/112610/elettori-della-destra-contro-storace-no-a-chi-va-con-le-straniere/
Pontinia e la crisi egiziana raccontata da una superstite
Sabato 05 Febbraio 2011
La crisi egiziana nei racconti di un’italiana rimpatriata. Domani alle 10.30 presso piazza Pio VI a Pontinia l’associazione culturale Cantiere Creativo, con il patrocinio del Comune, ospita “Siamo tutti Khaled Said”, un incontro-intervista con Cristina Cocchieri, arabista e studiosa delle Relazioni tra i Paesi del Mediterraneo, nativa di Pontinia, che condividerà le immagini di un diario fotografico per scandire gli eventi che hanno sconvolto la capitale egiziana nell’ultima settimana. «Gli ultimi eventi - spiegano all’associazione - spingono tutti noi a confrontarci con la realtà del Nord Africa e del Mediterraneo guardando a essa non con timore, ma con la speranza di chi crede che da queste libere manifestazioni possano veramente diffondersi giustizia sociale, democrazia e dignità. Il popolo egiziano sta tentando di riscattare il proprio futuro partendo dalla richiesta di diritti umani fondamentali che da 30 anni gli vengono negati. Davanti a tanto coraggio non si può rimanere indifferenti».
Ch.Cap.
RIPRODUZIONE RISERVATA
http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20110205&ediz=05_LATINA&npag=38&file=F_2208.xml&type=STANDARD
La crisi egiziana nei racconti di un’italiana rimpatriata. Domani alle 10.30 presso piazza Pio VI a Pontinia l’associazione culturale Cantiere Creativo, con il patrocinio del Comune, ospita “Siamo tutti Khaled Said”, un incontro-intervista con Cristina Cocchieri, arabista e studiosa delle Relazioni tra i Paesi del Mediterraneo, nativa di Pontinia, che condividerà le immagini di un diario fotografico per scandire gli eventi che hanno sconvolto la capitale egiziana nell’ultima settimana. «Gli ultimi eventi - spiegano all’associazione - spingono tutti noi a confrontarci con la realtà del Nord Africa e del Mediterraneo guardando a essa non con timore, ma con la speranza di chi crede che da queste libere manifestazioni possano veramente diffondersi giustizia sociale, democrazia e dignità. Il popolo egiziano sta tentando di riscattare il proprio futuro partendo dalla richiesta di diritti umani fondamentali che da 30 anni gli vengono negati. Davanti a tanto coraggio non si può rimanere indifferenti».
Ch.Cap.
RIPRODUZIONE RISERVATA
http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20110205&ediz=05_LATINA&npag=38&file=F_2208.xml&type=STANDARD
venerdì 4 febbraio 2011
fotovoltaico, tariffe, regole, incentivi
Terzo Conto Energia: ecco la guida del Gse http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/PubblInf/GuideDM2010/Documents/Guida_Terzo_Conto_Energia_24%20genn%2011.pdf
Dal Gestore un aiuto per orientarsi tra tariffe e incentivi per il fotovoltaico
Uno strumento utile a conoscere al meglio tutto ciò che riguarda gli impianti fotovoltaici, tariffe e incentivi compresi, alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Ministeriale del 6 agosto 2010. E' la guida al Terzo Conto Energia: da oggi si può scaricare sul sito del Gestore dei Servizi Energetici.
Nella Guida vengono illustrati i principali aspetti collegati agli impianti fotovoltaici, come la connessione degli impianti alla rete, la misurazione dell’energia prodotta, la valorizzazione dell’energia prodotti dagli impianti e l'erogazione degli incentivi.
Nelle appendici al documento sono inoltre riportate dettagliatamente le regole tecniche da seguire per soddisfare i requisiti necessari al riconoscimento degli incentivi, oltre alle informazioni di base sugli aspetti tecnici ed economici che contraddistinguono la conversione solare fotovoltaica.
Insieme alla guida, inoltre, il GSE pubblica, sia le Regole tecniche, contenenti le modalità di attuazione delle disposizioni stabilite dal D.M. 6 agosto 2010 e dalla delibera ARG/elt 181/10, che la Guida alle applicazioni innovative per l’integrazione architettonica del fotovoltaico. Tutto ciò, successivamente agli esiti delle consultazioni e delle verifiche da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Riguardo all’integrazione architettonica del fotovoltaica, il Gestore spiega infine di non aver individuato ancora alcuna soluzione disponibile sul mercato, tantomeno, prevede di farlo. Ogni realizzazione sarà valutata al momento della richiesta di accesso agli incentivi.
Scarica qui la Guida. http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Consulta le regole tecniche. http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Informati sull'integrazione architettonica.http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Fonte: Gse
24 gennaio 2011
Dal Gestore un aiuto per orientarsi tra tariffe e incentivi per il fotovoltaico
Uno strumento utile a conoscere al meglio tutto ciò che riguarda gli impianti fotovoltaici, tariffe e incentivi compresi, alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Ministeriale del 6 agosto 2010. E' la guida al Terzo Conto Energia: da oggi si può scaricare sul sito del Gestore dei Servizi Energetici.
Nella Guida vengono illustrati i principali aspetti collegati agli impianti fotovoltaici, come la connessione degli impianti alla rete, la misurazione dell’energia prodotta, la valorizzazione dell’energia prodotti dagli impianti e l'erogazione degli incentivi.
Nelle appendici al documento sono inoltre riportate dettagliatamente le regole tecniche da seguire per soddisfare i requisiti necessari al riconoscimento degli incentivi, oltre alle informazioni di base sugli aspetti tecnici ed economici che contraddistinguono la conversione solare fotovoltaica.
Insieme alla guida, inoltre, il GSE pubblica, sia le Regole tecniche, contenenti le modalità di attuazione delle disposizioni stabilite dal D.M. 6 agosto 2010 e dalla delibera ARG/elt 181/10, che la Guida alle applicazioni innovative per l’integrazione architettonica del fotovoltaico. Tutto ciò, successivamente agli esiti delle consultazioni e delle verifiche da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Riguardo all’integrazione architettonica del fotovoltaica, il Gestore spiega infine di non aver individuato ancora alcuna soluzione disponibile sul mercato, tantomeno, prevede di farlo. Ogni realizzazione sarà valutata al momento della richiesta di accesso agli incentivi.
Scarica qui la Guida. http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Consulta le regole tecniche. http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Informati sull'integrazione architettonica.http://www.sicurweb.it/efficienza_energetica/dettaglio.asp?id=9175
Fonte: Gse
24 gennaio 2011
giovedì 3 febbraio 2011
nucleare serve il parere delle regioni
ROMA - La Regione dove si intende costruire un impianto nucleare deve essere ''adeguatamente coinvolta'', per cui d'ora innanzi sara' necessario un parere obbligatorio, seppure non vincolante, della Regione interessata. La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimita' dell'art.4 del decreto attuativo della legge delega in materia di nucleare nella parte in cui non prevede che la Regione, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere sul rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari.
Con un'articolata sentenza scritta dallo stesso presidente della Consulta Ugo De Siervo, la Corte ha accolto solo in parte le numerose censure mosse dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia sul decreto legislativo delegato n.31 di un anno fa. ''L'intera attivita' preordinata alla localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica nucleare e, quindi, alla costruzione ed all'esercizio dei medesimi - premette la Corte nella sentenza n.33 - risulta scandita, nella sua conformazione normativa, da molteplici momenti di attuazione del principio di leale collaborazione, secondo un disegno che rispecchia i diversi livelli di compenetrazione e di condizionamento reciproco tra interessi unitari e interessi territoriali''.
Ma l'intesa della Conferenza unificata non basta, secondo i giudici costituzionali, a garantire questo principio di leale collaborazione. ''La potenziale attitudine del singolo impianto nucleare, per quanto materialmente localizzato in un determinato territorio, a incidere sugli interessi e sui beni di comunita' territoriali insediate anche in altri ambiti regionali, giustifica la previsione (ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica) dell'intesa con la Conferenza unificata, quale sede privilegiata per la rappresentazione delle istanze e delle esigenze proprie di tutti i livelli di governo coinvolti''. ''Sicche' - scrive De Siervo - il meccanismo concertativo adottato dal legislatore delegato va, nel caso di specie, valutato unitariamente alla luce della circostanza che la partecipazione della singola Regione interessata si e' gia' realizzata nella fase anteriore della certificazione dei siti in relazione alla quale e' necessaria l'acquisizione dell'intesa, appunto, con ciascuna delle Regioni il cui territorio risulti idoneo alla localizzazione dell'impianto''.
Dunque, la ''Regione interessata deve essere adeguatamente coinvolta nel procedimento''. E, secondo la Consulta, ''un adeguato meccanismo di rappresentazione'' che ''ragionevolmente bilanci le esigenze di buon andamento dell'azione amministrativa e gli interessi locali'' e' ''costituito dal parere obbligatorio, seppur non vincolante, della Regione stessa''. ''Attraverso tale consultazione mirata - scrive il presidente della Corte costituzionale nella sentenza di 63 pagine - la Regione e' messa nelle condizioni di esprimere la propria definitiva posizione, distinta nella sua specificita' da quelle che verranno assunte, in sede di Conferenza unificata, dagli altri enti territoriali''.
© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati
Legambiente: Sonora bocciatura. Il Governo fermi il ritorno dell’atomo o sarà stagione di grandi proteste
“Per realizzare qualsiasi infrastruttura è necessaria la condivisione con il territorio, a maggior ragione per impianti che condizionano lo sviluppo futuro dell’area che li ospiterà. Questo vale ancor di più per le centrali nucleari che hanno un fortissimo impatto in termini d’inquinamento locale e che sono molto discutibili dal punto di vista della sicurezza”.
Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta il parere della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la parte del decreto attuativo della legge delega in materia di nucleare nel punto in cui non prevede che la Regione, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere sul rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari.
“La via decisionista non paga – aggiunge Cogliati Dezza - e dovrebbe saperlo bene il governo Berlusconi che nel novembre 2003 partorì il decreto che individuava Scanzano Jonico come sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari italiane e che ebbe come risultato un’accesa protesta da parte della popolazione. Oggi dalla Consulta è arrivato un segnale significativo che ristabilisce il diritto dei territori a partecipare al processo decisionale per opere che hanno grandissime ricadute ambientali e sociali. Se il governo – conclude il presidente di Legambiente - continuerà nel folle progetto di riattivare le centrali nucleari nel Paese, dovrà aspettarsi una grande stagione di conflitti sociali e istituzionali che colpevolmente faranno perdere ulteriore tempo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni imposti dall’Ue, che invece potrebbero essere conseguiti in modo più sostenibile e in tempi più brevi con l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.
L’Ufficio stampa Legambiente
Con un'articolata sentenza scritta dallo stesso presidente della Consulta Ugo De Siervo, la Corte ha accolto solo in parte le numerose censure mosse dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia sul decreto legislativo delegato n.31 di un anno fa. ''L'intera attivita' preordinata alla localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica nucleare e, quindi, alla costruzione ed all'esercizio dei medesimi - premette la Corte nella sentenza n.33 - risulta scandita, nella sua conformazione normativa, da molteplici momenti di attuazione del principio di leale collaborazione, secondo un disegno che rispecchia i diversi livelli di compenetrazione e di condizionamento reciproco tra interessi unitari e interessi territoriali''.
Ma l'intesa della Conferenza unificata non basta, secondo i giudici costituzionali, a garantire questo principio di leale collaborazione. ''La potenziale attitudine del singolo impianto nucleare, per quanto materialmente localizzato in un determinato territorio, a incidere sugli interessi e sui beni di comunita' territoriali insediate anche in altri ambiti regionali, giustifica la previsione (ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica) dell'intesa con la Conferenza unificata, quale sede privilegiata per la rappresentazione delle istanze e delle esigenze proprie di tutti i livelli di governo coinvolti''. ''Sicche' - scrive De Siervo - il meccanismo concertativo adottato dal legislatore delegato va, nel caso di specie, valutato unitariamente alla luce della circostanza che la partecipazione della singola Regione interessata si e' gia' realizzata nella fase anteriore della certificazione dei siti in relazione alla quale e' necessaria l'acquisizione dell'intesa, appunto, con ciascuna delle Regioni il cui territorio risulti idoneo alla localizzazione dell'impianto''.
Dunque, la ''Regione interessata deve essere adeguatamente coinvolta nel procedimento''. E, secondo la Consulta, ''un adeguato meccanismo di rappresentazione'' che ''ragionevolmente bilanci le esigenze di buon andamento dell'azione amministrativa e gli interessi locali'' e' ''costituito dal parere obbligatorio, seppur non vincolante, della Regione stessa''. ''Attraverso tale consultazione mirata - scrive il presidente della Corte costituzionale nella sentenza di 63 pagine - la Regione e' messa nelle condizioni di esprimere la propria definitiva posizione, distinta nella sua specificita' da quelle che verranno assunte, in sede di Conferenza unificata, dagli altri enti territoriali''.
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Legambiente: Sonora bocciatura. Il Governo fermi il ritorno dell’atomo o sarà stagione di grandi proteste
“Per realizzare qualsiasi infrastruttura è necessaria la condivisione con il territorio, a maggior ragione per impianti che condizionano lo sviluppo futuro dell’area che li ospiterà. Questo vale ancor di più per le centrali nucleari che hanno un fortissimo impatto in termini d’inquinamento locale e che sono molto discutibili dal punto di vista della sicurezza”.
Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta il parere della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la parte del decreto attuativo della legge delega in materia di nucleare nel punto in cui non prevede che la Regione, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere sul rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari.
“La via decisionista non paga – aggiunge Cogliati Dezza - e dovrebbe saperlo bene il governo Berlusconi che nel novembre 2003 partorì il decreto che individuava Scanzano Jonico come sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari italiane e che ebbe come risultato un’accesa protesta da parte della popolazione. Oggi dalla Consulta è arrivato un segnale significativo che ristabilisce il diritto dei territori a partecipare al processo decisionale per opere che hanno grandissime ricadute ambientali e sociali. Se il governo – conclude il presidente di Legambiente - continuerà nel folle progetto di riattivare le centrali nucleari nel Paese, dovrà aspettarsi una grande stagione di conflitti sociali e istituzionali che colpevolmente faranno perdere ulteriore tempo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni imposti dall’Ue, che invece potrebbero essere conseguiti in modo più sostenibile e in tempi più brevi con l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.
L’Ufficio stampa Legambiente
Cuffaro, udc, Casini non si assume responsabilità
Casini disse a Santoro, testimoni qualche milione di italiani, che si sarebbe "Assunto la responsabilità politica" della candidatura di Cuffaro "di fronte al Paese" in caso di condanna di Vasavasa. E aggiunse "Sarei nella condizione di chiedere scusa". La Sicilia è un serbatoio importante di voti per l'UDC. Cuffaro presidente di Regione è stato una garanzia per le elezioni. Casini ha incassato il risultato elettorale. La storia è questa, nella sua semplicità. Ora, che Cuffaro è in carcere, Azzurro Caltagirone dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Come è ovvio non ci pensa neppure.
Una cittadina lo ha affrontato per strada: "Tre anni fa le chiesi perché candidava Cuffaro e lei lo difese a spada tratta, oggi farebbe una dichiarazione di scuse ai suoi elettori e agli italiani?". La risposta è degna di un allievo di Forlani (ricordate? quello con la bavetta in tribunale): "Credo che Cuffaro stia dando una lezione di dignità enorme, non ha neanche aspettato che il Senato stabilisse di mandarlo in galera (ricordo che stiamo parlando di un condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra). Si è presentato dimostrando di aver fiducia nella magistratura (?). Credo che abbia dimostrato che in una condanna di questo tipo c'è uno stile e un rispetto per le Istituzioni, di questo bisogna dargli atto.".
Riassunto del casinipensiero: Cuffaro ha dignità perché non si è dato alla fuga, ha fiducia nei giudici che in lui non ne hanno proprio per nulla e lo hanno condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, ha stile e rispetto per le Istituzioni che lui per primo ha infangato con il suo comportamento. Ma, soprattutto, Casini è incollato alla poltrona, non ritiene di avere alcuna responsabilità politica. Lui che c'entra, mica si chiama Salvatore. Lui si tiene i voti e l'altro la galera. Diamo a Pierferdinando il beneficio del dubbio, ma anche in questo caso non dovrebbe essergli affidata neppure la presunta nipote di Mubarak. Chi candiderà la prossima volta Pierferdinando che, in veste di presidente della Camera, nel 2004 fece avere il suo sostegno e la sua stima a Marcello Dell'Utri alla vigilia della condanna di primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa emessa dal tribunale di Palermo? Si dice che Follini sia stato incaricato di fare scouting nei tribunali della Repubblica per promuovere facce nuove per la politica. Uno, massimo due gradi di giudizio, rispetto per le Istituzioni, dignità a strafottere e un collegio elettorale da portare in dote. Legislatura offresi, trattativa riservata. Quando ascolto Casini mi pongo sempre la stessa domanda? E' nato prima il culo o prima la faccia?http://www.youtube.com/watch?v=d4UnUgAEd-k
Una cittadina lo ha affrontato per strada: "Tre anni fa le chiesi perché candidava Cuffaro e lei lo difese a spada tratta, oggi farebbe una dichiarazione di scuse ai suoi elettori e agli italiani?". La risposta è degna di un allievo di Forlani (ricordate? quello con la bavetta in tribunale): "Credo che Cuffaro stia dando una lezione di dignità enorme, non ha neanche aspettato che il Senato stabilisse di mandarlo in galera (ricordo che stiamo parlando di un condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra). Si è presentato dimostrando di aver fiducia nella magistratura (?). Credo che abbia dimostrato che in una condanna di questo tipo c'è uno stile e un rispetto per le Istituzioni, di questo bisogna dargli atto.".
Riassunto del casinipensiero: Cuffaro ha dignità perché non si è dato alla fuga, ha fiducia nei giudici che in lui non ne hanno proprio per nulla e lo hanno condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, ha stile e rispetto per le Istituzioni che lui per primo ha infangato con il suo comportamento. Ma, soprattutto, Casini è incollato alla poltrona, non ritiene di avere alcuna responsabilità politica. Lui che c'entra, mica si chiama Salvatore. Lui si tiene i voti e l'altro la galera. Diamo a Pierferdinando il beneficio del dubbio, ma anche in questo caso non dovrebbe essergli affidata neppure la presunta nipote di Mubarak. Chi candiderà la prossima volta Pierferdinando che, in veste di presidente della Camera, nel 2004 fece avere il suo sostegno e la sua stima a Marcello Dell'Utri alla vigilia della condanna di primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa emessa dal tribunale di Palermo? Si dice che Follini sia stato incaricato di fare scouting nei tribunali della Repubblica per promuovere facce nuove per la politica. Uno, massimo due gradi di giudizio, rispetto per le Istituzioni, dignità a strafottere e un collegio elettorale da portare in dote. Legislatura offresi, trattativa riservata. Quando ascolto Casini mi pongo sempre la stessa domanda? E' nato prima il culo o prima la faccia?http://www.youtube.com/watch?v=d4UnUgAEd-k
mercoledì 2 febbraio 2011
venerdì pomeriggio manca l'acqua
Interruzione a Latina e Pontinia 04/02/2011 - mercoledì 2 febbraio 2011
Si informa che, al fine di permettere urgenti ed indifferibili lavori di riparazione sulla condotta adduttrice proveniente da Sardellane, in Via Migliara 46, nei Comuni di Latina e Pontinia, si effettuerà un’interruzione del flusso idrico dalle ore 14:00 alle ore 18:30 di venerdì, 4 Febbraio 2011.
Le zone interessate dall’interruzione sono:
Intero Comune di Latina
intero Comune di Pontinia
Via Migliara 46
Si prevede la normalizzazione del servizio alle ore 19:30, salvo imprevisti di cui si darà pronta informazione.
http://acqualatina.it/Clienti/Lavoriincorso/tabid/91/language/it-IT/Default.aspx
Si informa che, al fine di permettere urgenti ed indifferibili lavori di riparazione sulla condotta adduttrice proveniente da Sardellane, in Via Migliara 46, nei Comuni di Latina e Pontinia, si effettuerà un’interruzione del flusso idrico dalle ore 14:00 alle ore 18:30 di venerdì, 4 Febbraio 2011.
Le zone interessate dall’interruzione sono:
Intero Comune di Latina
intero Comune di Pontinia
Via Migliara 46
Si prevede la normalizzazione del servizio alle ore 19:30, salvo imprevisti di cui si darà pronta informazione.
http://acqualatina.it/Clienti/Lavoriincorso/tabid/91/language/it-IT/Default.aspx
il record delle poste
una rotatoria non fa primavera
sul quotidiano La Provincia di ieri, nella pagina di Pontinia, viene finalmente annunciata la realizzazione della rotatoria dove oggi vi è l'incrocio a raso di Quartaccio tra la via del Murillo (o via Quartaccio) e la via Migliara 50. Negli ultimi anni si sono verificati in questo incrocio alcuni incidenti mortali e la messa in sicurezza, quando arriverà sarà sempre troppo tardi. Nel raggio di 2 km da questo incrocio vi abitano 2 assessori comunali (1 in consiglio comunale dal 1985, l'altro dal 1990) e un consigliere di maggioranza. Se arriva questa opera necessaria viene da chiederci come mai gli stessi soggetti promotori (comune e provincia) non sono riusciti a fare altrettanto in incroci altrettanto pericolosi (Borgo Pasubio e Casal Traiano) dove di incidenti ne accadono a decine l'anno. Spero, quindi, che nessun politico abbia l'indecenza di vantarsi della realizzazione della messa in sicurezza dell'incrocio di Quartaccio, che è un obbligo di legge. Come è un impegno che si assume chi entra nelle istituzioni di lavorare per il bene comune e non di parte. Ma spero sopratutto che gli stessi politici abbiano la decenza di mettere in sicurezza anche tutti gli altri incroci e strade pericolose, eliminando i semafori e attuando la mobilità pubblica. Risparmiando denaro, aumentando la sicurezza e migliorando la salute pubblica, riducendo l'inquinamento che dovrebbero essere altri obblighi assunti da chi ci rappresenta o dovrebbe farlo. Giorgio Libralato
questo premier è debole moralmente
Monsignor Mogavero “questo premier è debole moralmente”
“È sotto gli occhi di tutti la debolezza morale del presidente del Consiglio”. Lo dice monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo (Tp), intervenuto ieri da Algeri a “24 Mattino” su Radio 24.
“La debolezza delle diverse forme di governo - aggiunge - sta tutta nella approssimazione di coloro che governano le nazioni. Anche qui c'era parecchia corruzione, anche in Tunisia c'era una debolezza dovuta al fatto che tutte le leve dell’ economia e del potere erano nelle mani del presidente, della sua famiglia e della sua potentissima moglie. In Italia i problemi sono di natura morale. Ma la radice comune è la debolezza della personalità dei governanti, la mancanza di limpidezza nella loro vita e nei loro affari”. “E questo - continua - ci riporta al nodo che anche il cardinale Bagnasco ha messo in evidenza la scorsa settimana, e cioè la rilevanza degli aspetti della vita privata in chi ha dei ruoli pubblici, personaggi per i quali la vita privata non può essere considerata un accessorio o un elemento indipendente. Dalla moralità della vita ne nasce la moralità del governo, dalla immoralità della vita ne può discendere l’immoralità del governo”. Il fatto quotidiano 1 febbraio 2011
“È sotto gli occhi di tutti la debolezza morale del presidente del Consiglio”. Lo dice monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo (Tp), intervenuto ieri da Algeri a “24 Mattino” su Radio 24.
“La debolezza delle diverse forme di governo - aggiunge - sta tutta nella approssimazione di coloro che governano le nazioni. Anche qui c'era parecchia corruzione, anche in Tunisia c'era una debolezza dovuta al fatto che tutte le leve dell’ economia e del potere erano nelle mani del presidente, della sua famiglia e della sua potentissima moglie. In Italia i problemi sono di natura morale. Ma la radice comune è la debolezza della personalità dei governanti, la mancanza di limpidezza nella loro vita e nei loro affari”. “E questo - continua - ci riporta al nodo che anche il cardinale Bagnasco ha messo in evidenza la scorsa settimana, e cioè la rilevanza degli aspetti della vita privata in chi ha dei ruoli pubblici, personaggi per i quali la vita privata non può essere considerata un accessorio o un elemento indipendente. Dalla moralità della vita ne nasce la moralità del governo, dalla immoralità della vita ne può discendere l’immoralità del governo”. Il fatto quotidiano 1 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
descrizione progetto ex Hilme depositato ieri aggiornato
AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI PONTINIA
Oggetto: proposta modifica ex area industriale “Hilme”
Apprendendo, da il quotidiano La Provincia del 26 gennaio 2011, che il 1 febbraio ci sarà un incontro pubblico con consiglieri comunali e associazioni, per discutere le modifiche all’ex area industriale della ditta “Hilme”, ad integrazione delle precedenti comunicazioni sullo stesso argomento, ribadendo la richiesta di passare alla progettazione di massima con un concorso pubblico (per dare modo a tutti coloro che hanno idee valide, progressiste e che finora non le hanno potute esprimere, perdendo occasioni importanti per migliorare la nostra città) o con un appalto concorso, si inviano le presenti proposte che si prega esaminare:
proposta “A” (utilizzando la sola area di proprietà del Comune di Pontinia, vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica.
proposta “B” (utilizzando tutta l’area ex stabilimento Hilme e le particelle 209, 210, 329, 330 vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Proposta “C” (ipotesi di sopraelevazione dei fabbricati siti nell’area di proprietà del comune di Pontinia, nel caso le necessità siano quelle della proposta “B” che non si intende perseguire)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Premessa
I fabbricati industriali presenti nel centro abitato non sono compatibili con lo stesso per una serie di motivazioni: le emissioni, il traffico (di mezzi leggeri, ma soprattutto di mezzi pesanti in entrata ed uscita), gli spazi e l’attuale previsione di apposite aree industriali.
La programmazione territoriale, per uno sviluppo ordinato, parte dai piani regolatori urbanistico, commerciale (conseguente a quello urbanistico), energetico.
Alcuni documenti e decisioni qualificanti dell’amministrazione comunale troveranno, per coerenza amministrativa e di programmazione, attuazione nella decisione e nella deliberazione delle attività produttive, di difesa e valorizzazione dell’agricoltura di qualità, anche con la diminuzione delle emissioni in atmosfera e quindi contro gli impianti incompatibili con il territorio e con le decisioni qualificanti di cui sopra.
Quindi la gestione diretta del ciclo dell’acqua che deve essere tolto alla speculazione e mercificazione, la sostituzione degli impianti energetici con emissioni gravosi, la progressiva diminuzione del traffico privato.
La lotta alla disoccupazione e al degrado sociale, con la prevenzione ai fenomeni malavitosi, parte dalla cultura, dalla socializzazione, dalla solidarietà, la condivisione ricreando il tessuto della microeconomia nei vari settori: commerciale, consulenza, servizi, trasformazione, artigianale ed agricolo.
Questa forte scelta sociale di crescita e miglioramento si basa, quindi, sul ritorno alle piccole superfici commerciali, con il controllo diretto della qualità, contro la grande distribuzione e i pericoli di fenomeni malavitosi che si stanno progressivamente avvicinando anche al nostro territorio.
Anche la necessità di formare nuove figure professionale in materia di sicurezza del lavoro, considerati i 2 incidenti mortali nel territorio comunale nel 2010 e il triste andamento in provincia, ma soprattutto l’esigenza di sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori deve trovare una risposta in corsi professionali.
Il miglioramento sociale si deve quindi basare sulle nuove tecnologie, sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, sul contrasto all’abbandono di rifiuti in varie zone del territorio comunale anche pregiato, più volte denunciate (vasca di espansione dei Laghi del Vescovo – Gricilli, la sorgente Fontana di Muro, lungo e dentro i corsi d’acqua: Ufente, Linea, idrovore di Mazzocchio).
Ma anche sui servizi sociali quali l’asilo nido per consentire alle famiglie nella fase più delicata, ma anche attività sportive quali il nuoto, oggi necessarie per prevenire e curare la crescente percentuale di malattie dell’apparato respiratorio a causa del forte inquinamento, ma anche del cuore e di riabilitazione a causa di incidenti, in particolare stradali a causa delle pessime condizioni.
Le proposte che seguono sono quindi pensate per far diventare Pontinia un comune moderno, evoluto, intelligente, sensibile coniugando risparmio economico, riduzione delle emissioni, quindi delle malattie, miglioramento ambientale, della vivibilità con attenzione alle famiglie e alle classi sociali più deboli.
Inoltre si creano posti di lavoro che ne creano altri con un indotto sostenibile.
Da questo breve esame nasce evidente l’esigenza delle attività individuate e proposte:
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali. Già oggi le aziende agricole possono vendere i loro prodotti anche trasformati ma la frantumazione e la scarsa conoscenza non consentono una adeguata valorizzazione soprattutto da parte di persone provenienti da fuori comune. Una struttura dove le varie aziende possono esporre e vendere i loro prodotti oltre a migliorare l’offerta, consentendo l’acquisto direttamente nel centro abitato e anche il riconoscimento del giusto prezzo ai produttori. Inoltre la vicinanza dei vari produttori in un luogo dove gli stessi possono informarsi reciprocamente in una struttura che possa monitorare costantemente l’evoluzione del mondo agricolo. Potrebbero quindi nascere ed esplicitarsi progetti di PSR, di consorzio e di sensibilizzazione per ridurre i costi di gestione (energetici, materie prime, ecc.).
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature. Uno dei maggiori disagi per i ragazzi di Pontinia consiste nel tempo perso con un trasporto pubblico di basso livello che ogni giorno può essere quantificato in 2 ore (tra andata e ritorno) con vari disagi. Questo tempo perso a causa del basso livello civile può essere guadagnato in altre attività sociali ed educative con un istituto nel centro abitato.
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, nonché in materia di sicurezza del lavoro. La nostra provincia perde ogni anno migliaia di posti di lavoro anche a causa della peggior classe dirigente che rinuncia a nuove aziende e posti di lavoro. Questa tendenza negativa può essere ribaltata adottando le energie naturali e rinnovabili e le nuove tecnologie che potrebbero consentire, ogni anno nella nostra provincia di alcune migliaia di nuovi posti di lavoro, centinaia nel nostro comune. Esperienze già realizzate da amministratori ed aziende sicuramente intelligenti ed attenti. Questo centro di studio oltre ad informare e formare nuovi lavoratori sarebbe importante anche per la divulgazione e l’informazione per clienti (privati, aziende, enti). In questo modo non succederà, come nel recente passato, la perdita di opportunità per partecipare ai bandi di finanziamento pubblico per passare all’energia naturale e rinnovabile. Anche l’illuminazione pubblica dovrà diventare con sistemi moderni e di risparmio energetico consentendo da una parte il notevole risparmio economico per la collettività e dall’altra la nascita di nuovi posti di lavoro. Purtroppo sempre di attualità la prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro da attuare anche con la qualificazione del personale (imprenditori, dipendenti, liberi professionisti) e con appositi corsi di aggiornamento e sensibilizzazione, creando e formando nuove figure professionali.
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili. La prima conseguenza del punto 3 è l’applicazione diretta con un laboratorio per la produzione di materiale ed impianti.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici. Il modo migliorare per contrastare la criminalità, il degrado sociale è sicuramente la cultura, lo svago indirizzato in modo civile, l’aiuto e la solidarizzazione verso le situazioni di difficoltà. Anche la necessità del ritorno alla politica vera, basata sull’informazione, sul confronto e non sulla speculazione aziendale o del singolo, è certamente un modo per dare risposte alle esigenze della collettività.
6) isola ecologica. L’attuazione, finalmente anche a Pontinia, con oltre 20 anni di colpevole ritardo, della raccolta differenziata dei rifiuti solidi e urbani, ha fatto comprendere che si può risparmiare 100 mila euro l’anno solo per il conferimento in discarica, pur avendo raggiunto un insufficiente 20% (rispetto ai limiti di legge, del buon senso, del vivere civile, a quanto effettuato da Comuni della zona, ma anche di altre regioni, Puglia, Campania, Toscana, Marche, Emilia, Veneto, Trentino solo per citarne alcuni) che dovrà diventare almeno il 60%. Ma si possono creare nuovi posti di lavoro e sicuramente migliorare l’ambiente e quindi favorire l’accesso a Pontinia. L’isola ecologica consente ai cittadini di conferire i rifiuti ingombranti in modo civile. L’attuazione dell’isola ecologica fissa consentirà sicuramente informazione e divulgazione.
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione). Verrà finalmente data la risposta ai bisogni sociali della cura, educazione dei bambini fin dai primi mesi di vita, assistendo le famiglie. Ma anche alla necessità di fare movimento in sicurezza, prevenendo e curando malattie di vario genere con il nuoto. Con il cinema sarà data la risposta alla richiesta di giovani e famiglie che devono recarsi fuori comune o provincia. Il tutto con piccoli esercizi per la ristorazione e la consumazione. Individuare un sito per l’asilo nido consentirebbe di usufruire dei finanziamenti pubblici in materia, finora andati perduti a causa della mancanza di tale sito.
Descrizione delle proposte
proposta “A” (utilizzando la sola area di proprietà del Comune di Pontinia, vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature. Area di circa mq 1.200 al piano terra e dal primo piano.
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili, formazione e informazione in merito alla sicurezza sul lavoro. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici. Area di circa mq 100 al piano terra, con servizi. All’interno di questa area vi sono anche internet point e supporti multimediali per la proiezione di cineforum con idonea videoteca con cd e dvd.
6) isola ecologica. Area all’aperto di circa mq 500.
Tutte la costruzioni saranno eseguite con idonea coibentazione per consentire il risparmio energetico, l’acqua calda verrebbe prodotta con pannelli solari, tutti gli impianti idrici saranno con risparmio e recupero dell’acqua.
Anche le acque meteoriche saranno interamente convogliate e recuperate.
In questo modo sarà notevolmente ridotto il quantitativo di apporto al depuratore comunale che, come è noto, è ormai al limite della sua capacità depurativa.
All’esterno dell’area sono organizzati marciapiedi e parcheggi tutti coperti per agevolare i clienti e i fruitori dell’area, per migliorarne la vivibilità. Tali coperture, insieme alla copertura dei fabbricati, sarà costituita da pannelli per la produzione di energia fotovoltaica, per una capacità di produzione di energia elettrica di circa 500 kw. La stessa copertura potrebbe essere utilizzata, per esempio, anche in particolari occasioni per ospitare stand per eventuali manifestazioni anche periodiche.
I pannelli verticali rappresenterebbero un percorso storico della nostra città con immagini e dati.
E’ noto che la conoscenza della storia ci fa capire meglio il nostro contesto e l’evitare di ripetersi errori anche per la mancanza della conoscenza della stessa storia.
Lungo lo stesso percorso alcune riproduzioni (sculture, plastici) rappresenteranno luoghi e fabbricati della bonifica.
L’intervento può essere finanziato per il 75% dai vari Enti (provincia, Regione Lazio, Comunità Europea) partecipando ai vari bandi in materia di energia intelligente naturale e rinnovabile, di cui si allega l’ultimo oggi aperto.
Altri finanziamenti sono previsti per i luoghi di commercio naturali, per gli asili nido, per l’imprenditoria giovanile e per l’aggregazione.
L’intervento così proposto può essere realizzato con la cantierizzazione antro il 31 dicembre 2011 ed essere terminato nel periodo giugno – dicembre 2012.
Le varie attività prevedono 10 posti di lavoro nella progettazione, studio di fattibilità per circa 1 mese, 150 posti di lavoro tra aziende sul posto, fornitori, trasportatori, direzione lavori, sorveglianza, sicurezza per circa 6 mesi di lavoro. Una volta terminata la struttura può garantire 50 posti di lavoro continuato.
Come detto tale realizzazione virtuosa porterebbe all’indotto e a nuovi posti di lavoro.
proposta “B” (utilizzando tutta l’area ex stabilimento Hilme e le particelle 209, 210, 329, 330 vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, formazione e informazione in merito alla sicurezza del lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Questa proposta consentirebbe, rispetto alla proposta “A”, spazi più ampi per quasi tutte le attività proposte, una migliore disposizione e alcune attività comunque importanti e necessari per la crescita comunitaria (asilo nido, piscina).
Di contro avrebbe alcune controindicazioni.
Dovendo intervenire su area privata o si procede con l’esproprio che potrebbe avere costi importanti, oppure con una convenzione in modo di consentire, da un lato, un guadagno alla parte privata e dall’altro un interesse collettivo calmierando i prezzi (di vendita o di affitto).
Le attività previste nella parte privata avrebbero, di conseguenza, tempi più lunghi di realizzazione.
Rimane evidente la necessità urbanistica di creare, anche nel tempo in questa area privata, come in quella delle altre aree industriali cittadine, delle quali oggi nessuna è più attiva, un continuo con l’idea di città di città moderna al servizio dei cittadini.
Quindi si dovrebbe comunque procedere con apposita variante urbanistica indicandovi area di servizi.
Sulla parte di proprietà comunale resterebbero comunque le attività dei punti
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, formazione e informazione sulla sicurezza del lavoro;
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica.
Sarebbero comunque realizzabili i percorsi esterni e la produzione di energia naturale e rinnovabili come rappresentati nella proposta “A”.
Queste sarebbero finanziabili e cantierabili con le stesse modalità di cui alla proposta “A”.
Proposta “C” (ipotesi di sopraelevazione dei fabbricati siti nell’area di proprietà del comune di Pontinia, nel caso le necessità siano quelle della proposta “B” che non si intende perseguire)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Per attuare questa proposta, utilizzando solo la proprietà del comune di Pontinia, questa viene sfruttata in altezza, elevando un corpo di fabbrica di 3 piani, occupando la stessa area di sedime attuale.
Questa versione consentirebbe la realizzazione a stati di avanzamento anche partendo dal piano terra dove ubicare le iniziative ritenute prioritarie.
In questo caso i tempi di cantierizzazione, almeno per il piano terra, sono gli stessi della proposta “A”, gli altri da predisporre.
I posti di lavoro, per l’intero intervento, ovviamente sarebbero triplicati.
Ringraziando per l’attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 31 gennaio 2011 Pontinia Ecologia e Territorio Giorgio Libralato
Oggetto: proposta modifica ex area industriale “Hilme”
Apprendendo, da il quotidiano La Provincia del 26 gennaio 2011, che il 1 febbraio ci sarà un incontro pubblico con consiglieri comunali e associazioni, per discutere le modifiche all’ex area industriale della ditta “Hilme”, ad integrazione delle precedenti comunicazioni sullo stesso argomento, ribadendo la richiesta di passare alla progettazione di massima con un concorso pubblico (per dare modo a tutti coloro che hanno idee valide, progressiste e che finora non le hanno potute esprimere, perdendo occasioni importanti per migliorare la nostra città) o con un appalto concorso, si inviano le presenti proposte che si prega esaminare:
proposta “A” (utilizzando la sola area di proprietà del Comune di Pontinia, vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica.
proposta “B” (utilizzando tutta l’area ex stabilimento Hilme e le particelle 209, 210, 329, 330 vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Proposta “C” (ipotesi di sopraelevazione dei fabbricati siti nell’area di proprietà del comune di Pontinia, nel caso le necessità siano quelle della proposta “B” che non si intende perseguire)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Premessa
I fabbricati industriali presenti nel centro abitato non sono compatibili con lo stesso per una serie di motivazioni: le emissioni, il traffico (di mezzi leggeri, ma soprattutto di mezzi pesanti in entrata ed uscita), gli spazi e l’attuale previsione di apposite aree industriali.
La programmazione territoriale, per uno sviluppo ordinato, parte dai piani regolatori urbanistico, commerciale (conseguente a quello urbanistico), energetico.
Alcuni documenti e decisioni qualificanti dell’amministrazione comunale troveranno, per coerenza amministrativa e di programmazione, attuazione nella decisione e nella deliberazione delle attività produttive, di difesa e valorizzazione dell’agricoltura di qualità, anche con la diminuzione delle emissioni in atmosfera e quindi contro gli impianti incompatibili con il territorio e con le decisioni qualificanti di cui sopra.
Quindi la gestione diretta del ciclo dell’acqua che deve essere tolto alla speculazione e mercificazione, la sostituzione degli impianti energetici con emissioni gravosi, la progressiva diminuzione del traffico privato.
La lotta alla disoccupazione e al degrado sociale, con la prevenzione ai fenomeni malavitosi, parte dalla cultura, dalla socializzazione, dalla solidarietà, la condivisione ricreando il tessuto della microeconomia nei vari settori: commerciale, consulenza, servizi, trasformazione, artigianale ed agricolo.
Questa forte scelta sociale di crescita e miglioramento si basa, quindi, sul ritorno alle piccole superfici commerciali, con il controllo diretto della qualità, contro la grande distribuzione e i pericoli di fenomeni malavitosi che si stanno progressivamente avvicinando anche al nostro territorio.
Anche la necessità di formare nuove figure professionale in materia di sicurezza del lavoro, considerati i 2 incidenti mortali nel territorio comunale nel 2010 e il triste andamento in provincia, ma soprattutto l’esigenza di sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori deve trovare una risposta in corsi professionali.
Il miglioramento sociale si deve quindi basare sulle nuove tecnologie, sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, sul contrasto all’abbandono di rifiuti in varie zone del territorio comunale anche pregiato, più volte denunciate (vasca di espansione dei Laghi del Vescovo – Gricilli, la sorgente Fontana di Muro, lungo e dentro i corsi d’acqua: Ufente, Linea, idrovore di Mazzocchio).
Ma anche sui servizi sociali quali l’asilo nido per consentire alle famiglie nella fase più delicata, ma anche attività sportive quali il nuoto, oggi necessarie per prevenire e curare la crescente percentuale di malattie dell’apparato respiratorio a causa del forte inquinamento, ma anche del cuore e di riabilitazione a causa di incidenti, in particolare stradali a causa delle pessime condizioni.
Le proposte che seguono sono quindi pensate per far diventare Pontinia un comune moderno, evoluto, intelligente, sensibile coniugando risparmio economico, riduzione delle emissioni, quindi delle malattie, miglioramento ambientale, della vivibilità con attenzione alle famiglie e alle classi sociali più deboli.
Inoltre si creano posti di lavoro che ne creano altri con un indotto sostenibile.
Da questo breve esame nasce evidente l’esigenza delle attività individuate e proposte:
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali. Già oggi le aziende agricole possono vendere i loro prodotti anche trasformati ma la frantumazione e la scarsa conoscenza non consentono una adeguata valorizzazione soprattutto da parte di persone provenienti da fuori comune. Una struttura dove le varie aziende possono esporre e vendere i loro prodotti oltre a migliorare l’offerta, consentendo l’acquisto direttamente nel centro abitato e anche il riconoscimento del giusto prezzo ai produttori. Inoltre la vicinanza dei vari produttori in un luogo dove gli stessi possono informarsi reciprocamente in una struttura che possa monitorare costantemente l’evoluzione del mondo agricolo. Potrebbero quindi nascere ed esplicitarsi progetti di PSR, di consorzio e di sensibilizzazione per ridurre i costi di gestione (energetici, materie prime, ecc.).
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature. Uno dei maggiori disagi per i ragazzi di Pontinia consiste nel tempo perso con un trasporto pubblico di basso livello che ogni giorno può essere quantificato in 2 ore (tra andata e ritorno) con vari disagi. Questo tempo perso a causa del basso livello civile può essere guadagnato in altre attività sociali ed educative con un istituto nel centro abitato.
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, nonché in materia di sicurezza del lavoro. La nostra provincia perde ogni anno migliaia di posti di lavoro anche a causa della peggior classe dirigente che rinuncia a nuove aziende e posti di lavoro. Questa tendenza negativa può essere ribaltata adottando le energie naturali e rinnovabili e le nuove tecnologie che potrebbero consentire, ogni anno nella nostra provincia di alcune migliaia di nuovi posti di lavoro, centinaia nel nostro comune. Esperienze già realizzate da amministratori ed aziende sicuramente intelligenti ed attenti. Questo centro di studio oltre ad informare e formare nuovi lavoratori sarebbe importante anche per la divulgazione e l’informazione per clienti (privati, aziende, enti). In questo modo non succederà, come nel recente passato, la perdita di opportunità per partecipare ai bandi di finanziamento pubblico per passare all’energia naturale e rinnovabile. Anche l’illuminazione pubblica dovrà diventare con sistemi moderni e di risparmio energetico consentendo da una parte il notevole risparmio economico per la collettività e dall’altra la nascita di nuovi posti di lavoro. Purtroppo sempre di attualità la prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro da attuare anche con la qualificazione del personale (imprenditori, dipendenti, liberi professionisti) e con appositi corsi di aggiornamento e sensibilizzazione, creando e formando nuove figure professionali.
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili. La prima conseguenza del punto 3 è l’applicazione diretta con un laboratorio per la produzione di materiale ed impianti.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici. Il modo migliorare per contrastare la criminalità, il degrado sociale è sicuramente la cultura, lo svago indirizzato in modo civile, l’aiuto e la solidarizzazione verso le situazioni di difficoltà. Anche la necessità del ritorno alla politica vera, basata sull’informazione, sul confronto e non sulla speculazione aziendale o del singolo, è certamente un modo per dare risposte alle esigenze della collettività.
6) isola ecologica. L’attuazione, finalmente anche a Pontinia, con oltre 20 anni di colpevole ritardo, della raccolta differenziata dei rifiuti solidi e urbani, ha fatto comprendere che si può risparmiare 100 mila euro l’anno solo per il conferimento in discarica, pur avendo raggiunto un insufficiente 20% (rispetto ai limiti di legge, del buon senso, del vivere civile, a quanto effettuato da Comuni della zona, ma anche di altre regioni, Puglia, Campania, Toscana, Marche, Emilia, Veneto, Trentino solo per citarne alcuni) che dovrà diventare almeno il 60%. Ma si possono creare nuovi posti di lavoro e sicuramente migliorare l’ambiente e quindi favorire l’accesso a Pontinia. L’isola ecologica consente ai cittadini di conferire i rifiuti ingombranti in modo civile. L’attuazione dell’isola ecologica fissa consentirà sicuramente informazione e divulgazione.
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione). Verrà finalmente data la risposta ai bisogni sociali della cura, educazione dei bambini fin dai primi mesi di vita, assistendo le famiglie. Ma anche alla necessità di fare movimento in sicurezza, prevenendo e curando malattie di vario genere con il nuoto. Con il cinema sarà data la risposta alla richiesta di giovani e famiglie che devono recarsi fuori comune o provincia. Il tutto con piccoli esercizi per la ristorazione e la consumazione. Individuare un sito per l’asilo nido consentirebbe di usufruire dei finanziamenti pubblici in materia, finora andati perduti a causa della mancanza di tale sito.
Descrizione delle proposte
proposta “A” (utilizzando la sola area di proprietà del Comune di Pontinia, vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature. Area di circa mq 1.200 al piano terra e dal primo piano.
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili, formazione e informazione in merito alla sicurezza sul lavoro. Area di circa mq 300 al piano terra con idonei servizi igienici, uffici.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici. Area di circa mq 100 al piano terra, con servizi. All’interno di questa area vi sono anche internet point e supporti multimediali per la proiezione di cineforum con idonea videoteca con cd e dvd.
6) isola ecologica. Area all’aperto di circa mq 500.
Tutte la costruzioni saranno eseguite con idonea coibentazione per consentire il risparmio energetico, l’acqua calda verrebbe prodotta con pannelli solari, tutti gli impianti idrici saranno con risparmio e recupero dell’acqua.
Anche le acque meteoriche saranno interamente convogliate e recuperate.
In questo modo sarà notevolmente ridotto il quantitativo di apporto al depuratore comunale che, come è noto, è ormai al limite della sua capacità depurativa.
All’esterno dell’area sono organizzati marciapiedi e parcheggi tutti coperti per agevolare i clienti e i fruitori dell’area, per migliorarne la vivibilità. Tali coperture, insieme alla copertura dei fabbricati, sarà costituita da pannelli per la produzione di energia fotovoltaica, per una capacità di produzione di energia elettrica di circa 500 kw. La stessa copertura potrebbe essere utilizzata, per esempio, anche in particolari occasioni per ospitare stand per eventuali manifestazioni anche periodiche.
I pannelli verticali rappresenterebbero un percorso storico della nostra città con immagini e dati.
E’ noto che la conoscenza della storia ci fa capire meglio il nostro contesto e l’evitare di ripetersi errori anche per la mancanza della conoscenza della stessa storia.
Lungo lo stesso percorso alcune riproduzioni (sculture, plastici) rappresenteranno luoghi e fabbricati della bonifica.
L’intervento può essere finanziato per il 75% dai vari Enti (provincia, Regione Lazio, Comunità Europea) partecipando ai vari bandi in materia di energia intelligente naturale e rinnovabile, di cui si allega l’ultimo oggi aperto.
Altri finanziamenti sono previsti per i luoghi di commercio naturali, per gli asili nido, per l’imprenditoria giovanile e per l’aggregazione.
L’intervento così proposto può essere realizzato con la cantierizzazione antro il 31 dicembre 2011 ed essere terminato nel periodo giugno – dicembre 2012.
Le varie attività prevedono 10 posti di lavoro nella progettazione, studio di fattibilità per circa 1 mese, 150 posti di lavoro tra aziende sul posto, fornitori, trasportatori, direzione lavori, sorveglianza, sicurezza per circa 6 mesi di lavoro. Una volta terminata la struttura può garantire 50 posti di lavoro continuato.
Come detto tale realizzazione virtuosa porterebbe all’indotto e a nuovi posti di lavoro.
proposta “B” (utilizzando tutta l’area ex stabilimento Hilme e le particelle 209, 210, 329, 330 vedere allegato elaborato grafico)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, formazione e informazione in merito alla sicurezza del lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Questa proposta consentirebbe, rispetto alla proposta “A”, spazi più ampi per quasi tutte le attività proposte, una migliore disposizione e alcune attività comunque importanti e necessari per la crescita comunitaria (asilo nido, piscina).
Di contro avrebbe alcune controindicazioni.
Dovendo intervenire su area privata o si procede con l’esproprio che potrebbe avere costi importanti, oppure con una convenzione in modo di consentire, da un lato, un guadagno alla parte privata e dall’altro un interesse collettivo calmierando i prezzi (di vendita o di affitto).
Le attività previste nella parte privata avrebbero, di conseguenza, tempi più lunghi di realizzazione.
Rimane evidente la necessità urbanistica di creare, anche nel tempo in questa area privata, come in quella delle altre aree industriali cittadine, delle quali oggi nessuna è più attiva, un continuo con l’idea di città di città moderna al servizio dei cittadini.
Quindi si dovrebbe comunque procedere con apposita variante urbanistica indicandovi area di servizi.
Sulla parte di proprietà comunale resterebbero comunque le attività dei punti
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili, formazione e informazione sulla sicurezza del lavoro;
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica.
Sarebbero comunque realizzabili i percorsi esterni e la produzione di energia naturale e rinnovabili come rappresentati nella proposta “A”.
Queste sarebbero finanziabili e cantierabili con le stesse modalità di cui alla proposta “A”.
Proposta “C” (ipotesi di sopraelevazione dei fabbricati siti nell’area di proprietà del comune di Pontinia, nel caso le necessità siano quelle della proposta “B” che non si intende perseguire)
1) un’area di vendita dei prodotti agricoli direttamente da parte dei produttori comunali;
2) dieci classi (una per anno scolastico) del liceo, o comunque della scuola media superiore, oltre ai relativi servizi e attrezzature;
3) un centro di studio, tecnico ed economico, per favorire le energie naturali e rinnovabili e aggiornamento, qualificazione professionale in materia di sicurezza sul lavoro;
4) un laboratorio artigianale di produzione di impianti energetici e rinnovabili.
5) un luogo di aggregazione per i giovani, le associazioni, incontri e dibattiti pubblici.
6) isola ecologica;
7) fabbricato per attività sociali e ricreative (asilo nido, piscina coperta, cinema, ristorazione).
Per attuare questa proposta, utilizzando solo la proprietà del comune di Pontinia, questa viene sfruttata in altezza, elevando un corpo di fabbrica di 3 piani, occupando la stessa area di sedime attuale.
Questa versione consentirebbe la realizzazione a stati di avanzamento anche partendo dal piano terra dove ubicare le iniziative ritenute prioritarie.
In questo caso i tempi di cantierizzazione, almeno per il piano terra, sono gli stessi della proposta “A”, gli altri da predisporre.
I posti di lavoro, per l’intero intervento, ovviamente sarebbero triplicati.
Ringraziando per l’attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 31 gennaio 2011 Pontinia Ecologia e Territorio Giorgio Libralato
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