venerdì 23 ottobre 2026

Acque italiane, l’inquinamento invisibile di PFAS, farmaci e microplastiche: l’allarme di Legambiente

 tratto da https://ambientenonsolo.com/acque-italiane-pfas-farmaci-microplastiche-legambiente/

Acque italiane, l’inquinamento invisibile di PFAS, farmaci e microplastiche: l’allarme di Legambiente

All’VIII Forum Acqua presentati nuovi dati sui contaminanti emergenti: oltre 7.500 tonnellate di sostanze rilasciate nelle acque italiane in 17 anni. Uno studio CNR-IRSA rivela che le microplastiche possono favorire l’accumulo di geni associati all’antibiotico-resistenza. Legambiente chiede monitoraggi uniformi, prevenzione e investimenti nella depurazione.

L’inquinamento delle acque italiane non riguarda soltanto le sostanze tradizionalmente monitorate. PFAS, residui di farmaci, pesticidi, microplastiche e altri contaminanti emergenti rappresentano una pressione crescente su fiumi, laghi e falde acquifere, con conseguenze potenziali per gli ecosistemi, la sicurezza idrica e la salute pubblica. Un problema reso ancora più complesso dalla difficoltà di individuare e misurare sostanze presenti anche a concentrazioni molto basse, dalla frammentazione dei sistemi di controllo e dall’insufficienza dei trattamenti convenzionali di depurazione.

È il quadro emerso l’8 ottobre a Roma dall’VIII Forum Acqua di Legambiente, organizzato in collaborazione con Utilitalia, durante il quale sono stati presentati dati ambientali, nuove evidenze scientifiche e sette proposte rivolte al Governo per affrontare un fenomeno che richiede interventi lungo l’intero ciclo dell’acqua.

Tra gli elementi più significativi figura una ricerca condotta dal CNR-IRSA insieme a Legambiente, pubblicata il 1° ottobre 2026 sulla rivista scientifica Microplastics, che documenta una maggiore presenza di geni associati alla resistenza agli antibiotici nei biofilm sviluppati sulle microplastiche rispetto alle comunità microbiche presenti nell’acqua circostante.

Oltre 7.500 tonnellate di sostanze rilasciate nelle acque italiane

Secondo un’elaborazione di Legambiente sui dati del registro europeo E-PRTR, tra il 2007 e il 2023 gli impianti industriali soggetti agli obblighi di comunicazione hanno dichiarato oltre 7.500 tonnellate di sostanze rilasciate direttamente nelle acque italiane, comprendenti metalli, nutrienti, pesticidi e solventi clorurati.


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