Sintesi della petizione n. 1173/2012
La petizione denuncia l'esistenza della discarica di rifiuti solidi urbani di Borgo Montello, che riceverebbe rifiuti senza l'adeguato trattamento meccanico-biologico.
Tale discarica di Borgo Montello sarebbe stata, tra l'altro, il crocevia delle ecomafie tramite l'infiltrazione malavitosa diretta della camorra e nella stessa sono stati identificati, fin dal 1996, fusti di rifiuti tossici nocivi. La bonifica dell'area prevista da molti anni stenta a essere effettuata.
Petizione n. 1173/2012 dichiarata ricevibile l'11 gennaio 2013.
Petizione n. 1173/2012
La Commissione sta seguendo da vicino la situazione dei rifiuti nel Lazio nell'ambito di tre procedure: la procedura d'infrazione 2011/4021, riguardante il trattamento dei rifiuti smaltiti nella discarica di Malagrotta e in altre discariche del Lazio; l'indagine 3075/12/ENVI, riguardante le misure previste nel Lazio per garantire una corretta gestione dei rifiuti dopo la chiusura della discarica di Malagrotta; l'indagine 3585/12/ENVI, volta a garantire che ogni nuova discarica del Lazio rispetti le pertinenti normative dell'UE e, in particolare, la direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente (direttiva VAS)1 e la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (direttiva VIA)2.
Per quanto concerne la discarica di rifiuti urbani di Borgo Montello, che riceverebbe rifiuti senza l'adeguato trattamento meccanico-biologico, la questione è affrontata nel quadro della suddetta procedura d'infrazione 2011/4021.
Quanto allo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi associati ai rifiuti urbani in Italia, la Commissione ha ricevuto diverse denunce, che sta esaminando. Tale questione è stata affrontata in occasione di un recente seminario sulla gestione dei rifiuti urbani nell'Italia centromeridionale. Se la Commissione dovesse ricevere elementi a dimostrazione di violazioni del diritto dell'UE, saranno intraprese le azioni necessarie. Per quanto riguarda in particolare il presunto smaltimento illegale di rifiuti tossici a Borgo Montello, la Commissione osserva inoltre che secondo il firmatario tale questione è attualmente oggetto di indagini avviate dalle autorità giudiziarie italiane.
Conclusioni
La Commissione continuerà a seguire da vicino la situazione concernente la gestione dei rifiuti nel Lazio nell'ambito delle suddette attività in corso.
1 GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
2 GU L 26 del 28.1.2012, pag. 1.
8. Risposta della Commissione (REV) alle petizioni nn. 1173/2012 e 1177/2012, ricevuta il 31 gennaio 2014
Nel quadro della procedura d'infrazione 2011/4021 riguardante il trattamento dei rifiuti smaltiti nella discarica di Malagrotta e in altre discariche del Lazio, nel giugno 2013 la Commissione si è rivolta alla Corte di giustizia dell'UE nell'ottica di garantire che il Lazio sia dotato della necessaria capacità di TMB affinché i rifiuti smaltiti in tutte le discariche della regione siano sottoposti a un trattamento adeguato. La causa è tuttora pendente dinanzi alla Corte dell'Unione. La questione relativa allo smaltimento di rifiuti urbani nella discarica di Borgo Montello in assenza di un opportuno TMB rientra nell'oggetto della causa pendente dinanzi alla Corte.
Per quanto concerne le indagini della Commissione, i fascicoli in questione (rif. 3075/12/ENVI e rif. 3585/12/ENVI) sono stati archiviati nel gennaio 2014, in quanto non è stato rilevato alcun elemento attestante violazioni del diritto ambientale dell'Unione e le autorità italiane hanno fornito chiarimenti in merito alle questioni sollevate dalla Commissione.
Conclusioni
La Commissione continuerà a seguire la situazione concernente la gestione dei rifiuti nel Lazio nell'ambito della procedura d'infrazione di cui sopra.
9. Risposta della Commissione (REV. IV), ricevuta il 30 gennaio 2015
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012 e 1177/2012
In data 15 ottobre 2014 la Corte di giustizia dell'UE si è pronunciata in merito alla causa avviata dalla Commissione nell'ambito della procedura di infrazione (causa C-323/13).
In tale sentenza la Corte ha dichiarato che, nella regione del Lazio, l'Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della direttiva relativa alle discariche di rifiuti e della direttiva relativa ai rifiuti, in quanto una parte dei rifiuti urbani conferiti nella regione non è stata sottoposta a un preventivo TMB che garantisca un'adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della loro frazione organica. La Corte ha altresì dichiarato che, per via dell'insufficiente capacità di TMB nel Lazio, l'Italia è venuta meno al suo obbligo di garantire che la regione disponga di una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti urbani non differenziati, avvalendosi delle migliori tecniche disponibili.
Conclusioni
La Commissione si assicurerà che le autorità italiane adottino le misure necessarie per dare esecuzione alla suddetta sentenza.
La Commissione richiama l'attenzione sul fatto che tale sentenza riguarda diverse discariche del Lazio, tra cui Borgo Montello (petizione n. 1173/2012) e Malagrotta (petizione n. 0273/2010).
La discarica di Monti dell'Ortaccio (petizione n. 1177/2012) non è invece oggetto della sentenza: come confermato dalle informazioni fornite dai firmatari, infatti, si tratta di una discarica che non è mai entrata in funzione e la cui autorizzazione è stata ufficialmente ritirata dalle autorità italiane. La Commissione non ha pertanto individuato alcuna violazione del diritto ambientale dell'UE.
10. Risposta della Commissione, ricevuta il 30 gennaio 2015
11. Risposta della Commissione (REV. V), ricevuta il 29 settembre 2015
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
In occasione della riunione del marzo 2015 menzionata nella precedente comunicazione al Parlamento europeo, le autorità italiane si sono impegnate a trasmettere un aggiornamento sulle procedure che stanno mettendo in atto per rivedere le autorizzazioni delle discariche del Lazio, come pure relazioni sulle ispezioni condotte presso tali siti.
Il suddetto aggiornamento è pervenuto alla Commissione nell'agosto 2015 ed è in fase di valutazione.
A seconda dell'esito della valutazione in corso la Commissione deciderà come procedere per garantire la corretta esecuzione della sentenza della Corte di giustizia dell'UE del 15 ottobre 2014 (causa C-323/13).
12. Risposta della Commissione (REV. VI), ricevuta il 29 giugno 2016
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
A seguito di una valutazione preliminare dell'ultimo aggiornamento ricevuto dalla Commissione il 26 maggio 2016, la revisione delle autorizzazioni delle discariche del Lazio interessate dalla sentenza della Corte è a quanto pare terminata. Queste discariche non sono più autorizzate a ricevere i rifiuti che non siano stati trattati in modo adeguato. La Regione Lazio dovrebbe anche fornire le relazioni sulle ispezioni effettuate nelle discariche, al fine di garantire che presso tali siti siano effettuati controlli adeguati.
Il punto critico rimane la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento.
Conclusioni
A seconda dell'esito della valutazione dettagliata delle informazioni più recenti summenzionate, la Commissione deciderà come procedere per garantire la corretta esecuzione della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 15 ottobre 2014 (causa C-323/13).
13. Risposta della Commissione (REV. VII), ricevuta il 31 agosto 2016
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
Con la sentenza emessa il 15 ottobre 2014, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha dichiarato che l'Italia ha omesso di conformarsi alla direttiva 1999/31/CE1 e alla direttiva 2008/98/CE2, dal momento che non garantisce che nel Lazio vengano collocati a discarica solo i rifiuti trattati in modo adeguato. Si considera che i rifiuti siano trattati adeguatamente quando sono sottoposti a un TMB che consente di selezionare e infine riciclare le differenti frazioni nonché di stabilizzare la frazione organica, che è la più problematica in termini di produzione di percolato.
Inoltre, la Corte ha affermato che l'Italia non ha rispettato l'obbligo di assicurare che il Lazio disponga di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti.
La discarica di Cupinoro, oggetto della presente petizione, è stata chiusa nel 2014 e le autorità competenti dovrebbero ora completare la gestione successiva alla chiusura. La durata del periodo di gestione successiva alla chiusura varia da sito a sito. Tuttavia, a norma dell'articolo 13 della direttiva 1999/31/CE, nella fase della gestione successiva alla chiusura il gestore della discarica è responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo della stessa. Nella fattispecie le autorità competenti sono consapevoli delle difficoltà che l'operatore sta incontrando nell'adempiere al proprio compito e dovrebbero adottare le misure del caso per risolvere la situazione.
Attualmente la Commissione sta monitorando l'attuazione della suddetta sentenza e, in particolare, sta controllando che le autorizzazioni delle discariche oggetto della sentenza siano riviste allo scopo di assicurare che vengano collocati a discarica solo i rifiuti trattati in modo adeguato e che le relazioni delle ispezioni effettuate presso i siti siano rese disponibili per certificare il collocamento a discarica dei soli rifiuti trattati.
1 Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1).
2 Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
In questo contesto, la Commissione intende seguire la situazione nella regione per quanto riguarda l'intero sistema di gestione dei rifiuti.
14. Risposta della Commissione (REV. VIII), ricevuta il 30 giugno 2017
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
Sulla base dell'ultimo aggiornamento ricevuto dalle autorità italiane, la Commissione ha deciso di archiviare la procedura d'infrazione riguardante la violazione dell'obbligo di pretrattamento dei rifiuti prima del collocamento a discarica.
La revisione delle autorizzazioni delle discariche del Lazio interessate dalla sentenza della Corte è stata ultimata e le relazioni sulle ispezioni condotte presso tali siti hanno dimostrato che tutti i rifiuti controllati erano stati sottoposti a un trattamento adeguato prima di essere collocati a discarica. Inoltre, i servizi della Commissione stanno esaminando in che modo gli obblighi successivi alla chiusura, previsti dalla direttiva relativa alle discariche, sono stati gestiti nel caso della discarica di Malagrotta, chiusa da alcuni anni.
Tuttavia pare che vi siano ancora questioni critiche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti nel Lazio. Come evidenziato da alcune recenti denunce, la nuova rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento non sembra funzionare come dovrebbe.
Conclusioni
Benché non sia stata accertata alcuna specifica violazione del diritto dell'UE in tal senso, la Commissione continua a monitorare la situazione nel Lazio per quanto riguarda l'intero sistema di gestione dei rifiuti nella regione.
15. Risposta della Commissione (REV. IV), ricevuta il 31 ottobre 2017
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
Osservazioni della Commissione
La discarica di Cupinoro è stata resa conforme alla legislazione dell'UE in materia di rifiuti e, in particolare, all'obbligo di pretrattamento dei rifiuti prima del collocamento a discarica. Si è provveduto a rivedere l'autorizzazione in modo da verificare che la discarica non riceva rifiuti non trattati. Ne consegue che la Commissione ha deciso di archiviare la procedura d'infrazione avviata nei confronti dell'Italia per quanto riguarda la violazione dell'obbligo di pretrattamento dei rifiuti prima del collocamento a discarica.
Conclusioni
In relazione alla discarica in questione non sono state individuate violazioni specifiche della legislazione ambientale dell'UE. Nel Lazio restano tuttavia aperte alcune questioni generali relative all'efficienza complessiva del sistema di gestione dei rifiuti, sebbene non siano tali da
configurare una violazione delle pertinenti norme dell'Unione.
16. Risposta della Commissione (REV. V), ricevuta il 10 dicembre 2021
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013 e 2478/2013
Osservazioni della Commissione
L'attenzione della petizione in esame e delle petizioni associate si è spostata dalla situazione della discarica di Cupinoro, che dopo la presentazione delle petizioni è stata resa conforme alla legislazione dell'UE in materia di rifiuti e, in particolare, all'obbligo di pretrattamento dei rifiuti prima del collocamento a discarica, alle carenze del sistema di gestione dei rifiuti nel Lazio.
In tal senso, esse si sovrappongono ad altre due petizioni attualmente in sospeso riguardanti la situazione della Valle Galeria, nella quale si trova la discarica di Malagrotta e, stando a una proposta della Regione Lazio, dovrebbe essere costruita una nuova discarica per i rifiuti prodotti a Roma. Nello specifico, la petizione n. 106/2019 concerne la chiusura e la gestione successiva alla chiusura della discarica di Malagrotta, ma anche la contaminazione dell'area circostante, mentre la petizione n. 530/2020 riguarda la scelta dell'ubicazione per una discarica destinata a servire la città di Roma. Quest'ultimo progetto è altamente controverso in quanto – secondo i suoi oppositori – l'area selezionata, in passato utilizzata per attività estrattive, non dispone di una barriera naturale e quindi non è adatta ad ospitare una discarica.
Conclusioni
La Commissione sta affrontando le questioni sollevate dal firmatario nel suo ultimo aggiornamento, nel quadro delle due petizioni summenzionate e dell'indagine pilota dell'UE in corso sulla gestione dei rifiuti nel Lazio.
17. Risposta complementare della Commissione (REV), ricevuta il 16 febbraio 2023
Petizioni nn. 0273/2010, 1173/2012, 1177/2012, 2160/2013, 2167/2013, 2222/2013, 2330/2013, 2478/2013, 0106/2019 e 0530/2020
Osservazioni della Commissione
La messa in sicurezza e il risanamento dell'ex discarica di Malagrotta sono oggetto di un'indagine tuttora in corso (EU Pilot 2016/9068). In tale contesto, la Commissione segue da vicino lo sviluppo e l'attuazione del progetto di risanamento della discarica di Malagrotta.
Nel febbraio 2022 il commissario straordinario Vadalà è stato incaricato di eseguire i lavori necessari per la messa in sicurezza e il risanamento della discarica di Malagrotta, che è soggetta ad amministrazione controllata dal 2018. Nel novembre 2022 si è svolto un sopralluogo tecnico nella discarica, alla presenza dei servizi della Commissione e delle parti interessate.
Secondo le ultime informazioni pervenute dalle autorità italiane, all'inizio del 2023 saranno indette due gare d'appalto per l'esecuzione di un'impermeabilizzazione ("capping") prima provvisoria e poi definitiva della discarica, con l'obiettivo di completare tutti gli interventi di risanamento entro la fine del 2025.
Conclusioni
La Commissione continuerà a monitorare attentamente i progressi compiuti nel risanamento dell'ex discarica di Malagrotta attraverso la suddetta indagine, tenendo conto delle informazioni trasmesse dai firmatari.
(le prime 4 foto sono di Vincenzo Serra anni '94/95 che si ringrazia per la gentile concessione. L'immagine a colori durante gli scavi nell'invaso Essezero di 10 anni fa. La foto aerea in basso rappresenta i primi invasi all'inizio dell'attività della discarica)
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