tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/09/22/green-deal-dellauto-gli-errori-che-lue-non-puo-permettersi/8134240/
dall'articolo di Francesco Zirpoli: "Il Green deal europeo nasce dopo gli accordi di Parigi sul clima del 2015 per ridurre rapidamente le emissioni climalteranti in Europa. È stato predisposto dalle istituzioni europee tenendo conto delle tecnologie disponibili e per rappresentare, al tempo stesso, un’opportunità di rilancio industriale. Il mutato scenario geopolitico – tra guerre e nuovi dazi – sta però spingendo alcuni grandi attori economici, dalle imprese oil & gas ai produttori di auto, a chiedere un ridimensionamento delle ambizioni ambientali, nella convinzione che ciò possa restituire competitività all’Europa.
La richiesta si concentra sulla modifica del Regolamento che, nel 2023, ha fissato l’obbligo di vendere nell’UE solo auto a emissioni zero allo scarico a partire dal 2035: il cosiddetto phase-out del motore a combustione interna (ICE). Questo Regolamento prevede una riduzione graduale delle emissioni di CO₂, con tappe intermedie al 2025 (scadenza già rinviata di tre anni) e al 2030. Non vieta però la circolazione delle auto endotermiche vendute prima del 2035 e lascia aperte più opzioni tecnologiche per raggiungere l’obiettivo. Oggi i produttori chiedono di consentire la sopravvivenza del motore endotermico attraverso l’uso di carburanti alternativi, come i biofuel (posizione sostenuta dall’Italia), e di motorizzazioni ibride, comprese le versioni plug-in. Ma un passo indietro di questo tipo favorirà davvero consumatori e lavoratori europei?"

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