domenica 2 agosto 2015

autostrada inutile e devastante Roma Latina cara al sistema Incalza Lupi appalto assegnato entro il 30 settembre


arrivano da Terracina i rifiuti di San Felice Circeo, ecco un modo per aumentare la differenziata in un comune e aumentare i costi nei comuni limitrofi

Latina Editoriale Oggi

Sabaudia meno trasferimenti di soldi dallo stato bilancio in affanno, sarà per questo che puniscono gli imprenditori che potevano aumentare gli incassi erariali?A San Felice Circeo i rifiuti dal comune di Terracina, come aumentare i dati della differenziata...

da Latina Editoriale Oggi

beni confiscati record pontino

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Moscardelli 2004 alla manifestazione contro l'autostrada Roma Latina: opera inutile e devastante. Poi caldo e appalti, nel 2015 la certezza di Moscardelli la Roma Latina si farà. Quando, come e perché? gli elettori del pd continuano a dare retta a chi devasta il territorio


Bonifica, Ilva quasi fuorilegge: “Non rispettati i tempi” 31LUGLIO Scaduti i termini per realizzare l’80% del piano ambientale - Vendita a rischio L’azienda: “Tutto fatto” L’Arpa Puglia, però, contesta i calcoli I Verdi: “Sono al 65%” -

SALVATAGGIO MONTI L’AIA PER DECRETO Nel 2012 la magistratura di Ta- ranto aveva sequestrato gli im- pianti dell’Ilva: troppo inqui- nanti, stavano uccidendo i ta- rantini (molteplici le evidenze scientifiche). Il governo Monti, a dicembre, intervenne allora per decreto per tenere aperta la fabbrica: l’Autorizzazione inte- grata Ambientale (Aia) divenne legge dello Stato DLO SCONTO DEL 20% LA LEGGE DI RENZI A gennaio 2015 il governo ema- na l’ottava legge Salva-Ilva: concede più tempo all’azienda per il risanamento ambientale, sottrae la proprietà ai Riva at- traverso la creazione di una ne- wco pubblica e ne pianifica la vendita. Il piano s’intende ap- provato se l’Aia sarà completa- ta all’80% entro luglio 2015 DANCORA TUMORI 25MILA A RISCHIO Per Arpa Puglia, anche con Aia applicata al 100% i tarantini a rischio tumori restano 12.500, mentre con una realizzazione parziale la cifra sale a 25mila


Da Pescara alle Marche La città del Vate tra modernità e conti in rosso, poi si risale verso banche collassate e fumi cancerogeni. I veleni di Falconara.

“MAGGIOR CRAC DOPO CALVI E SINDONA” Lo ammettono gli stessi amministratori di Banca Marche che chiedono però la restituzione di 280 milioni
“HO IL LINFOMA DI HODGKIN” Al l’ombra della raffineria Api, Alessia racconta: “P rima d ell’ospedale non avevo mai pensato all’aria che respiravo”

l'imprenditore Berardi di Latina all'inferno e ritorno "scaricato in Africa da Italia e Vaticano"


Energia, la grande guerra delle poltrone. E il Pd esce sempre vincitore

Il governo voleva affidare a un commissario il Gestore dei servizi elettrici e la Sogin (nucleare). E invece ha scelto un nuovo ad per il Gse, sempre meno utile
L’idea sembrava sensata e girava da mesi: accorpare due società pubbliche in declino e affidarle a un commissario, risparmiando costi e poltrone e facendo fuori qualche nemico politico. Al governo ragionavano sull’ipotesi di affidare alla dirigente del ministero dello Sviluppo economico Sara Romano la Sogin, controllata del Tesoro che si occupa di gestire l’eredità del nucleare italiano, e ilGse, il Gestore dei servizi energetici che amministra gli incentivi alle rinnovabili, in contrazione di anno in anno dopo la pioggia di miliardi dell’ultimo decennio. Con questa mossa Matteo Renzi si sarebbe liberato in un solo colpo di Nando Pasquali, storico ad del Gse considerato vicino a Gianni Letta, e dei due vertici diSogin, Fabrizio Casale (ad) e Giuseppe Zollino (presidente), nominati dall’altro Letta, Enrico, quando era premier.
E invece no: a sorpresa la Sogin continua per la sua strada, in attesa del famoso deposito unico nazionale delle scorie che nessun politico vuole davvero, e il Gse ha un nuovo amministratore delegato con pieni poteri, al posto di Pasquali, arrivato a fine mandato. Si chiamaFrancesco Sperandini, da quasi due anni era al Gse in una posizione importante, direttore della divisione operativa. Sperandini ha lavorato quindici anni in Acea, l’enorme multiutility controllata dal Comune di Roma di cui è socio importante l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Ai tempi di Acea, Sperandini era legato all’allora capo della finanza, quell’Andrea Mangoni, oggi nel cda di Fincantieri, che è sui giornali in questi giorni per essere finito sotto inchiesta in quanto ex ad di Sorgenia (indagato nell’inchiesta sul presunto disastro ambientale di Tirreno Power, centrale che era controllata da Sorgenia).
Come Mangoni, Sperandini è un manager di area Pd: in Acea lo ricordano tra gli animatori del circolo interno all’azienda (sì, a Roma, c’è un circolo Pd dentro l’Acea) e anche per il congedo dalla società. Una storia ricostruita in dettaglio dal Sole 24 Ore nel novembre 2014: nel 2010 Acea eroga 2,5 milioni di prestiti a Sienergia, una joint venture costituita con il Comune di Perugia(una curiosa alleanza). Con 1,7 milioni di quei due milioni e mezzo, Sienergia compra la quota di controllo – il 51% per la precisione – di Sienergy Project, altra società che contiene un impianto di teleriscaldamento a Perugia. Otto mesi dopo Gaia, l’azienda titolare dell’altro 49%, vende il 10 per cento di Sienergy a una terza società, la I3G per 150mila euro.
Eppure, se Sienergy valeva sempre uguale, I3G avrebbe dovuto pagare 330 mila euro. Quindi o era troppo alto il primo prezzo, o troppo basso il secondo. La I3G, la società che sembra aver comprato a un prezzo scontato, era di Luca Di Carlo, l’amministratore delegato di Sienergia quando venne proposto per la prima volta in cda l’investimento, e di sua madre Venera Musumeci. Francesco Sperandini era anche lui nel cda diSienergia, in rappresentanza proprio di Acea. Poi Sienergia è fallita e non ha mai rimborsato i 2,5 milioni avuti in prestito da Roma.
Tutto questo è rilevante perché, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, l’ad di Acea Paolo Gallo (succeduto a Mario Staderini, al comando ai tempi dell’azione Sinergia) stava valutando un’azione di responsabilità nei confronti di Sperandini. Che lascia Acea nell’ottobre 2013, pochi mesi dopo la nomina di Gallo come ad. L’azione di responsabilità, per chiedere conto a Sperandini di quella strana operazione umbra e dei 2,5 milioni spariti, sarebbe probabilmente arrivata a compimento, ma poco più di un anno fa il sindaco di Roma, Ignazio Marino, decide di licenziare Gallo. E chi arriva? Alberto Irace, perfetto per la nuova stagione renziana (in quell’epoca i rapporti tra Campidoglio e palazzo Chigi erano migliori): ex ad della toscana Publiacqua, amico del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, anche lei a suo tempo nel cda di Publiacqua. Irace non dà seguito all’azione di responsabilità e così, senza strascichi, Sperandini può essere promosso alla guida del Gse, facendo dimenticare anche che uno dei suoi amici politici importanti era l’ex presidente del Consiglio comunale romano Mirko Coratti, poi arrestato nell’inchiesta Mafia Capitale .
Tenere la politica lontana dalla gestione dell’energia sembra impossibile. Anche gli altri due candidati interni del Gse avevano le loro sponde politiche: Massimo Ricci, guida il Gestore del mercato elettrico, una controllata del Gse che è sempre stata al centro delle attenzioni dell’Udc e in particolare di Lorenzo Cesa. Il terzo aspirante, Paolo Vigevano, amministratore delegato dell’Acquirente unico (altra controllata Gse), è considerato anche lui in buoni rapporti col Pd, lato Pier Luigi Bersani.
Ma se questi manager possono rivendicare comunque curricula coerenti con le ambizioni ed esperienza nel settore, c’è un altro segnale che indica un eccesso di influenza politica: il Gse è sempre meno rilevante, i programmi di incentivi iniziano a scemare, ma i dipendenti non smettono di crescere. Erano 1.076 a fine 2011 e sono lievitati a 1.186 nel 2012 e 1.277 nel 2013. Il Movimento Cinque Stelle, col deputato Andrea Vallascas, ha presentato un’interrogazione parlamentare dopo gli articoli di La Notizia Giornale sui tanti “figli e parenti di” tra gli assunti al Gse: “Tra gli altri, vi operano la figlia del consigliere diplomatico del ministro Guidi, il figlio del consigliere del Quirinale per la conservazione del patrimonio artistico, la figlia di una storica segretaria di Bersani, vari parenti di deputati di Forza Italia vicini a Berlusconi”. Il ministero ha risposto che le regole sulla privacy impediscono di indagare sulle famiglie degli assunti che, comunque, superano una selezione “attenta e trasparente”, assicura il Gse nel bilancio. Chissà se nella gestione Sperandini i dipendenti inizieranno a diminuire invece che aumentare.
da Il Fatto Quotidiano del 29 luglio 2015 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/02/energia-la-grande-guerra-delle-poltrone-e-il-pd-vince-sempre/1924277/

Fiumicino, stesso rogo in pineta e stesso black-out in pista pure nel 2006

Dal 1997 almeno 5 incendi gravi nello stessa boscaglia accanto allo scalo. Mercoledì le fiamme divampate da un immondezzaio in una zona con attorno diverse discariche abusive

di Alessandro Fulloni

Tutti gli interventi dei pompieri a Coccia di Morto

L’incendio della pineta di Coccia di Morto a una manciata di metri dalla pista di Fiumicino? Stando a quel che emerge dall'archivio del Corriere della Sera quel rogo che ha paralizzato lo scalo per due ore, in passato ha avuto almeno cinque precedenti raccontati dalle cronache. Quasi le stesse, le parole lette in quei vecchi articoli. «Fiamme pericolosissime vicino alle case e a un distributore di benzina...». L’episodio più lontano risale al 15 giugno 1997. Il più recente è dell'11 settembre 2010. Almeno in un'altra occasione - era il 20 giugno 2006 - i voli vennero bloccati per circa un'ora a causa dell'altissima coltre di fumo che impediva la visibilità ai piloti. Un'altra volta le fiamme furono originate da razzi lanciati da un piromane. In un altro caso non ci fu lo stop dei voli solo perché il vento tirava in direzione opposta - verso il mare quindi - rispetto a mercoledì. Senza contare il tema rifiuti: mercoledì gli investigatori hanno detto che le fiamme sarebbero divampate da un cumulo di spazzatura. E appunto: ancora l’archivio del Corriere racconta di come accada di frequente che attorno allo scalo venga gettata immondizia in vere e proprie discariche abusive. Mentre il verde Angelo Bonelli segnala «carenza di prevenzione» e chiede dove sia «il piano incendi aeroportuale» vediamo di seguito quel che è successo in passato. Storie «fotocopia» di quanto è accaduto mercoledì, con lo stop dei voli al Leonardo da Vinci. Almeno in apparenza, più incuria e sciatteria che dolo. http://roma.corriere.it/cronaca/cards/fiumicino-stesso-rogo-pineta-stesso-black-out-pista-pure-2006/tutti-interventi-pompieri-coccia-morto_principale.shtml?fb_ref=Default
Via Coccia di Morto, la strada che costeggia l’aeroporto (Ansa) Via Coccia di Morto, la strada che costeggia l’aeroporto (Ansa)
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Ilva: Bonelli - Verdi - Non raggiunto 80% delle prescrizioni del piano ambientale

UNA NUOVA SHOAH CONTRO POPOLAZIONE TARANTINA:12.500-25.000 PERSONE A RISCHIO TUMORE SECONDO VALUTAZIONE DANNO SANITARIO.

“Il piano ambientale dell’Ilva, che prevedeva che entro la data del 31 luglio prevista dal DL 1/2015 doveva aver attuato l’80% dalle prescrizioni ambientali previste dall’AIA, non è stato rispettato.” Lo dichiara il coportavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. “Questa nostra valutazione, avviene dopo un continuo monitoraggio anche degli atti di Ispra e Arpa. Ora attendiamo – continua il leader dei Verdi- la certificazione finale di Ispra e Arpa Puglia ma siamo convinti che confermeranno quanto da noi affermato e nonostante i numerosi decreti Salva Ilva che hanno ridotto del 20% il numero delle prescrizioni da attuare, Ilva non supera il 65% delle prescrizioni ambientali.
”
“Ilva dichiara di aver raggiunto 80% delle prescrizioni ambientali frammentando una prescrizione in una, due o tre. E’ un’inammissibile furbata – denuncia l’esponente ecologista “ perché le prescrizioni sono previste come uniche dal Piano ambientale ai fini della valutazione finale sul numero delle  prescrizioni per il raggiungimento dell’80%.

“Ricordo che la valutazione del danno sanitario su Taranto ha valutato che con le prescrizioni AIA completamente attuate, e non è il caso attuale, considerati i numerosi decreti, sarebbero a rischio tumore 12.500 cittadini di Taranto. Non smetteremo mai di gridare – conclude Bonelli-  contro la nuova Shoah che si sta realizzando contro la popolazione tarantina, bisogna aprire la strada ad un nuovo sviluppo che dica basta all’economia dei veleni per dire si all’economia della vita come hanno fatto a Bilbao o Pittsburgh.”

Scheda:

Dal nostro monitoraggio non risultano attuate le prescrizioni più significative come: 1)la chiusura completa di nastri trasportatori e cadute materiali; 2) installazione del sistema a cappe mobili nell'area Grf (gestione rottami ferrosi);3) lo smantellamento dell'altoforno; 4) con bonifica e ripristino ambientale dell'area; 5)l'installazione di nuovi filtri di aspirazione a tessuto nell'area dell'agglomerato; 6) prescrizione n. 70.b: installazione di un nuovo filtro a tessuto a servizio dei convertitori ACC/1.
7) captazione dei fumi dal tetto dell’acciaieria; 8) copertura parchi primari 9) copertura parchi grf ; 10) smantellamento , demolizione e bonifica Afo3 ; 11) prescrizione n.16. h-70.c.: installazione di sistemi a cappe mobili area GRF;
12) Alla luce di quanto accaduto ad Afo 2 con la drammatica morte di Alessandro Morricella  la prescrizione UA18 «inerente il livello di conformità del sistema di gestione per la prevenzione degli incidenti rilevanti (data da Ilva come “attuata”) non può ritenersi attuata.

13) la corretta gestione delle acque meteoriche/di processo/scarichi idrici industriali e dei rifiuti;

14) prescrizione n. 16.a: fermata AFO/1  e riavvio dell’impianto previo adeguamenti (condensazione vapori loppa, depolverazione campo di colata, depolverazione stock house;

A queste prescrizioni ne vanno aggiunte altre 15. 
http://retejonicambientale.blogspot.it/2015/08/ilva-bonelli-verdi-non-raggiunto-80.html

I Verdi denunciano che l’I lva è in ritardo sulle bonifiche: vendita e salute sono a rischio. Il governo darà la colpa ai g iu d ic i anche di questo?


 

SENZA LIMITE Con un trucco i nuovi vertici guadagneranno più di 240.000 euro
Stipendi, la Rai sfonda il tetto Prima di partire per il Giappone Renzi vede Antonio Campo Dall’Orto, ex di La7 e Mtv, ora favorito come Dg. Anche lui potrà prendere oltre 500mila euro perché nella tv pubblica i limiti ai compensi sono durati due giorni: appena li ha introdotti, l’azienda ha emesso titoli di debito quotati e così può approfittare della scappatoia prevista dalla legge sulle società controllate dal Tesoro
Rignano sull’Arno Nel paese di Matteo, il segretario del Pd nei guai per una piscina
 Napoli, il sindaco contro il commissario De Magistris: “Giù le manone dei cementificatori da Bagnoli”
LE PROMESSE TRADITE Dalle Unioni civili al depistaggio le leggi annunciate e poi disperse
G E N OV E S E L’ex deputato dem: il mio arresto serviva per le Europee “Azzollini salvato, io sacrificato Renzi è un bullo populista” p “Mister 20mila voti” ora ai domiciliari per l’inchiesta sui finanziamenti alla formazione professionale in Sicilia: “Il Senato ha fatto bene con il politico Ncd. Il premier? Non mi sento vittima di un personaggio piccolo piccolo, ma gli opportunisti non durano a lungo”
L'imprenditore Berardi di Latina “Io, scaricato in Africa da governo e Vaticano” Torture, fame, malaria: i 920 giorni di orrore d e l l’imprenditore in una prigione della Guinea Equatoriale: “Mi dissero che non si potevano rovinare i rapporti tra gli Stati”. Il potere del dittatore Obiang
IL 2 AGOSTO DI 35 ANNI FA La strage di Bologna: “Quei cinque minuti mi salvarono la pelle”
da www.ilfatto quotidiano.it

Latina guerra aperta all'abusivismo dei piani, varianti urbanistiche e concessioni illegittime, oltre alla tribuna dello stadio. Nuovi controlli sulla palazzina di via Albinoni, il costruttore si difende, verifiche sugli alloggi sospetti, sgomberate 10 abitazioni a Borgo San Michele. La provincia di Nerone incendi dolosi da nord a sud



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IL GIORNALE DI LATINA
EDIZIONE DEL 2 AGOSTO
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Latina ambiente lo strano caso di Bertuccelli l'imprendibile della spa dei rifiuti. Giovanni di Giorgi sindaco senza fiducia e dimissionato travolto dall'ennesimo scandalo della variante urbanistica per il cantiere di via Piave, ipotizzata la corruzione per la compravendita della casa ma adesso dovrà decidere il procuratore De Gasperis, per gli altri 13 indagati il pm ha chiuso l'inchiesta. Ancora incidenti stradali e in mare, maxi rogo in zona industriale anche a Cisterna ettari di sterpaglie in fiamme



La prima pagina di oggi
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LE PROMESSE NON MANTENUTE DALLA POLITICA Dalle unioni civili allo ius soli, dal conflitto di interessi al depistaggio tutte le leggi annunciate a gran voce ma mai portate a termine degli ultimi governi

Di Carlo Di Foggia e Marco Palombi,con i commenti di Carlo Verdone, Gianfranco Pasquino,Carlo Freccero e Tobias Piller
L’editoriale di Marco Travaglio
IL NUOVO PADRONE DELLE FERRIERE SPIEGATO DA PD E FILIPPO TADDEI. La rubrica di Marco Palombi
GRANDI OPERE – A FIRENZE PROFESSORI CONTRO IL NUOVO SCALO: “TROPPO RISCHIOSO”Le 300 pagine del dossier depositato al Ministero dell’Ambiente rappresentano un macigno sull’ampliamento dell’aeroporto di Firenze che sta tanto a cuore a chi comanda in Toscana e al premierMatteo Renzi. Un’opera da oltre 250 milioni (50 in arrivo con lo Sblocca Italia, ma se non si parte subito rischiano di saltare). Di Ferruccio Sansa
IL CASO – ALL’ASILO MONTECITORIO: SENZA GIOCHI (E SENZA BAMBINI)Lo spazio per i figli dei parlamentari inaugurato lo scorso maggio è deserto. Regole, personale e orari: la conciliazione non funziona neanche qui. Di Paola Zanca
L’INTERVISTA – DE MAGISTRIS “RENZI FA GLI INTERESSI DEI POTERI FORTI E DEL CEMENTO”
Luca de Carolis ha intervistato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
ILVA, LA SAGA INFINITALa saga dell’Ilva di Taranto non è finita, al contrario si sta arricchendo di un nuovo capitolo. Il 31 luglio è infatti scaduto il termine per la società (guidata dal commissario governativo Piero Gnudi) entro cui portare a termine l’80% delle prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Di Marco Palombi
GRAND TOUR – D’ANNUNZIO, GLI HACKER E I VELENI DI FALCONARAContinua il racconto di Antonello Caporale dell’Italia che dà le spalle al mare. Nella tappa numero 11 si parte da Pescara, per poi attraversare le colline marchigiane, Falconara Marittima e arrivare a Senigallia.
ESCLUSIVO – ALL’INFERNO E RITORNO “SCARICATO IN GUINEA DA GOVERNO E VATICANO”L’intervista esclusiva a Roberto Berardi, imprenditore italiano che in Guinea Equatoriale ha costruito caserme, strade, dighe e ponti. Questa è la sua discesa agli inferi nel carcere africano, rispetto alla quale il governo italiano e il Vaticano, dice, si sono girati dall’altra parte.
25 ANNI DOPO LA STRAGE DI BOLOGNA  – ALL’IMPROVVISO LA BOMBA E QUELLA GENTE DEVASTATA“Il 2 agosto 1980 avevo 26 anni e vivevo a Bologna. Da un anno ero stato assunto come praticante al Guerin Sportivo, con sede a San Lazzaro di Savena […] Il 2 agosto 1980 era sabato e come tutti i sabati avrei dovuto prendere il treno per Piacenza delle 10:50 per tornare a casa”. Di Paolo Ziliani
EMERGENZA MIGRANTI – “LONDRA NON È FORT APACHE. DEVE APRIRE LE PORTE AI MIGRANTI”
Nei giorni in cui l’emergenza migranti a Calais ha toccato il suo picco, Luana de Micco ha intervistato in esclusiva Jerome Vignon, presidente dell’Ossevatorio nazionale della povertà e dell’esclusione sociale francese.
LAGARDE PRESAGIO DI CONDANNA Il commento di Furio Colombo
RENZI COME KOHL E LA BOSCHI NOVELLA MERKEL Il commento di Luca Josi
L’INTERVISTA – UN GIORNO LEONE MI DISSE: “BERLINGUER E ZACCAGNINI VOGLIONO LA MORTE DI MORO” Malcolm Pagani ha intervistato Pasquale Squitieri che ci ha raccontato di un film ancora senza produzione, di un incidente e della perdita del vitalizio.
I DISEGNI DI DISEGNI Come ogni domenica la pagina dedicata alle  strisce di Stefano Disegni. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/01/il-fatto-in-edicola-domenica-2-agosto-le-promesse-non-mantenute-dalla-politica/1927634/