domenica 18 agosto 2019

piano regionale dei rifiuti del Lazio. Progetto riconversione industriale dell’impianto di Colleferro



 10.7.6 Progetto riconversione industriale dell’impianto di Colleferro
Con la DGR 614/2018 la Regione Lazio ha dato mandato a Lazio Ambiente S.p.A., società di cui è proprietaria e che attualmente gestisce sia la discarica, sia l’impianto di termovalorizzazione siti nel comune di Colleferro (benché quest’ultimo non sia attualmente in esercizio) di sviluppare un “progetto di riconversione industriale per la conseguente adozione di ogni ulteriore adempimento, anche di tipo normativo, propedeutico all’esperimento di una nuova procedura di dismissione delle quote azionarie, la quale dovrà essere avviata entro il 30 giugno 2019”. Tenendo conto di tale indicazione, ma anche della situazione ambientale della Valle del Sacco e delle nuove indicazioni europee sul tema rifiuti e impiantistico (Pacchetto Economia Circolare e migliori tecnologie impiantistiche descritte nelle ”Conclusioni sulle best Available Tecniques (BAT) per gli impianti di trattamento dei rifiuti” di cui alla decisione 2018/1147/UE), Lazio Ambiente ha predisposto il proprio Piano di Riconversione industriale, all’interno del quale ha elaborato lo “Studio Preliminare di Fattibilità Impianto di Trattamento e Valorizzazione della Risorsa Rifiuto” recentemente consegnato alla Regione Lazio.
Lo Studio di fattibilità è stato sviluppato a partire dai seguenti principali assunti di fondo:
- trasformare l’assetto impiantistico in modo che sia coerente con la DGR 614/2018, perseguendo l’obiettivo di massimizzare il recupero di materia adottando le migliori tecnologie disponibili (B.A.T.);
- avere una potenzialità di 500.000 t/a, come definito nella DGR 614/2018;
- avere una impiantistica regionale a supporto: l’impianto si propone infatti di trattare materiale in ingresso che derivi da una prima tritovagliatura meccanica, in modo da separare
un sopravaglio, costituito da materiale secco, destinato a diventare CSS/Materie Prime Seconde, da un sottovaglio ad elevata componente organica, da destinarsi a successivo trattamento biologico nel nuovo impianto.
A partire da questi assunti di fondo sono stati individuati i due scenari operativi descritti di seguito.
Tabella 109 – Scenari operativi nuovo impianto Parametro Scenario 1 – iniziale Scenario 2 - Target
Potenzialità
500.000 t/a
500.000 t/a
Tempistica
Tempo zero
Tempo zero +x
Interventi propedeutici
Non necessari. L’attuale impiantistica di TM e TMB non farà trattamenti biologici nei propri impianti e invierà il materiale derivante dalla tritovagliatura primaria al nuovo impianto
Ristrutturazione e ammodernamento degli impianti attuali di trattamento meccanico e trattamento meccanico biologico o nuova impiantistica di supporto
Materiale in ingresso
materiale a granulometria fine (fino a 20mm), derivante dal sottovaglio primario degli attuali impianti di TMB e trattamento meccanico.
Ipotesi: tale materiale, presumibilmente avrà un contenuto di frazione organica putrescibile (FOP) tra il 40% e il 60%, che però, a causa della granulometria fine, non può essere separata dagli altri materiali, dando origine a una matrice composita
materiale a granulometria 80/120 mm, derivante dal sottovaglio primario degli impianti di trattamento meccanico che hanno subito un efficientamento.
Ipotesi: tale materiale consentirà, da un lato, un recupero di materia come sovvallo per circa il 20% e dall’altro di introdurre nel digestore anaerobico la sola componente di frazione organica putrescibile, pari a circa il 80% del rifiuto in ingresso.In considerazione della immediata (subito dopo la realizzazione dell’Impianto) possibilità di attivazione dello scenario 1, e dell’incertezza su tempi e modi di raggiungimento dello scenario 2, in ottica prudenziale, il dimensionamento del sistema integrato anaerobico/aerobico è stato fatto rispetto al suddetto scenario 1. La progettazione preliminare prevede la compatibilità con l’evoluzione successiva verso lo scenario 2 compensando eventualmente i minori flussi di frazione organica putrescibile da rifiuto urbano residuo con altri flussi (come ad esempio FORSU o flussi zootecnici o fanghi di depurazione).
Il quadro sinottico dell’impianto proposto nello Studio è riportato nella Figura seguente.
A partire da tale layout, tenendo conto delle caratteristiche dei rifiuti in ingresso, nonché delle migliori tecnologie che possano essere implementate, è possibile ricavare i bilanci di massa dell’impianto nei due scenari di input. Tali bilanci sono descritti in dettaglio nello Studio, nelle Figure 111, 112, 113 si evidenziano le prestazioni per quanto riguarda i materiali in uscita dall’impianto.
Lo Studio indica come anno di messa in esercizio dell’Impianto il 2022. tratto da PROPOSTA PRELIMINARE DI PIANO
PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE AMBIENTALI E CICLO DEI RIFIUTI

Nessun commento: