lunedì 4 luglio 2011

polveri sottili, nano particelle: sporchi da morire

no tav preso a manganellate

no tav massacrato in barella

nucleare: Fukushima anche la Gran Bretagna oscura notizie

02.07.11 Fonte: http://www.julienews.it/
Fukushima: il governo inglese ha cercato di oscurare notizie disastro nucleare
Il motivo? Paura che il consenso al nucleare crollasse ancora

LONDRA - Il boato della centrale di Fukushima con annesse radiazioni non ancora si è fermato.

Questa volta a far tornare d'attualità il disastro nucleare giapponese, è il governo inglese, che ha cercato in tutti i modi di filtrare le notizie che provenissero dal Giappone, per salvaguardare l'interesse del paese.

Lo scandalo viene reso pubblico dal quotiano britannico ''The Guardian'', attraverso e-mail, inviate tra dirigenti di Edf Energy, Areva, Westinghouse e funzionari del governo britannico, a due giorni dal disastro nucleare, per cercare di minimizzare l'accaduto, perchè il potere di certe notizie ''hanno la possibilità di far arretrare l’industria nucleare a livello globale”.

Tra le 80 e-mail rese note, eccone qualcuna pubblicata dal Guardian:

“Dobbiamo bloccare ogni tentativo di costruire un paragone con Cernobyl” oppure “Dobbiamo assicurarci che gli anti nucleari non guadagnino spazio su questo tema. Dobbiamo occupare il terreno e mantenerlo. Dobbiamo mostrare che il nucleare è veramente sicuro”.

Il governo di coalizione (conservatori e liberaldemocratici), era preoccupato che la vicenda, potesse abbassare ulteriormente il consenso al nucleare (già in picchiata) dei cittadini britannici, come accaduto in Italia, Germania, Svizzera.

Louise Hutchins, portavoce di Greenpeace, ha tuonato che si tratta di ''una scandalosa collusione - tra industria e governo, che dimostra - la cieca ossessione del governo per l’energia nucleare – dimostrando - che non ci si può fidare né del governo né dell’industria in materia di centrali atomiche”.

Intanto, tra mille accuse, il governo britannico ha confermato i piani per la costruzione di 8 nuovi impianti nucleari in Inghilterra e Galles.
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?PHPSESSID=r045mdktjlt6qc794q5cdu1136&topic=1900.0

contro il bavaglio della rete manifestazione libertà informazione

GARANTIAMO TUTTE LE LIBERTA’ DI INFORMAZIONE


Domani martedì 5 luglio saremo a Roma presso LA SEDE DELL’AGCOM E’ IN VIA ISONZO 21/b (Galleria Borghese, via Po) E NON IN VIA QUATTRO FONTANE, alle ore 17, per manifestare contro la Delibera n.668/10/cons dell'Agcom in materia di Copyright - da approvare entro il 6 luglio - che rischia di dare il via libera alla censura legalizzata sul Web, con l'obiettivo (ma si tratta di un "pretesto") di tutelare il diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. In base alle nuove regole, i proprietari di un... contenuto potranno segnalare qualsiasi forma di abuso all'Autorità e richiedere la rimozione immediata dal sito "colpevole di pirateria".

Nel caso non si provveda tempestivamente, entro 48 ore, l'Agcom richiederà agli operatori Internet l'oscuramento del sito, totale o parziale, sulla base del dominio e degli indirizzi IP. Il sito avrà comunque la possibilità di spiegare le proprie ragioni all'Autorità.

Si tratta di un vero attacco alla LIBERTÀ DI INFORMAZIONE in Rete e a farne le spese saranno soprattutto i siti che in realtà fanno INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE.

In particolare è INACETTABILE la totale discrezionalità delle decisioni che andrebbe a ledere la democraticità e la pluralità di opinioni che finora hanno contraddistinto la Rete Internet. Nel caso in cui la delibera dovesse passare nella forma prevista - STIAMO PENSANDO DI PRESENTARE un ricorso al Tar del Lazio o addirittura all'Unione Europea fondato sull'assunto che l'Agcom non possa attribuirsi una tale competenza giuridica.

Vai sull’indirizzo FACEBOOK http://www.facebook.com/event.php?eid=244881652205166 aderisci all’evento e invita i tuoi amici.


Nando Bonessio Presidente Verdi Lazio per la Costituente Ecologista.

domenica 3 luglio 2011

richiesta analisi qualità acqua Fiume Linea

Alla Azienda USL di Latina
All'Arpa Lazio di Latina
Alla Provincia di Latina
Alla Regione Lazio
Al Consorzio di Bonifica di Latina
Al Comune di Pontinia
oggetto: richiesta dati analisi Fiume Linea località Migliara 51
Ogni anno, nel periodo estivo, come riportano le cronache dei giornali, si succedono le morie di pesci nel fiume Linea, oppure fenomeni di inquinamento, particolarmente in prossimità di Terracina o in località Mesa di Pontinia.
Se ieri la situazione non sembrava ottimale come si può osservare sul ponte in corrispondenza della Migliara 53 (livello dell'acqua basso senza movimento della stessa) o sulla Migliara 51 (vedere immagine http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-fiume-linea-migliara-51.html ) oggi sullo stesso ponte della Migliara 51 sembra ancora peggiorata (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-migliara-51-linea-e-un-fiume-e.html). Per centinaia di metri (sia in direzione Latina che in direzione Terracina) non si vede l'acqua ma solo una superficie marrognola con alcuni rifiuti in superficie. Difficile sapere cosa ci sia sotto questa coltre e la qualità dell'acqua. Si chiede quindi di conoscere la qualità dell'acqua mediante analisi aggiornata.
Si chiede pertanto di prevenire i fenomeni ricorrenti sia con la verifica con il livello e la qualità dell'acqua, sia della presenza di eventuali rifiuti, sia con idoneo regime che favorisca il ricambio dell'ossigeno.
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 3 luglio 2011 Giorgio Libralato Pontinia Ecologia e Territorio

Pontinia, saranno sostituiti gli alberi tagliati e bruciati?

Al Ministero dell'Ambiente
Alla Regione Lazio
Alla Provincia di Latina
Al Consorzio della Bonifica di Latina
Al Comune di Pontinia
Al Corpo Forestale dello Stato

e p.c. A S.E. Il Prefetto di Latina
oggetto: roghi, taglio e devastazione di fasce frangivento e vegetazione lungo le strade

Come si vede dalle immagini di oggi lungo la strada Lungo Botte nel comune di Pontinia tra la Migliara 48 e la Migliara 51 oltre ai roghi si notano decine di alberi della fascia frangivento tagliati.
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/fascia-frangivento-e-cavi-telefonici.html.
Si chiede di sapere se il taglio di queste essenze sia stato programmato e se sia prevista la piantumazione di nuove essenze per sostituire quelle morte e tagliate.
La situazione dei giorni scorsi era ugualmente significativa.
la via Lungobotte (come ogni anno) vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-fascia-frangivento-i-roghi-in.html. Dalle immagini di questa mattina si vedono diversi focolai che erano ancora accesi. Può essere che nessun amministratore o funzionario o cittadino abbia visto o conosca il problema?
Ma anche altre strade: Migliara 48 (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-roghi-fascia-frangivento.html), zona industriale Mazzocchio nel cortile di un'azienda, ingrandendo le immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-mazzocchio-i-roghi-nel-cortile.html,
via del Murillo (o via Quartaccio) in prossimità dell'incrocio con la Migliara 48 addirittura contro i pali del telefono (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-roghi-fascia-frangivento-via.html), via Migliara 49 dove anche questa mattina si espandeva forte l'odore di plastica bruciata (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-migliara-49-ancora-roghi.html).
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 3 luglio 2011 Giorgio Libralato Pontinia Ecologia e Territorio

Pontinia segnalazione roghi cavi telefonici su fascia frangivento

Alla Società SIRTI
Alla Regione Lazio
Alla Provincia di Latina
Al Consorzio della Bonifica di Latina
Al Comune di Pontinia

e p.c. A S.E. Il Prefetto di Latina
oggetto: roghi e devastazione di fasce frangivento pericolo anche per i cavi telefonici?

Sulla via Lungo Botte tra la Migliara 51 e la Migliara 48 ci sono ogni giorno nuovi roghi che bruciano sterpaglie, vegetazione, alberi della fascia frangivento. Su alcuni alberi c'è l'indicazione della presenza di cavi telefonici della società SIRTI, come si nota nelle immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/fascia-frangivento-e-cavi-telefonici.html.
Si consiglia pertanto di verificare se tali roghi hanno causato o potrebbero causare danni agli stessi cavi telefonici.
Basta girare le campagne di Pontinia, particolarmente colpita la via Lungobotte (come ogni anno) vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-fascia-frangivento-i-roghi-in.html. Dalle immagini di questa mattina si vedono diversi focolai che erano ancora accesi. Può essere che nessun amministratore o funzionario o cittadino abbia visto o conosca il problema?
Ma anche altre strade: Migliara 48 (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-roghi-fascia-frangivento.html), zona industriale Mazzocchio nel cortile di un'azienda, ingrandendo le immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-mazzocchio-i-roghi-nel-cortile.html,
via del Murillo (o via Quartaccio) in prossimità dell'incrocio con la Migliara 48 addirittura contro i pali del telefono (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-roghi-fascia-frangivento-via.html), via Migliara 49 dove anche questa mattina si espandeva forte l'odore di plastica bruciata (vedere immagini http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/07/pontinia-migliara-49-ancora-roghi.html). L'importanza della fascia frangivento e della vegetazione è nota a tutti. Grazie dell'attenzione. Saluti. Pontinia 3 luglio 2011 Giorgio Libralato

Latina, Pontinia, Sezze, Priverno divieto di acqua all'arsenico

AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI PONTINIA
Oggetto: divieto di consumo acqua all'arsenico e al fluoruro
In seguito alla deroga concessa nei giorni scorsi dal Ministero della Salute per l'erogazione dell'acqua mediante l'acquedotto pubblico con i parametri di fluoruro e arsenico scatta immediatamente il divieto di consumo di questa acqua ai bambini e agli anziani, anche per il nostro comune. In base alla normativa vigente va informata la popolazione a questo riguardo. Dopo gli atti dolosi dello scorso anno e dell'inizio dell'attuale con denuncia in Procura, per l'informazione falsa ed errata emanata, nonché della sostituzione del responsabile di tale errore si ritiene necessario che questa informazione sia, finalmente, corretta e tempestiva.
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 3 luglio 2011 Giorgio Libralato

Divieto di somministrazione dell'acqua erogata dal rubinetto per i bambini al di sotto dei 3 anni e per gli anziani nei comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze.

Ecco l'elenco completo dove l'acqua potabile vietata per i minori di tre anni nei comuni in cui il ministero della Salute ha concesso nei giorni scorsi la deroga per i parametri di fluoruro e arsenico.
Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, riguarda i comuni di Nola, frazione Tossici (Campania), Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Albano Laziale, Anzio, Ardea, Ariccia, Bracciano, Campagnano, Castelgandolfo, Castelnuovo di Porto, Ciampino, Civitavecchia, Formello, Sacrofano, Genzano, Lanuvio, Lariano, Magliano romano, Mazzano romano, Nettuno, Santa Marinella, Trevignano, Tolfa, Velletri, Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano, Bassano in Teverina, Bassano romano, Blera, Bolsena, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S.Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Farnese, Gallese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitrorchiano (Lazio), Dumenza, Maccagno, Sesto Calende, Marcaria, Roncoferraro, Viadana (Lombardia), Campiglia marittima, Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana marina, Piombino, Porto azzurro, Rio marina, Rio nell'Elba, Suvereto, Pomarance, Castelnuovo in val di Cecina, Radicondoli (Toscana), Trento-Laste/Cantanghel, Canal San Bovo-Gobbera, Fierrozzo (Trentino).

Fascia frangivento e cavi telefonici minacciati dal fuoco












Val Susa No TAV continua la guerra dello stato contro i cittadini

per seguire la cronaca aggiornata http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-via-ai-cortei-in-val-susaquesta-opera-non-si-fara-mai/137809/
No Tav, sassi e lacrimogeni a Chiomonte
Decine di feriti, 5 arresti: “Ci sono Black bloc” A Chiomonte da ore, oramai, manifestanti e polizia sono entrati in contatto. Intorno a mezzogiorno si sono verificati i primi scontri, soprattutto nell’area del cantiere della Torino-Lione e nel perimetro della centrale idroelettrica. I cortei sono due: quello “ufficiale” composto da 50mila persone, partito da Exilles, aperto dai bambini e da 23 sindaci della Valle con oltre 10mila persone al seguito. E quello partito da Giaglione a cui partecipano anche autonomi e centri sociali, che punta verso la “zona rossa”. Passando per i sentieri di montagna. I tafferugli si sono registrati in diversi punti della Val Susa. Le Forze dell’ordine hanno sparato decine di lacrimogeni. Sono decine i feriti tra agenti polizia e manifestanti che hanno denunciato il lancio di lacrimogeni ad alzo zero. A Chiomonte è arrivato anche il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che in un discorso improvvisato al popolo NoTav ha dichiarato: “Stanno facendo le prove tecniche di dittatura”. Intanto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha dichiarato: “Il governo va avanti con i lavori della Tav”.

16.03 – Presidio dal viadotto si sposta verso Baita

Il presidio nella zona dei viadotti si è spostato verso la baita della Maddalena per fare il punto della situazione e medicare alcuni dei feriti. Alcuni, comunque, si sono già incamminati sui sentieri che conducono all’abitato di Giaglione. Alla baita sono arrivati anche i dimostranti che, nell’area archeologica (la località si chiama Ramat), questa mattina erano riusciti a sfondare una cancellata del cantiere impegnando le forze dell’ordine in duri scontri.

15.27 – Ministro Matteoli: “I lavori proseguono. Grati alle forze di polizia”

“Il governo va avanti nei lavori della Tav per la Torino-Lione. Ho telefonato al collega Maroni per ringraziarlo e per sottolineare l’equilibrio e la professionalità con cui gli agenti stanno operando in un contesto difficile” è quanto dichiara il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

15.19 – Ancora in corso il presidio sotto viadotto dell’autostrada

E’ ancora in corso il presidio sotto il viadotto dell’autostrada. I manifestanti stringono d’assedio l’area recintata. Gruppi dei più facinorosi tentano di avvicinarsi alla recinzione. Stessa cosa accade in zona Ramad, un po’ più a valle le forze dell’ordine lanciano lacrimogeni per disperderli.

15.03 – Arrestati 5 manifestanti in Val di Susa. Decine di feriti tra le forze di Polizia e NoTav


Secondo la Questura sono stati arrestati cinque manifestanti impegnati negli scontri in Val di Susa. Tre sono provenienti da Modena, anarco-insurrezionalisti, pluripregiudicati per reati specifici; uno da Padova e uno da Bologna, antagonisti con precedenti specifici. Uno degli arrestati è stato portato in ospedale in elisoccorso per alcune sospette fratture. La Questura rileva, poi, la presenza in località La Maddalena “di circa 2000 aderenti a centri sociali, circa 800 dei quali appartengono all’antagonismo radicale e resistente, che rappresenta l’ala più dura di questo coagulo a livello europeo di professionisti della protesta, mentre circa 300 provengono dall’estero (Francia, Spagna, Austria e Germania)”. Sono decine i feriti tra polizia e manifestanti.

14.57 – Lacrimogeni sparati anche nel perimetro della centrale

Diversi lacrimogeni sono stati sparati dalle forze dell’ordine verso i manifestanti che assediano la centrale idroelettrica di Chiomonte, parte della folla si è dispersa nei boschi.

14.45 – Piegata la recinzione davanti la centrale di Chiomonte

Alcuni manifestanti NoTav passando attraverso i sentieri sono riusciti ad entrare nell’area transennata nei pressi della centrale idroelettrica ed hanno sventolato una bandiera NoTav.

14.31 – Questura: in campo Black Bloc

La polizia, parla “di impostazione paramilitare da parte dell’ala oltranzista del movimento No Tav”. A dare man forte all’ala più radicale del movimento, sono venuti, secondo la Questura, oltre a manifestanti da tutta Italia e anche dall’estero, anche gruppi di “black bloc che stanno dando sfogo alla più inaudita violenza focalizzata contro le Forze di Polizia”.

14.28 – Attivisti violenti provenienti anche dall’estero

A quanto riportano le agenzie, tra i manifestanti più violenti che stanno partecipando agli scontri con le forze dell’ordine intorno al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, molti sarebbero arrivati dall’estero.

14.23 – Bottiglie di ammonica contro agenti

Negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine intorno al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, secondo quanto riporta la Questura, oltre al lancio di pietre, petardi, bombe carta, contro le forze dell’ordine i manifestanti stanno lanciando anche bottiglie piene di ammoniaca.

14.09 – Siti NoTav: manifestante colpito in volto da lacrimogeno

Secondo i siti No Tav ci sarebbe un manifestante “gravemente ferito” da un lacrimogeno che lo avrebbe colpito al volto in Val di Susa. Mentre si fanno sempre più numerosi i messaggi secondo i quali le forze dell’ordine starebbero sparando proiettili di gomma, ma la Questura fa sapere che “proiettili di gomma” non sarebbero in dotazione alle forze dell’ordine.

14.03 – Cicchitto (Pdl): “Gravissimi danni da gruppi di squadristi”

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera dichiara alle agenzie: ”Le azioni di guerriglia messe in campo oggi in Val di Susa sono l’esempio di come l’estremismo ideologico e politico si sposi all’estremismo comportamentale con effetti devastanti. Un manipolo – prosegue – di esaltati e di squadristi sta cercando di fare all’Italia dei danni gravissimi. A questo punto visto che Sel e i Verdi politicamente sono schierati contro la Tav che riveste una importanza fondamentale per il nostro futuro, è – conclude – da capire come il Pd possa progettare una alleanza politica e organica con queste forze”. Secondo il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, in Val Susa “è stato organizzato un atto-paraterroristico che non può passare per una normale manifestazione di dissenso”.

13.39 – Chiomonte, Beppe Grillo: “Prove generali della dittatura”

“Sono prove tecniche di dittatura”. Così Beppe Grillo al suo arrivo a Chiomonte nei pressi della centrale idroelettrica dove si sono radunati i no Tav in marcia contro la Torino-Lione. “C’è uno scorpamento tra cittadini ed istituzioni”, ha aggiunto il comico genovese, “volevo esserci, è una battaglia che con voi stiamo conducendo da tanti anni”, ha detto rivolto ai No Tav, che lo applaudono.

13.38 – Manifestante ferito portato in ospedale

Secondo la diretta Twitter sul sito Notav.info è stato portato in ospedale un ragazzo ferito da un lacrimogeno alla mano. Il movimento NoTav parla di “tre feriti” e di “lacrimogeni ad altezza uomo”, mentre c’è chi segnala che in tutta la zona è impossibile telefonare ed è possibile comunicare solo via sms o via internet.

13.28 – Cantiere assediato dai manifestanti, interrotti i lavori

Il cantiere Tav è stato di fatto assediato dai manifestanti. Gruppo antagonisti di No Tav lo hanno raggiunto da più lati obbligando le forze dell’ordine, che hanno messo in sicurezza gli operai, a disporre l’interruzione dei lavori per evitare il peggioramento della situazione.

13.23 – Feriti 6 poliziotti vicino al cantiere

Durante gli scontri che si sono verificati a ridosso della recinzione del cantiere della Tav, sono rimasti feriti sei agenti di Polizia. Uno è svenuto a seguito dello scoppio di una bomba carta; un secondo ha riportato la frattura del setto nasale; un altro ha riportato ferite lacero-contuse al capo. Infine altri tre hanno riportato alcune ustioni.

13.05 – Primi feriti dopo il lancio massiccio di lacrimogeni

Ci sono i primi feriti in Val Susa, secondo quanto riportato dalla diretta su Twitter della manifestazione No Tav contro la Torino-Lione. “Ondata massiva di lacrimogeni nei pressi del cantiere: impressionante”, si legge, mentre un altro messaggio on line recita: “Un lacrimogeno ha squarciato la coscia di un manifestante”.

13.02 – Recinzione sfondata, corteo saluta con applausi e fuochi d’artificio

E’ stato salutato con il lancio di alcuni fuochi di artificio e lo sfondamento della recinzione di protezione al cantiere all’altezza dell’area archeologica. Una sorta di segnale convenzionale che i manifestanti che stanno marciando da questa mattina da Exilles diretti a Chiomonte dove al campo sportivo si concluderà la manifestazione, hanno salutato con un applauso.

12.57 – Alcuni manifestanti sfondano recinzione

E’ stata sfondata da alcuni manifestanti No Tav la recinzione di protezione al cantiere all’altezza dell’area archeologica. Continua, poi, il lancio di oggetti e sassi, anche con fionde, verso le forze dell’ordine.

12.50 – Scontri sempre più intensi, ferito un operaio del cantiere

Le forze dell’ordine confermano che è in corso un’attività di contenimento della forze di polizia di un gruppo di circa cinquanta manifestanti appartenenti all’ala più radicale del movimento, muniti di caschi e scudi che nella parte alta del cantiere, a ridosso dell’area archeologica, stanno tentando di danneggiare prima le strutture perimetrali del cantiere a tutela dell’area per arrivare a un contatto con le forze dell’ordine, contro le quali sarebbero stati lanciati oggetti di ogni sorta e anche bombe carta. Per questo le forze dell’ordine hanno lanciato alcuni lacrimogeni. Intanto, a quanto si apprende da fonti della questura manifestanti del corteo proveniente da Giaglione, già giunti al presidio No Tav della Val Clarea (casetta in pietra), hanno dato luogo al lancio ripetuto di razzi di segnalazione, finalizzati a scandire i tempi di coordinamento dei diversi gruppi di manifestanti. Nella circostanza è rimasto ferito, colpito da una pietra, un operaio del cantiere, soccorso e medicato da personale sanitario della Polizia.

12.25 – Lacrimogeni in una zona vicino al cantiere

Continuano gli scontri tra alcuni manifestanti che stavano tentando di varcare la zona chiusa del cantiere e gli agenti di polizia, che confermano l’uso di lacrimogeni. Si è trattato, come spiegano in Questura, di un’azione di contenimento in quanto i primi manifestanti, passando per i boschi, sono stati notati in prossimità della recinzione. L’area del cantiere corre sotto il viadotto dell’autostrada del Frejus ed è costituita da una rete metallica sovrastata da filo spinato. Dietro c’è un’imponente cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Si sentono continuamente tonfi che potrebbero essere di lacrimogeni. Il grosso dei manifestanti è ancora qualche decina di metri più a valle all’altezza della baita. Sull’autostrada ci sono poliziotti, carabinieri e numerosi veicoli delle forze dell’ordine.

12.18 – Movimenti: “Siamo oltre 50mila”

Per i movimenti No Tav, che hanno promosso la manifestazione, alla marcia contro la Torino-Lione partecipano oltre 50 mila persone. L’interminabile serpentone umano si snoda lungo chilometri e chilometri delle strade che portano alla Maddalena e alle altre frazioni di montagna di Chiomonte.

12.10 – Lacrimogeni nei boschi in località Ramatz

Sono in corso scontri lungo i sentieri dei boschi di Ramatz tra le frange che si sono staccate dal corteo principale e la polizia.

12.06 – I manifestanti la baita dell’ex presidio


Dopo un’ora di marcia per i boschi i primi dimostranti No Tav da Giaglione hanno raggiunto la baita che è stata costruita abusivamente vicino alla Maddalena di Chiomonte e che era diventata il primo presidio dei No Tav. La costruzione si trova ancora all’esterno dell’area del cantiere presidiata dalla forze dell’ordine.

11.52 – Manifestanti si staccano da corteo diretti al cantiere

Molti manifestanti, circa trecento secondo la polizia, quando il corteo da Exilles non era ancora partito, si sono staccati incamminandosi lungo i sentieri attraverso i boschi in direzione Ramats, piccolo centro abitato della Val di Susa. Secondo le forze dell’ordine si tratta di individui dell’ala più radicale del movimento, presumibilmente interessati a raggiungere il cantiere della Torino-Lione che si trova a ridosso dell’area archeologica sottostante.

11.38 – Chiusa A32 per alcuni lanci di pietre, trovate 11 bombe carta

In concomitanza con l’inizio del corteo anti Tav, per il momento del tutto pacifico, le forze dell’ordine hanno dovuto far chiudere, per ragioni di sicurezza, l’Autostrada A32 nel tratto Bardonecchia-Susa, dopo che ignoti hanno lanciato sassi dall’area sovrastante la galleria Cels in direzione delle stesse forze dell’ordine. Inoltre la Questura ha reso noto che nel corso delle mirate bonifiche nell’area del costituito cantiere LTF in località La Maddalena, è stato rinvenuto un contenitore con 14 bombe carta, poste sotto sequestro.

11.32 – Partito il terzo corteo da Chiomonte

Decine di migliaia di persone partite in corteo da Chiomonte hanno raggiunto poco fa la località Ramats, dove si sono unite al corteo proveniente da Exilles e guidato dagli amministratori della Val di Susa ed insieme stanno marciando diretti alla centrale idroelettrica ai confini della ‘libera repubblica della Maddalena il presidio no Tav smantellato nei giorni scorsi a seguito del blitz delle forze dell’ordine. Ad aprire il corteo proveniente da Chiomonte lo striscione ‘La Valle di Susa esige rispetto’.

10.54 – Cremaschi (Fiom): “La gente è stufa della sordità del Palazzo”

Per Giorgio Cremaschi,presidente del comitato centrale della Fiom, la manifestazione di oggi contro la Tav “dimostra quanto la gente sia stufa dei bla bla, del palazzo politico-sindacale che risponde con sordità totale alla domanda di cambiamento sociale. La Fiom aderisce ufficialmente alla giornata No Tav – aggiunge Cremaschi, anche lui a Exilles – e condivide il rifiuto di un’opera assurda sia dal punto di vista ambientale che da quello economico”.

10.43 – Sindaci e bambini aprono il corteo di Exilles

Il corteo con i sindaci è partito poco dopo le 10 da Exilles. E’ aperto dallo striscione “amministratori valle Susa” e subito dietro i politici locali sfilano famiglie con molti bambini. Alla marcia partecipano migliaia di persone, molte arrivate da fuori regione e dalla francese Savoia.

10.22 – Partito il corteo da Giaglione, considerato il più “a rischio”

Almeno un migliaio di persone si sono messe in marcia da Giaglione (Torino), in Val di Susa, per raggiungere, attraverso i sentieri di montagna, l’area in cui si sta realizzando il primo cantiere dell’alta velocità. Ai numerosi residenti nella valle si sono aggiunti gruppi di autonomi e frequentatori dei Centri sociali; alcuni manifestanti vengono da Roma, dal Veneto e anche dalla Francia. Un elicottero delle forze dell’ordine controlla dall’alto i movimenti del lungo corteo.

9.49 – Perino: “Quest’opera non si farà mai”

Migliaia di persone si stanno radunando sotto il forte di Exilles, in Valle di Susa, per partecipare alla marcia di protesta contro la Tav. Con i manifestanti ci sono anche i sindaci dei 23 Comuni della valle che hanno aderito alla manifestazione. “La Tav non si farà mai – dice Alberto Perino, leader del movimento No-Tav – perchè non ci sono i soldi, perchè non hanno le idee chiare e perchè ci siamo noi. L’unica cosa che riescono a fare è aprire cantieri per mangiare i soldi pubblici”. Da Exilles il corteo scenderà verso Chiomonte, dove lunedì scorso è stato aperto il cantiere per lo scavo del tunnel esplorativo della Torino-Lione. Lì confluirà anche un’altra marcia in partenza da Giaglione. “Questa manifestazione – commenta Sandro Plano, presidente della Comunità montana – è il segnale che non esiste tutto questo consenso sbandierato, nella Valle di Susa ci sono migliaia e migliaia di persone contrarie e ci sono i sindaci di 23 Comuni che hanno deliberato la loro contrarietà all’opera”.

9.28 – Fassino: “Stop alle barricate, sì al confronto”

“Abbandonare le barricate. Allo stillicidio di manifestazioni e blocchi sarebbe più utile un confronto con l’Osservatorio, vigilando sul cantiere e sulla costruzione delle opere per la messa in sicurezza della Valle, insieme con i sindaci”. E’ l’appello ai No-Tav lanciato dal sindaco di Torino Fassino dalle pagine dei giornali di oggi.

Pontinia Migliara 51: Linea è un fiume? è acqua questa?



Dal ponte della Migliara 51 sul "fiume" Linea nel comune di Pontinia si possono osservare i due lati in direzione Latina o Pontinia e in direzione Terracina. L'acqua non si vede. Ma ci sono tanti rifiuti in superficie. E nel fondo?

basta casta, gli sprechi della politica

Costi della politica: Tremonti li vuole tagliare, ma intanto volano
Sabato 02.07.2011 18:00
Nuova puntata della rubrica di Affaritaliani.it in collaborazione con www.nonsprecare.it
Vuoi non sprecare? Scrivi e chiedi consiglio ad Antonio Galdo: angaldo@gmail.com
Giulio Tremonti vuole tagliare i costi della politica, ma le cifre che stanno venendo fuori sono impressionanti e lasciano intendere che non c’è alcun rallentamento in queste spese particolarmente odiose per i cittadini.
Partiamo dai contributi elettorali, quelli che con una definizione ipocrita hanno sostituito il finanziamento pubblico bocciato da un referendum. Tra il 1999 e il 2008 questa voce di spesa sul bilancio dello Stato è aumentata del 1.100 per cento: ogni cittadino italiano per mantenere i partiti spende 3,38 euro rispetto a 0,12 euro degli americani. In pratica, soltanto attraverso questa singola voce, la politica in Italia costa 30 volte in più che negli Stati Uniti, dove pure la macchina delle istituzioni funziona molto bene. Tra i partiti che hanno incassato questo fiume di denaro vi sono poi quelli “fantasma”.  Forze politiche che non esistono più. O perché sono state travolte dal giudizio degli elettori, come nel caso di Rifondazione comunista e dell’Udeur, oppure perché sono entrate in altre formazioni politiche, come nel caso di Alleanza nazionale. A questo punto la destinazione di questi fondi diventa un rebus. Non esistendo più il partito che incassa i soldi, a chi vanno i rimborsi? E come vengono spesi?
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Un secondo osservatorio, molto deprimente, per misurare i costi della politica è  quello del bilancio della Camera dei deputati, sempre più gonfio nelle voci che si traducono in uscite di cassa. I tagli promessi non si sono visti, se non attraverso delle irrilevanti limature, e le spese di Montecitorio continuano a crescere: non basta più 1 miliardo di euro del 2010, ma entro la fine della legislatura, nel 2013, si arriverà a 1 miliardo e 100 milioni di euro. Tra i costi che la macchina della Camera deve sopportare c’è anche quello del privilegio di una ricca pensione: sono 1813 i deputati, o i loro familiari, che incassano un assegno previdenziale  mensile, medio, di 6.352 euro. Molti di loro non hanno compiuto i sessant’anni.
Terzo osservatorio: il budget di Palazzo Chigi. Qui l’aumento dei costi per lo staff, soltanto nell’ultimo anno, è stato del 26 per cento. Ma tra i costi che segnalano gravi sprechi c’è anche il “vizietto” dei ministri a utilizzare l’aereo di Stato per i propri spostamenti, anche quando non è strettamente necessario. Nonostante la promessa di ridimensionare questa voce del bilancio, ogni componente del governo vola 97 ore l’anno a spese del bilancio statale. Servirebbero delle grandi forbici per procedere ai tagli delle spese per la politica, ma servirebbe innanzitutto qualcuno che le usi. Senza indulgenze, senza temere ricatti, e senza demagogia. Magari utilizzando semplicemente la bussola del buonsenso.
http://affaritaliani.libero.it/rubriche/nonsprecare/non_sprecare020611.html

sabato 2 luglio 2011

Fukushima: It's much worse than you think - Al Jazeera English

http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/06/201161664828302638.html

Fukushima is the biggest industrial catastrophe in the history of mankind," Arnold Gundersen, a former nuclear industry senior vice president, told Al Jazeera.
Japan's 9.0 earthquake on March 11 caused a massive tsunami that crippled the cooling systems at the Tokyo Electric Power Company's (TEPCO) nuclear plant in Fukushima, Japan. It also led to hydrogen explosions and reactor meltdowns that forced evacuations of those living within a 20km radius of the plant. Gundersen, a licensed reactor operator with 39 years of nuclear power engineering experience, managing and coordinating projects at 70 nuclear power plants around the US, says the Fukushima nuclear plant likely has more exposed reactor cores than commonly believed.
"Fukushima has three nuclear reactors exposed and four fuel cores exposed," he said, "You probably have the equivalent of 20 nuclear reactor cores because of the fuel cores, and they are all in desperate need of being cooled, and there is no means to cool them effectively."
TEPCO has been spraying water on several of the reactors and fuel cores, but this has led to even greater problems, such as radiation being emitted into the air in steam and evaporated sea water - as well as generating hundreds of thousands of tons of highly radioactive sea water that has to be disposed of.
"The problem is how to keep it cool," says Gundersen. "They are pouring in water and the question is what are they going to do with the waste that comes out of that system, because it is going to contain plutonium and uranium. Where do you put the water?"

Even though the plant is now shut down, fission products such as uranium continue to generate heat, and therefore require cooling.
"The fuels are now a molten blob at the bottom of the reactor," Gundersen added. "TEPCO announced they had a melt through. A melt down is when the fuel collapses to the bottom of the reactor, and a melt through means it has melted through some layers. That blob is incredibly radioactive, and now you have water on top of it. The water picks up enormous amounts of radiation, so you add more water and you are generating hundreds of thousands of tons of highly radioactive water."

Independent scientists have been monitoring the locations of radioactive "hot spots" around Japan, and their findings are disconcerting.
"We have 20 nuclear cores exposed, the fuel pools have several cores each, that is 20 times the potential to be released than Chernobyl," said Gundersen. "The data I'm seeing shows that we are finding hot spots further away than we had from Chernobyl, and the amount of radiation in many of them was the amount that caused areas to be declared no-man's-land for Chernobyl. We are seeing square kilometres being found 60 to 70 kilometres away from the reactor. You can't clean all this up. We still have radioactive wild boar in Germany, 30 years after Chernobyl."

nucleare Fukushima tracce di cesio nelle urina

IL MARTIRIO DI FUKUSHIMA
di Ernesto Burgio - 30 Giugno 2011

Tracce di cesio 137 sono state rinvenute nelle urine di 15 persone residenti al di fuori della no-entry zone. Tutti siamo potenzialmente a rischio, perché il cesio si fissa nei tessuti e contamina la catena alimentare. Ed è dimostrato il passaggio dalla placenta al feto



Quindici persone residenti al di fuori della no-entry zone stabilita dopo il disastro di Fukushima del Marzo scorso, sono risultate contaminate dal cesio 137. L'elemento radioattivo è stato rinvenuto nelle urine. A seguito dell'esito degli esami, le autorità hanno consigliato alle persone risultate contaminate di spostarsi al più presto, andando a vivere lontano dalle zone coinvolte. Abbiamo analizzato la situazione col supporto di Ernesto Burgio, del Comitato scientifico dell'ISDE Italia.

Come può essere acquisita la contaminazione da cesio?

"La notizia è stata data in maniera forse un po' imprecisa, il problema è esattamente da capovolgere. Quello che succede in caso di incidente, già in generale intorno alle centrali e a maggior ragione in caso di incidente, è che normalmente si va a verificare la cosiddetta esposizione esterna, da irradiazione esterna, ed è assolutamente un dato poco significativo.
Il dato veramente significativo, che in questo caso sta emergendo come purtroppo molti di noi temevano da 4 mesi, riguarda la notizia secondo cui molte persone, anche parecchio distanti dalla centrale perché qui parliamo di 40 chilometri, al di fuori nettamente della no-entry zone, si saranno contaminate sia per via inalatoria, sia soprattutto per via alimentare, perché il vero problema dopo incidenti gravi come quello di Chernobyl e come questo di Fukushima è che la gran parte della contaminazione avviene per via alimentare, queste persone probabilmente come altre migliaia, anzi come altri milioni di persone, avranno, purtroppo si saranno cibati di alimenti, per esempio vegetali, per esempio latte e latticini e avranno assorbito quantità notevoli. I dati più importanti e più significativi sono: 1) il fatto che è stato trovato il cesio 137, che come sappiamo è il pericolo maggiore perché si fissa nei muscoli, si fissa nel sistema nervoso centrale e questo è l'indicatore chiave di una contaminazione attraverso le catene alimentari e poi è anche significativo il fatto che nella notizia viene sottolineato, direi giustamente, che i dati iniziali avevano segnalato anche la presenza di iodio radioattivo in alcune persone che poi è scomparso. Perché questo è significativo? Perché questo significa che è un elemento, un radionuclide come lo iodio radioattivo che ha una emivita di 10 giorni dopo un mese è scomparso, il cesio che purtroppo ha una emivita di 30 anni e quindi rischia di rimanere nelle catene alimentari per 60, purtroppo invece si trova in queste persone a dosi che sono da valutare molto attentamente, perché si tratta di dosi superiori a quelle che normalmente vengono considerate ammissibili in un anno.

Quali sono gli effetti nel medio e lungo periodo?

"In realtà l'esposizione che si può indurre quando si vede che nelle urine c'è un 3 millisievert come qui è stato detto, lasciando perdere poi sarebbe un discorso più lungo, ma per ora lo facciamo così com'è stato dato, significa che questo campione che per ora è quantitativamente non rilevante perché si tratta di 15 persone, però visto che sono state scelte random a distanze così ampie, indicano che la popolazione, probabilmente milioni di persone sono state esposte in maniera molto superiore a quello che fin qui è stato detto, perché purtroppo i dati ufficiali sono scarsissimi. Come le dicevo, il cesio si fissa nei tessuti profondi, il cesio come si fissa nei tessuti umani, si fissa anche nei tessuti animali, il che significa che le catene alimentari contengono questa piccola fonte radioattiva che però rimane attiva per decenni. Dopo Chernobyl noi abbiamo visto un aumento di carcinomi papillari della tiroide, quindi di tumori maligni soprattutto nella prima infanzia, nei primi anni dopo l'incidente e non solo nelle zone più contaminate, ma anche a distanza maggiore, quindi è vero che in Bielorussia c'è stato un aumento di 40 volte e nelle zone vicine Chernobyl addirittura in alcune zone un aumento di 500 volte, ma la cosa è stata anche più ampia. Per quanto riguarda il cesio, gli studi più recenti fanno vedere perfino un aumento di leucemie infantili, in Europa uno studio molto importante del 2009 ha rilevato come in diretta proporzione all'incremento del cesio nelle catene alimentari, c'è stato un aumento di leucemie infantili, ma non soltanto nelle zone limitrofe, ma addirittura in Grecia, in Gran Bretagna e perfino in Scozia con un aumento del 30/40%."

Se i fondali marini e la catena alimentare sono contaminati, forse sarà utile, tra qualche anno, sottoporci tutti a un esame delle urine...

"Questa non è una domanda provocatoria, questa è una domanda che è fondata su un piano anche scientifico. Quando all'inizio mi è stato posto il problema di cosa stesse succedendo ed eravamo ai primi di aprile, ho detto: guardate noi non abbiamo dati attualmente se non molto vaghi perché come sempre, come a suo tempo a Chernobyl e in analoghe situazioni, perché ci sono anche altri incidenti cosiddetti minori in cui i dati non sono mai trapelati, noi ragioniamo su delle stime, dei modelli di rischio perché i dati reali della contaminazione sono molto scarsi. Quello che noi sappiamo da alcune agenzie di radioprotezione indipendente, soprattutto francese, è questo: il vento nel primo mese soffiava essenzialmente da nord ovest, per cui gran parte della nube radioattiva, per fortuna per certi versi, perché altrimenti sarebbe andata sulle regioni di Tokyo e quindi avrebbe contaminato 30 milioni di persone, si è spostata verso l'Oceano. Da questo però come lei giustamente diceva e come 3 mesi fa avevamo già sottolineato, c'è l'enorme rischio che le catene alimentari per 40 anni avranno dei livelli di cesio che saranno da valutare, perché il problema non è tanto, il cesio finisce nel plancton, il plancton viene mangiato dai pesci, il pesce grosso mangia il pesce piccolo, nel pesce grosso, per esempio nei tonni, che come lei sa tra l'altro i tonni giapponesi fanno il giro del mondo e vengono commercializzati proprio in Europa, proprio nel tonno si va bio-accumulare questo tipo di sostanza, quindi è indubbiamente che si tratta di una contaminazione potenzialmente globale, non è un fatto allarmistico, è, speriamo che ci sia l'attenzione nei sugli anni per monitorare tutto questo, perché questo è un dato assolutamente importante.

Si può guarire dal cesio?

"Chiaramente quello che si trova nelle urine è una parte delle sostanze radioattive che vengono eliminate. Quindi bisogna capire: 1) l'esposizione come per lo iodio che dura pochi giorni può dare danni gravi, perché lo iodio 131 si fissa sui recettori della tiroide e va a danneggiare la tiroide, i tumori della tiroide si sono visti dopo pochi anni. Ma per quanto riguarda il cesio che va a fissarsi nei muscoli e nel sistema nervoso, il problema è che l'esposizione non dura 10 giorni, ma dura potenzialmente anni, quindi anche se c'è un certo ricambio nel senso che una parte di queste sostanze radioattive vengono eliminate, ma se continua l'esposizione comunque sia quello che si fissa nei muscoli e quello che viene continuamente a essere in qualche modo ingerito o inalato, ma continuo a dire soprattutto ingerito, rimane ovviamente un'esposizione di anni. E' sempre più evidente, questo è quello su cui abbiamo lavorato per mesi e abbiamo scritto in un libro, non è per fare pubblicità, ma è importante, abbiamo pubblicato recentemente con il Prof. Baracca e con Giorgio Ferrari un bel libro per Acca Book che si chiama "Scram la fine del nucleare" nel capitolo sulla salute abbiamo spiegato a tutte lettere come i modelli di esposizione e di valutazione del rischio che sono vecchi di 40 anni e che non valgono veramente più nulla ma continuano ad essere adottati per cui in teoria la dose totale assorbita di radiazioni è quella importante, devono essere messi da parte, quello che veramente è importante è questa esposizione a piccole dosi quotidiane a radionuclidi che si fissano nei tessuti, che passano attraverso la catena alimentare e che addirittura e questa è la cosa più importante, passano alla placenta e raggiungono l'embrione e il feto, per questo aumentano poi le patologie dei bambini, magari si manifestano 20 anni dopo, ma la dimensione del discorso, come lei capisce, è questa."
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