martedì 16 ottobre 2018

Greenpeace e la pesca nello Stretto di Sicilia F.R.A. poco spariranno

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/FRA-poco-spariranno/
Greenpeace, nel rapporto “FRA poco spariranno”, denuncia il fallimento delle misure di tutela delle aree di riproduzione (nurseries) delle specie ittiche più importanti dello Stretto di Sicilia: gambero rosa (o bianco) e nasello (spesso impropriamente chiamato “merluzzo”), da tempo in crisi.
Analizzando i dati del sistema di identificazione automatica (Automatic Identification System, AIS), il rapporto mostra, infatti, che negli ultimi tre anni circa almeno 147 pescherecci a strascico sono stati impegnati in presunte attività di pesca in tre delicate aree del tratto di mare che divide Sicilia e Tunisia Sono tutti pescherecci italiani, provenienti soprattutto dai porti di Mazara del Vallo, Sciacca, Porto Empedocle, Licata e Portopalo di Capo Passero.
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GREENPEACE.ORG
Greenpeace, nel rapporto “FRA poco spariranno”, denuncia il fallimento delle misure di tutela delle aree di riproduzione (nurseries) delle specie ittiche più importanti dello Stretto di Sicilia: gambero rosa (o bianco) e nasello (spesso impropriamente chiamato “merluzzo”), da tempo in crisi...

Greenpeace, nel rapporto “FRA poco spariranno”, denuncia il fallimento delle misure di tutela delle aree di riproduzione (nurseries) delle specie ittiche più importanti dello Stretto di Sicilia: gambero rosa (o bianco) e nasello (spesso impropriamente chiamato “merluzzo”), da tempo in crisi.
Analizzando i dati del sistema di identificazione automatica (Automatic Identification System, AIS), il rapporto mostra, infatti, che negli ultimi tre anni circa almeno 147 pescherecci a strascico sono stati impegnati in presunte attività di pesca in tre delicate aree del tratto di mare che divide Sicilia e Tunisia Sono tutti pescherecci italiani, provenienti soprattutto dai porti di Mazara del Vallo, Sciacca, Porto Empedocle, Licata e Portopalo di Capo Passero. 

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