Mentre la gran cassa delle televendite di nuovi inutili impianti per rifiuti in provincia di Latina per politici o amministratori o dirigenti che dimostrano di non conoscere il piano regionale dei rifiuti, rispetto ai rifiuti prodotti, alla disponibilità di impianti, ai quantitativi autorizzati e al materiale lavorato, tenta la disperazione, dopo oltre 40 anni, di giustificare l'ennesimo inutile impianto per l'umido con la solita emergenza. http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/6a-parte-la-storia-della-discarica-di.html Che se dura da decenni, come scrive la commissione contro le ecomafie, più che di emergenza si dovrebbe parlare di incapacità. La commissione parla anche di contiguità tra P.A. e aziende private per favorire queste ultime ai danni del territorio, dell'ambiente e del sistema economico, gravando su cittadini e aziende. Senza contare le centrali e gli impianti a bio-gas, bio-metano, bio-masse gli impianti di compostaggio già lavorano e sono autorizzati per capacità maggiori del necessario in provincia di Latina. Vedere "gli impianti per compostaggio e frazione umida approvati e funzionanti in provincia di Latina"
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/gli-impianti-per-compostaggio-e.html
e anche "provincia di Latina, i rifiuti, la produzione di umido, la richiesta di emergenza e la disponibilità degli impianti in provincia, la regione Lazio smentisce"
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/provincia-di-latina-i-rifiuti-la.html
è evidente che non si comprende il motivo per il quale, dopo il 13 giugno, l'inchiesta dei campi fumanti e dopo oltre due mesi duranti i quali, secondo i comitati, dall'impianto della SEP continuano puzze ed emissioni ancora peggiori rispetto al 13 giugno, non si comprende il motivo per il quale l'impianto di Mazzocchio resti aperto. Vedere impianto di compostaggio Sep a Pontinia, sono passati 2 mesi e 3 giorni dal sequestro, 2 mesi e 13 giorni da quando ne ho parlato in commissione alla Pisana, ecco perché il problema è stato risolto
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/impianto-di-compostaggio-sep-pontinia.html
E' sconsolante che, ancora una volta, mancando, sembra dai numeri, dai dati, dalle inchieste, per mettere ordine nel settore dei rifiuti della provincia di Latina se ne debba occupare la DDA oppure la commissione contro le ecomafie. Di seguito a questo proposito, la 6. parte della storia vergognosa della discarica di Borgo Montello, iniziata 48 anni fa, continuando dall'audizione del comitato dei cittadini residenti in via Monfalcone, davanti alla discarica:
Rispetto a questo punto l’audito ha aggiunto:
“Il problema è sorto perché durante gli scavi l'assessore provinciale all'ambiente dell'epoca, Gerardo Stefanelli, ha dichiarato che non andavano cercati lì i fusti perché probabilmente erano in altri invasi. Lo stesso ha dichiarato Carmine Schiavone in diverse interviste, dicendo di aver visto dove avevano scavato e che non era lì che dovevano cercare i fusti. Questo è solo uno dei problemi, considerato che è dalle prime analisi del 2005 che si evidenzia l’inquinamento delle falde acquifere. L’ARPA ha verificato queste analisi così come i periti del tribunale di Latina, a cui è seguito a un processo tuttora in corso con il rinvio a giudizio di tre esponenti dell'epoca di Ecoambiente, sempre Bruno Landi, Rondoni e Nicola Colucci, che a vario titolo avevano partecipato alla gestione della discarica. In particolare, l'ultimo dei periti, il professor Tomaso Munari di Genova, vicepresidente dell'ordine nazionale dei chimici, ha certificato quest'inquinamento, ovviamente con analisi di laboratorio eseguite sul posto, e ha indicato un livello di inquinamento più alto rispetto a quello certificato per esempio da ARPA Lazio o ISPRA. In particolare, il professor Munari ha indicato anche che il famoso progetto che doveva essere fatto di protezione delle falde da parte di Ecoambiente in realtà non è stato fatto come doveva”.
Dunque, secondo Giorgio Libralato, le ricerche andrebbero ampliate anche ad altre zone della discarica (gli invasi sono circa una decina); lo stesso consulente delle famiglie di Borgo Montello ha poi richiamato la campagna di monitoraggio della falda acquifera effettuata da ARPA Lazio e la perizia svolta da Tomaso Munari, nominato dal GUP del tribunale di Latina. Questi due punti verranno ulteriormente approfonditi in seguito.
le puntate precedenti
la prima parte della storia della vergogna http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/discarica-di-borgo-montello-48-anni-di.html
la seconda parte della storia della vergogna http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/48-anni-di-vergogna-della-discarica-di.html
la terza parte della storia della vergogna
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/3-la-vergogna-dei-48-anni-dall1181971.html
la quarta parte della storia della vergogna http://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/4a-48-anni-di-vergogna-della-discarica.html
la quinta parte della storia della vergogna https://pontiniaecologia.blogspot.com/2019/08/5a-parte-della-vergogna-del-48mo.html
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