sabato 1 marzo 2014

Omissioni di stato: Polizia, l’a m i an t o sugli elicotteri Il Viminale sapeva

IL MATERIALE STOCCATO A PRATICA DI MARE E MAI SMALTITO PRONTO IL RICORSO DI 40 AGENTI CONTRO IL DIPARTIMENTO SCARSE PROTEZIONI Le sostanze tossiche smontate dagli stessi operatori senza equipaggiamento adeguato. Prime segnalazioni nel 2007 di Silvia D’Onghia Chissà quanti operatori passano davanti, ogni giorno, a quell’han - gar. Anzi, chissà quante volte, dal 2007 ad oggi, ci sono passati. E chissà se sapevano, o solo sospettavano, che tra quel materiale tossico accatastato alla rinfusa ci sono pezzi di amianto. Componenti di elicotteri, venduti alla Polizia di Stato da AgustaWestald, smaltiti dagli stessi poliziotti dei reparti volo con protezioni che ben poco riparano dall’asbesto e dalle sue terrificanti conseguenze. Questo è uno dei tasselli dell’incredibile storia dell’amianto sugli elicotteri in dotazione alle Forze dell’Ordine. Dopo Vigili del fuoco e Finanza, è il momento del Dipartimento di pubblica sicurezza. Che sapeva, fin dal 2007, che nelle guarnizioni, nei condotti, nei tubi, nei freni ruota e rotore dei velivoli poteva essere presente l’amianto. Al Dipartimento lo aveva detto, il 2 febbraio 2007, la stessa Agusta, in un fax in cui venivano indicate le singole Una nota dettagliata, dopo la quale il Viminale scrive una prima volta a tutti i reparti volo d’Italia e chiede di “conoscere il quantitativo dei particolari giacenti presso i locali magazzini, significando che gli stessi dovranno essere accantonati adottando le precauzioni di cui alla normativa D.Lgs 626/94”. Il ministero sa che l’amianto esiste e precisa che deve essere smaltito secondo la legge. Per questo risulta strano l’equipaggiamento indicato nel 2008, che dovrebbe servire alle ispezioni: maschera mezzo facciale con filtri, tuta monouso microforata (“sigilla - ta polsi e caviglie con il nastro”), guanti monouso. IL DISPOSITIVO inviato dal decimo reparto volo – Venezia – specifica che “al termine dell’utilizzo, le tute e i guanti devono essere gettati nell’apposito contenitore per rifiuti pericolosi”. Basta tutto ciò a proteggere dalle fibre d’amianto? La risposta ce l’ha data il ministero della Difesa lo scorso anno, quando – dopo le notizie di stampa – ha fornito le disposizioni a tutti i soggetti interessati dall’amianto: tute tyvek intere, guanti in nitrile, facciali filtranti, oltre ad aspiratore a filtro assoluto, impianto di filtrazione acqua e unità di decontaminazione del personale. Tutta un’altra musica. Quando, nel 2013, l’Huffington Post riapre il caso amianto, il Dipartimento attiva nuovamente i reparti volo, richiedendo “ur - gente riscontro riguardo alle attività a suo tempo disposte”. Bisogna dunque pensare che, in sei anni, le parti incriminate non sono ancora state smaltite? IL 3 SETTEMBRE 2013 il primo reparto volo riferisce di aver “in - dividuato i particolari con presenza di amianto, che sono stati accantonati in un locale idoneo in attesa di notizie per la sostituzione/ sostituzione/ smaltimento da parte della ditta Agusta o enti preposti”. Ecco la risposta: i pezzi contenenti il pericoloso materiale sono stati smontati – dai poliziotti, con guanti e tute monouso – e accantonati, ma non ancora smaltiti, in un “locale idoneo”. In un magazzino, a Pratica di Mare, dove si trovano anche vecchi elicotteri, coperti con teli volanti. Presso i reparti volo della Polizia, risultano una trentina di casi di decessi per tumore. Certo, nessuno può ricondurli all’esposizione all’amianto, ma nessuno può neanche escluderlo. Anche perché, in tutti questi anni, solo alcuni i poliziotti sono stati sottoposti a semplici spirometrie, che non bastano ad attestare la presenza di eventuali patologie da asbesto. È per fare chiarezza che in questi giorni una quarantina di operatori potenzialmente esposti hanno firmato un ricorso contro il Dipartimento. il fatto quotidiano 1 marzo 2014

Acea, i manager sugli sci. A spese degli azionisti mentre il comune di Roma primo socio chiede austerità

LO SCONTRO Il Comune, primo socio, chiede austerità sugli stipendi ma i vertici si concedono un sabato sulla neve di Daniele Martini Tra le scrivanie, nei corridoi o davanti alla macchinetta della pausa caffè più che lo spirito di squadra aziendale di solito fioriscono mugugni e complotti. E allora perché non provare all’aperto, all’aria fresca di montagna e sulla neve considerando che è la stagione giusta? Devono aver ragionato così i capi dell’Acea, la società che gestisce acqua e luce del comune di Roma, quando hanno deciso di organizzare un torneo di sci per i manager del gruppo. GIACCA A VENTO, scarponi e attrezzi ai piedi, l’escursione bianca si è tenuta venerdì 21 e sabato 22 febbraio sulle piste a quasi 2 mila metri di Ovindoli sull’Appennino non lontano da Roma. Tutto a spese dell’azienda, ovviamente, dall’albergo a quattro stelle al noleggio di un’intera pista riservata all’av - vincente competizione sciistica. Cioè tutto a spese soprattutto dei contribuenti essendo l’Acea un’azienda pubblica, quotata in Borsa ma posseduta al 51 per cento dal Comune di Roma e per il resto da Francesco Gaetano Caltagirone (16 per cento circa) e dai francesi di Suez. Non si sa se sia stato raggiunto lo scopo di cementare lo spirito di corpo aziendale. Di certo le spese per la vacanza sulla neve stridono in maniera eclatante con le bollette pazze recapitate ai romani e i tagli alla manutenzione degli impianti idrici decisi dalla stessa Acea. E fanno a pugni anche con le raccomandazioni al rigore ripetute dal sindaco Ignazio Marino. Parlando qualche giorno fa ai rappresentanti dei consorzi delle borgate romane che lamentavano i mancati allacci alle fogne e la inadeguatezza dell’illuminazione pubblica, riferendosi proprio ai capi di Acea (il presidente Giancarlo Cremonesi e l’amministra - tore Paolo Gallo), il sindaco ha detto di aver l’impressione che i due pensino più all’an - damento del titolo in Borsa che ai servizi per i cittadini. Marino ha poi annunciato di essersi ridotto lo stipendio del 10 per cento invitando i capi Acea e delle altre municipalizzate a fare altrettanto. Al momento non risulta che i manager della società dell’acqua e della luce si siano scapicollati a seguire l’esempio. Nel frattempo hanno però deciso di allungare da 180 giorni a quasi 2 anni i tempi di pagamento alle ditte fornitrici, alcune delle quali ormai costrette a sopravvivere con l’os - sigeno razionato. La trasferta sulle nevi dell’Appennino è stata pensata nei minimi dettagli da Alessandro Sena, il responsabile della comunicazione interna della grande azienda romana, che ha organizzato una gara di sci riservata a tutta la prima linea aziendale, escluso, chissà perché, il presidente Cremonesi. Incluso, però, l’am - ministratore Gallo. E poi il capo del personale Paolo Zangrillo, fratello del medico di Berlusconi, il responsabile delle relazioni istituzionali, Ranieri Mamalchi, consigliere della Fondazione Nuova Italia dell’ex sindaco Gianni Alemanno, il direttore economia e finanza, Franco Balsamo, il direttore delle reti per l’energia, Andrea Bossola. Pranzi, cene e pernottamento all’hotel “Le gole-Locanda dei priori”, un albergo massiccio in pietra a vista, 100 euro la camera doppia, 200 la suite. il fatto quotidiano 1 marzo 2014

Storia di Ignazio Cutrò l'imprenditore che ha sconfitto la mafia

L’IMPRENDITORE Cutrò i mafiosi li chiama pubblicamente “quattro pezzi di merda”. È uno che ha lo strano vizio di dare a ogni cosa il suo vero nome di Benny Calasanzio Borsellino In culo alla mafia”. Ignazio Cutrò (...) mi disse proprio così: “In culo alla mafia”. Voleva che scrivessi con lui la sua storia, un libro che raccontasse la vita di un imprenditore che vince contro la mafia e contro la burocrazia statale e parastatale. “L’unica cosa che desidero – mi disse – è che il titolo sia questo: ‘In culo alla mafia’”. Un titolo volgare (...) penserà qualcuno. Ma Ignazio non va per il sottile (...) non è un intellettuale, non è uno stilnovista né un letterato, è un imprenditore a cui piace fare ancora l’operaio, è uno che si sporca le mani, che lavora insieme e più dei suoi dipendenti nei cantieri, che esce di casa quando non c’è ancora il sole e torna quando il sole non c’è più. (...) Per lui l’importante è farsi capire (...) “In culo alla mafia” è il suo motto, la frase che piazza alla fine dei suoi interventi pubblici, scatenando l’entusiasmo dei presenti, magari narcotizzati dal precedente relatore. I mafiosi li chiama “quattro pezzi di merda”, incurante che i suoi colleghi al tavolo siano prefetti, graduati dell’Arma o ministri della Repubblica. (...) L’impresa più grande non è stata stendere queste pagine, tra incontri in località segrete e carabinieri, ma convincere Ignazio che titolare il nostro libro così sarebbe stata una scelta editoriale azzardata; gli ho spiegato che il testo sarebbe dovuto arrivare nelle scuole, avrebbe viaggiato tra i ragazzi per educare i giovani alla legalità e alla lotta contro la mafia. Quel titolo, insomma, non ci avrebbe fatto entrare nei luoghi in cui noi volevamo andare. E allora, borbottando e imprecando contro il mio “politicamente corretto”, ha accettato. Ma ne sarà infastidito a vita. Ignazio è uno che ha lo strano vizio di chiamare ogni cosa con il suo nome. È un soldato, è in guerra ed è il comandante di un piccolo esercito di quattro persone: Giuseppina, la moglie, una donna riservata dagli occhi furbi che tiene insieme la famiglia e che per stare accanto a Ignazio ha rinunciato a molti parenti e amici di vecchia data; Giuseppe e Veronica Aurora, i loro ragazzi, che hanno sofferto tantissimo per i fatti che racconteremo ma che ora sono felici di essere i figli di un uomo coraggioso e che danno forza al padre nei momenti (non pochi) di sconforto. E POI CI SONO le sentinelle, gli otto carabinieri della caserma di Bivona, provincia di Agrigento, che a rotazione tutelano la “nostra” famiglia in ogni istante della giornata. Anche loro, per la maggior parte giovani di altre regioni, sono orgogliosi di scortare i Cutrò (...) Ogni giorno, che piova o che ci sia il sole, l’esercito Cutrò è sul campo di battaglia a combattere per riprendere possesso della vita e del lavoro che la mafia, in particolare la cosca mafiosa dei Panepinto, voleva sottrarre loro (...) Mi sono subito appassionato alla storia di Ignazio Cutrò perché mi è apparsa come qualcosa di limpido e cristallino, di puro. Cutrò non era uno delle centinaia di imprenditori, qualcuno dei quali oggi assurto al rango di intangibile eroe anti-racket, che dopo anni di pizzo, messi con le spalle al muro dalle forze dell’ordine, denunciavano le vessazioni per evitare magari l’incriminazione per favoreggiamento, falsa testimonianza o la semplice figuraccia sui media. No. Cutrò, quando ci incontrammo, me lo disse guardandomi negli occhi, prima di ogni cosa: “Fratè, io non ho mai pagato un euro, non mi è mai passato nella mente”. Non me ne vogliano i quasi cento altri testimoni di giustizia italiani, ma questa storia è speciale. (...) Ho assistito a tutto il calvario iniziato con le prime intimidazioni, seguite da puntuali e circostanziate denunce e dall’inevitabile e vigliacco isolamento. Poi, pian piano, la risalita. Ho visto Ignazio piangere di disperazione e, anche in quei momenti, rivendicare con rabbia la sua scelta. E ci sono ora, ora che siamo qui, nel giardino della mia casa a Verona, a scrivere questa introduzione e a raccontare una vittoria, una di quelle storie che si dovrebbero raccontare ai bambini prima di andare a dormire, in cui lo Stato e i suoi cittadini onesti vincono sui cattivi. Già, perché Cutrò non avrà un cavallo e un mantello ma è il personaggio positivo della nostra storia che, dopo aver denunciato e fatto condannare gli sciacalli che lo volevano in ginocchio, è tornato a fare quello che faceva prima: l’imprenditore, anche se con difficoltà e in una situazione economica ben nota. Il fatto quotidiano 1 marzo 2014

Armi chimiche siriane, “container difettosi”. Rinviato trasbordo a Gioia Tauro

Lo riferiscono fonti siriane. I cassoni che avrebbero dovuto trasportare le armi chimiche, merci pericolose e tossiche, non avevano i parametri di sicurezza previsti a livello internazionale di  | 1 marzo 2014 Battuta d’arresto per le operazioni di trasporto delle sostanze chimiche siriane presso il Porto diGioia Tauro. Secondo quanto riferiscono fonti siriane, i container che avrebbero dovuto trasportare le armi chimiche, merci pericolose appartenenti alla classe 6.1 (materie tossiche), non avevano i parametri di sicurezza previsti a livello internazionale. Secondo le stesse fonti, in Siria si stanno quindi costruendo i contanier adatti, in modo da garantire la sicurezza del trasporto, con la supervisione di esperti internazionali. Una soluzione, questa, che è causa di un oggettivo ritardo e fa dunque slittare le operazioni di trasbordo dei 60 container in transito nel territorio italiano che si svolgeranno nel Porto di Gioia Tauro, tra la nave danese Ark Futura e il laboratorio galleggiante Cape Ray inviato dagli Stati Uniti. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/01/armi-chimiche-siriane-container-difettosi-rinviato-trasbordo-a-gioia-tauro/898564/

Latina la dittatura Cerroni nello scandalo rifiuti dopo gli arresti il riesame conferma che il monopolio ha consentito il caso Montello

snobbata la norma che attribuisce ai comuni la libertà di conferire i rifiuti dove vogliono. Intanto è emerso il no dei servizi per la sicurezza alla desecretazione del dossier sulla vicenda. Differenziata a rilento i costi saliranno ancora. Senti chi parla adesso: per il pd serve un nuovo sistema di raccolta nel nuovo pef

Latina caos rifiuti non c'è accordo tra comune e Rida Ambiente di Aprilia, rifiuti ancora nel frusinate a Colfelice

l'assessore all'ambiente e vice sindaco Fabrizio Cirilli: la regione Lazio di Zingaretti e del pd non dà risposte nè sulle tariffe, nè sulla retroattività e doppio benefit. Il capoluogo non firma il contratto proposto dalla società di Aprilia per i rincari ingiustificati

Pontinia centrale a biomasse anche i grillini dicono di no, le loro osservazioni in provincia: tutti i motivi elencati nel documento del M5S

Dal quotidiano Oggi Latina 1 marzo 2014

Sabaudia sigilli alla discarica abusiva scoperti oltre mille mc di rifiuti speciali ammassati in un terreno a Borgo Vodice

operazione della Forestale il campo appartiene ad una società di San Marino, gli accertamenti coordinati dall'Ispettore Giuseppe Pannone. Falso compost a Sabaudia dopo il caso di via Sant'Andrea segnalato da Ciriello di Sabaudia Futura nuove segnalazioni di miasmi a Borgo San Donato, via Portosello e Migliara 47. San Felice Circeo respinto il ricorso dei privati per la demolizione sulla spiaggia. Ramati a Pontinia non difende l'agricoltura di qualità, l'aggressione del territorio ma il prezzo del latte ancora fermo

Aprilia periferia invasa dall'eternit, assessorato all'ambiente impegna 8 mila € per bonifiche. Lastre di amianto scoperte lungo le strade dei borghi in 8 discariche a cielo aperto

continua senza sosta l'abbandono selvaggio dei rifiuti lungo le strade. Oggi Latina 1 marzo 2014

Rifiuti, l’inchiesta si allarga al Campidoglio Fabio Tancredi, ex dirigente del Dipartimento Ambiente, è indagato per l’ok a Monti dell’Ortaccio

Un’autorizzazione provvisoria «illegittima» per allargare la cava di Monti dell’Ortaccio dove realizzare una discarica. Per questo è finito nel registro degli indagati anche un ex alto dirigente del Comune di Roma, Fabio Tancredi, all’epoca dei fatti nel settore ambiente, accusato di abuso d’ufficio. Il fascicolo è lo stesso che il 9 gennaio scorso ha portato agli arresti domiciliari il «Supremo» Manlio Cerroni nell’inchiesta sul sistema rifiuti. Un’associazione per delinquere riconosciuta tale anche dal Tribunale del Riesame, i primi giudici (anche se in fase cautelare) a entrare nel merito delle ipotesi d’accusa del procuratore capo Giuseppe Pignatone e del sostituto Alberto Galanti.
RUOLO DI TANCREDI
L’ex dirigente comunale, secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo nell’autorizzazione provvisoria per allargare la cava di Monti dell’Ortaccio, concessa nel 2011. In concorso con Bruno Vitali, rappresentante legale della Galeria Scavi srl, e con Cerroni, avrebbe «emanato in data 20 aprile 2011 la determinazione n.747, di rinnovo dell’autorizzazione all’attività estrattiva in località Monti del Lumacaro (nelle vicinanza di Monti dell’Ortaccio, ndr) in favore della società Galeria Scavi srl, già scaduta il 18 febbraio 2006. In altri termini, laddove la Determinazione dirigenziale del 2003 autorizzava l’attività estrattiva per soli 3 anni, detto termine veniva portato a 10 anni, con validità retroattiva, dalla determinazione a firma di Tancredi». Ascoltato martedì scorso, l’ex funzionario ha negato ogni addebito, affermando che la delibera del 2003 aveva già una durata decennale.
RETTORE FRATI
Dagli atti emergono altri spaccati, legati anche alla figura del rettore de La Sapienza Luigi Frati, finito nell’incartamento per un suo presunto interessamento per far lavorare la figlia di Romano Giovannetti, segretario dell’ex assessore Pdl Pietro Di Paolantonio. Frati ha sempre negato che un appuntamento ci sia stato, ma dall’interrogatorio di Bruno Landi, braccio destro di Cerroni, emerge un contatto. «Nella mia esperienza politica – dice l’ex presidente della Regione – io odiavo queste cose (le raccomandazioni, ndr) (…) Sta il fatto che, in realtà, lui (Giovannetti, ndr) ha una figlia studiosissima che ha scelto di fare l’egittologa, che ha 35-37 anni non guadagna una lira sta sulle spalle della famiglia (...). Frati, tra l’altro, mi ha ricevuto per cortesia, ma poi, in realtà, siccome erano anni e anni che non lo vedevo, dalle discussioni sulle convenzioni Policlinico Università quando io facevo il presidente della Regione, è stato cortese nell’accoglierci. Siccome Frati però è circondato da mille professori da mille questioni c’ha incrociato nei corridoi e ha detto "sì sì sì rivolgiti al mio assistente, poi ne parliamo", e così è finita tutta la storia».
MARRAZZO
Sempre Landi parla anche di spaccati che riguardano l’ex governatore Piero Marrazzo. Racconta che «una volta appena eletto Marrazzo facemmo una riunione come Federlazio (…) non mi rivolse nemmeno uno sguardo non mi dette la mano…essendo stato pure lui esponente del partito socialista quindi il clima era quello, di rappresentarsi totalmente nuovi, totalmente estranei al vecchio quindi chiunque apparisse con le caratteristiche del vecchio doveva essere per quanto possibile espunto».
Ivan Cimmarusti http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2014/02/28/rifiuti-l-inchiesta-si-allarga-al-campidoglio-1.1224374

Londra: ‘Se indossi una pelliccia, qui non entri!’

di  | 1 marzo 2014 “Non importa chi sei! Se indossi una pelliccia, sei senza cuore e qui non entri”, ha dichiarato Meg Mathews al giornale London Evening Standard. Difficilmente una discoteca impone un codice di abbigliamento o vieta ai propri clienti l’accesso al locale, soprattutto se gli ospiti sono personaggi famosi o persone che ostentano il proprio status sociale anche attraverso il look, indossando capi o accessori di alta moda, simbolo di ricchezza – ahimè – nell’immaginario collettivo.
Assistiamo, grazie a Meg Mathews, ad una svolta di tendenza nel mondo dei locali notturni; il Mahiki, la discoteca più cool di Londra, frequentata da star internazionali, è il primo club a vietare l’ingresso ai clienti che indossano pellicce animali. Una barra sulla parola fur (pelliccia) è la nuova insegna al neon che accoglie i clienti all’ingresso del locale. Vietato l’ingresso a tutti coloro che indossano la pelliccia o capi con inserti di pelliccia; a tutti gli altri ospiti sarà dato un badge con la scritta “pelliccia vietata” al posto del solito braccialetto o timbro che viene fornito all’ingresso delle discoteche.
Lo staff del locale sarà formato in modo da individuare se la pelliccia o gli elementi di pelliccia inseriti negli accessori siano veri o di ecopelliccia (ancora consentita); sarà, dunque, inutile cercare di raggirare i buttafuori con false dichiarazioni o con frasi simili: “Non sa chi sono io!”. Questo locale ha scelto di vietare l’ingresso, indistintamente, a chi indossa capi di abbigliamento prodotti con la sofferenza e la morte di altri essere viventi. Ci sono tanti grandi designer, stilisti  e marchi che scelgono tessuti cruelty-free o una moda sempre più animal friendly.
Anche Inditex Group, composto da oltre 100 aziende operanti nel settore della moda, ha aderito alFur Free Retailer Program, lo standard internazionale che delinea i requisiti delle aziende impegnate contro lo sfruttamento di animali. Niente più pelliccia o inserti (anche di coniglio) nei milioni di capi di abbigliamento e accessori commercializzati dalle aziende di proprietà del gruppo Inditex nel mondo: Zara, Bershka, Stradivarius, Oysho, Pull&Bear, Massimo Dutti e Uterque. Sono 6.249 i negozi distribuiti in 86 paesi (310 solo in Italia), che ogni anno registrano un fatturato di oltre 15 miliardi di euro. Inditex, insieme agli altri 300 marchi di abbigliamento che hanno già aderito allo standard impegnandosi a non utilizzare mai più pellicce animali, mandano un forte segnale al mondo della moda.  http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/01/londra-se-indossi-una-pelliccia-qui-non-entri/897847/

Le Alpi Apuane e l’estrazione selvaggia: domenica a Campocecina alle 11 escusione sentieri della distruzione

di  | 1 marzo 2014 “I più bei monti formati da Dio”, scrisse Tommaso Landolfi delle Alpi Apuane. Che però sono preda dell’estrazione selvaggia del marmo, di una devastazione senza pari. Un esempio tra i tanti: il passo della Focolaccia, sotto il roccioso monte Tambura, negli ultimi anni è stato abbassato di cinquanta metri. Varrà la pena di ricordare la questione per sommi capi. Le concessioni sono assegnate senza gara, per un tempo lunghissimo, e sono pure rinnovabili. Dissesto idrogeologico. Inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi. Polveri e malattie polmonari. E tutto questo per cosa?Per farne dentifricio: dal ’92 in avanti, infatti il grande business delle multinazionali sono le scaglie di marmo che servono a produrre il carbonato di calcio per l’industria della carta, dei mangimi, dei cosmetici – anche per interrare i rifiuti tossici, occasionalmente. Per produrre le scaglie basta una macchina con due addetti (l’occupazione nel settore della cave è diminuito drasticamente: in un secolo del resto si è passati da 14.000 occupati nelle cave ai circa 1.000 attuali, mentre la produzione in blocchi è passata da 200.000 tonnellate alle attuali 1.400.000), e si distrugge una montagna in pochissimo tempo. Poi il prodotto – marmo o carbonato – lo si porta via: nemmeno una filiera produttiva esiste più in terra apuana. Restano solo le montagne distrutte. Questo si chiama:colonialismo. Le multinazionali esercitano un ricatto forte sui deboli poteri locali: la vostra economia è povera, e se ce ne andiamo via noi per voi è peggio.
L’argomento del ricatto occupazionale è tornato in tutta la sua potenza negli ultimi tempi, di fronte al Piano paesaggistico della Regione toscana, il quale si pone finalmente l’obiettivo di una progressiva chiusura delle cave operanti nell’area del Parco delle Apuane, ovviamente con opportuni ammortizzatori e riconversioni. Ora, secondo voi come ha reagito il presidente del Parco, colui che il buonsenso vorrebbe essere il suo difensore?  E’ insorto in difesa delle cave e dell’occupazione che essa genererebbe. Abbagliante paradosso. Dopo il presidente, sono insorti ovviamente gli industriali, con un duro comunicato: e ciò che colpisce di più è la retorica della “comunità”, dove il marmo viene celebrato nella sua dimensione storica, oltre che in quella artistica, come se chiudere cave fosse un affronto alla storia del popolo apuano. Peccato che, a fronte di tanta retorica, la comunità apuo-versiliese del marmo benefici ben poco: dei profitti derivanti da quel business somme irrisorie restano alla comunità”, la quale anzi nel corso dei decenni si è dovuta sorbire enormi costi per ovviare ai danni ambientali. E’ davvero disturbante questo utilizzo strumentale delle memorie antiche dei cavatori e la bellezza dell’arte per giustificare l’attuale brutale rapina e devastazione dei monti.
Perciò domenica chi dice no alle cave sarà a Campocecina, sopra Carrara, dalle 11, per una “escursione sui sentieri della distruzione”, per difendere l’anima delle Apuane, e per proporre un’economia alternativa che faccia rinascere una comunità vera. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/01/le-alpi-apuane-e-lestrazione-selvaggia/897161/

Latina da serie A: ospedale nel caos, manifestazione degli infermieri

Si è svolta oggi la manifestazione dei lavoratori dell’ospedale che chiedono maggiore sicurezza e più personale e mezzi. Una manifestazione cittadina “per un servizio sanitario pubblico e di qualità ma soprattutto adeguato alle necessità dei cittadini” l’hanno definita i lavoratori che hanno sfilato in corteo nelle vie del centro di Latina.
ZINGARETTI SUI PRECARI DELLA SANITA’. «Quella sui precari della sanità è un’altra importante battaglia. Dal 2012 siamo nelle condizioni di poter dire che i criteri imposti dal Governo sono rispettati, siamo in regola con i numeri e siamo in grado di porre al tavolo nazionale la proposta che, a parità di costi, si possa avviare il processo di stabilizzazione dei primi 400 precari della sanità pubblica». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, nel corso di una iniziativa sanitaria a Sezze. «Ora – ha aggiunto – il tema è molto delicato, perchè il Lazio, che è sotto osservazione, ha il blocco del turnover. Noi non vogliamo far finta di niente, noi non possiamo assumere, perchè dobbiamo rispondere a dei criteri, però possiamo proporre l’avvio di una situazione nuova, che servirà anche a migliorare la qualità dei servizi. Ad esempio cominciare con la stabilizzazione dei precari che hanno fatto i concorsi – ha concluso – sarebbe un segnale importante». http://www.latina24ore.it/latina/83923/ospedale-nel-caos-manifestazione-degli-infermieri

Pontinia chiuso canile Tor 3 Ponti, presidente consiglio comunale, demolizione parziale chiosco via Cavour, speculazioni biogas scandalo Marche e caso Biopower,

nella pagina di Pontinia de Il settimanale di Latina da oggi in edicola Biogas il 3ottobre 7 amministrazioni si esprimono a Maenza - 7 amministrazioni comunali trattano lo sviluppo incontrollato del biogas a Maenza il 3 ottobre 2013 in un consiglio comunale aperto alla popolazione a allargato ai vari amministratori. Alcune delle mancate risposte dei favorevoli alla speculazione del biogas l'impianto “modello” in un Borgo di Latina in tutti i controlli pubblici non ha mai rispettato i limiti di emissione e la qualità dello scarico delle acque. Biogas il caso Biopower Renzo Bracciali e Giampiero Tombolillo, i due industriali romani coinvolti nell'Operazione Biopower. biogas lo scandalo nelle Marche scandalo del biogas nelle Marche: soldi nostre e tasche loro alla canna del biogas. Lago di Paola bocciato dalla regione Lazio il progetto del fotovoltaico galleggiante a Sabaudia nel parco nazionale del Circeo Totalmente in contrasto con le norme di tutela. nuovamente sequestrato il canile di Tor Tre Ponti dopo i fatti di un anno fa. Chi sarà il nuovo presidente del consiglio comunale?Parti abusive nel chiosco del parco pubblico in via Cavour in corso di demolizione. http://ilsettimanaledilatina.it/
questo il mio articolo della scorsa settimana
Pontinia sabato al Teatro Fellini “il piacere ... è tutto mio”
Nuovo spettacolo sabato sera al Teatro Fellini di Pontinia con uno spettacolo brillante “il piacere... è tutto mio” Un grande viaggio virtuale attraverso le epoche più goderecce della storia per svelare i vizi del mondo femminile, dai piaceri dell’Agorà fino ai sexy toys del nuovo millennio. sceneggiatura scritta e pensata in collaborazione con Luciano Recano, Max Orfei e la partecipazione di Stefano Vigilante, la regia è di Gianluca Ansanelli e la consulenza alla scenografia è di Davide Dormino. La protagonista è Barbara Foria nata a Napoli: attrice versatile con grande comunicativa, autrice e presentatrice brillante. Protagonista di numerose trasmissioni televisive dedicate alla comicità. Vincitrice nel 2003 del Festival del “Cabaret in rosa” di Torino, che presenterà accanto a Claudio Lauretta nell’edizione 2006, si è fatta apprezzare dal pubblico televisivo per le sue partecipazioni in diversi programmi Rai. Personaggio fisso di Tintoria Show su Rai3 fin dalla prima edizione, inviata del programma cult di Rai2 Pirati, ha partecipato anche a Notte Mediterranea, sempre su Raidue. Monologhista di Assolo su La7, e protagonista su Comedy Central di Comicittà in tour e Cuork-Al centro della Coppia su La7. Barbara è anche uno dei volti di Rai4, inviata di spicco dell’irriverente magazine Sugo di Gregorio Paolini.  Ospite ricorrente di Ottovolante-Live, show comico di Radio2, in teatro Barbara ha lavorato per molti anni al fianco di Rosalia Porcaro nello spettacolo “Sessosenzacuore.com” per la regia di Serena Dandini, ma il grande successo arriva nel 2010 con il suo primo “one woman show” dal titolo “Sto matrimonio non sa d’..affare!” scritto a quattro mani con Luciano Recano regia di Marco Simeoli, il cui adattamento televisivo “Meglio un uomo oggi che un marito domani!” è andato in onda su Palco e Retropalco (Rai3) con la collaborazione di Gregorio Paolini e Simonetta Martone. In onda sempre su Palco e Retropalco nel 2009 è nello spettacolo “Precari e contenti” di e con Rosalia Porcaro.

Pontinia la fuga degli elettori dal pd: assenti anche Tombolillio e diversi amministratori che non credono nel partito di Renzi

Solo 79 votanti hanno partecipato alle primarie per la scelta del segretario regionale a Pontinia. Alle primarie Pd dello scorso 8 dicembre:a Pontinia erano stati 329 votanti alle primarie del pd, Cuperlo ha raccolto 45 Pd preferenze, Civati 23, Renzi 259, le schede bianche 2. Ha votato il 2,99% degli elettori. Nel peggiore dei risultati (lo scorso anno al secondo turno tra Bersani e Renzi) avevano votato in 327 che allora rappresentava il 3%. Nel 2005 (13.597 residenti), quando le primarie erano state precedute da incontri tematici e quindi si parlava di problemi e progetti reali, c'erano stati 439 votanti. Al primo turno del novembre 2012 (14.241 residenti aumento del 4,7% di abitanti) erano scesi a 383 (calo del 15% di votanti) mentre al secondo turno erano diventati 327 con ulteriore calo del 17%. I numeri impietosi: con 11.286 (nel 2011) elettori complessivi, la lista per Tombolillo aveva ricevuto 5.852 preferenze. In pratica hanno votato nel secondo turno delle primarie del dicembre 2012 il 3% degli elettori aventi diritto e il 6% di coloro che hanno votato per Tombolillo sindaco. A favore di Bersani avevano votato 184 cittadini pari l'1,8% degli aventi diritto.
Il sequestro del chiosco bar nei giardini pubblici di via Cavour
dopo gli annunci delle indagini è scattato il sequestro del chiosco del bar di via Cavour nei giardini  L’inchiesta, coordinata dal sostituto Simona Gentile che ha chiesto ed ottenuto l’ordinanza del Gip, è partita qualche tempo fa e  vede iscritti nel registro degli indagati gli amministratori comunali, compreso il sindaco Eligio Tombolillo, che nel 2011 con atto di giunta anziché di Consiglio comunale autorizzarono la realizzazione di un chiosco bar di 80 metri quadrati in difformità delle previsioni urbanistiche che si superficie coperta ne vorrebbe non più di 50 metri quadrati in quella zona verde della città. Gli indagati: Tombolillo ci sono Luigi Subiaco, Valterino Battisti, Franco Pedretti, Patrizia Sperlonga ed Ernesto Bilotta. Sono tutti accusati di abuso d’ufficio, occupazione di suolo pubblico e abusivismo edilizio. Stessi reati contestati all’amministratore della società Blg, Giordano Ballarin, ai direttori dei lavori Marco Scalzone e Antonio Giona e al dirigente dell’ufficio tecnico comunale Corrado Corradi. Da valutare eventuali atti amministrativi che l'amministrazione, come ha dichiarato Tombolillo, emetterà, quando l'autorità giudiziaria lo consentirà, per correggere eventuali atti sbagliati e riportare il tutto nell'ambito della normalità. Sempre in fatto di urbanistica e mancato rispetto delle regole due anni fa all'unanimità il consiglio comunale ha abolito i vincoli sul paesaggio agricolo di fondazione e sui poderi. Affermavano che c'era il PTPR e un elenco (mai pubblicato) di poderi da tutelare. La scorsa settimana è scaduto pure il PTPR nonostante l'occupazione dell'aula consiliare de La Pisana e l'anarchi continua...
Pontinia la città dell'energia
la minaccia degli amministratori del 2003-2005 si sta avverando: Pontinia sta diventando la città dell'energia: sono stati approvati dalla provincia di Latina 27 campi fotovoltaici pari a oltre il 3% della superficie rurale per una capacità di 86,82 Mwp, pari al 26% dell'intera produzione provinciale che soddisfano il 4% della richiesta dell'energia dell'intera provincia secondo il piano energetico provinciale che fa riferimento ai dati del 2007. Escludendo la centrale a biomasse di 20 MW, sempre la Provincia di Latina ha approvato a Pontinia altre 3 centrali a biomasse pari a una potenza superiore a 1,6 Mwp pari al 45% della produzione provinciale, una centrale a biogas per 0,96 Mwp pari al 26% della produzione approvata dalla provincia di Latina. Pontinia in totale produce circa 90 Mwp autorizzati dalla provincia, pari a ¼ dell'intera produzione approvata dalla Provincia. Proprio per fronteggiare l'anarchia territoriale il M5S ha presentato una richiesta di moratoria per ridurre il notevole carico di inquinamento delle centrali a biogas, oltre alla speculazione denunciata dalla Coldiretti sulla produzione agricola.
Quale qualità dell'acqua?
La Asl non risponde sulla qualità dell'acqua erogata dal rubinetto: ultime analisi preoccupanti dell'arsenico ferme a maggio 2013, nessun dato sulla qualità del piombo. Intanto continuano ogni settimana casi di tumore e di gravi malattie cardiovascolari nella popolazione giovanile tutti sintomi di un grave inquinamento.  

Polizia, amianto negli elicotteri. Il Viminale sapeva

In edicola sul Fatto del 1 marzo: “Polizia, amianto negli elicotteri. Il Viminale sapeva” I vertici di Agusta indagati dalla procura di Torino. La multinazionale che costruisce gli elicotteri in dotazione alle forze di sicurezza italiane finisce nel mirino di un’inchiesta giudiziaria sui rischi provocati dalla presenza di amianto in una quantità innumerevole di velivoli: non per averli fabbricati, ma per avere segnalato il problema in ritardo. E quei componenti venduti alla Polizia di Stato da Agusta sono stati smaltiti dagli stessi poliziotti dei reparti volo con protezioni che ben poco riparano dall’asbesto e dalle sue terrificanti conseguenze. Per la politica un approfondimento sui nuovi 44 tra sottosegretari e viceministri. E’ una squadra che sembra lontana dal vento di rottamazione che ha portato l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi a scalare gerarchie e ruoli politici. Nell’elenco appaiono due indagati per inchieste sui rimborsi dei gruppi consiliari nelle loro rispettive regioni e in più c’è il regalo a Silvio Berlusconi. Per il secondo sfoglio vi raccontiamo l’attesa della cerimonia ufficiale di domenica notte, in programma al Dolby Theatre di Los Angeles, con la notte degli Oscar. Forte della vittoria ai Golden Globe come miglior film drammatico, “12 anni schiavo” è quotato soltanto 1/5 dai bookmakers. Ma gli occhi degli italiani saranno tutti per Paolo Sorrentino. “La grande bellezza“, dopo il trionfo ai Golden Globe e ai Bafta, è il grande favorito per il titolo di miglior film straniero. Ci vediamo ‘In edicola’: ogni sera le anticipazioni su ilfattoquotidiano.it (riprese e montaggio Samuele Orini e Paolo Dimalio, elaborazione grafica Pierpaolo Balani).