lunedì 29 febbraio 2016

Un contratto per il Lago di Paola Sabaudia

L'iniziativa degli Eredi Scalfati
Le criticità ambientali del Lago di Paola sono ampiamente note: scarsa circolazione dell’acqua, carenza di ossigeno nei mesi estivi, proliferazione di alghe, eccessiva presenza di nutrienti (azoto e fosforo), progressivo aumento della salinità, afflusso di inquinanti da fonte agricola e civile. Cause e processi conseguenti sono evidentemente complessi e criticamente interagenti: per questo necessitano di un insieme di azioni di riqualificazione e di protezione, coordinate e fondate su un approccio gestionale integrato. Per questo motivo gli eredi Scalfati hanno inviato una proposta al Comune di Sabaudia, alla Provincia di Latina, al Parco nazionale del Circeo e alla Regione Lazio ipotizzando la stipula di un "Contratto di Lago". Si tratta di uno strumento che da decenni viene utilizzato in Francia, Inghilterra, Belgio e Germania e che più di recente è stato adottato anche in Piemonte e in Lombardia. Come scrive in una nota l'avvocato Andrea Bazuro, amministratore unico della "Comunione Eredi Scalfati", tale strumento potrebbe essere applicato anche al lago di Paola. «Al fine di superare tali inefficienze, la normativa comunitaria e nazionale ha messo a disposizione uno strumento specifico: il Contratto di Lago. Tale istituto mira a raggiungere gli obiettivi attraverso un nuovo approccio metodologico e potrebbe essere estremamente efficace in un contesto così complesso come quello del Lago di Paola. Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere con lo strumento del Contratto di Lago coincidono con le criticità che affliggono il sistema lacustre del Lago di Paola. La sua natura “integrata” richiede che le soluzioni ai suoi problemi provengano da un intervento congiunto e “concertato” tra tutti gli operatori del territorio, pubblici e privati. A tal fine, lo strumento del Contratto di Lago rappresenta, a nostro avviso, una metodologia in grado di raggiungere questo scopo».  http://www.latinaoggi.eu/news/sabaudia/13884/Un-contratto-per-il-Lago-di.html

Scorie nucleari - Il Governo Renzi rinvia ancora. Borgo Sabotino state sereni il deposito di scorie non durerà più di 10 mila anni

29 febbraio 2016 10:30
FQ NOW Scorie nucleari – Il Governo Renzi rinvia ancora (di Stefano Feltri)
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Scorie nucleari - Il Governo Renzi rinvia ancora
ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Ilva Taranto, tutti di nuovo a processo: i Riva, il sindaco Stefàno, Nichi Vendola e gli altri indagati

Dopo l’annullamento per errori procedurali del primo processo dinanzi alla corte d’assise e il ritorno alla fase preliminare, il gup Anna De Simone ha accolto la richiesta della procura ionica rinviando a giudizio tutti i 44 imputati dell'inchiesta Ambiente Svenduto
Inizierà il prossimo 17 maggio il “nuovo” processo nei confronti dei 44 imputati dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” per le emissioni nocive dell’Ilva di Taranto. Dopo l’annullamento per errori procedurali del primo processo dinanzi alla corte d’assise e il ritorno alla fase preliminare, questa mattina il gup Anna De Simone ha accolto la richiesta della procura ionica rinviando nuovamente tutti a giudizio. A processo, tra gli altri, Fabio e Nicola Riva, figli del patron Emilio e proprietari dell’Ilva accusati insieme all’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, all’ex responsabile delle relazioni istituzionali Girolamo Archinà, all’avvocato del Gruppo Riva Franco Perli e ai cinque fiduciari che componevano il cosiddetto ‘governo ombra‘ di associazione a delinquere per aver controllato “l’emissione di provvedimenti autorizzativi nei confronti dello stabilimento Ilva” e per “consentire al predetto stabilimento la prosecuzione dell’attività produttiva”. Manovre che avrebbero poi causato il disastro ambientale, l’avvelenamento di sostanze alimentari e l’omissione di cautele sui luoghi dove operavano i dipendenti. Fabio Riva e l’ex consulente della procura Lorenzo Liberti, inoltre, devono difendersi anche dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver versato, secondo i pubblici ministeri, una tangente di 10mila euro per ammorbidire una perizia sull’Ilva.
Sotto processo finisce nuovamente anche l’ex governatore di Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravataper aver fatto pressioni sul direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, affinché assumesse un atteggiamento meno severo nei confronti della fabbrica. Sulla base dei monitoraggi del 2009, infatti, Arpa Puglia aveva evidenziato “valori estremamente elevati di benzo(a)pirene” e di conseguenza proposto in una relazione “l’esigenza di procedere ad una riduzione e rimodulazione del ciclo produttivo dello stabilimento siderurgico diTaranto”. Ma, secondo la procura ionica, Vendola avrebbe “fortemente criticato l’operato dell’Arpa, esprimendo al contempodisapprovazione, risentimento ed insofferenza” e in un incontro avvenuto il 22 giugno 2010 con gli assessori Nicola Fratoianni, alcuni dirigenti della regione  e l’allora dirigente Ilva Girolamo Archinà, avrebbe ribadito “che in nessun caso l’attività  produttiva dell’Ilva avrebbe dovuto subire ripercussioni”.
Tra i 44 imputati finiti nuovamente a processo anche il primo cittadino di Taranto, Ippazio Stefano, l’ex presidente della Provincia Gianni FloridoLuigi Pelaggi (ex capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo) e Dario Ticali, ex presidente della commissione ministeriale che rilasciò l’autorizzazione integrata ambientalealla fabbrica. A giudizio anche l’ex assessore regionale alla sanità del Pd Donato Pentassuglia, accusato di favoreggiamento nei confronti di Archinà.
Sotto processo anche tre società: Riva Fire, Riva Forni elettrici eIlva spa in amministrazione controllata. Per quest’ultima nella scorsa udienza, l’avvocato Angelo Loreto, ha annunciato l’intenzione dei commissari Pietro GnudiEnrico Laghi eCorrado Carrubba di presentare nuovamente dinanzi alla Corte d’assise una richiesta di patteggiamento accettando una sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro, la nomina dei commissari straordinari come commissari giudiziali e un risarcimento di circa due miliardi che, tuttavia, lo Stato avrebbe già speso o comunque messo in preventivo di spendere per ammodernare lostabilimento ionicodi  | 29 febbraio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/29/ilva-taranto-nuovamente-a-processo-i-riva-il-sindaco-di-taranto-nichi-vendola-e-tutti-gli-altri-indagati/2506135/

la differenza tra le falde della centrale nucleare di Borgo Sabotino e quelle discrete di Borgo Montello

La colpa è delle falde. Guardate la differenza con quelle della discarica di Borgo Montello. Sono praticamente immobili, hanno circoscritto l'inquinamento all'interno della discarica, senza danneggiare i confinanti. Quasi quasi vanno pure in salita per non scendere nell'Astura. Se sono inquinate è per colpa della preistoria e non certo dei benefattori della discarica meritevoli di medaglie. Se le falde di Montello sono discrete, quelle di Sabotino avrebbero molto da imparare anzichè disturbare nel raggio di almeno 1 km le persone che hanno tanta fiducia nel nucleare e che non disturbano, non protestano, non mettono cartelli, muoiono e si ammalano in silenzio, facendo arricchire Latina. Con i soldi del ristoro nucleare quante belle cose si fanno a Latina come con quelli della discarica. Magari ci pagano lo stadio, il circo e le parcelle non perdono certo tempo a tutelare il territorio. Ci sono falde che meritano altre no

Filippine a rischio per cicloni sempre più estremi Scienziati, fenomeni in aumento per incremento temperature mare

(ANSA) - ROMA, 29 FEB - Nelle Filippine il rischio di tifoni della potenza catastrofica di Haiyan - che nel 2013 provocò oltre 7300 tra morti e dispersi - è sempre più alto. Secondo uno studio condotto dall'Università di Sheffield, pubblicato sull'International Journal of Climatology, l'aumento della temperatura della superficie del mare, provocato dai cambiamenti climatici, potrebbe essere fattore scatenante di cicloni tropicali sempre più estremi e intensi nell'arcipelago. Con conseguenze drammatiche in termini di perdite di vite umane e danni economici.

Analizzando gli eventi verificatisi tra il 1951 e il 2013, i ricercatori hanno rilevato una lieve diminuzione di cicloni di piccola entità (quelli con venti al di sopra dei 118 chilometri orari), in particolare negli ultimi due decenni. Tuttavia negli ultimi anni sono aumentati i fenomeni più pericolosi, con venti che superano i 150 chilometri orari, colpendo principalmente l'isola settentrionale di Luzon.

Studi precedenti suggeriscono che l'aumento di cicloni tropicali particolarmente intensi potrebbe essere imputato all'aumento della temperature della superficie marina registrato almeno dal 1970 come effetto dei cambiamenti climatici. Un dato che fa riflettere anche se, precisano gli scienziati, è ancora presto per giungere a conclusioni.

Secondo il rapporto 2014 sui rischi globali della United Nation University le Filippine sono tra i Paesi più a rischio per una serie di eventi naturali: piogge monsoniche, cicloni tropicali, terremoti e tsunami. Nel novembre 2013 il tifone Haiyan fu uno dei più violenti mai registrati.(ANSA).
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2016/02/29/filippine-a-rischio-per-cicloni-sempre-piu-estremi_afb95c7d-bc26-486f-aa67-92e929960b9b.html

Pontinia e l'urbanistica per piano di zona bloccato, concessi altri due anni

Latina editoriale oggi 29 febbraio 2016

San Felice Circeo per il porto nuovo round in tribunale. Sabaudia per gli stabilimenti balneari torna l'incubo dell'erosione costiera. Sezze i comitati per l'acqua pubblica tornano in azione

Latina editoriale oggi 29 febbraio 2016

toh, chi lo avrebbe mai detto, anche le acque di falda intorno alla centrale nucleare di Borgo Sabotino sono avvelenate. State sereni il pd vi protegge, il deposito delle scorie non durerà più di diecimila anni e non c'è pericolo per la salute, per chi sopravvive all'inquinamento già in atto nel silenzio degli enti (in)competenti

Latina editoriale oggi 29 febbraio 2016

Acque avvelenate attorno alla centrale nucleare, stop all'uso

Latina

Stop all’utilizzo dell’acqua proveniente dai pozzi nell’area di Borgo Sabotino: i valori di concentrazione di cloruro di vinile nelle acque sotterranee della falda soggiacente la Centrale Nucleare sono troppo alti e nocivi non solo per l’ambiente, ma anche per la salute. È quanto viene ordinato dal Servizio Ambiente Igiene e Sanità del Comune di Latina che con l’atto pubblicato il 25 febbraio informa tutti i residenti della zona che iscrive la centrale della Sogin di non utilizzare l’acqua dei pozzi per alcun motivo, né per uso alimentare, né per igiene personale né tantomento per fine agricolo.
(Articolo completo su Latina Oggi del 29 Febbraio 2016) http://www.latinaoggi.eu/news/news/13822/Acque-avvelenate-attorno-alla-centrale-nucleare--stop-all-uso.html

Latina e l'urbanistica, la bugia clamorosa sugli abitanti potenziali, anche le date seminano dubbi sulle varianti ai piani particolareggiati

Latina editoriale oggi 29 febbraio 2016

Piani particolareggiati, quelle approvazioni in piena estate

Latina

L’approvazione delle varianti più delicate? Meglio riunire la Giunta ad agosto quando anche la politica è in ferie. La data di approvazione della variante al Piano particolareggiato R-6 Isonzo è quella del 2 agosto 2013, mentre quella della variante al Ppe R-3 Prampolini è il 7 agosto 2014. A voler essere precisi il 2 agosto 2013 non c’è stata alcuna seduta di Giunta per approvare definitivamente la variante, ma una semplice determina dirigenziale,la numero 1518. Eppure nella delibera «madre», la n.474 del 26 settembre 2012, si disponeva espressamente che la definitiva approvazione del nuovo strumento urbanistico avrebbe richiesto un provvedimento della Giunta municipale. Così, ad occhio e croce, la variante al Ppe R-6 Isonzo appare carente anche dal punto di vista strettamente formale: non è mai stata davvero approvata, il che potrebbe comportare la conseguente revoca delle concessioni già rilasciate.
(Articolo completo su Latina Oggi del 29 Febbraio 2016) http://www.latinaoggi.eu/news/news/13820/Piani-particolareggiati--quelle-approvazioni-in-piena-estate.html

la provincia di Latina con le famiglie e le imprese in preda agli usurai con il cappio al collo. Ma la provincia è sotto controllo, tranquilli, di chi non lo so, ma sotto controllo

Latina editoriale oggi 29 febbraio 2016

Riciclo, la corsa a ostacoli delle imprese contro il monopolio di Conai: ritardi, annullamenti e battaglie legali

Dopo l'immobilismo della politica e in attesa dell'approvazione del ddl Concorrenza al Senato, ecco le storie delle aziende che hanno tentato di realizzare sistemi autonomi di raccolta e recupero dei materiali di imballaggio. Come il calvario della Aliplast: "Fare lobby non è il nostro lavoro, siamo e restiamo riciclatori. Ma almeno abbiamo aperto una strada" nuova"
L’Antitrust lo dice dal 2008 e lo ha ripetuto di recente in più occasioni: nella raccolta e nell’avvio al riciclo degli imballaggiserve più concorrenza. Un primo passo potrebbe arrivare presto con l’approvazione anche al Senato del ddl sulle liberalizzazioni, dopo anni in cui la politica ha fatto orecchie da mercante agli appelli dell’Autorithy, mentre a pagare il prezzo dell’immobilismo erano le aziende che hanno tentato di mettere in piedi sistemi autonomi di raccolta e recupero dei materiali. Con iter durati anni, tra ritardi, schermaglie legali, annullamenti di procedure ed esposti all’Authority per la concorrenza.
Per rispettare l’obbligo di recuperare gli imballaggi usati, il Testo unico ambientale del 2006 prevede che i produttori possano aderire al Consorzio Conai, istituito dalla legge nel 1997 per dare input a raccolta differenziata e riciclo oppure avviare unsistema autonomo, a patto di gestire i propri contenitori e di coprire tutto il territorio nazionale. Chi ha scelto la seconda opzione, però, si è trovato ad affrontare un percorso a ostacoli, iniziato con gli sforzi per soddisfare questi due requisiti considerati eccessivi dalla stessa Antitrust e continuato spesso in tribunale.
Aliplast: sette anni di calvario
Aliplast, azienda trevigiana che oggi avvia a seconda vita il 10 per cento di tutta la plastica riciclata in Italia, ci ha messo7 anni per vedersi alla fine riconosciuto il diritto di operare con il proprio sistema Pari, attraverso il quale raccoglie e ricicla lepellicole in polietilene utilizzate dalle imprese per imballare bancali di merci. Oggi lavora con grandi nomi come Heineken,Nestlé e Saint Gobin, con una percentuale di riciclo del 60 per cento. “Il sistema Pari ha avuto il via libera nel 2009 dall’Osservatorio nazionale rifiuti, le cui funzioni sono oggi in capo al ministero dell’Ambiente, dopo 18 mesi di istruttoria – racconta Alessandro Stocco, manager di Aliplast – Nel frattempo, però, Conai ha presentato ricorso, accolto dal Tar e confermato dal Consiglio di Stato, i quali hanno ritenuto che i controlli svolti sulla nostra attività non fossero sufficienti. L’iter così è tornato alla fase iniziale e siamo stati autorizzati di nuovo dal ministero solo ad agosto 2014″, racconta Alessandro Stocco, manager di Aliplast. Non finisce qui: “A quel punto, Conai ha presentato un nuovo ricorso contro il provvedimento. Abbiamo fatto ricorso anche noi, perché nel decreto ministerialerimanevano dei vincoli alla nostra attività”. “Purtroppo – ammette Stocco – fare lobby non è il nostro lavoro, siamo e restiamo riciclatori”, ma “grazie all’istruttoria Antitrust il rapporto tra Pari e Conai è giunto ad una piena definizione e questo ha aperto la strada anche per altri sistemi che dovessero nascere in futuro”.
Compiti a casa
Stocco fa riferimento al procedimento avviato nel 2014 dall’Autorità per la concorrenza nei confronti di Conai eCorepla, il Consorzio per il recupero degli imballaggi in plastica, per verificare un eventuale abuso di posizione dominante. Tutto era partito da una segnalazione della stessa Aliplast. A settembre 2015, l’Authority ha chiuso l’indagine rinunciando ad accertare l’infrazione e accettando cinque impegni vincolantipresentati dai due consorzi. Impegni considerati “idonei a tutelare la concorrenza“, che offrono maggiori garanzie a Pari e che “si applicheranno alle procedure di riconoscimento dei nuovi sistemi”. Il primo, in particolare, parla di “non interferenza da parte di Conai” negli iter di riconoscimento dei sistemi autonomi. Il parere del Consorzio al ministero nel procedimento era previsto dalla legge del 2006, ma Conai, ha ripetuto il presidente dell’AuthorityGiovanni Pitruzzella in Parlamento anche a metà febbraio, “potrebbe esercitare un ruolo non neutrale nell’ambito delle procedure di riconoscimento dei sistemi autonomi” suoi concorrenti. L’Antitrust si è detta più volte a favore che questo compito passi a un ente terzo come l’Ispra.
Prs: due anni per un no
Un atteggiamento di terzietà di cui spera di beneficiare anche laPrs, società olandese che in passato ha tentato invano di farsi riconoscere dal ministero il proprio sistema chiuso di noleggio e recupero di pallet in legno per il trasporto merci. “L’azienda ha presentato richiesta di riconoscimento a dicembre 2011 e il ministero dell’Ambiente l’ha rigettata a luglio 2013, dopo ripetuti invii di documentazione e sollecitazioni. Tra le motivazioni del rifiuto, sostenute anche dal parere emesso da Conai, c’era l’idea, sbagliata a nostro avviso, che Prs non sia un produttore di imballaggi perché, pur progettandoli e immettendoli in commercio con il proprio marchio, non li fabbrica materialmente in propri stabilimenti. Perché il ministero, se la pensa così, non ha detto subito che la domanda era inammissibile?”, si chiede l’avvocatoMara Chilosi, che ha poi difeso la società nel ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del governo.
La sentenza, arrivata l’anno scorso, ha sciolto altri nodi tecnici, ma ha lasciato aperto quest’ultimo punto: “Se Prs anziché nel 2011 avesse presentato la domanda oggi, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Per questo stiamo valutando se presentare una nuova richiesta di riconoscimento. Ci amareggia che ci debbano essere sempre dei pionieri che sopportano il peso dei cambiamenti sulle loro spalle: questa società opera in tutta Europa con il suo sistema di pallet pooling el’Italia è l’unico Paese in cui ha problemi”.
Primi passi
L’articolo 37 del ddl concorrenza già approvato alla Camera eora in discussione in commissione Industria al Senato potrebbe aiutare la libera iniziativa: da una parte sostituisce il parere delConai con quello di un ente terzo (come l’Ispra, come suggerito dall’Antitrust) dall’altra prevede che il contributo che produttori e utilizzatori pagano al Conai per la gestione degli imballaggi non sia dovuto a partire dal primo riconoscimento del sistema autonomo, anziché solo dal via libera definitivo, in modo da non appesantire chi cerca di investire in un nuovo progetto. Un primo passo, anche se per chi lotta e aspetta da anni non basta: “Rimangono molte criticità”, dice Chilosi. “Una su tutte – sottolinea – è il fatto che oggi può costituire un sistema autonomo solo chi rientra nella categoria di produttore di imballaggi. Molte aziende che si configurano come utilizzatori, come quelle che importano imballaggi pieni dall’estero, avrebbero interesse ainvestire in un progetto simile, ma si trovano la strada sbarrata”. di  | 29 febbraio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/29/riciclo-la-corsa-a-ostacoli-delle-imprese-contro-il-monopolio-di-conai-ritardi-annullamenti-e-battaglie-legali/2498836/

OGM anche Presa Diretta a favore anche Riccardo Iacona prende i soldi dalla Rai per disinformare

Giorgio Libralato La disinformazione e la distrazione di massa, vanno insieme all'industria della distruzione. Sempre di Rai si tratta.
SEGNALO UNA COSA DI UNA GRAVIDITA' INAUDITA: non so chi di voi ha visto la trasmissione di Presa Diretta di questa sera con una prima parte sugli OGM che reputo assolutamente faziosa: l'unica voce contraria quella di una Prof.ssa della Facoltà di Agraria di Pisa cui è stata data la parola per poche battute e che ha evidenziato l'aumento di insetti resistenti con il mais BT.
L'unica verità che è stata detta è che vietiamo la coltivazione degli OGM ma ce li mangiamo in quanto oltre l'80% dei mangimi utilizzati in Italia è di questo tipo. Perchè Vandana Shiva è stata solo nominata e non intervistata? Perchè non sono stati intervistati i Prof Gianni Tamino, Marcello Buiatti, Pietro Perrino, Seràlini? Si vorrà per caso aprire la strada non solo agli OGM ma anche TTIP?.....La battaglia si fa sempre più dura!

Migliara 47 Borgo Pasubio (direzione Appia via della Striscia) Pontinia il giorno dopo, l'albero di eucaliptus bruciato dolosamente anni fa, pericolante è caduto sulla sede stradale piegando il guard rail dalla parte opposta. Ennesimo crollo, pericolo più volte segnalato ignorato in modo delinquenziali dagli enti, aspettando la prossima tragedia




lo scandalo della galleria Di Trapano sulla SR 156 (tra Priverno e Sezze. Ceriara, Migliara 47) Anitori chiede che almeno questa volta si facciano i lavori giusti con la chiusura del traffico per un mese per ripristinare l'illuminazione. Sonnino gli autovelox sono a norma


All'Università di Genova il libro "Ambiente Delitto Perfetto". All'Università di Alessandria la falsa bonifica Solvay.

Solvay ripresenta la truffa della bonifica di Spinetta Marengo, sputtanata su "Ambiente Delitto Perfetto". La sfidiamo ad un confronto scientifico e pubblico.Quando Solvay, condannata in Corte di Assise, sentirà il dovere di trasparenza verso la collettività alessandrina ferita e dunque avrà il coraggio di misurarsi sul piano scientifico con Medicina democratica in un confronto pubblico? Trova invece più comodo –tanto i politici fanno come le tre scimmiette e i giornalisti sono compiacenti e i baroni universitari sono commissionati- comodo strombazzare senza contradditorio fasulli progetti di bonifica, scientificamente fasulli come soluzione del disastro ecologico in quanto strozzati da investimenti ridicoli: 7 milioni, irridendo così il Ministero dell’Ambiente che aveva stimato un acconto di100 milioni di euro di danno ambientale... Continua
Egr. prof. Osella, si sta candidando al premio Nobel per la chimica o lavora su commissione per Solvay? Con rispetto parlando, i Suoi metodi di distruzione del cromo esavalente tramite ditionito di sodio o, peggio, dei metalli pesanti tramite felci, ci sembrano un azzardo poco scientifico che Solvay usa per la propria strombazzata bufala di bonifica della Fraschetta. Pur considerando con benevolenza il fabbisogno finanziario della Sua Facoltà, ma severamente considerando il ruolo pubblico e retribuito che Lei svolge in una istituzione statale, con tutti i titoli accademici anche internazionali che l’accompagnano nella piccola sede universitaria alessandrina, La invitiamo ad esporsi in un contradditorio scientifico con i nostri esperti. Giustificando altresì il senso della Sua affermazione: “Lavoro con la Solvay, e non per la Solvay”. Secondo noi, Lei dovrebbe lavorare per la collettività. Dunque non fungere da spalla ad una Solvay,condannata in Corte di Assise, che non sente il dovere di trasparenza verso la collettività alessandrina ferita e dunque non ha il coraggio di misurarsi sul piano scientifico con Medicina democratica in un confronto... continua
Il TTIP nel libro Ambiente Delitto Perfetto. Il video della Conferenza di Lino Balza all'Università di Genova. Omaggio a Giorgio Nebbia. Elogio del conflitto.
Perchè il Tribunale di Alessandria è candidato al Premio Attila 2015. Altro episodio. che si aggiunge a quelli illustrati sul libro Ambiente Delitto Perfetto. Vi ricordate dei braccianti dell'azienda agricola Lazzaro che per due anni non hanno percepito retribuzioni, né TFR, né ferie, né straordinari, né festivi, dopo essere stati licenziati con un cartello appeso ad un palo della luce? Ebbene, rispetto al contenzioso economico, di cui ai conteggi e ai ricorsi fatti dalla Cgil, le domande dei lavoratori sono state finora rigettate! Clicca qui il comunicato del Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia.
No Tav: scarcerati i quattro attivisti. Erano accusati di... terrorismoClicca qui.
8 marzo a Venezia mobilitazione No Tav - Nomose - No grandi navi contro Renzi e Holland. 29 febbraio assemblea a Venezia per preparare la mobilitazione. 5 marzo in Valsusa controvertice No Tav. Clicca qui il comunicato di Medicina democratica e Comitati.
NO TRIV

Trivella, trivella
c’è sotto il petrolio
oppure il metano
che ti dà una mano

Una mano a finire
coperti dal mare:
se succhi il metano
il fondo sprofonda

Il mare si alza
e tutto s’inonda.
Si chiama Acqua alta
tra un po’ sarà norma

Ma il mare si alza
ancora di più
perché quel metano
poi noi lo bruciamo

E l’aria si scalda
per questi gas serra,
i poli si sciolgono
i mari s’ingrossano.

Venezia non muore
per fato o natura,
è l’uomo la bestia
feroce che uccide.

Le Tremiti, Dalla
voleva salvarle,
Ravenna, Agrigento,
l’Italia venduta.

Trivella, Matteo
trivella con l’Eni
noi fessi, noi sudditi
battiamo le mani

Michele Boato
Uova pasquali per costruire un ospedale nel campo profughi. Già disponibili nei locali dell'Associazione Verso il Kurdistan onlusClicca qui.
L'adesione a "Mondo in cammino". Clicca qui il programma per il 2016. Previsto un impegno finanziario maggiore dovuto al trentennale di Chernobyl e alla ripresa dei progetti di riconciliazione interetnica ed interreligiosa nel Caucaso del Nord.
Ogni prestazione medica dev’essere idoneamente illustrata all’interessato, al fine di garantire una scelta consapevole, rispetto al trattamento terapeutico proposto. Ma cosa succede per quei soggetti maggiorenni che non sono in grado di esprimere il proprio assenso o diniego, a causa di vari tipi di infermità o disabilità? E quali sono i vari distinguo da fare? Scopriamolo con la presente scheda. (continua...)
Si può e si deve parlare di sesso e disabilità. Con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore. Se poi lo dice anche Luciana Littizetto.... (continua...)
No a chi propone "scuole speciali". Rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione. (continua...)
Avremo una scuola e una società con la “S” maiuscola Solo quando a scuola si insegnerà che vincere non è sorpassare gli altri, ma superare se stessi.(continua...)

Messaggio di pace e salute inviato a 14.101 destinatari da Barbara Tartaglione  b.tartaglione@tiscali.it
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