ricevo dal Comitato residenti Colleferro e pubblico
ATTESA
SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU INCENERITORI DI COLLEFERRO
Il 15 novembre 2018 si è tenuta
l'udienza di appello al Consiglio di Stato sulla questione del
rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA)
all’esercizio degli inceneritori di colle Sughero, promosso dal
Comune di Colleferro e ad adiuvandum da comitati e associazioni di
Colleferro, in qualità di ricorrenti al TAR del Lazio, contro
Regione Lazio, Lazio Ambiente spa, Ministero dell’Ambiente e tutela
del territorio e del mare.
L’udienza si è conclusa con un rinvio
in attesa delle decisioni della Regione sull’utilizzo degli
impianti o sulla loro dismissione.
Infatti, nonostante la recente
Deliberazione d’indirizzo della Giunta regionale (26.10. 2018, n.
614) sulla “Individuazione di soluzioni di riconversione della
tipologia di impiantistica di Lazio Ambiente spa”, manca al momento
il formale atto di rinuncia o revoca e la Regione non ha prodotto -
in sede di udienza - alcun provvedimento in tal senso.
In ogni caso, qualsiasi attività o
riutilizzo del sito di colle Sughero, sottoposto a procedura di
bonifica per la contaminazione da cromo esavalente, dovrà essere
autorizzata dal Ministero dell’Ambiente. E ciò anche nel caso
della vendita di Lazio Ambiente spa, proprietaria dell’immobile.
Il Consiglio di Stato aveva
precedentemente disposto l’acquisizione di ulteriori documenti ed
elementi istruttori e fissato l’udienza al 15 novembre 2018. Il
Comune di Colleferro ed altre associazioni hanno presentato memorie e
prodotto documenti.
In particolare, il Comitato residenti
Colleferro ha depositato la richiesta di VIS (Valutazione di impatto
sanitario), lo specifico parere pro veritate redatto da ISDE, la
diffida alla Regione Lazio, le osservazioni contrarie al rilascio
dell’AIA, l’istanza di riconvocazione della Conferenza dei
servizi, la richiesta di chiusura del procedimento amministrativo di
riesame dell’AIA, la copia del verbale della Conferenza dei Servizi
sulla bonifica di colle Sughero, da cui risulta che la
caratterizzazione del sito dove è stato rinvenuto il cromo
esavalente non è stata mai approvata dal Ministero dell’Ambiente.
A questo punto l’auspicio che
consentirebbe al territorio di chiudere la questione inceneritori –
dove si bruciava il CDR da rifiuto di tutta la Regione, tranne la
provincia di Frosinone - è l’adozione e la pubblicazione da parte
della Regione della revoca dell’AIA, del revamping e l’avvio
delle operazioni di bonifica da parte del Ministero dell’Ambiente.
E chi pagherà la bonifica? Lazio Ambiente spa, ovvero la Regione,
ovvero noi cittadini! Non vale la norma chi inquina paga!
Questo quadro di interventi è però reso
difficoltoso dal procedere incerto e spesso contraddittorio della
Regione che da un lato ha deciso la dismissione degli inceneritori e
dall’altro ha assegnato a Lazio Ambiente spa la progettazione di
un nuovo presidio industriale per eseguire processi di lavorazione ed
estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai TMB. Non meno
contraddittoria la s
La Regione vuole compiacere il territorio
con i termini di “riconversione” e “dismissione” degli
inceneritori e, allo stesso tempo, progetta un nuovo presidio
industriale dedicato al trattamento dei rifiuti urbani da realizzare
sempre a Colleferro e possibilmente nello stesso sito del quartiere
Scalo!
Addirittura questo presidio avrà un
ruolo centrale nel nuovo Piano di gestione dei rifiuti, contro ogni
prevedibile e dichiarata opposizione dell’area vasta della valle
del Sacco, gravata dal “fattore di pressione”! Solo a Colleferro
c’è una elevata concentrazione di fonti inquinanti: discarica,
turbogas, cementificio, cava, Tav, traffico veicolare, autostradale,
ferroviario, fiume Sacco.
Un annuncio politicamente scorretto e
inaccettabile per una comunità che ha lottato tenacemente per la
chiusura degli inceneritori e per rivendicare, attraverso tutte le
battaglie intraprese, il diritto all’autodeterminazione!
Quali iniziativa ha assunto il Comune di
Colleferro per difendere il proprio territorio e pretendere il ruolo
da protagonista e non di ratifica di decisioni altrui?
Infatti, la Deliberazione del 26 ottobre
scorso è un mero atto d’indirizzo, al quale non è neppure
allegato, come previsto, lo studio di fattibilità: è una relazione
che contiene l’aggiornamento del fabbisogno impiantistico
regionale, sulla base dell’attuale situazione e dei prossimi anni.
E’ noto che la Regione non potrà
disporre di un nuovo Piano di Gestione dei rifiuti prima della fine
del 2019 e nel tempo occorrente all’avvio del nuovo polo
industriale (3 anni) deve gestire l’ordinario e far fronte alla
situazione con gli impianti esistenti.
Ugualmente controversa è la decisione
della Regione di provvedere ad uno nuovo bando per la cessione delle
quote di Lazio Ambiente spa entro il 2019, senza alcuna garanzia di
salvaguardia dei livelli occupazionali, addirittura degli stipendi!
La Regione vuole affidare a Lazio
Ambiente spa, invece che al Consorzio Minerva, la realizzazione del
nuovo polo per il trattamento dei rifiuti (FOS, metano, bioful)? Una
strategia economica che contrasta con l’ipotesi della vendita della
società. Chi comprerebbe, un soggetto privato? E cosa comprerebbe?
Un impianto di cui la stessa Commissione europea, nella Comunicazione
del 26 gennaio 2017, prevede esplicitamente la “moratoria”
di nuovi forni, spegnimento di quelli datati e
decommissioning
(spegnimento graduale) di quelli in eccesso?
Gli inceneritori, almeno quelli, sono
fermi, ma è stata riaperta la discarica. Tutto il resto, come nel
porto delle nebbie, cammina e arretra nello stesso momento.
Ina Camilli
Rappresentante Comitato
residenti Colleferro
Colleferro, 23.11.2018
Contrada
Fontana degli Angeli, 00034 Colleferro – Roma
comitato.residenti@libero.it
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