Sono (quasi) d'accordo (sembra strano per primo a me) con il Direttore di Latina editoriale oggi nel suo articolo editoriale a pagina 7 di oggi, dal titolo: “Sempre bravi a parole, un po’ meno a decidere”. C'è un passaggio, in particolare, che mi ha colpito: “concordano con la necessità di uno scatto culturale attorno al concetto elementare che chi produce rifiuti ha anche il dovere di provvedere al loro smaltimento e auspicabilmente anche al loro riuso laddove è possibile. Ma uno scatto culturale del genere presuppone che i sindaci parlino con i rispettivi cittadini, fino a convincerli del fatto che i nostri sacchetti di immondizia”... Diciamo che per fare lo scatto culturale che io e qualche altro chiediamo da 35 anni in qua (dopo essere stati dileggiati, offesi, emarginati ma questo lo avevamo messo in conto) riteniamo necessario c'è bisogno anche di informazione. Quindi servono Redazioni, Giornalisti professionisti, cioè liberi di scrivere, di raccontare. Facendo solo un passo indietro di qualche settimana fa, dopo l'ennesima brillante operazione giudiziaria, dalla Squadra Mobile di Latina è arrivata la richiesta di collaborazione della società civile per sconfiggere la mafia, le organizzazioni malavitose. Il consenso, come raccontano le inchieste, le organizzazioni deviate, lo costruiscono anche con il potere economico, con le informazioni di comodo, con la mancata opposizione o prevenzione della politica e della società civile. Nel periodo ricordato dal Direttore (gli ultimi 2 mesi) sono stati fatti dei passaggi importanti che qualche Redazioni non ha raccontato come doveva. Finalmente dal Sindaco di Latina, anzi dalla maggioranza in comune è arrivato un atteggiamento di responsabilità forse anche per il cambio all'assessorato, ma sopratutto per un confronto interno corale e aperto. In tanti hanno provato a strumentalizzare l'atteggiamento responsabile di Coletta e della sua maggioranza, Redazioni e parti politiche, anche dando voce ad improbabili comitati e cittadini. Ma quello era l'unico modo e adesso anche il Direttore lo ammette. E' l'unico percorso possibile per arrivare ad una soluzione, quello della condivisione dei territori, partendo dal basso e dalle necessità di cittadini e comuni e non da imprenditori (che magari finanziano o hanno finanziato alcune testate e corrotto, stando alle indagini, dirigenti regionali con decisioni illegittime). E' una responsabilità (e la responsabilità le assumono le persone mature, i soggetti che agiscono solo per il bene comune) che tutti dobbiamo avere in questi pochi giorni che restano per evitare l'ennesima decisione calata dall'alto. Per fare questo, ovviamente, occorre che pseudo associazioni ambientaliste finanziate da imprenditori della monnezza e dell'energia vengano ridimensionati ad essere solo l'espressione di un interesse che non è quello di territori e cittadini. Che gli agitatori di folle (o folli dipende dai casi) vengano abbandonati dai cittadini proprio grazie all'informazione e alla condivisione e che vengano trattati dall'informazione come (non) meritano. Proprio grazie ai recenti arresti, alla divulgazione delle intercettazioni, al cambio di maggioranza alla Pisana c'è l'occasione di programmare per almeno 10 anni indicando un nuovo percorso. Libero, dal basso, condiviso. E' probabile non esista una soluzione ideale (che risponda a tutti i criteri di esclusione e attenzione), questo lo dico da anni e spero di sbagliarmi, quindi vanno adottate le soluzioni meno peggiori, ma consapevoli... Grazie Direttore
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