lunedì 13 luglio 2026

Spagna – Inferno di fuoco ad Almería in Andalusia, 12 morti e 23 dispersi: la Guardia Civil cerca i sopravvissuti casa per casa di Redazione Esteri. Tragedia senza precedenti nella provincia di Almería, dove oltre mille persone sono state evacuate. Il cordoglio di Sanchez: "Enorme tristezza". Mattarella: "Fenomeni estremi originati dall’emergenza climatica in atto"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/10/almeno-12-morti-in-un-incendio-nei-boschi-dellandalusia-vittime-intrappolate-nelle-auto-mentre-cercavano-di-scappare/8444667/ 

dall'articolo: "È una delle peggiori tragedie legate agli incendi boschivi degli ultimi anni in Spagna. Dodici persone – il numero delle vittime è stato aggiornato dalle autorità – hanno perso la vita nel devastante rogo che ha colpito il comune di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almería, mentre almeno otto persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in condizioni molto gravi, e oltre mille residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni.
Sono 23 le persone ancora non localizzate, per le quali proseguono le ricerche della Guardia Civil nelle aree colpite dalle fiamme che “ha avviato battute casa per casa, non senza rischio, nelle zone colpite dall’incendio e ancora non rinfrescate, per cercare le persone ancora non localizzate, che sono 23 e speriamo possano essere ritrovate in vita” come spiegato dal governatore dell’Andalusia, Juanma Moreno,
Tra le vittime ci sono soprattutto cittadini stranieri: secondo il governatore Moreno, la maggior parte dei morti sarebbe di nazionalità straniera, in particolare britannica e belga. Quattro cittadini britannici sono stati identificati perché trovati all’interno di un’auto con la guida a destra, mentre altri sarebbero morti nel tentativo di mettersi in salvo, dopo aver abbandonato i percorsi di evacuazione indicati e mentre cercavano una via di fuga dal fumo e dal fronte del fuoco."
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Caldo estremo: perché parlare solo di adattamento non basta Elisabetta Ambrosi Elisabetta. Giornalista e scrittrice. I Piani Caldo dei Comuni sono pensati solo così: discutiamo di come proteggerci, proteggere i bambini e gli anziani. Ma mai, ad esempio, di come ridurre le emissioni in città

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/10/emergenza-caldo-adattamento-mitigazione-emissioni-notizie/8444723/

dall'articolo di Elisabetta Ambrosi: "Al di là degli alberi, però, tutte le altre proposte in campo, compreso il tanto contestato albero bioclimatico, sono soprattutto misure di adattamento. I sistemi di raffrescamento su strada, le vele a coprire le piazze d’estate, i rifugi climatici, la diffusione dell’aria condizionata non agiscono per nulla sul fronte della mitigazione della crisi (anzi, l’aria condizionata purtroppo in senso inverso, visto il massiccio consumo di energia). Ma nessun adattamento è possibile se nel frattempo non si agisce per mitigare e ridurre le emissioni, decarbonizzando la nostra economia. Ho letto, ad esempio, che Eurostar ha ordinato nuovi treni resistenti a temperature fino a 55 gradi. Benissimo, ma se le temperature dovessero aumentare ancora di più, se cioè non sappiamo in quale scenario climatico esattamente ci troviamo, come possiamo adattarci e adattare il sistema produttivo? Potrebbe essere una rincorsa disperata, con la situazione che ci sfugge dalle mani nonostante massicci interventi.
Si parla soprattutto di adattamento perché è più facile e più intuitivo. C’è un’emergenza caldo, discutiamo di come proteggerci, proteggere i bambini e gli anziani. I Piani Caldo dei Comuni sono pensati solo così, come sempre ad esempio nella città in cui vivo: nel senso della protezione dal caldo, ma mai, ad esempio, su come rendere le città, in questo caso sempre Roma, una città con meno emissioni. Nessuno lega il caldo ai due milioni di macchine in strada, alle emissioni prodotte dalle continue grandi opere, alle emissioni prodotte da un turismo di massa incontrollato e che nessuno ha intenzione di ridurre. Ma che senso ha, allora, presentarsi come un’amministrazione che ha cura dei propri cittadini nelle emergenze, se poi non si mettono in campo misure strutturali che agiscono sulla causa del caldo stesso? Certo, non è che una città come Roma riduce il caldo agendo solo sulle proprie emissioni, essendo la crisi globale, ma almeno si dà un messaggio coerente. Da un lato cerchiamo di adattarci, dall’altro proviamo a mitigare, riducendo le nostre emissioni. Invece nessuno dei sindaci, che a turismo e grandi opere non rinuncerebbero mai, fa un discorso simile."
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Incendi boschivi, l’UE rafforza prevenzione e preparazione: “Il rischio non riguarda più solo alcuni Paesi”

 tratto da https://ambientenonsolo.com/incendi-boschivi-lue-rafforza-prevenzione-e-preparazione-il-rischio-non-riguarda-piu-solo-alcuni-paesi/

dall'articolo di Marco Talluri: "La raccomandazione non è giuridicamente vincolante, ma indica agli Stati membri una cornice comune di intervento lungo tutto il ciclo di gestione del rischio: prevenzione, preparazione, risposta all’emergenza e recupero post-incendio. Il messaggio politico è chiaro: gli incendi non possono più essere trattati come emergenze stagionali o locali, ma come una componente strutturale della crisi climatica e della gestione del territorio europeo.
Secondo il Consiglio, l’aumento del rischio è legato a più fattori: cambiamenti climatici, abbandono o trasformazione delle pratiche di gestione del territorio, accumulo di biomassa combustibile, pressione antropica e maggiore frequenza di condizioni meteorologiche estreme. In questo quadro, la prevenzione diventa centrale quanto l’intervento dei mezzi antincendio.
La raccomandazione invita quindi i Paesi europei a rafforzare la gestione sostenibile di foreste, aree rurali e paesaggi, riducendo la vulnerabilità dei territori più esposti. Non si tratta solo di intervenire dopo l’innesco di un incendio, ma di costruire territori meno infiammabili: manutenzione del mosaico agro-forestale, pianificazione dell’uso del suolo, tutela degli ecosistemi, coinvolgimento di agricoltori, proprietari forestali, comunità locali e autorità pubbliche.
Un secondo pilastro riguarda la preparazione. Il Consiglio chiede agli Stati membri di utilizzare meglio dati, mappe di rischio, sistemi di allerta precoce e valutazioni scientifiche, integrando queste informazioni nei piani di protezione civile e nelle politiche di adattamento climatico. La Commissione europea aveva già indicato, nella comunicazione del 25 marzo 2026 sulla gestione integrata del rischio incendi, la necessità di passare da un approccio prevalentemente reattivo a una strategia più preventiva, coordinata e basata sulle evidenze.
La dimensione transfrontaliera è un altro elemento decisivo. Gli incendi possono propagarsi oltre i confini nazionali, ma anche produrre effetti a distanza attraverso fumo, inquinamento atmosferico, perdita di biodiversità, danni economici e pressione sui sistemi di protezione civile. Per questo la raccomandazione insiste su cooperazione tra Stati membri, interoperabilità dei mezzi di risposta, scambio di competenze e collaborazione con partner internazionali.
Il rafforzamento della consapevolezza pubblica è indicato come parte integrante della strategia. Informare i cittadini sui comportamenti a rischio, coinvolgere le comunità locali nella prevenzione e migliorare la cultura del rischio sono strumenti fondamentali per ridurre gli incendi causati da attività umane e per proteggere le persone nelle aree più esposte.
Il testo richiama inoltre l’importanza del recupero dopo gli incendi: ricostruire non significa semplicemente ripristinare ciò che è andato distrutto, ma aumentare la resilienza dei territori. Questo comporta interventi su suoli, ecosistemi, infrastrutture, economie locali e comunità colpite, evitando che la ricostruzione riproduca le stesse fragilità preesistenti.
“La devastante stagione degli incendi che l’Europa ha vissuto negli ultimi anni ha mostrato che il rischio incendi non è più una sfida per pochi Paesi, ma una sfida europea”, ha dichiarato Constantinos Ioannou, ministro dell’Interno della Repubblica di Cipro. “Investire oggi in prevenzione e preparazione è essenziale per proteggere domani vite, comunità ed ecosistemi”.
La raccomandazione del Consiglio rappresenta quindi un passaggio politico importante: riconosce che gli incendi boschivi sono sempre più connessi alla crisi climatica e richiedono politiche integrate, fondi stabili, governance multilivello e una gestione del territorio capace di ridurre il rischio prima che l’emergenza esploda. Per i Paesi mediterranei, Italia compresa, il tema è particolarmente rilevante, ma l’esperienza degli ultimi anni mostra che il rischio si sta estendendo anche ad aree europee un tempo considerate meno vulnerabili.
La sfida ora passa all’attuazione nazionale. Gli Stati membri sono invitati ad adattare le misure ai propri profili di rischio, ai sistemi di governance e alle condizioni territoriali. La raccomandazione non impone obblighi, ma fissa una direzione: prevenire costa meno che inseguire l’emergenza, e la protezione di foreste, paesaggi, comunità e biodiversità richiede una strategia europea di lungo periodo."
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Migranti, la Regione Campania fa diventare area protetta la zona in cui il governo vuole costruire un Cpr. Fico: “Al territorio serve tutt’altro” di Sofia Lo Mascolo. Contro il Cpr si erano già sollevate diverse realtà associative attive sul territorio da oltre vent'anni: "Andiamo avanti con ostinata resistenza". Istituzioni e movimenti locali contrappongono all'idea del Cpr quella di un piano di sviluppo sostenibile

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/08/unarea-protetta-nella-zona-destinata-al-cpr-la-mossa-di-fico-contro-il-piano-del-governo-al-territorio-serve-tuttaltro/8442005/

dall'articolo di Sofia Lo Mascolo: "Il governo vuole farci un centro per il rimpatrio dei migranti, la Regione Campania ha fatto diventare quella zona un’area tutelata a livello ambientale. Il motivo? “Al territorio serve tutt’altro”. Parola del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a Ilfattoquotidiano.it. Le intenzioni del governatore del resto erano già chiare, ma lo scorso 30 giugno è arrivata la conferma: il Consiglio regionale della Campania ha votato contro il Cpr (centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti) a Castel Volturno. È stata infatti approvata a maggioranza la mozione che impegna la giunta a esprimere una “formale contrarietà” alla realizzazione, mentre la mozione alternativa del centrodestra è stata respinta. Nel suo intervento in Aula, Fico ha ribadito la necessità di puntare sul rilancio del territorio piuttosto che sulla realizzazione del Cpr. Proprio per questo, su proposta delle assessore Fiorella Zabatta e Claudia Pecoraro, la giunta ha istituito quattro Zone di protezione speciale (Zps) della Rete Natura 2000 per la tutela della fauna e della flora: si tratta delle aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone (4.028 ettari), Monteverde (2.131 ettari), Monte Origlio e Bosco Cuccari (981 ettari) e Mondragone (47 ettari), per un totale di oltre 7.100 ettari di territorio protetto. Nella prima di queste quattro aree, secondo i piani del governo, dovrebbe sorgere il Cpr da 120 posti."
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grazie al superbonus. Enea: 5,1 Mtep di risparmi energetici in Italia (Olindo Casullo)

 tratto da https://www.nextville.it/news/64164/enea-51-mtep-di-risparmi-energetici-in-italia

https://www.nextville.it/.../enea-51-mtep-di-risparmi... dall'articolo di Olindo Casullo: "Tra il 2021 e il 2025 l'Italia ha risparmiato 5,08 Mtep di energia, pari all'85% del target intermedio previsto dal Pniec. Un volume di risparmio superiore ai consumi elettrici annuali di due regioni industriali come Emilia-Romagna e Veneto.
A trainare il risultato sono state le detrazioni fiscali, che nel quinquennio hanno generato risparmi pari a 2,67 Mtep, corrispondenti a circa il 52% del totale. Nel solo 2025, tuttavia, il contributo di questi incentivi si è ridotto a 0,24 Mtep, con un calo del 37% rispetto all'anno precedente, riflettendo il progressivo ridimensionamento delle agevolazioni.
A incidere su questa flessione è stata soprattutto la conclusione della fase espansiva del SuperEcobonus, il cui contributo nel 2025 è sceso a 0,113 Mtep. Anche Ecobonus e Bonus Casa mostrano un rallentamento su base annua, pur mantenendo un ruolo importante nel medio periodo, con risparmi energetici cumulati pari rispettivamente a 0,791 Mtep e 0,375 Mtep tra il 2021 e il 2025.
Anche i Certificati Bianchi registrano una lieve contrazione: nel 2025 hanno prodotto risparmi per 0,115 Mtep, in diminuzione del 4,5% rispetto al 2024, mentre il valore cumulato del periodo 2021-2025 raggiunge 0,83 Mtep, in linea con le previsioni del Pniec.
Segnali positivi arrivano invece dal Conto Termico, che continua a crescere con risparmi pari a 0,131 Mtep nel 2025 e 0,476 Mtep complessivi nel quinquennio. Le misure dedicate alla mobilità sostenibile restano tra i principali contributori, nonostante una lieve flessione del 6% rispetto al 2024, mentre rimangono sostanzialmente stabili gli interventi finanziati attraverso i fondi di coesione.
"La riduzione dei consumi è solo una parte del valore dell'efficienza energetica", ha sottolineato la presidente di Enea, Francesca Mariotti, evidenziando come gli interventi producano benefici economici, ambientali e sociali, rafforzando competitività, sostenibilità e qualità della vita."
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il fatto quotidiano in edicola. Crolla un’altra bufala in Commissione Covid. L’Agenzia delle Dogane conferma la versione di Conte e Arcuri sull’import di mascherine cinesi: “Procedure regolari”. L’INDAGINE Lo scatto sui social e i rapporti dietro la bomba. La fotografia del socio di Lavitola coi presunti attentatori di Ranucci. BOTTA E RISPOSTA IL LEADER M5S SMENTISCE CHE ELLY GLIEL’ABBIA DETTO IN FACCIA Riarmo, Schlein critica Conte E lui: “Follia, dirò sempre no”. Il “Corriere”, non smentito dal Pd, racconta una sgridata della segretaria all’ex premier. Ma l’argomento non è stato affrontato neppure nella conference call all’indomani del comizio a Napoli. EDITORIA & POTERE Tirreno venduto, rilancio Stampa: rebus Leonardis. Rider: così la Cisl aiuta Glovo&C. per i precari. Il sindacato ha rotto l’asse con Cgil e Uil e resta in trattativa per negoziare un contratto che conferma lavoro autonomo, cottimo e paghe basse. Come l’Ugl nel 2020,

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/oggi-in-edicola-del-13-luglio-2026/

 
Guerra continua

Conte sul riarmo: “Siamo sotto attacco, ma non torno indietro”

La reazione. Il leader M5S smentisce di essere stato criticato da Schlein per le parole su armi e Russia: “Per essere alternativi a Meloni si dica no all’economia bellica”

di Luca De Carolis

 
L'editoriale di Marco Travaglio
 

Ma mi faccia il piacere

Concorrenza sleale. “Lavitola-Ranucci: la coppia dell’estate. Ci faranno sognare…” (Daniela Santanchè, FdI, X, 10.7). Gelosona. Ollio. “La politica italiana si sta dividendo tra chi sostiene il ruolo dell’Italia nella Nato e la difesa dell’Ucraina e chi si inchina a Mosca” (Alan Friedman, X, 10.7). Poi c’è chi è nato inchinato. Alleanze. “Da Conte a Salvini, […]

 
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Rimpasto e premier via: Zelensky rifà il governo, ha una “nuova strategia”

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Per gli investigatori la chiave sui mandanti è nei rapporti tra il factotum e gli arrestati

di Leo Amato

 
Senza diritti

Per i rider nessuna svolta: la Cisl fa l’assist a Glovo&C.

Come nel 2020. Allora fu l’Ugl a permettere di siglare un Ccnl poi stroncato da ministero e tribunali. Gli algoritmi determinanti nell’organizzazione del lavoro

di Roberto Rotunno

 
 
Giustizia

Stop intercettazioni. Due proposte di FdI per Melillo: no di FI

I meloniani rispondono al capo della Dna, contrario a mandareal macero gli ascolti “a strascico”. Domani riunione al Senato, azzurri contro

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Bardella, delfino a vita: la destra francese resta ostaggio di casa Le Pen

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L'intervista capovolta

“La sinistra ha perduto la faccia scopiazzando gli altri sulla sicurezza”

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Editoria e potere (in crisi). Tirreno svuotato e venduto. Adesso parte l’era Leonardis a La Stampa

L’imprenditore abruzzese cede il quotidiano toscano dopo i tagli pesanti. Per quello torinese ha raccolto 40 milioni...

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