domenica 26 luglio 2026

Merci su strada e ferrovia: l’Italia resta sbilanciata sulla gomma

 tratto da https://ambientenonsolo.com/merci-su-strada-e-ferrovia-litalia-resta-sbilanciata-sulla-gomma/

Italia in Europa: bene sul ferro, ma senza svolta
Nel panorama europeo l’Italia si colloca:
al quarto posto per trasporto ferroviario merci (6,1% del totale Unione europea a 27 Paesi, in tonnellate-chilometro) ;
al quinto posto per trasporto su strada (8,2% del totale Unione europea a 27 Paesi) .
Il risultato ferroviario è significativo anche considerando la densità della rete nazionale, inferiore a quella tedesca ma superiore a quella francese . Tuttavia la quota complessiva del ferro resta bassa sul totale interno.
Nord dominante, Sud in ritardo
La geografia dei flussi conferma una forte polarizzazione nel Nord del Paese.
Circa l’82% delle merci ferroviarie ha origine nel Nord, dove si concentra oltre la metà del prodotto interno lordo nazionale .
Anche il trasporto su strada è fortemente concentrato nelle regioni settentrionali: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte guidano le principali direttrici di scambio .
Il Mezzogiorno resta marginale nel traffico ferroviario intra-ripartizione, con quote molto basse rispetto al Nord . Un divario che richiama direttamente il tema degli investimenti infrastrutturali e dell’effettiva attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – Missione 3.
Intermodalità in crescita, ma con oscillazioni
Un segnale positivo arriva dal trasporto intermodale ferro-strada. Nel 2024 rappresenta il 59,2% delle tonnellate trasportate su ferro, in crescita rispetto al 45,8% del 2004 .
Container e casse mobili restano prevalenti, ma cresce il peso dei semirimorchi non accompagnati, segno di una graduale evoluzione del sistema logistico .
Tuttavia, in termini di tonnellate-chilometro, la quota intermodale mostra un andamento meno lineare e nel 2024 si assesta al 47,9% , segno di una dinamica ancora fragile.
Esternalizzazione e logistica professionale
Nel trasporto su strada prosegue il processo di esternalizzazione: nel 2024 circa l’87% delle tonnellate è movimentato da imprese in conto terzi . Dal 2006 al 2024 la quota del conto proprio è scesa dal 10,1% al 4,6% in termini di tonnellate-chilometro .
Un’evoluzione che riflette la crescente integrazione tra trasporto, logistica e gestione della supply chain, ma che non modifica il quadro strutturale: la gomma resta dominante.
La sfida climatica resta aperta
I numeri 2024 mostrano un sistema logistico efficiente sotto il profilo economico, ma ancora lontano dagli obiettivi climatici europei. Il trasporto merci su strada è responsabile di una quota rilevante delle emissioni del settore trasporti, e il mancato spostamento modale rischia di compromettere i target di decarbonizzazione.
La crescita dell’intermodalità è un segnale incoraggiante, ma senza un rafforzamento infrastrutturale della rete ferroviaria, un riequilibrio territoriale e una politica fiscale coerente, il cambio di paradigma resterà incompiuto.
Il 2024 conferma dunque una fotografia nota: l’Italia è un grande Paese logistico europeo, ma ancora troppo dipendente dalla gomma. La transizione del trasporto merci è una delle partite decisive per la credibilità climatica del Paese.
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