sabato 23 luglio 2022

WWF LITORALE LAZIALE: BENE CABINA DI REGIA PROVINCIA DI LATINA.

 ricevo e pubblico il comunicato

L’ISTITUZIONE DA PARTE

DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI LATINA

DELLA CABINA DI REGIA PROVINCIALE

E’ UNA GARANZIA PER TUTTI I COMUNI COSTIERI

Il completamento delle opere di protezione della costa da Foce Verde a Capoportiere, da realizzare mediante pennelli rocciosi e scogliere, approvato nell’aprile scorso dalla Giunta Municipale di Latina, è un progetto che ha omesso di valutare le conseguenze di un precedente intervento, eseguito con le stesse modalità (pennelli e scogliere) in un tratto di litorale a Foce Verde e che ha prodotto, oltre a ingenti danni alle strutture per la balneazione fino a Torre Paola, la devastazione delle spiagge e delle dune del Parco Nazionale del Circeo.

Sono avvenuti vistosi crolli nella duna, si sono formati fronti di erosione di altezza mai riscontrata in precedenza e conseguente asportazione di vegetazione della macchia mediterranea.

Progettare un nuovo intervento con le stesse modalità, in continuazione delle precedenti opere fino al confine del Parco, ignorando del tutto la distruttiva esperienza pregressa, sembra prefigurare uno scarso senso di responsabilità.

Il precedente intervento di Foce Verde costituisce infatti un modello sperimentale “in campo”, altamente dimostrativo, una prova provata di quanto avverrà con assoluta certezza nella costa fino al promontorio Circeo, ove il progetto in questione dovesse essere realizzato.

“In questo contesto allora – dichiara Franca Maragoni Vicepresidente del WWF Litorale Laziale - l’istituzione da parte del Consiglio provinciale della cabina di regia provinciale dei comuni costieri (con l’obiettivo principale di adottare una strategia di difesa delle coste marine mediante progetti integrati basati su valutazioni ambientali su ‘area vasta’), costituisce una garanzia per tutti i Comuni costieri affinché si ponga fine alla realizzazione di singoli progetti, generalmente basati su tecnologie universalmente considerate dannose, che hanno risolto il problema del recupero delle spiagge laddove è stato operato l’intervento, ma hanno prodotto devastanti erosioni negli arenili adiacenti anche su elevate distanze”.

Non vi è dubbio che la cabina di regia dovrà esaminare in via prioritaria il progetto di “fattibilità tecnica ed economica” per il completamento delle opere di protezione della costa da Foce Verde a Capoportiere, da realizzare mediante pennelli rocciosi e scogliere, approvato nell’aprile scorso dalla Giunta Municipale di Latina.

La cabina di regia dovrà contrastare ogni eventuale tentativo di limitare le valutazioni ambientali al solo tratto di costa in cui sarà eseguito il nuovo intervento di ripascimento rigido. Tale tratto confina con le dune del  Parco Nazionale del Circeo, che costituiscono il sito natura 2000:IT6040018, per cui va applicata la direttiva 92/43/cee “Habitat” che prescrive, per qualsiasi progetto che possa avere incidenze significative sul sito,  una valutazione di incidenza. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito  le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa”.

Va fatto rilevare infine che il progetto approvato dal Comune di Latina è incompleto. Come si evince dallo stesso elaborato, non sono state effettuate “indagini batimetriche, sedimentologiche e geognostiche” né “una modellazione matematico marittima che comprenda tutta la sub unità fisiografica mediante modelli marittimi di comprovata validità scientifica”. Una ammessa omissione che dimostra lo scarso rigore tecnico-scientifico con cui si è proceduto a progettare un opera (universalmente considerata dannosa)  in un arco di costa che presenta gravissimi problemi di  stabilità.

 

Latina, 23 luglio 2022

 

Informazioni stampa: Cesare Budoni - 3496040937

 

NOTA TECNICA

Durante la costruzione della scogliera e dei pennelli era in corso lo “Studio Preliminare Ambientale per la Ricostruzione e Difesa del Litorale compreso tra Capo Portiere e Torre Paola”, finanziato dalla Regione Lazio e commissionato dall’Amministrazione Provinciale di Latina all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Nell’Addendum alla Relazione Generale riguardante gli studi di modellistica numerica (datato 28 gennaio 2009) si trova scritto che: “La crisi del litorale tra Foce Verde e Capoportiere, dopo la realizzazione dei primi pennelli e della barriera sommersa, nonostante il ripascimento, è rapidamente progredita verso sud costringendo alla realizzazione di tre nuovi pennelli” …… “è stato ipotizzato un prolungamento  del sistema di difesa del tratto compreso tra la barriera emersa e Capoportiere, costituito da pennelli con testate sommerse ”  …………… “Se da un lato, tale soluzione darebbe sicuri e immediati benefici locali dall’altro comprometterebbe la stabilità del litorale tra Capoportiere e Torre Paola…”

fine comunicato

Commento al comunicato

premessa

nel novembre 2002 ho partecipato ad un convegno con esperti anche dell'università La Sapienza a San Felice Circeo, dove il moderatore era Mario Tozzi divulgatore scientifico, geologo. Il tema era quale tipo di ripascimento ipotizzare, venivano riportate alcune esperienze sia della Sardegna sia di altre zone.

All'epoca vi erano ipotesi e progetti di modifica o ampliamento di alcuni porti, tra cui quello di Anzio e dello stesso Circeo. La conclusione del convegno evidenziava l'impatto e i danni che tali interventi potevano recare alle spiagge, all'ecosistema creando ulteriore erosione. Secondo gli esperti l'analisi degli interventi per l'eventuale approvazione dei progetti relativi al litorale e ai porti. doveva riguardare, almeno l'area che dalla foce del fiume Tevere arrivava al Garigliano, in quanto i vari interventi ne potevano modificare l'assetto. Lo stesso giorno sulla stessa pagina de Il Messaggero di Latina le conclusioni del convegno di livello internazionale apertamente in contrasto invece con il progetto del comune di Latina (finanziato dalla regione Lazio) di effettuare delle barriere.

L'intervento al lido di Latina non era di quello "morbidi" e comprendeva la realizzazione di barriere con misto di cava che nel tempo è stato trasportato verso Rio Martino prima e verso la Bufolara (nel comune di Sabaudia). Nello specifico il comunicato parla di una "cabina di regia provinciale con tutti i comuni costieri". Non mi sembra, stando alle conclusioni degli esperti sopra riportate, sufficiente. Può essere un inizio. Lo stesso convegno mi aveva convinto della pericolosità e del danno di interventi con pennelli fissi. Non conosco però il progetto del comune di Latina di cui si parla e se è effettivamente carente della documentazione scientifica riportata. 

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