tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/07/06/ultimatum-del-consiglio-di-stato-a-parigi-9-mesi-per-rispettare-gli-accordi-sul-clima/6252374/
Buona lettura
Ultimatum del Consiglio di Stato a Parigi: 9 mesi per rispettare gli accordi sul clima
di Luana De Micco
L’ultimatum è del Consiglio di Stato: Parigi ha nove mesi di tempo per mettere in pratica “tutte le misure utili” per raggiungere gli obiettivi che si è fissata in termini di riduzione dei gas a effetto serra. Secondo la più alta giurisdizione amministrativa francese, che ha reso nota la sua decisione il primo luglio, se nulla cambia, la Francia infatti non riuscirà a rispettare gli impegni presi proprio nell’ambito degli storici accordi di Parigi del 2015: -40% di emissioni di CO2 entro il 2030 e neutralità carbonica entro il 2050. Il tempo per agire scade esattamente il 31 marzo 2022, data che cade nel pieno della campagna per le presidenziali, fissate per aprile prossimo. Il governo ha risposto che “delle cose sono state fatte”, ma che “dovranno essere completate”.
All’origine di questa decisione – senza precedenti, sottolinea la stampa francese -, è la denuncia sporta nel gennaio 2019 contro lo Stato dalla città di Grande-Synthe, comune di 23 mila abitanti sulla costa atlantica nord, poco lontano da Dunkerque. La città è in prima linea nella lotta contro il riscaldamento climatico e si è dichiarata “città in transizione”, riducendo l’illuminazione pubblica e la presenza delle auto, e favorendo le energie rinnovabili. La località marittima ha visto negli anni aumentare gli episodi di grande caldo e le piogge torrenziali e si sente minacciata dall’innalzamento del livello del mare legato all’aumento delle temperature globali. Per questo ha accusato lo Stato di “inazione climatica”.
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