mercoledì 1 aprile 2026

Il decreto salva Bollette diventa “salva carbone”. L’Italia rimanda al 2038 l’uscita (prevista entro il 2025) dal combustibile più inquinante di Luisiana Gaita. Soddisfatta la Lega per l'approvazione del suo emendamento: "Un'importante vittoria". Attaccano Pd e M5s: "Atto irresponsabile e miope che ci riporta indietro di decenni".

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/28/decreto-salva-carbone-phase-out-2038-notizie/8338768/

dall'articolo di Luisiana Gaita: "L’uscita dell’Italia dal carbone viene ufficialmente rimandata al 2038. Lo prevede un emendamento della Lega al decreto Bollette, approvato nel corso dell’esame alla Camera e che qualcuno ha già ribattezzato ‘salva carbone’. E d’altronde la scadenza prevista, quella del 2025, era già saltata. La situazione geopolitica ha fatto il resto, rendendo possibili passaggi istituzionali che, fino a poco tempo fa, sarebbero stati considerati inaccettabili, così come la sola idea di rinviare non di un paio di anni, ma della bellezza di tredici anni una tappa storica della transizione energetica. Così è. Solo gli ultimissimi giorni, tanto per fare qualche esempio, in Giappone il ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria (Meti), ha disposto la sospensione temporanea delle restrizioni operative per le centrali a carbone più datate e meno efficienti, aumentando temporaneamente il ricorso al combustibile più inquinante per un periodo di un anno, a partire dal prossimo mese, mentre il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, intervenendo ad un evento della Frankfurter Allgemeine, ha annunciato che non è remota la possibilità di “mantenere in funzione più a lungo le centrali a carbone esistenti”. Quali assist migliori per il Governo Meloni, pronto a sferrare il colpo di grazia alla transizione energetica. Sono mesi che il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, prepara la strada tra una dichiarazione l’altra. Gongola la Lega. I deputati del Carroccio in commissione Attività produttive, Alberto Gusmeroli (presidente), Giorgia Andreuzza, Andrea Barabotti, Salvatore Di Mattina e Luca Toccalini esprimono “grande soddisfazione per l’approvazione in Commissione Attività Produttive dell’emendamento a prima firma del capogruppo Molinari, riformulato dal governo, sottoscritto da tutti i suoi componenti al Dl Bollette”.

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