martedì 2 febbraio 2016

Chiude la stagione della caccia, il bilancio del Wwf

Secondo l'associazione ambientalista sono sempre più numerose le uccisioni illegali di animali. La specie simbolo del bracconaggio è il lupo e i controlli non sono sufficienti
Più bracconaggio e meno controlli. È questo il bilancio del Wwf alla chiusura della stagione venatoria. L'associazione sottolinea "l'esistenza di un confine sempre più spesso labile tra attività venatoria e bracconaggio: le oltre 350 guardie volontarie dell'associazione segnalano in continuazione episodi di uccisioni illegali di animali, anche appartenenti a specie protette e rare come lupi, orsi, aquile, persino cicogne".

E il lupo è la specie simbolo della caccia illegale - sottolinea l'associazione in una nota - sulla quale i bracconieri si sono particolarmente accaniti in questi ultimi tre anni anche con esposizioni macabre degli animali uccisi: trappole, lacci (anche destinati a catturare ungulati), bocconi avvelenati e impatti mortali con le auto sono stati letali per il 20% della popolazione italiana di lupo (pari a diverse decine) e di questi almeno 11 solo nella provincia di Grosseto.

Per i piccoli uccelli migratori il fenomeno del bracconaggio è svelato da trappole e richiami acustici sequestrati un po' ovunque, specie nelle piccole isole, che rappresentano importantissime aree di sosta per milioni di uccelli. Centinaia le denunce in tutta Italia per abbattimenti di fauna protetta, caccia con mezzi vietati (come archetti, trappole o reti) o in periodi e luoghi chiusi alla caccia, persino nei parchi. Le guardie Wwf di Firenze hanno elevato ben 25.000 euro di sanzioni che verranno incassate dalle amministrazioni locali.

In questo contesto - sottolinea il Wwf - si innesca anche la situazione del complessivo indebolimento dei controlli venatori sul territorio. A parte l'attività di vigilanza delle associazioni ambientaliste e animaliste, "la cancellazione delle Polizie provinciali specificatamente preposte ai controlli venatori crea inevitabilmente un varco in cui tutti i reati connessi al bracconaggio si innesteranno più facilmente. Inoltre il momento particolarmente delicato e complesso che il Corpo Forestale dello Stato sta attraversando non consente di supplire al vuoto lasciato dalle polizie provinciali che il governo non ha voluto assorbire in un ruolo organico connesso al Cfs stesso".

In questa situazione e in attesa che la caccia, in quanto "pratica obsoleta, anacronistica, dannosa e crudele, si estingua del tutto", il Wwf chiede: che l'Italia si adegui alla regole europee sulla tutela della fauna selvatica; che la legge quadro sulla caccia 157/1992 non sia più considerata impropriamente l'unica legge italiana per la tutela della fauna selvatica e il Parlamento si impegni a discutere una 'Legge quadro per la tutela della biodiversità', di cui si parla dal 2010 che sancisca i principi fondamentali per la conservazione della biodiversità.

E ancora: che le Regioni italiane si rendano protagoniste in positivo, innalzando il livello di tutela della fauna tutta e non solo di mammiferi e uccelli; che vengano garantite, anche in futuro, le funzioni specialistiche svolte sino a questo momento dal Cfs; che si attuino tutte le azioni necessarie per eliminare finalmente il piombo, grave fonte di inquinamento, dalle munizioni usate per la caccia; che il disegno di legge per la tutela penale della fauna selvatica, presentato lo scorso anno al Senato venga rapidamente discusso e approvato. http://www.repubblica.it/ambiente/2016/01/30/news/chiude_la_stagione_della_caccia_il_bilancio_del_wwf-132366789/?ref=HRLV-16

acqua il caso del comune di Aprilia che non deve dare ad acqualatina i soldi dei cittadini - scontro tra i soci (i sindaci dei comuni) per l'arrivo di Acea spa - perizia sui lavori dell'Ater nuovi risvolti sui lavori ad Aprilia 6 indagati per associazione a delinquere e frode. Per gli incarichi dal tribunale di Latina dopo lo scandalo sella sezione fallimenti e il caso Lollo la richiesta di pubblicare i compensi per gli incarichi. Assalti e rapine




http://www.latinaoggi.eu/userUpload/0202_LT_01_1.jpg

La Bce vuole ritirare le banconote da 500 e u ro : aiutano i riciclatori e i terroristi Noi alziamo il tetto dei pagamenti cash a 3 mila euro. Sempre all’ava n g u a rd i a


 

LA LETTERA“Caro Renzi, tu parli di cambiamento: cosa faresti al posto mio?” “I gattopardi, i baroni e i tagli: io ricercatrice precaria a vita” p“Abilitazioni, bandi... Unica certezza: non avrò mai un posto. Per l’Inps i miei 4 anni con l’assegno di ricerca non esistono. Avete mai provato, voi che sostenete la flessibilità, a fare colloqui di lavoro con un curriculum universitario? La preparazione ‘iperqualific ata’ è un handicap: ostacola la flessibilità”.“Il Fatto” sarà felice di ospitare una risposta del premier
BRUTTE FIGURE  Migranti, sui soldi alla Turchia l’Italia si è arresa all’Europa  La Ue: “Roma sapeva che i fondi non sono legati alla stabilità”. Poi l’attacco: “Presto i controlli sulle vostre spese”. Il Financial Times: “Siete una falla, come Atene”
IL PAESE DELL’I M P U N I TÀ Agenti e pm: “Due giorni e son di nuovo liberi” Spacciatori alla luce del sole Vietato arrestarli (per legge)  Da Roma a Catania, passando per i piccoli centri come Prato (raccontata d a l l’inchiesta delle “Ie n e ”): cocaina, eroina e “pastic - che”. Paolo Borgna, procuratore aggiunto a Torino: “La pena massima per spaccio è 4 anni. Ma il carcere è previsto solo per reati con pena massima di 5”
LA RAI È ILLIBATA (SE SI ESCLUDE IL CAPODANNO A N T I C I PAT O )
PRESA DIRETTA Summit e “farfalline”: così hanno spostato il programma Family Rai: l’educ azione sessuale all’ora del porno Domenica – appena passato il raduno del Circo Massimo – Fazio è stato fatto sforare per portare Iacona e il servizio “per icoloso” sui ragazzi oltre le 22:30, dopo quello sull’acqua. Unioni civili, oggi al via il voto
PRIMARIE USA Rubio sfida Hillary Ma l’Iowa premia Sanders e Trump
POLEMICA La risposta a Scanzi sulla scomparsa del genere dalla tivù HANNO UCCISO LA SATIRA, MA NON ME » DANIELE LUTTAZZI C onosco Andrea Scanzi da quando era un giovane giornalista di belle speranze che scriveva di musica sul Mucchio Selvaggio e seguiva tutte le date toscane dei miei tour. Lo ricordo, con la dolce Linda, ospite squisito nella loro bella villa di Rigutino (AR). Un giorno mi chiese se potevo scrivere la prefazione al suo primo libro di racconti. In tono affettuoso, la mia introduzione parodistica sgamava un difetto di Andrea che, purtroppo, col tempo è peggiorato: il kit sch s entim enta le. Luogo classico della retorica bassa, il kitsch sentimentale si compiace del patetismo, ed è l’errore artistico che vizia la cultura popolare, cui reca successo: ne originano quegli aspetti ridicoli che sono eufemizzati dal gusto c am p ( Lu ch in o Visconti che guarda Sanremo per sghignazzare con gli amici).
PA L LO N I Insulti alle croniste Mancini & C. “machi” vigliacchi
tratto da www.ilfattoquotidiano.it

servizio idrico per le bollette la spunta il comune di Aprilia - Dodici comuni contro Acea la multinazionale dell'energia e dei rifiuti, documento all'assemblea dei sindaci, nessuna firma del Pd, ampio lo schieramento per il ritorno all'acqua pubblica. Poi la solita violenza della provincia nera, incidenti stradali, aggressioni, rapine, truffe, furti



IL GIORNALE DI LATINA 
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lunedì 1 febbraio 2016

Riscaldamento globale, l’inverno senza freddo e pioggia: fiumi a rischio siccità, allarme Coldiretti e sos smog nelle città

Temperature simili a quelle di aprile, zero termico fino ai 4mila metri, pioggia ai livelli di agosto, Po "più basso" di due metri. Così il clima mette in difficoltà i grandi centri per la questione inquinamento e il settore agricolo: "Conto da oltre un miliardo"
Un inverno senza freddo, temperature simili a quelle da aprile, la scomparsa della pioggia, il Po e i grandi laghi a rischio siccitàl’agricoltura che comincia a giungere le mani guardando il cielo e i sindaci delle grandi città costretti a riprendere in considerazione misure anti-smog. Le giornate di bel tempo di questi giorni in tutta Italia possono avere, insomma, pesanti contropartite.
Zero termico fino ai 4mila metri
Partiamo dalle previsioni meteo. Secondo il Centro Epson Meteo le temperature registrate in questi giorni del cuore dell’inverno sono primaverili, sulla media di aprile, con una prolungata siccità e il dominio dell’alta pressione. Nei primi due giorni di febbraio, per esempio, lo zero termico supererà i 3500 metri in gran parte del territorio, finendo per toccare quote record intorno ai 4000 metri, in particolare al Nord Ovest e sullaSardegna. A metà settimana – affermano dal centro meteorologico – il rapido passaggio della prima perturbazione di febbraio riporterà un po’ di piogge al Nord Est e al Centro Sud, con brevi nevicate sulle Alpi centro-orientali e lungo l’Appennino. Ma soprattutto favorirà un ridimensionamento delle temperature che, entro giovedì, torneranno temporaneamente più in linea con la norma. Pioggia, a gennaio stessa pioggia di agosto
Dopo il mese dicembre con il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media, a gennaio in Italia sono caduti praticamente gli stessi millimetri di pioggia di agosto con pesanti effetti per lo smog in città e una storica siccità nellecampagne emerge da un monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Ucea fino ai primi 20 giorni di gennaio. La punta dell’iceberg di un inverno del tutto anomalo iniziato con il dicembre meno piovoso e più bollente da 215 anni è – sottolinea la Coldiretti – il caldo record dei giorni della merla che chiudono il mese di gennaio e secondo tradizione sono i più freddi dell’anno.
Roma e Milano, allarme smog
La conseguenza cittadina dello strano inverno di quest’anno resta lo smog. Roma ha fatto i conti con le misure imposte per ladomenica ecologica. Da oggi a Milano scatteranno le misure anti-smog previste dal Protocollo della Città Metropolitana, in caso di superamento per dieci giorni consecutivi della soglia media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10. È inoltre prevista la diminuzione di 1 grado centigrado dei riscaldamenti e la riduzione di due ore della durata di accensione degli impianti.
Il Po è 4 metri “più basso” della media
Le preoccupazioni per gli effetti dell’inquinamento in città sulla salute si sommano a quelle per la siccità che sono evidenti dallo stato del più grande fiume italiano. Sul Po sembra essere in estatecon livelli idrometrici che sono inferiori di circa 2 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 4 rispetto alla media. La situazione è grave anche nei laghi: il lago Maggiore è al 17% della sua capacità ed il lago di Como che è addirittura sceso al 12 % mentre quello di Garda al 33%. A preoccupare – precisa la Coldiretti – è la mancanza di neve sulle montagne che rappresenta una scorta importante per garantire gli afflussi idrici determinanti per i raccolti agricoli nei prossimi mesi.
Coldiretti: “Conto da oltre un miliardo”
Secondo la Coldiretti il conto sarà salato per il Made in Italy agroalimentareoltre un miliardo di euro. Gli agricoltori italiani, sottolinea Coldiretti, temono che si ripeta in disastro del 2007 quando ad un inverno particolarmente asciutto ha fatto seguito un pesante crollo dei raccolti. Ad essere colpita è l’intera Penisola anche se la situazione più grave si registra dal Piemontealla Lombardia, dall’Emilia al Veneto per il bacino idrico del fiume Po, dove si realizza il 35% della produzione agricola nazionale che è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua. Se gli ortaggi invernali sono già in sofferenza, a preoccupare tra l’altro sono le semine di mais e soia necessarie per l’alimentazione degli animali che producono latte per Grana e Parmigiano, ma anche la ripresa vegetativa delle piante da frutta che senza acqua rischiano di perdere i fiori e di non fare frutti. Per l’organizzazione dei coltivatori “dopo un dicembre che si è classificato come il meno piovoso da 215 anni con ben il 91% di precipitazioni in meno rispetto la media in un anno, il 2015, che è stato il più caldo di sempre con 1,42 gradi in più della media”. di  | 1 febbraio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/01/riscaldamento-globale-linverno-senza-freddo-e-pioggia-fiumi-a-rischio-siccita-allarme-coldiretti-e-sos-smog-nelle-citta/2423614/

Inchinati agli inceneritori anche a costo della salute IMMONDIZIA SOVRANA Professor Terracini denuncia: "Ci vuole una politica di prevenzione, aumentando la differenziata e utilizzando gli impianti il minimo possibile. Non ne conosciamo ancora gli effetti sulla salute"

Tre aspetti da conoscere n CHE COSA SONO Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume. n COSA PRODUCONO Le sostanze chimiche emesse comprendono a seconda di cosa brucia: composti organici del cloro, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici volatili, piombo, cadmio e mercurio, acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ossidi di carbonio. n C A R AT T E R I ST I C H E INQUINANTI Molti composti emessi sono persistenti, resistenti alla degradazione, si accumulano nei tessuti degli animali viventi trasferendosi da un organismo all'altro, in quanto sostanze che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare patologie acute o croniche. IN EMILIA ROMAGNA Molte le nascite prima del termine nelle zone più prossime, così come i casi di linfomi intorno a Modena CONFLITTO D’INTERESSI A TORINO Impianto gestito da società partecipata dal Comune e controllata da un gruppo di cui il Comune è azionista Chi è B e n e d e t to Te r ra c i n i , classe 1931, già Pro fe ss o re O rd i n a r i o a l l ' U n i ve rs i t à di Torino, è un e p i d e m i o l o go e biostatico , tra i primi che notò l’epidemia di tumori da amianto in Italia, ed è anche tra i protagonisti del processo E te r n i t in corso a Torino

È un Valico irrespirabile Scavi con l’incubo amianto L’alta velocità in Liguria IL PASSAGGIO DEI GIOVI I lavori dovrebbero essere terminati nel 2020, ma sembra un’ i m p re s a impossibile: troppi minerali altamente tossici nelle rocce e nessun luogo idoneo per lo smaltimento

E I RILIEVI GEOLOGICI? Le imprese proseguono a singhiozzo: l’assurdo è che era tutto prevedibile e niente invece è stato previsto
APPAL TI ALL’I  T A  L  A  I  N  A  I cantieri si erano già bloccati una volta nel 2013, quando il Cociv aveva dovuto licenziare alcune ditte
I numeri Il Terzo Valico è nel progetto di una linea ad alta velocità che consente di potenziare co l l e ga m e n t i del sistema por tuale ligure con le linee ferroviarie del Nord Italia 53 km Il tracciato una volta co m p l e t a t a l’o p e ra d ov re b b e co p r i re q u e st a d i st a n za 37 km Sono le gallerie sul totale dei chilometri. In pratica è quasi i n te ra m e n te dentro alle montagne
C » SILVIA D’ONGHIA G e n ova risotilo, anfibolo, actinolite: parole che solo a pronunciarle incutono timore. Figuriamoci a respirarle. Sono tutti minerali: i primi due sono ricercati per la sua loro bassa conducibilità termica, ma è la terza parola, actinolite, che ha il sinonimo più minaccioso: asbesto. Tradotto: amianto, come gli altri due. Le fibre di questi tre minerali abbondano nelle rocce della Liguria, dove la serpentinite, n omen omen, striscia neanche troppo latente sotto la parete montuosa. Lo si è sempre saputo, eppure questo non è bastato – e non basta ora, che la situazione è ancor più evidente –ad accantonare il progetto di un tracciato di 53 chilometri (37 dei quali da scavare sotto le montagne) dove dovrebbe passare l’Alta Velocità: Il Terzo Valico dei Giovi.

Leasing abitativo, l’ultimo regalo di Renzi alle banche La formula appena introdotta agevola molto di più gli istituti rispetto al mutuo classico

L’aumento dei prestiti alle famiglie  9 7, 4 % per l’acquisto di immobili nel 2015 Avete un’e  m  e  r  g e  n z  a ? C’è un vantaggio fiscale: è possibile detrarre il doppio rispetto al contratto d’affitto. Ma chi è stato assunto col Jobs Act non ha sufficienti garanzie per gli istituti
I NUMERI 19 % Quanto si può scaricare, ai fini Irpef, con il leasing. Il massimo però sono 8.000 euro l’anno 10 -3 0% Del valore della casa più gli interessi: quanto bisogna pagare per attivare il contratto. A questa cifra vanno sommate le spese di i s t r u t to r i a 35 anni Il limite di età per poter usufruire del leasing. Altro limite è un reddito inferiore ai 55 mila euro
Se non riuscite più a pagare o cambiate idea, i canoni versati rischiate di non averli indietro

Crepe, legni marci e balconi a pezzi L’Aquila crolla ancora L ’ I NC H I E ST A Case anti-sisma Dal 2 settembre, le New Town nate dopo il terremoto del 2009, si stanno sgretolando con la gente dentro

TANTE INDAGINI E POCHI MAGISTRATI  Dice il procuratore Cardella:“Abbiamo solo 6 pm invece dei 14 previsti. Ci sono 2 gip. È stato fatto un lavoro enorme”
LA GRANDE TORTA DELLA MAFIA  Gli isolati della città sono stati uniti in aggregati e ognuno dato a un privato che affida l'appalto un favore ai clan

“Riforme, cari Benigni e Renzi io sto con chi dice No” Carlin Petrini Referendum, il fondatore di Slow food a fianco dei costituzionalisti: “Non è un plebiscito sul premier ”

Roberto ha detto che voterà sì? Come  cambia idea velocemente la gente! Preferisco ascoltare  Rodotà e Zagrebelsky

nuove discariche di antenne nel parco nazionale del Circeo - Pontinia evasione fiscale da recuperare, scatta la proroga ad equitalia

Latina editoriale oggi 1 febbraio 2016

La rete stradale rischiosa, provincia di Latina nella lista nera

L'indagine Istat: le arterie pontine sono tra le più pericolose
E’ una conferma purtroppo: resta il dato allarmante sulla pericolisità delle strade e il tasso di incidenti mortali sul totale dei sinistri che avvengono lungo le arterie della provincia di Latina. Che è una delle più pericolose d’Italia anche secondo gli ultimi dati Istat sugli incidenti stradali, una classifica che si ferma a livello nazionale ai primi sei mesi del 2015, periodo in cui il tasso di mortalità è aumentato rispetto al 2014, quando c’era stata invece una flessione sul 2013.
Al primo posto tra le province con strade definite «a rischio» c’è Foggia, seconda Carbonia Iglesias; Latina è settima con un numero di veicoli circolanti sulle sue strade pari a 480.347 nel 2014, quando si sono registrate 53 vittime, quindi con un’incidenza pari a 11 ogni centomila veicoli in transito.
L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (1 febbraio 2016) http://www.latinaoggi.eu/news/news/11039/La-rete-stradale-rischiosa--provincia.html

Sequestrate due discariche abusive a Ninfa

Due aree di circa 4.500 mq nella zona soggetta a vincolo paesaggistico di Ninfa, al cui interno sono stati rinvenuti centinaia di chili di rifiuti speciali e pericolosi, sono state sottoposte a sequestro nei giorni scorsi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina unitamente alla Sezione Aerea di Pratica di Mare.
Durante le normali attività di esplorazione dall’alto sul territorio della Regione, gli uomini del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia hanno avvistato, all’interno di un’area notoriamente sottoposta a vincolo paesaggistico, cumuli di rifiuti visibilmente abbandonati. I militari della Compagnia di Latina hanno provveduto quindi, con l’ausilio dei tecnici dell’A.R.P.A. Lazio e dell’A.S.L. di Latina, al sequestro d’iniziativa delle due aeree e a trasmettere alla locale Autorità Giudiziaria la denuncia contro ignoti per il reato di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti.
Nelle discariche sono stati rinvenuti rifiuti speciali pericolosi costituiti da guaine bituminose, materiale edile, blocchi di cemento, blocchi di asfalto, fusti di pittura, in parte sversata sul suolo, apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, materassi, plastica, lastre di eternit, in violazione agli artt. 192 e 256 del D.Lvo 152/2006.
Le aree sottoposte a sequestro ricadono peraltro nel complesso paesaggistico dei “Giardini di Ninfa”.
Le indagini, attualmente coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, sono tese ad individuare i responsabili dell’illecito smaltimento dei rifiuti. http://www.latinaoggi.eu/gallery/cisterna/11066/Sequestrate-due-discariche-abusive-a-Ninfa.html

Rifiuti Livorno, indagato ex assessore Pd: “Agevolò transazione azienda-creditore”

La Procura ipotizza il reato di abuso d'ufficio nei confronti di Valter Nebbiai. La sua difesa: "Ho solo messo in contatto Aamps e la ditta che aveva il debito perché arrivassero a un accordo rispettando la legge, lo rifarei". L'inchiesta era partita da un dossier del ministero dell'Economia
Ora è la magistratura a occuparsi di Aampsl’azienda di rifiuti diLivorno in profonda crisi e al centro dello scontro politico tra iCinque Stelle che guidano il Comune dal 2014 e il Pd che ha amministrato la città fino a quell’anno. Un avviso di garanzia è stato recapitato all’ex assessore del Partito democratico Valter Nebbiaiche durante la legislatura precedente aveva la delega al Bilancionella giunta guidata dal sindaco Alessandro Cosimi. Nebbiai, ex Dc e poi Margherita, è indagato per abuso d’ufficio perché secondo la Procura, insieme ad altre persone, avrebbe contribuito a agevolare il taglio di 250mila euro (su un totale di 383mila non versati tra il 2007 e il 2012) al credito della tariffa ambientaleche Aamps vantava nei confronti della Fratelli Elia, un’azienda di logistica che lavora soprattutto con il porto. Insieme a Nebbiai sono indagate altre 8 persone. Uno “sconto”, è l’accusa, che avrebbe gravato sul bilancio bilancio 2013 di Aamps (anche se le cifre del rosso sono molto più consistenti).
Sono tre i fascicoli della Procura aperti su Aamps. Uno di questi si concentra sul caso del consulente nominato dal sindaco Filippo Nogarin (M5s), Andrea Marzovilla. Il primo cittadino lo aveva scelto a inizio 2015 per riqualificare e rilanciare l’azienda partecipata (le cose sono andate diversamente). L’inchiesta della Procura in questo caso è per peculato e falso e riguarda, tra l’altro, l’uso che Marzovilla faceva dell’auto aziendale. Marzovilla a sua volta aveva preparato un mini-dossier – depositato in Procura da Nogarin – su altre presunte anomalie nella gestione dell’impresa della raccolta rifiuti.
E’ stato lo stesso Nebbiai a comunicare ai quotidiani locali la notifica dell’avviso di garanzia. Il lavoro della Procura è partito da un dossier degli ispettori del ministero dell’Economia che approfondirono la questione di Aamps nel 2013. Tra i vari punti oscuri – una decina – la gestione che avevano indotto i revisori contabili a suggerire al Comune di non approvare il bilancio 2013, poi approvato in extremis proprio dall’allora giunta di centrosinistra, poche settimane prima della vittoria alle Comunali dei Cinque Stelle. Quel rapporto del Mef si soffermava, spiega il Tirreno, sui compensi del collegio sindacale e sui 218mila euro con i quali fu pagato l’amministratore unico Angelo Rosi.
L’ex assessore – viene spiegato nella sua memoria difensiva – è accusato di “presunte induzioni” sui vertici Aamps “per indurli a raggiungere un accordo transattivo” tra la partecipata e Fratelli Elia, un po’ come fa l’Agenzia delle Entrate con i grossi creditori. Nebbiai sostiene di essersi limitato “a consentire un contatto tra la società e i vertici aziendali affinché le parti verificassero nel rispetto delle norme se vi fosse la possibilità di trovare un accordo”. Nebbiai ricorda infatti che l’azienda di logistica “attraversava un periodo di gravissime difficoltà economiche” e infatti più tardi è vamente ha vissta costretta a ricorrere al procedimento concorsuale.
L’assessore dichiara che oggi farebbe la stessa cosa: “Ho semplicemente cercato di dare un’indicazione, guardandomi bene da imporre consiglio ad alcuno”. Nebbiai sottolinea inoltre che “transazioni in materia fiscale e tributaria tra Stato e contribuenti sono, non solo legittime, ma all’ordine del giorno, e quindi tanto più possibili tra società spa controllate e utenti”. “Una volta suggerito detto contatto non mi sono più occupato di questo problema – conclude – non ho partecipato allo svolgimento, alla conclusione della transazione tra le parti”. La notizia del raggiungimento dell’accordo sarebbe infatti stato comunicato a Nebbiai “una volta che le parti lo avevano sottoscritto”. di  | 1 febbraio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/01/rifiuti-livorno-indagato-ex-assessore-pd-agevolo-transazione-azienda-creditore/2422531/

Iran: Mosul e Bagdad a rischio per la diga appoggiata sui gessi

L’Iraq ha una grande diga sul Tigri poco a monte di Mosul. Costruita negli anni 80 del secolo scorso da un consorzio italo-tedesco, è alta 113 metri, invasa 11 miliardi di metri cubi d’acqua e installa circa mille Mega Watt di potenza idroelettrica. Nel 2011, uno scenario estremo dell’U.S. Corps of Engineers (Usace, Corpo del Genio Militare degli Stati Uniti) prevedeva, in caso di crollo totale e subitaneo, che l’onda di sommersione potesse raggiungere untirante di 20 metri a Mosul e propagarsi a valle fino a Bagdad, che verrebbe inondata con tiranti fino a 4 metri e mezzo. Mosul ha quasi 2 milioni di abitanti, mentre a Bagdad vivono 7 milioni di persone: le vittime potrebbero arrivare a mezzo milione.
MIDEAST-IRAQ-THE MOSUL DAM
La diga di Mosul è una diga in terra, la quarta più grande per invaso del Medio Oriente. Fin dalla sua costruzione ha un problema endemico: è stata fondata su una roccia carsicacon prevalenza digessi, una roccia che si scioglie in acqua. Per questo fu prevista una galleria di aggiotaggio dove la continua iniezione di malte sigillanti potesse garantire la stabilità dell’ammasso sovrastante. Fin da subito, ci si accorse dell’instabilità intrinseca dovuta a perdite endemiche di sigillante e deviazione del flusso, e ci si rese conto che l’operazione di consolidamento doveva essere ripetuta periodicamente tramite una continua manutenzione. Ne sono già state iniettate 50 mila tonnellate con scarsi risultati: il flusso di filtrazione si sposta ma non si arresta, sciogliendo sempre più rapidamente i gessi. Già nel 2006, un rapporto di Usace metteva in guardia il governo americano sulla serietà della situazione: «In termini di potenziale erosione interna della fondazione, la diga di Mosul Dam è la più pericolosa del mondo».
La diga è un punto focale del conflitto: fu conquistata dallo Stato Islamico nell’agosto del 2104 e ripresa dai Peshmerga curdi dopo poche settimane di combattimenti cruenti. Una nota dellaReuters rende noto che, a causa del conflitto, l’iniezione continua necessaria a ridurre il rischio di crollo è stata interrotta e la situazione si sta rapidamente deteriorando. Il previsto intervento italiano di messa in sicurezza, in base al lucroso ancorché coraggioso bando internazionale emesso dal governo Usa, è ancora in fase di definizione. Anche se il progetto è forse meno temerario di quanto paventato, poiché in un’intervista telefonica al Daily Mail, il signor Rasheed, consigliere del ministro iracheno delle risorse idriche Moshin al-Shammari, ha dichiarato che «There is no need for Italian forces to protect the dam». Nel frattempo, la diga, quasi vuota in autunno, si sta riempiendo e il Tenente Generale Mac Farland ha dichiarato pochi giorni fa che, giacché il pericolo di un crollo non può più essere ignorato, l’esercizio Usa ha messo a punto di emergenza per fronteggiare un eventuale disastro. Si spera che l’esperienza di Katrina abbia migliorato le capacità statunitensi di affrontare emergenze a grande scala come quella che si potrebbe presentare.
Il bacino della mezzaluna fertile in Mesopotamia, costituito da Tigri a nord ed Eufrate a sud e condiviso da Iraq, Turchia e Syria, da sempre è soggetto a conflitti sull’uso dell’acqua. Il conflitto si è acuito a partire dagli anni ’60, in seguito al progetto turco (idroelettrico e irriguo) noto come Progetto GAP, che prevedeva la costruzione di ben 22 dighe. Nel 2008 fu istituito il Comitato Trilaterale (Iraq, Turchia e Syria) per la gestione delle risorse idriche e nel 2009 la Turchia accettò di elevare il rilascio minimo (vitale) da 450 a 500 metri cubi al secondo. Lettera morta: la situazione odierna non lascia spazio a mediazioni. E il problema dell’acqua è uno dei più importanti nella gestione dell’emergenza di milioni di rifugiati anche in Giordania e in Libano.di  | 1 febbraio 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/01/iran-mosul-e-bagdad-a-rischio-per-la-diga-appoggiata-sui-gessi/2422111/